mercoledì 26 gennaio 2022

Recensione #752 Il viaggio by Gotens

 


Gennaio si è rivelato un mese davvero proficuo. Sono riuscita a proseguire addirittura con due serie distinte di cui porto, sul blog, la recensione nello stesso mese. Sono proprio soddisfatta! 

La copertina con i suoi colori freddi si adatta perfettamente alla parola di Gennaio per la rubrica mensile in collaborazione con Chiara e Chicca.

Come sempre ringrazio Triskell Edizioni per la copia digitale del libro.


Autrice: Gotens

Titolo: Il viaggio

Serie: Titano #2

Editore: Triskell Edizioni

Pag:: 144

Data di pubblicazione: 12 giugno 2021

Trama

Connor è più di quel che sembra, la sua stessa vita è un segreto che conoscono in pochi. Il suo compito è proteggere Ken Suzokawa, capo indiscusso della Suzokawa Corp. azienda leader nel mondo.
Ha sempre svolto le sue missioni in maniera perfetta, ma quello che ha davanti adesso è sicuramente un incubo: com’è possibile che Keres, un guerriero di Urano, sia lì e che benefici della protezione di Ken? Peggio ancora, i due hanno stretto un patto: un intero pianeta con risorse mai viste prima in cambio proprio della vita di Connor, che si rivela essere la cura vivente per la sua razza.
Nonostante sappia che sia necessario, Keres si sente in colpa per ciò che ha fatto, perché a dispetto di tutto è arrivato ad ammirare e amare Connor. La vita del giovane vale davvero la sopravvivenza del suo popolo? La risposta sembra facile, sì, ma sa bene che rimpiangerà per sempre la scelta che ha dovuto compiere fra il suo cuore e la sua fedeltà.
E se, alla fine, su Titano la scelta non fosse più sua?




Dopo aver conosciuto bene Helios e Deimos nel precedente volume, Il viaggio ci presenta altri due personaggi molto interessanti: Connor, un essere umano ma potenziato da alcuni nanorobot che lo rendono praticamente immortale e Keres un abitante di Urano catturato da Ken Suzokawa. Il popolo degli uraniani composto da cloni dei cloni dei cloni dei primi guerrieri sta morendo a causa di un deterioramento del DNA. La soluzione a ciò richiede un sacrificio enorme...

Anche questa volta i protagonisti sono completamente diversi tra di loro e devono cercare un punto d'incontro tra le loro due culture. Ne risulta una storia più dolce rispetto a quella precedente. Non mancano l’azione, le scene di combattimento o situazioni emozionanti, però i due protagonisti mi sono parsi molto più pacati. Differenti tra loro, ma comunque tranquilli, calmi. Non riesco a spiegare meglio questa sensazione che mi hanno trasmesso. Ho apprezzato molto come il loro rapporto d’amicizia viene approfondito in modo lento. I due hanno il tempo di di conoscersi, di confrontare le varie esperienze e trovare molti punti in comune anche provenendo da due popoli completamente agli antipodi dell’universo.

L'ambientazione è sempre molto curata e approfondita e lo stile scorrevolissimo. Ho letto Il viaggio in un'unica seduta!

Una pecca, però, di questi libri è il loro essere troppo brevi. Non manca la caratterizzazione dei personaggi, non manca la descrizione dell’ambientazione, tuttavia tante cose vengono dette in maniera troppo superficiale. Un maggior numero di pagine avrebbe ottenuto, almeno per me, le 5 stelle piene.


La serie Titano è composta da

Titano

Il viaggio

Terra 2.0











martedì 25 gennaio 2022

Recensione #751 Una notte buia di Settembre by Valerio Marra

 


Buongiorno, oggi vi porto una nuova recensione sul blog. Questa volta protagonista un romanzo di genere giallo.

Ringrazio l’agenzia Saper Scrivere per avermi contattata e la Newton & Compton per la copia digitale del romanzo.



Autore: Valerio Marra

Titolo: Una notte buia di settembre

Editore: Newton Compton Editori

Pag: 288

Data di pubblicazione: 2 settembre 2021

Trama
Un caso complicato per il commissario Festa
Il chitarrista Angelo Donati – membro di una band che è stata famosa per circa un decennio, ma ora sul viale del tramonto – viene trovato morto nel suo appartamento. L’uomo pare essere stato strangolato. Il commissario Festa, incaricato delle indagini, è convinto che la vittima conoscesse il suo assassino: la serratura dell’appartamento infatti non è stata forzata.
Le indagini si muovono su due filoni, strettamente connessi: quello legato al mondo della droga e quello relativo all’ambiente musicale. La dipendenza dalla cocaina aveva infatti reso il musicista inaffidabile e inviso agli altri membri della band e anche alla sua stessa fidanzata.
Mentre scava nei rapporti di Donati, Festa scopre che la vicenda è molto più sfaccettata e intricata di quanto pensasse, e che la musica e la droga potrebbero non essere le uniche due chiavi per risolverla…




Una buia notte di settembre non è il primo capitolo di questa serie, però devo dire che non si percepisce troppo la mancanza dei capitoli precedenti. Non nego, tuttavia, che mi sarebbe piaciuto conoscere meglio i fatti antecedenti dei personaggi che popolano la storia. Mi è mancato qualcosa per entrare del tutto in empatia con Festa, Russo, Conti e gli altri. Proprio per questo non sono riuscita né ad amare né ad odiare nessuno di loro. Tra loro ho trovato, spesso, irritante Russo con i suoi atteggiamenti un po' troppo strafottenti per i miei gusti.

Mi è piaciuta tutta la parte riguardante l’indagine per risolvere il mistero dell’omicidio del batterista ucciso. Ho trovato ben gestiti anche gli indizi gettati dall'autore. Alcuni più evidenti, altri meno. Una cosa che ho sempre piacere di riscontrare in questo genere di romanzo.

Il finale che chiude il caso in oggetto lascia aperti vari spiragli per eventuali e futuri seguiti.

Lo stile dell’autore è curato, pulito e coinvolgente. Oltre a intessere una buona trama si è fatto leggere con piacere.




lunedì 24 gennaio 2022

Recensione #750 Out of love: senza amore by Cinnie Maybe

 

Buon lunedì. È sempre bene iniziare la settimana con un bel libro che ci regali momenti piacevoli e rilassanti.

Il secondo capitolo della dilogia sui Wildcats si è rivelato all'altezza del primo libro.

Ringrazio Delrai Edizioni per la copia digitale del romanzo.


Autrice: Cinnie Maybe

Titolo: Out of breath Senza respiro

Serie: Wildcats #2

Editore: Delrai Edizioni

Pag: 541

Data di pubblicazione: 29 dicembre 2021

Trama

Sono passati quattro anni, Colin è a Chicago ed è diventato la star di punta dei Bulls: è bello, ricco, gli sponsor fanno a gara per averlo come testimonial, e ha persino provato a ricostruirsi una vita privata, frequentando un’altra ragazza. Tuttavia, sente che nella sua vita manca qualcosa: Ally è ancora il suo pensiero fisso e quel sentimento tanto forte che li ha uniti, arde ancora in lui, sotto le braci della sua nuova vita. Sebbene abbia raggiunto il successo sognato da sempre, e in apparenza sembra non aver bisogno di nulla, Colin sente di non poter continuare fingendo di essere felice, non vuole più continuare a vivere senza amore.
Così, con l’aiuto del suo migliore amico Duncan decide di riallacciare i fili di quel sentimento che sembravano essersi spezzati: chiede notizie di Ally all’unica persona che può dargli una mano, affrontando sensi di colpa e errori commessi consapevole di dover cambiare ancora per diventare l’uomo che Ally merita di avere accanto. È così che il destino lo porta di nuovo a Madison, dove inspiegabilmente lei vive di nuovo da qualche tempo.
Ma basterà tornare nella città in cui tutto è iniziato per riprendere le fila di un amore spezzato e forse mai finito? E soprattutto, cosa sta sconvolgendo la vita di Ally, che appare ai suoi così profondamente cambiata? Vuole davvero sposare un altro, che non è Colin?
E ancora, tornare significa anche fare i conti con i vecchi compagni di squadra. E i Wildcats, senza più il loro capitano, sono ancora quei mostri inarrestabili che non hanno mai avuto paura di niente e di nessuno? Cosa vuole veramente la nuova generazione di giocatori che compone ora il team?
Dopo quattro anni, Colin dovrà far fronte ai conti che il destino ha scelto di presentargli, ma per difendere i suoi sentimenti è disposto a fare qualsiasi cosa, persino sfidare il fato avverso. Perché di una cosa è sicuro: non riesce più ad andare avanti senza amore.




Difficilmente io riesco, nello stesso mese, a portare la recensione di due capitoli di serie che seguo. Invece c’è sempre l’eccezione così eccomi a parlarvi, nel giro di pochi giorni, del secondo sport romance di Cinnie Maybe.

AVVERTENZA QUESTO LIBRO VA LETTO ASSOLUTAMENTE DOPO OUT OF BREATH.

Nello scorso capitolo avevamo lasciato Ally e Colin in una situazione non proprio idilliaca. Per cui sapere cosa fosse successo nelle vite di questi due ragazzi mi interessava moltissimo.

Io devo dire che comunque quel finale non mi era dispiaciuto del tutto perché comunque poteva essere una giusta conclusione al loro rapporto. Ma la romantica che è in me voleva avere la possibilità di veder concedere a questi due ragazzi una seconda occasione.

Sono passati quattro anni e Ally e Colin, pur lavorando e vivendo a Chicago, non si sono mai incontrati. Il ragazzo divenuto una star del basket però non riesce proprio a dimenticare il suo primo amore e decide di tornare a Madison per riconquistare il cuore della sua Principessina.

Eppure Colin non sembra maturato più di tanto. Ha ottenuto grandi risultati, è uscito dal brutto giro in cui era coinvolto da ragazzo, ma i suoi atteggiamenti sono ancora molto immaturi. Pagina dopo pagina Colin, che dimostra di tenere sul serio a Ally, cresce e, finalmente, dimostra una certa maturità in ogni sua scelta. Il cambiamento che avviene in lui me lo fa amare ancora di più che nel primo libro. Tutto il suo sviluppo è descritto davvero molto bene.

Per Ally la vita non è stata semplice. Ha avuto alti e bassi e il momento che sta vivendo adesso sembra essere il più brutto. La scelta/obbligo di tornare a casa le ha fatto male. Tuttavia la forza di questa ragazza è incrollabile. Nonostante tutto riesce comunque ad essere coraggiosa, decisa e fare progetti per il futuro. Questo fa di lei un altro personaggio femminile che apprezzo tantissimo. A volte nei confronti del povero Colin non si dimostra proprio un agnellino, ma il suo cuore spezzato ha bisogno di tempo per guarire. Bellissima anche la caratterizzazione che Cinnie fa di Ally.

Ho ritrovato con piacere lo stile coinvolgente e scorrevole dell’autrice che riesce a far volare le otre 500 pagine del romanzo.

Un piccolo appunto finale. Di solito quando leggo libri ho in cui i personaggi secondari si fanno notare quasi quanto i protagonisti mi viene voglia di saperne di più su di loro. Così ho trovato con piacere, alla fine di questo libro una novella che racconta la vita di alcuni dei soggetti marginali. Ho amato questo escamotage, perché da una parte ha chiuso un cerchio lasciando comunque aperta la possibilità di avere altri romanzi sui Wildcats!


La Serie Wildcats è composta da:

1 Out of Breath

2 Out of Love




venerdì 21 gennaio 2022

Recensione #749 Il Rintocco by Neal Shusterman

 


Buongiorno, il libro che ho letto per la rubrica Tu leggi? Io scelgo! è il capitolo finale di una trilogia distopica che ha una trama di base molto originale.

Il blog che mi è stato assegnato è quello di Francesca e la sua recensione potete trovarla QUI.


Titolo: Il Rintocco

Autore: Neal Shusterman

Serie: Arc of a Scythe #3

Pagine: 492

Casa editrice: Mondadori

Data di pubblicazione: 30 marzo 2021

Trama

Da tre anni Citra e Rowan sono scomparsi: da quando cioè la falce Goddard ha assunto il potere e il Thunderhead si è chiuso in un silenzio che solo Greyson Tolliver riesce a infrangere. La città-isola di Endura, il "cuore pulsante" della Compagnia delle falci, è perduta, affondata per sempre nelle acque dell'oceano, e con lei le Grandi falci. Davvero sembra che ormai nulla possa impedire il dominio assoluto di Goddard, nominato Suprema Roncola della MidMerica. E, mentre gli echi della Grande Risonanza scuotono ancora il cuore della Terra, la domanda è una sola: c'è ancora qualcuno in grado di fermare il tiranno? Gli unici a saperlo sono la Tonalità, il Rintocco e il Tuono.





Ho amato moltissimo il pirmo capitolo della trilogia, anche il secondo volume ha riscontrato, per me, un'ottima opinione. Quindi come non avere alte aspettative per il terzo e conclusivo volume?

Diciamo che sono state in parte deluse.

L'inizio è davvero lento e io ne ho sofferto molto. In questo momento ho bisogno di libri veloci, dove succedono cose importanti e qui purtroppo ogni situazione si trascina in maniera esagerata. In più non riuscivo a comprendere dove l'autore volesse condurmi. Era tutto troppo nebuloso. Personalmente avrei tagliato molte parti.

Vengono inoltre introdotti nuovi personaggi che non hanno però il tempo di farsi conoscere bene. Oltre a non riuscire a empatizzare granchè con loro, non capivo il senso della loro presenza, le loro intenzioni finali. Al contrario, vengono messi in secondo piano (almeno per me) Citra e Rowan di cui avrei letto molto volentieri qualcosa in più.

La seconda parte si fa un po' più movimentata e lo

stile di Shusterman, che rimane scorrevole, è in grado di coinvolgermi nonostante i vari dubbi e perplessità che si sono creati in me.

Tuttavia non riesco a dare più di tre stelle e mezzo per questo terzo libro che non è assolutamente all'altezza dei primi due capitoli pur non rivelandosi del tutto negativo.

La trilogia Arc of Scynte è composta da

Falce

2 Thunderhead

3 Il Rintocco










giovedì 20 gennaio 2022

Concorso letterario: In mille parole - Tema: "L'ultima notte della mia vita" Secondo bimestre

 


Buongiorno secondo appuntamento con il concorso "In mille parole". Ogni mese vari autori ci delizieranno con racconti di tutti i generi.

Il concorso letterario è rivolto a tutti quelli che abbiano voglia di mettersi alla prova scrivendo un racconto in Mille Parole.

L'iniziativa è partita da Alex Astrid del blog "Vuoi conoscere un casino" che ha organizzato il tutto. Simo, Alex e la new entry Alessandro Ricci sono i giudici supremi a cui si aggiunge ogni bimestre una blogger diversa. Il regolamento completo lo trovate QUI

Se volete leggere tutti i racconti unitevi a noi nel gruppo Facebook.



Il tema di questo mese è stato

L'ultima notte della mia vita”


I primi tre classificati sono:


  1. Adelaide J. Pellitteri

  2. Alessandro Gnani

  3. Massimiliano Agarico


Ecco il racconto vincitore

Vincenzo Di Fazio… di Adelaide J. Pellitteri


Arrivo con armi e bagagli, qui non mi mancherà nulla, così come niente mancò mai a mio nonno.

Da quassù, il paese sembra sia a un tiro di schioppo, ma è alla giusta distanza. Finirà che mi chiameranno l’eremita. Mio nonno lo chiamavano così.

Lui qui c’è nato e c’è anche morto.

Non volle mai scendere in paese e nemmeno in città, neppure per venire a vedere come era rinata Palermo distrutta dai bombardamenti.

In questo fortino - mi raccontava mio padre – il nonno ha accolto e sfamato partigiani e sfollati durante la guerra”. Poi concludeva “In paese dovrebbero fargli una statua d’oro”; mentre mia madre lo prendeva in giro dicendo “non si allontanava mai da lì per non lasciare incustodito il tesoro”, e io giù a ridere con lei. Alludeva alla Cascina che non era certo una baita, e che nonno non dotò mai di alcun confort.

Ero stato io a battezzarla “il fortino” negli anni in cui lì ci giocavo agli indiani. E fortino era rimasto il suo nome per sempre.

Sono il nipote di un eroe e, quanto prima, mi sono ripromesso di andare a parlare con il sindaco per provare a sondare il terreno circa la possibilità di far dedicare a mio nonno almeno una strada. Magari il corso principale che porta ancora il nome dei Principi Trupìa. Blasonati di scarsa nobiltà.

Quale motivazione migliore per dedicare quel corso a mio nonno se non l’aiuto dato a tanti compaesani? Che senso ha mantenere il nome di un casato che invece ha imposto per secoli la sua signoria sfruttatrice?

Ho mille progetti e domani arriverà l’architetto con la squadra per far diventare questo tugurio il mio rifugio di montagna. Sono stanco della città, dei suoi vizi, la sua anima è irrecuperabile, voglio allontanarmene definitivamente. Adesso che, grazie a cinque anni di scivolo, sono in pensione posso ritirarmi in questo pezzo di paradiso. Almeno è questo che conto di farlo diventare.

Ringrazio mio padre che ha tenuto in piedi questa baracca con un minimo di decenza, così, accomodati i bagagli comincio la mia perlustrazione.

La possibilità di poter finire i miei giorni dove ha vissuto mio nonno mi inorgoglisce.

Ho intenzione di contattare anche qualche giornalista cui raccontare la storia di questo eroe senza medaglia.

Tra un passo e l’altro avverto dei vuoti sotto il pavimento, cerco di prestarvi attenzione, do qualche colpetto al legno, ascolto il rumore diverso che fanno le assi e ne ho la conferma. Comincio a tastare il pavimento carponi, cerco di capire meglio, quando la pressione più decisa in un punto rivela un’asse libera dall’inchiodatura. Provo a tirarla via, ma si solleva un pannello intero di circa un metro per un metro. Una scaletta porta a un piano interrato del quale non sapevo nulla, del quale mio padre non mi ha mai parlato.

Immagino sia il ricovero dove mio nonno nascondeva i fuggitivi, o dove teneva i viveri per sfamarli.

Recupero una torcia e scendo giù, non è profonda, diedi gradini appena. Intravedo quattro bauli abbastanza grandi, ne sono sorpreso.

Che sia il tesoro del quale ridevamo con mia madre?

Le serrature sono arrugginite e devo tornare su a prendere qualche attrezzo; in casa non mancano pinze e cacciaviti.

Devo smanettare un po’ per riuscire ad aprire il primo, e questo mi dà la conferma che nemmeno mio padre ci ha mai messo mani. Lui è stato qui fino all’estate scorsa poi, di notte un infarto e se n’è andato, da solo, ma di certo felice di potere riabbracciare suo padre.

Risalgo come inseguito da mille demoni, arraffo tutto ciò che avevo a mala pena sistemato per la mia permanenza durante i lavori. Afferro le chiavi della macchina, ingrano la marcia e scappo via, giù verso la città.

Sudo, tremo, provo conati di vomito e fatico a trattenere ciò che ho mangiato stamane, ma anche ieri e l’altro ieri. Vorrei vomitare l’anima, se fosse possibile. Mi fermo, accosto al guardrail, da qui il paese sembra minuscolo, mentre il mio disgusto è smisurato.

Vi avessi trovato cadaveri, dento quei bauli, sarei stato felice; avrei immaginato degne sepolture per i poveri disgraziati morti nonostante l’aiuto di mio nonno. Ma ciò che ho trovato è aberrante, e non ha giustificazione.

Vorrei strapparmi dal volto il sorriso che mi dicono essere identico al suo, vorrei poter cancellare il cognome che ho, e l’idea che mio figlio porti in giro per il mondo il suo stesso nome mi fa ribrezzo.

Li ho aperti tutti e lì per lì sono rimasto abbagliato: candelieri d’argento, anelli di smeraldi, zaffiri, rubini, gioielli d’ogni tipo, vassoi d’argento, quadri, armi…, perfino un ostensorio, forse appartenuto alla vecchia cattedrale tanto stupefacente la cesellatura. I bauli sigillati hanno mantenuto il tesoro intatto. Mi sembrava di essere davanti alla refurtiva che si vede nel film dei pirati.

Il valore: incalcolabile.

Ogni singolo oggetto aveva un cartellino attaccato.

Ho letto e rabbrividito.

Ho creduto di non aver compreso. Ho riletto il primo cartellino, poi il secondo, il terzo… Mi sono accasciato sul pavimento scioccato.

Mentre lo stomaco cominciava già le sue contrazioni e nel petto cresceva l’affanno ho voluto ancora leggere per essere certo, ho preso un candeliere e sul cartellino ho letto: 2 ottobre 1943 notaio Li Manni con la figlia, la piccola Marilena, candeliere d’argento a cinque braccia in cambio di tre giorni di rifugio senza cene. In quello attaccato a un anello, invece c’era scritto: 7 luglio 1943 Principi Gualtiero e Mafalda Trupìa; anello con smeraldo in cambio di due notti di rifugio e una sola cena, due uova e una fetta di pane nero. In un altro ancora: 12 febbraio 1944 Padre Gesualdo, ostensorio della Matrice in cambio di tre fette di pane nero.

Ho percepito la dannazione afferrarmi la gola, se fossi rimasto ancora un minuto sarei morto soffocato, o forse è accaduto davvero perché, nonostante sia riuscito a fuggire, posso affermare senza alcun dubbio che: Vincenzo Di Fazio, il fiero nipote dell’eroe, è morto stanotte.


Questo invece è il mio preferito

Bella e tragica di Anna Maria Scampone


Bella e tragica. Così fu l'ultima notte della mia vita. Dopo, nulla sarebbe stato più uguale.

Se torno a quel momento sento ancora il dolce e delicato profumo di zagare e il cri cri dei grilli nel prato; il cielo, sopra di noi, una cupola scura punteggiata da mille lucette.

«Quello è il Piccolo Carro e quella al suo estremo è la Stella Polare. Vedi quanto è luminosa?»

Hai alzato una mano tremante, disegnando nell'aria la sua forma. Eri così fragile, eterea quasi. Mi si è stretto il cuore. Ricordo di aver annuito, ringraziando l'oscurità che celava il gelo che possedeva il mio animo; una disperazione che mi devastava dal terribile momento in cui avevamo aperto quel maledetto referto.

«Quanto tempo?» hai chiesto al dottore con voce incerta, da bambina. Lui non ha risposto subito. Ha continuato a fissare la cartella clinica che aveva in mano, scuotendo la testa. Ho accennato una carezza, ma ti sei scostata bruscamente, evitando il contatto.

«Le resta poco più di un mese di vita» ha risposto lui infine, l’imbarazzo nascosto dietro a un colpo di tosse. Le sue parole sono rimaste sospese in un silenzio irreale per un lungo, terribile istante, poi le nostre mani si sono cercate, come in cerca di sostegno reciproco. Ho sentito le tue unghie conficcarsi nella mia pelle e il respiro farsi corto; ti ho cercata con lo sguardo e ho incontrato i tuoi occhi dilatati, il terrore stampato sul viso. Ti sei raggomitolata sulla sedia, i capelli sul viso a nascondere l'angoscia.

«Andiamo via» hai detto, la voce affannata come dopo una corsa.

«Ma...»

«Portami via di qua.»

Me lo hai gridato con tutto il fiato che avevi in corpo, tremando e singhiozzando.

Siamo fuggiti, correndo a perdifiato lungo corridoi asettici e freddi. Quello che mi resta di quella fuga è una sequela di volti stupiti, e, tra questi, quello di una persona che ci ha fissato con aria di rimprovero.

«Diamine, siamo in un ospedale» ci ha gridato dietro. «Il rispetto, i giovani d’oggi non sanno più cosa sia.»

Mi sono fermato all’istante e se tu non mi avessi strattonato un braccio sarei tornato indietro e lo avrei picchiato fino a trasformare la sua faccia perbene in una poltiglia irriconoscibile.

Mi hai fissata, il viso pallido come un cencio.

«Credimi, non ne vale la pena.»

Ho ricacciato indietro il groppo che mi serrava la gola e mi sono sforzato di guardarti negli occhi.

«Cosa facciamo ora?»

«Portami alla casetta sul lago.»

I giorni sono volati via in un battibaleno. Ogni mattina ti ho vista più debole; è stato straziante vedere la malattia che devastava il tuo corpo, non lasciandoti un attimo di tregua.

Allungati su un plaid, avvolti dal blu intenso della notte, gli occhi incollati alla volta celeste, hai continuato: «Sai che siamo fatti di polvere di stelle?»

«Ah sì?»

«Sì, noi siamo fatti della materia di cui è fatto l’Universo, nel nostro DNA si nascondono gli stessi atomi che costituiscono le stelle.»

Hai appoggiato la testa sulla mia spalla e hai sospirato, lo sguardo sognante perso dietro a chissà quali pensieri.

«Mi aiuterai a tornare lassù?» hai detto in un sussurro.

«Co-cosa?»

«Nulla. Stringimi, amore mio.»

Ti ho accolta tra le braccia, sperando di aver travisato le tue parole. Ti ho sentita indifesa, un uccellino implume caduto dal nido. Mi hai baciato, un bacio tenero, a fior di labbra. Poi abbiamo fatto l’amore sotto la luna ed è stato magico, quasi irreale. Ancora oggi mi chiedo se non l’ho sognato, se le carezze e i gemiti e le lacrime e le risate non sono state che proiezioni della mia mente.

«Stasera tutto è perfetto mi hai detto. La luna, le stelle, noi… è il momento giusto.»

Ho cominciato a scuotere la testa in un diniego disperato. Non avevo voce, parole, pensieri. Solo quel no muto.

«L’attesa è troppo difficile, mi corrode dentro. Non ce la faccio più. Voglio tornare a brillare lassù, così che, quando alzerai gli occhi al cielo, tu possa riconoscermi e sapere che sono io.»

Non hai atteso la mia risposta. Sapevi che, se me ne avessi dato l’opportunità, avrei protestato, cercando di farti cambiare idea. Ti sei alzata, facendomi cenno di restare seduto.

«Adesso, ti chiedo una sola cosa.»

Avrei voluto tapparmi le orecchie, trascinandoti di nuovo sul plaid, ma non ho potuto. Eri così seria, così determinata che non ho osato farlo. L’ho rimpianto, sai. Avrei potuto fermarti, o forse solo tentare di farlo. Me ne rammarico ancora.

«Ti prego, non fermarmi, qualsiasi cosa accada.»

«Tesoro…»

«No, non farlo. Lasciami libera. Dimmi che lo farai, per me… per noi.»

Ho annuito tra le lacrime, devastato nell’animo, incapace di oppormi, una volta di più.

Un ultimo sguardo, un’ultima carezza e ti sei allontanata, senza una parola. Ti ho seguita con gli occhi, artigliando l’erba con le dita. Quando sei scomparsa dalla mia vista ho realizzato che non potevo perderti, che il dolore dell’abbandono era più forte di qualsiasi promessa fatta. Ho scalato la piccola duna dietro la quale eri scomparsa, ma eri già con i piedi nell’acqua.

Ho gridato il tuo nome, ma non ti sei voltata. Hai continuato ad avanzare nell’acqua, sempre più lontana. Ho corso a perdifiato, senza riuscire a raggiungerti. Con i piedi già nell’acqua, mi sono fermato, vedendo che ti giravi. Speravo in un tuo ripensamento, invece hai messo un dito sulla bocca, intimandomi il silenzio; poi lo hai alzato verso il cielo e sei sparita nel lago.

Ce l’ho con l’autrice di questo racconto: avrei voluto che fosse clemente e decidesse di dare un lieto fine alla nostra storia, ma non c’è stato verso. E’ sua profonda convinzione che ciascuno abbia il diritto di disporre della propria vita e di morire con dignità, liberandosi dalla sofferenza. Il dibattito sull’eutanasia è lungo, tortuoso, pieno di pietre d’inciampo, per cui sarebbe opportuna una riflessione e una risoluzione decisiva a riguardo.







mercoledì 19 gennaio 2022

Intervista con le vamp... blogger #62

 

Buona giornata, lettori. Ci sono dei libri che ci incuriosiscono da sempre e quando li affrontiamo abbiamo, verso di essi, tante aspettative. Questo è il caso del romanzo che ho letto insieme alle vamp...blogger. Sarà riuscito a piacermi? E cosa ne avranno pensato Chiara, Chicca ed Erica lo avranno apprezzato come me? Per saperlo, dopo aver letto il mio post, fate un salto sui loro blog.


Autore: Benjamin Alire Saénz

Titolo: Aristotle e Dante scoprono i segreti dell'universo

Editore: Mondadori Oscar Fantastica

Pag:: 360

Data di pubblicazione: 9 novembre 2021

Trama

DANTE SA NUOTARE. ARI NO. Dante è colto e sicuro di sé. Ari non conosce abbastanza parole. Dante si perde pensando all'arte e alla poesia. Ari si perde pensando al fratello maggiore in carcere. Tutto farebbe pensare che un ragazzo come Dante, che ha davanti a sé la prospettiva di una vita eccezionale, sia l'ultima persona in grado di rompere il muro che Ari si è costruito attorno.

Ma quando si incontrano, Dante e Ari legano subito. Condividono libri, pensieri, sogni, risate. Imparano l'uno dall'altro nuove parole e iniziano a ridisegnare i confini dei loro mondi. Soprattutto, scoprono che l'universo è un posto enorme e difficile.

La storia di due ragazzi, Ari e Dante, che devono imparare a credere l'uno nell'altro e nel loro legame, se vogliono diventare adulti. In una narrazione che arriva dritto al cuore, Benjamin Alire Sáenz cattura quei momenti che fanno di un ragazzo un uomo, mentre esplora temi come la lealtà e la fiducia, l'amicizia e l'amore.


L'intervista


  1. A quale genere appartiene il libro?

Ari & Dante rientra in molte categorie: romance young adult, Male to Male, romanzo di formazione.

  1. Cosa pensi dei protagonisti?

Nel complesso mi sono piaciuti entrambi. Aristotle però, piano piano, ha iniziato a irritarmi con tutti i suoi piagnistei. Di Dante ho un'opinione più positiva ma mi è mancato il suo punto di vista per riuscire a comprenderlo del tutto.

  1. Personaggio preferito?

Sono entrambi alla pari, per me.

  1. Personaggio più odiato?

Nessuno. Non ho trovato un personaggio negativo.

  1. Che emozioni ti ha suscitato la lettura?

Un mix di irritazione e dolcezza. Non so spiegarlo meglio.

  1. Punti di forza?

Lo stile dell'autore che ho trovato coinvolgente e scorrevole. Anche i capitoli brevi hanno aiutato moltissimo.

  1. Punti deboli?

La mia crescente irritazione nei confronti di Aristotle, prima di tutto. Poi anche la trama che, a volte, mi è sembrata monotona.

  1. Come hai trovato lo stile dell'autore?

Come detto sopra assai scorrevole e coinvolgente nonostante i miei dubbi.

  1. E' facile entrare in empatia con il protagonista?

Con Ari sì, con Dante molto meno.

  1. Quale aggettivo descrive meglio il libro?

Carino.

  1. A chi lo consigli?

Sicuramente a un lettore giovane e a chi ama i romanzi di formazione.

  1. Quante stelline gli dai?

Ero indecisa tra le 3,5 e le 4. La storia l'ho comunque apprezzata e ho scelto di assegnarne 4.

  1. Cosa ne pensi della cover?

Mi piace e rispecchia molto bene il libro.

  1. Citazione preferita?



Qui sotto il nuovo modulo per scegliere la nostra prossima lettura.






martedì 18 gennaio 2022

Book Tag #53 Una Pizza e un libro

 


Buongiorno ieri è stato il giorno dedicato alla Pizza (o ai Pizzaioli). Essendo uno degli alimenti di cui io mi ciberei in continuazione (la pizza, non i pizzaioli) potevo non associarlo ai libri?

Così con la solita banda di blogger abbiamo pensato di proporre questo Book Tag.

La lettrice sulle nuvole

Letture a pois

Librintavola

Libri al caffè

Il mondo di SimiS


  1. Pizza Margherita. Un grande classico

    Non sono solita leggere classici per cui non ho una grande varietà di titoli. Di solito nomino Cime tempestose, però, qualche anno fa mi è capitato di leggere Il signore delle mosche di William Golding e ne sono rimasta piacevolmente colpita.

  2. Pizza Marinara. Un libro che ti faccia pensare al mare

    Per questo punto non nomino un solo romanzo ma un'autrice. Benedetta Cipriano riesce a far trasparire il suo amore per il mare in ogni sua storia. Sono sempre affascinata dalle descrizioni che ne fa.

  3. Pizza Capricciosa. Un libro con una trama un po’ complicata

    Il primo romanzo che mi viene in mente per rispondere al quesito è La spinta di Ashley Audrian. L'ho ascoltato con Audible e oltre a coinvolgermi da subito, l'ho trovato inquietante e ipnotico. Un ottimo thriller psicologico.

  4. Pizza Diavola. Un libro che riesce a metterti il fuoco nelle vene

    Appena terminato il libro perfetto per rispondere alla domanda: Stars di Kristen Callihan. Le interazioni e la chimica tra i due protagonisti sono davvero infuocate.

  5. Pizza Quattro stagioni. Un libro ambientato nella tua stagione preferita

    Non credo di avere un libro per questo punto. Scorrendo la mia lista dei libri letti ho notato che tutti ricoprono più periodi dell'anno.

  6. Pizza alla Boscaiola. Un libro ambientato in montagna

    Parliamo ancora di Audiolibro con Fiore di Roccia di Ilaria Tuti. La coraggiosa storia di un gruppo di donne ambientata durante la Prima Guerra Mondiale.

  7. Pizza Vegetariana. Un libro che non ti ha deluso

    Dopo aver amato la The Winner trilogy avevo alte aspettative per il nuovo romanzo di Marie Rutkoski. Fortunatamete La bugia di mezzanotte, seppur un filino meno bella della trilogia, è stata una lettura meravigliosa.

  8. Pizza Margherita con patatine fritte. Un libro per bambini/ragazzi

    Anche qui parliamo di un genere che conosco poco. Tuttavia ho il libro perfetto: Coraggiosa come una ragazza (titolo orribile) di Sarah Allen. La piccola protagonista è adorabile, forte e decisa. Soprattutto non fa mai pesare la sua situazione.

  9. Pizza con ananas. Un libro brutto

    Io cerco sempre di trovare degli aspetti positivi in ogni lettura che affronto però uno dei libri più noiosi del 2021 è stato Blood and Honey di Shelby Mahurin. Serie abbandonata senza remore visto che anche l'audiolibro mi faceva addormentare.

  10. Pizza alla nutella. Un libro dolce quasi smielato

    Il patto di Natale di Keira Andrews racconta una storia molto dolce con due protagonisti diversi come carattere ma perfetti insieme.