giovedì 11 ottobre 2018

Recensione #265 The Fireman L'isola della salvezza by Joe Hill


Purché sia di Serie! #1

Cari Lettori,
mentre molti di voi di notte dormono c’è chi invece è arzillo e sveglio. Io leggo dal Kindle rischiando ogni volta il divorzio da Coso che è infastidito dalla lucina del mio reader (bah). Ma non sono la sola, infatti la Lettrice sulle Nuvole, Chiara, dialoga con i suoi cricetini (in silenzio, così non rischia nulla) e danno vita a nuove rubriche.
I cricetini, stanchi di non conoscere il proseguo di alcune serie librose iniziate dalla loro ospite, hanno pensato bene di obbligarla in qualche modo a leggere i vari capitoli successivi.
Nasce così questa nuova idea per smaltire le
millemila serie iniziate – non so voi ma io ne ho a bizzeffe da terminare - e, di comune accordo con le solite amiche-blogger, abbiamo deciso di imporci come obiettivo mensile quello di proseguire una serie cominciata ma non ancora finita.


La rubrica quindi consiste nel leggere mensilmente un libro appartenente a una serie cominciata (quindi non il primo) e di parlarne sul blog, però in questo caso, con una recensione speciale.
Faremo una cosa che normalmente è il MALE ASSOLUTO, cioè Spoileremo sulla serie e sul libro letto. Più un delirio da fangirl, che richiama perciò i gruppi di lettura sui social, che una recensione vera e propria.
Ma bando alle chiacchiere e veniamo al libro che ho scelto io.


Titolo: The Fireman L'isola della salvezza
Autore: Joe Hill
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Pagine: 302
Data di pubblicazione: 15 novembre 2018
Trama
La Scaglia di Drago, la terribile peste incendiaria del nuovo secolo, sta decimando la popolazione e solo pochi scampano alla prima ondata dell'epidemia. Tra loro Harper, la generosa infermiera che si è messa in cammino verso l'ignoto per salvare il bambino che porta in grembo. Sulla sua strada ha trovato il Pompiere, un misterioso eroe solitario il cui vero nome, scoprirà poi, è John Rookwood. A tenergli lontani i nemici sono una sbarra uncinata e una pesante giacca gialla da vigile del fuoco che gli fa da scudo. A tenere lontana la morte, invece, sembra essere soltanto la sua lucida follia: John ha imparato a controllare le fiamme e protegge così i superstiti in fuga affrontando pericoli mortali. Decisi a sopravvivere, Harper e John viaggeranno in un paese impazzito, abitato da comunità apparentemente ideali e sotterraneamente letali, da bande di orfani senza meta e da cacciatori assetati di sangue. Un diario segreto, pieno di rivelazioni sul morbo, e gli straordinari poteri sviluppati dal Pompiere sono la loro unica difesa durante la lunga odissea che dovrebbe portarli all'isola della leggendaria Martha Quinn. L'isola della salvezza? Amore e tradimento, potere e sopraffazione, leggende e verità: nel sorprendente seguito de L'uomo del fuoco, Joe Hill non si risparmia e immagina un mondo apocalittico che ci fa veramente paura, ma anche un manipolo di esseri umani capaci di vincerla. Per amore.






Ho fatto passare esattamente due anni prima di decidermi a leggere il secondo capitolo di questo che, in America, è un libro unico. Non capisco mai certe scelte editoriali. Perché da noi suddividerlo? In fondo libri con 700 o più pagine ce ne sono parecchi!
Questo è uno dei fattori che mi ha creato non pochi problemi con questo volume. Non ricordavo bene i vari nomi dei personaggi, non riuscivo a collegarli tra loro e alla storia stessa. Avevo dimenticato anche la trama principale, ricordavo solo della spora che aveva portato al disastro. Ho provato quindi a rileggere la mia recensione (QUI) ma non mi ha aiutato granché. Soprattutto non mi ha illuminato con i personaggi secondari. Invece ha confermato la mia sensazione negativa verso l'infermiera Harper, eroina del libro... eroina poi mica tanto... Non sopportavo Harper nella prima parte e l'ho odiata qui. Non poteva morire lei al posto di John??? Partoriva il bebè e si toglieva dalle scatole. In fondo è stata lei che ha insistito per andare nell'isola di Martha Quinn credendo di trovare il paradiso. Ma dai si capiva lontano un miglio che era una trappola! Mi ha ricordato The Walking Dead e il viaggio verso Terminus.
Sono riuscita, sì, ad avere più informazioni su John, il pompiere, ma invece di farmelo comprendere e apprezzare di più hanno fatto il contrario. La sua ossessione per la moglie racchiusa nella fiamma a cui non permetteva mai di spegnersi era ridicola. Va bene che l'hai tanto amata, ma è morta... capito? Non è che se non fai spegnere i carboni torna da te!
La risoluzione finale contro Malboro Man non mi ha soddisfatta per nulla. Volevo più cattiveria. Poi perché eliminare tutti gli abitanti del campo nel grande rogo della chiesa? Ci sta eh, ma non so, boh...
Poi mi sono chiesta più volte come fosse possibile che ci internet era ancora attivo e i telefoni fissi no. Mistero.
L'idea di base era davvero originale ma non sviluppata a dovere come il world building che meritava una costruzione migliore.
Inoltre per essere un horror ci sono poche scene veramente angoscianti o spaventose.

Tuttavia lo stile di Hill mi piace e ho intenzione di leggere altro di suo.



Vi piace come idea? A noi SI!
Appuntamento fisso quindi ogni 11 del mese per parlare di serie.
Intanto ecco le partecipanti di questo mese:
Letture a Pois (presentazione)



12 commenti:

  1. Idea stupenda come tutte quelle di Chiara.
    Riguardo il libro bhe facciamo che mi tengo lontana

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  2. La tua presentazione mi ha fatto morir dal ridere. Buone letture, saluti a "Coso" e attenta con gli spoiler😉😅

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    1. Grazie, ma questo tipo di rubrica è fatto apposta per fangirlare un po' quindi gli spoiler ci vogliono.
      Ps Coso risaluta

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  3. Coso ovviamente non sarà contento che nuovi propositi si aggiungano e intensifichino i ritmi di lettura notturni hahahahh
    Sempre ottime idee le vostre.

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    1. Se mi ama mi sopporta, oppure drogo lui e i criceti di Chiara :P

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  4. Grande Dolci, così si stronca! E tranquilla non divorzio dai miei cricetini

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    1. Arriverò a stroncare come te! Meno male poveri cricetini

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  5. Ma sai che nel Kindle ho un FIreman vinto in qualche giveaway ma non l'ho letto, non so se sia il primo o il secondo e, a dir la verità, pensavo fosse un libro autoconclusivo

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    1. in Italia diviso in due... scelte editoriali che non capirò mai

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