giovedì 26 aprile 2018

Recensione #4 Mai più innamorata di Cecile Bertod by Manuela



Questa volta leggo… Anche questo mese partecipo “spintaneamente” alla rubrica di Dolci, Chiara e Laura (tre amiche che non smetterò mai di ringraziare per tutta l’ansia che mi donano…) con la scelta del libro “Mai più innamorata” di Cecile Bertod, chiaramente perché il tema del mese è Un libro pubblicato nel 2018. Questo romanzo è stato pubblicato il 15 marzo 2018 e quindi rispetta perfettamente il tema.


Autrice: Cecil Bertod
Titolo: Mai più innamorata
Editore: Newton Compton Editore
Data di pubblicazione: 15 marzo 2018
Pagine: 293

Trama
Daphne è una famosissima autrice di romanzi erotici e per il suo ultimo libro ha appena firmato un contratto con un anticipo da capogiro. Però, dopo aver incassato l’assegno, la sua ispirazione si è come bloccata. Non risponde alle numerose email del suo editore e si barrica dentro casa, fino a quando non decide di ascoltare il consiglio del suo commercialista, che le propone di tornare nel paesino in cui è nata e trascorrere lì qualche giorno in totale relax. Sperando di trovare la giusta concentrazione, Daphne va quindi a Banff, ma le cose non migliorano affatto. Tutt’altro. A renderle la vita impossibile ci pensa Edward, un architetto che ha un conto in sospeso con lei, perché uno dei suoi libri gli ha causato non pochi problemi… Eppure, anche se è difficile da ammettere, Daphne si rende ben presto conto che riesce a scrivere solo quando vede Ed. E lei non intende in alcun modo rinunciare alla possibilità di terminare il suo romanzo…






I protagonisti di questo romanzo sono Daphne, una ragazza un po’ eccentrica, cinica e a volte disillusa…
È sempre stata così: impulsiva, incapace di restarsene confinata in uno schema.
E poi c’è Edward, che tutti chiamano Ed, un ragazzo normale, poco avvezzo al romanticismo.
Ammetto di essere un’inguaribile romantica (“smielata” direbbe mio marito) per quel che riguarda le mie letture, ma ho trovato in Daphne la mia anima affine. Lei si perde nel “romanticismo” quando scrive, ma nella realtà non ci crede molto…
l’amore non ha senso, non ha logica, non è neanche divertente. Sprechi energie, fiato e tutto per ritrovarti comunque sola, che ci sia o meno un orso che ti russa di fianco, con i tuoi problemi, le tue insoddisfazioni, le paure…
Probabilmente il suo cinismo è dovuto a qualcosa successo nel passato, ecco perché ho trovato esilarante quando si mette ad osservare il piccolo Ben che si dichiara a Jane, la bambina che gli piace tanto… Commenta ogni gesto con il cinismo tipico degli adulti che sono stati feriti.
Che vi avevo detto? L’amore fa solo danni. 
Molto meglio la pizza.
Tutta la narrazione ruota intorno al fatto che Ed e Daphne sono inconsapevolmente legati, non tanto per via della casa che Ed sta ristrutturando o per la rottura del fidanzamento di Ed ad opera/per mezzo di un libro di Daphne… C’è sicuramente molto di più.
«Vuoi sapere davvero cosa hai fatto?», mi domanda lui, incredulo. «Mi hai rovinato la vita!» esplode, rosso in viso.
«E come accidenti avrei fatto?», sbotto anche io, allargando le braccia.
Era solo un libro, scritto così, per passare il tempo. Qualcosa con cui tenersi impegnati mentre aspetti alla fermata dell’autobus, non pensavo che avrebbe mai fatto del male a qualcuno.
In tutta la storia, poi, “il blocco dello scrittore” di Daphne diventa uno spunto comico…
È per questo che scrivo romanzi rosa, perché la realtà è terribilmente ingiusta e non ha alcun tatto.
Tutte le situazioni che vive Daphne, tutte le sue “ansie” sono lo start di situazioni paradossali che divertono, per quanto assurde. E tutto nasce dalle aspettative che le donne, soprattutto le lettrici di romanzi rosa, hanno…
quelli come Ed non capiranno mai. Non possono, dal momento che non conoscono i presupposti. È un problema di aspettative. Siamo cresciute con le fiabe, con la Disney. Abituate a credere che per il vero amore un principe ucciderebbe anche un drago, rischiando la vita.
Inoltre in questo romanzo viene ridicolizzato l’uomo medio, quello normale… anche se poi…
Progettiamo Mr Darcy e per qualche difetto non ancora identificato nella catena di montaggio produciamo Mr Bean, è un problema di contenuti. E dire che certe volte gli astucci ci vengono così bene. Come in questo caso, che pare un peccato doverlo buttare via.
Non avevo letto mai nulla di questa autrice e devo dire che sono arrivata a questo romanzo molto per caso, ma ne sono felice. È stata una lettura piacevole e divertente.
I capitoli si aprono con una citazione “romantica” alla quale la protagonista risponde in modo cinico, come spiega nelle note finali l’autrice stessa. Sono citazioni di film e/o libri molto attuali poste all’inizio di ogni capitolo, ma i riferimenti ai libri attuali li troviamo anche nel corso della narrazione e questo mi è piaciuto, forse perché l’autrice ha citato libri che ho letto (non tutti li ho amati, ma sapevo di cosa stesse parlando). Come quando ha proposto un finale alternativo per Harry Potter, un finale che mi ha fatto ridere come una matta, solo perché io amo Harry (anche Daphne lo definisce “il bietolone”).
Non poteva salvare Piton e far finire Potter in un tombino senza fondo?
Il racconto è in prima persona dal POV di Daphne, tranne pochi capitoli che sono scritti in terza persona e hanno come centro della narrazione Ed.
I personaggi sono curati, alcuni più di altri, ma si capiscono bene le loro personalità.
Ho provato odio profondo per Candy, a dispetto del suo nome, che oltretutto mi ha riportata alla mia infanzia.
Ho adorato invece la cugina di Daphne, Angie, un vero punto di riferimento per la protagonista.
Perché lei non giudica, non lo fa mai. Ti prende per quello che sei: lati positivi, lati negativi. Tutto insieme. E a volte basta solo quello. Ho amato anche Ben, che vuole conquistare la sua Jane, ma soprattutto capisce che Daphne è la “Jane di Ed”.
Ho provato simpatia anche per la zia e la nonna di Ed, due donne che sembrano dure, ma che sono solo preoccupate per il benessere e la felicità del loro nipote. E poi odiano Candy, quindi come fai a non fare la ola per loro?
Il finale di questo romanzo si inizia a configurare negli ultimi capitoli. È sicuramente chiuso, chiaro e va a sistemare alcuni tasselli. Nel corso dei capitoli conclusivi ci sono vari accadimenti un po’ inaspettati. Un primo colpo di scena mette in luce il motivo che sottende al cinismo di Daphne. Sicuramente bellissimo, per un attimo sorprendente, il contro-colpo di scena.
«Perché non cambi il finale?», propone lui, come se fosse una cosa da nulla.
Un pazzo!
«Non si può cambiare il finale!», lo rimprovera. «Il finale è già scritto, tu semplicemente lo trovi e lo metti nero su bianco. Non è l’autore che decide come va, per una buona volta sfatiamo questo mito.»
A conclusione dico che, tra stereotipi romantici, banalità e cinismo, la storia di Daphne risulta divertente, brillante, allegra… spensierata. Una storia carina da leggere per contrastare la noia che a volte ci prende. Ci sono periodi grigi e questo romanzo porta un po’ di “bagliore glitter”…
Riporto di seguito il calendario per questi ultimi giorni del mese.



Vi aspetto il prossimo mese con altre letture interessanti.



martedì 24 aprile 2018

Recensione #185 Cookies by Teodora Kostova


Autrice: Teodora kostova
Titolo: Cookies
Editore: Quixote
Data di pubblicazione: 14 marzo 2018
Pagine: 242
Trama
Sono andato in guerra, fuggendo da me stesso. Sono tornato a pezzi per scoprire chi fossi davvero…
Mi ci sono voluti quasi dieci anni, due mandati in Afghanistan e la perdita di una gamba, per accettare chi sono veramente. Due anni dopo essere tornato dalla guerra, posso dire di sentirmi finalmente soddisfatto. Sono più in forma che mai, la mia protesi alla gamba mi permette di muovermi e fare esercizio come se non fosse cambiato nulla. Sono il proprietario di una piccola pasticceria nel centro di Cambridge e ho un gruppo di amici leali sui quali posso sempre contare.
Eppure…
Eppure, manca qualcosa. Un parte di me brama l’intimità, la profonda connessione con un altro essere umano. Ma un’altra parte, più grande, è terrorizzata dall’idea di aprirmi con qualcuno. Il mio conflitto interiore non aveva speranze di vincere quando ho incontrato Jay. Lui ha abbattuto le mie difese come un uragano, mi ha circondato con forza gentile, finché non ho avuto altra scelta che arrendermi. Arrendersi non è mai stato così piacevole. Ma Jay vorrà ancora rimanere, quando vedrà il vero me? Quando vedrà gli incubi e le insicurezze che mi straziano l’anima?
Il mio nome è Amir Gopal e questa è la mia storia.





La prima parola che mi viene in mente quando leggo le storie di questa autrice è: dolce. Non ha fatto differenza questo suo nuovo romanzo che ha per protagonista Amir, veterano di guerra, e Jay, giovane studente.
Trovo che i due personaggi siano stati sviluppati molto bene, soprattutto Amir. Le sue angosce e le sue paure sono risultate davvero tangibili e realistiche. Mi si stringeva il cuore quando semplici, cose come un bussare alla porta, lo terrorizzavano.



Loro ti insegnano a uccidere,
ma nessuno ti insegna
come diventare di nuovo un civile.



Nonostante ciò è sempre generoso e pronto a farsi in quattro per aiutare tutti. Ho compreso anche il suo trattare Jay come un oggetto fragile e prezioso e la sua paura di aprirsi completamente.
Jay è la controparte perfetta per lui. Dolce, timido e adorabile senza però diventare stucchevole. La giusta medicina per il cuore di Amir.
Approvo la scelta della Kostova nel puntare più sulla relazione tra i due che sulle brutture della guerra e degli strascichi che lascia nell'animo e nel corpo dei veterani. Non che l'argomento sia banalizzato, ma molto ammorbidito.
Mi sono saltati all'occhio alcuni dei personaggi secondari e non mi spiacerebbe per nulla leggere qualcosa su di loro. Greg e Shane, amici di Amir... Cedric, il coinquilino antipatico ma che nasconde qualcosa...
Tutto sommato ho apprezzato il libro e ho trovato la lettura dolce e rilassante, anche se speravo di provare maggiori emozioni.



lunedì 23 aprile 2018

Incontro con Rosella Postorino by Manuela




Il 19 aprile 2018 ho partecipato, presso la Libreria Nuova Europa nel centro commerciale I Granai di Roma, ad un incontro interessante con Rosella Postorino.
Perché ho deciso di partecipare a questo evento? Semplice, ero molto curiosa. Inoltre a Milano, a Tempo di Libri, non avevo avuto la possibilità di seguire l’incontro con questa autrice.
Questo appuntamento è stato molto interessante, sia per il libro (che io ancora non ho letto, ma ho chiaramente in lista, mentre lo ha letto la nostra Dolci (recensione) sia per la modalità con cui è stato condotto.
L’evento è stato guidato da Laura Ganzetti, curatrice del Gruppo di Lettura (GdL) della libreria, ma in realtà la vera anima di tutta la manifestazione sono stati i partecipanti del GdL, che hanno conversato con l’autrice Rosella Postorino in modo molto dinamico. Rosella si è rivolta a tutti in modo diretto, a volte molto colorito, ha anche “rimesso a posto” con determinazione un lettore che, forse inavvertitamente (me lo auguro per lui), le aveva fatto una osservazione poco carina, al limite dell’offensivo. Rosella, sempre con il sorriso, gli ha detto che era stato poco delicato. 

Doveva seguire la presentazione vera e propria del romanzo, ma, visto che il confronto con il GdL era molto attivo e coinvolgente, Rosella ha “inglobato” nella conversazione anche Luca Briasco.
L’incontro ha preso l’avvio con Laura Ganzetti, la quale ha presentato l’autrice e ha spiegato con funziona il GdL, ha illustrato come viene scelto il libro da leggere e quali sono gli impegni che accettare di aderire comporta. Ha poi iniziato ad evidenziare come i lettori hanno focalizzato alcuni temi di questo romanzo. I primi temi che sono stati colti dal GdL sono stati il cibo e la fame: infatti molti lettori avevano trovato nella fame la spinta primordiale di questo romanzo. Laura ha anche precisato che, prima di affrontare la lettura del romanzo, il GdL si è documentato in merito alla vera storia delle assaggiatrici.
Hanno avviato il dibattito i lettori, rispondendo ad una sollecitazione da parte di Laura sulla diversità tra la prima e la seconda parte del libro. Alcuni affermavano che si era avvertito un cambio di passo letterario notevole, poiché la prima parte è più statica, essendo una parte di “ambientazione”, mentre nella seconda parte il racconto diventa più dinamico e attraverso le emozioni di Rosa si entra nell’epoca trattata e nella “storia”. C’è anche un cambio di spinta: nella prima parte il motore della storia è la fame, nella seconda parte la fame perde la sua forza. Inoltre molti notavano che la prima parte è una sorta di studio dei personaggi, poi tutto cambia e il racconto diventa più interessante.
Rosella Postorino ha risposto così, dopo aver ascoltato con attenzione tutti i “commenti” dei componenti del GdL:
È la prima volta che mi fanno notare un “cambio di passo”. In realtà questo non c’è tra prima e seconda parte, sicuramente c’è tra prima e terza parte. La seconda parte sembra più veloce perché c’è la “storia d’amore”. Il clima di paura invece si vive solo attraverso le emozioni di Rosa; quando Rosa si abitua, cade la paura. Rosa è ridotta ad una cavia, la vita si sospende, questa è la base della prima parte. Nella seconda parte la mancanza di una vita viene sostituita dal “contatto”. Qui tutto può succedere. La terza parte è poi il vero epilogo.
Una lettrice ha fatto presente che attraverso questo romanzo ha potuto vedere la guerra dal punto di vista dei tedeschi.
Il mio interesse era soprastorico, era più volto alle relazioni. Mi sono ritrovata a scrivere un romanzo storico quasi inconsapevolmente.

A questo punto è stato coinvolto nel discorso anche Luca e l’incontro è diventato molto interessante, perché sono stati toccati temi importanti quali lo stile letterario, il lavoro di documentazione e poi sono state fatte anche domande di ordine generale, curiosità vere che ogni lettore ha.
Alcuni membri del GdL hanno fatto notare che il linguaggio usato nel romanzo è secco, asciutto. Anche la scrittura è semplice, quasi scarna.
Luca ha fatto riferimento al romanzo precedente dell’autrice (Il corpo docile, Torino, Einaudi, 2013) per porre l’attenzione sul linguaggio.
Il linguaggio asciutto è totalmente assorto nella corporeità. C’è sensualità in come queste donne mangiano.
Io racconto le cose attraverso il corpo, perché le emozioni passano da lì.
Questo ha fatto sì che il libro fosse apprezzato dai lettori, sia per il linguaggio sia per il tema. Questa è la storia di una assaggiatrice che entra in contatto con altre assaggiatrici.
Luca ha letto un brano per far apprezzare questo linguaggio così semplice, il brano relativo al bombardamento durante il quale Rosa perde la madre (Le assaggiatrici, Milano, Feltrinelli, 2018, pag.36-37 Poi il soffitto tremò…)
Le assaggiatrici” è scorrevole, semplice. È un libro che si fa leggere. Amo molto associare ad un sostantivo un aggettivo che non ti aspetti, un accostamento inconsueto, ma che sia legato al contesto. Il mio linguaggio ha il punto di forza nell’essere parchi, se posso dire una cosa con una parola e non con dieci, io uso una parola.
Quanto sei contenta di questo lavoro?
Sono molto contenta. Ero già contenta con “Il corpo docile”.
Il libro è curato tanto, nell’aspetto editoriale, a cominciare dalla copertina fino all’editing.
Volevo una copertina che non lo facesse apparire come un romanzo storico. Volevo che fosse un romanzo tout court. La copertina è opera di un grafico molto bravo, Guerri, che ha trovato una immagine di moda degli anni ’40. La pettinatura richiama l’epoca. Questa è una copertina che attrae. Ci rappresenta la pluralità della protagonista e il rosso, sia della farfalla sia del rossetto, sul pallore del volto è “disturbante”. Questa è una copertina chiara, dice tante cose, è esaustiva.
Il romanzo parte da un fatto storico, vero. È anche molto dettagliato e curato. Come ha proceduto?
Ho proceduto in modo totalmente disordinato. Ho letto, o riletto, tanta letteratura di quel tempo, ho anche letto romanzi ambientati nella Seconda Guerra e poi anche studi di psicologia su Hitler. Ho anche trovato libri di ricette di Hitler o di filastrocche. Tutto questo nel corso dei tre anni in cui sono stata impegnata nella scrittura. Io non faccio una scaletta, non so cosa mi servirà, quindi leggo tanto e incamero. Io avevo solo l’impronta generale. Mi butto nell’ignoto, anche con la paura dell’ignoto. Lavoro nella maniera più disordinata, quindi ho bisogno di leggere tanto, anche perché scrivo le cose mentre accadono.
Il finale è un po’ misero, forse servivano pagine in più?
Assolutamente no. È un epilogo. Anzi me lo hanno fatto tagliare perché era troppo lungo. Tutto quello che io volevo è che ci fosse questo incontro. Nel finale non c’è crudezza, ma solo delicatezza. Alcuni sono rimasti insoddisfatti dal finale, ma io non volevo un finale hollywoodiano. Finisce con lei che non ha niente, non può ricostruire niente… ha solo imparato a sopravvivere.
Sul finale mi soffermo un attimo, perché so che anche Dolci appartiene alla categoria di quelle “insoddisfatte”. 
Dopo la presentazione mi sono fermata a parlare con Deborah (Scheggia tra le pagine) che ho conosciuto a dicembre e poi incontrata diverse volte. Lei faceva notare che il finale non poteva essere diverso da come è perché il ruolo delle assaggiatrici è terminato, non c’è più Hitler, quindi non c’è più bisogno che il pulmino le passi a prendere per portarle al loro lavoro.

Al termine, veramente ci hanno quasi dovuto cacciare dal centro commerciale perché nel frattempo era sopraggiunta l’ora di chiusura, Rosella si è fermata per autografare il proprio libro e scambiare due parole con ognuno dei suoi lettori.
(Nota: in blu gli interventi di Luca Briasco, in corsivo le parole di Rosella Postorino, in grassetto e rosa – per far contenta Dolci - le domande dei membri del GdL)



domenica 22 aprile 2018

Recensione # 11 Malpertuis di Jean Ray by Antonia





Autore: Jean Ray
Titolo: Malpertuis
Editore: Mondandori
Data di pubblicazione: 7 dicembre 2016
Pagine: 158

Trama
Abbiamo sempre sospettato che dietro le più antiche leggende si nasconda un frammento di verità: Malpertuis cela un segreto e il suo nome evoca il male sotto forma di quello che non dovrebbe più camminare sulla terra. Nella casa dell’ignoto, all’apparenza un’antica e rispettabile dimora delle Fiandre, si intreccia la storia di un gruppo di personaggi che non sono quello che sembrano e che incarnano forze primigenie. Uno dei miti immemorabili dell’umanità sta prendendo forma e sembianze di nuovo… Presentato in edizione integrale, questo romanzo è il capolavoro di Jean Ray, lo scrittore che è stato definito l’erede europeo di H.P. Lovecraft.



Insolita e originale fusione tra stile horror e mitologia classica Malpertuis è un romanzo dove la noiosa routine della vita di provincia nasconde forze soprannaturali, sopite ma pronte a scatenarsi e a trascinare chiunque in un incubo senza fine.
Malpertuis cela un segreto e il suo nome evoca il male sotto forma di quello che non dovrebbe più camminare sulla terra.
E' la storia di un'antica e rispettabile casa europea dove si intreccia la storia di un gruppo di personaggi, ognuno a suo modo particolare. A Malpertuis vivono, costretti alla coabitazione dal testamento di un inquietante despota familiare, il prozio Cassave, un gruppo di persone formato da parenti, servi e bizzarri estranei. E' l'interesse il motore principale delle azioni di molti personaggi: è per dividersi l'eredità del prozio Cassave che i Dideloo, Philarete, Sambucque le signorine Cormelon e gli stessi Jean Jacques e Nancy, accettano di risiedere a Malpertuis; così come è il denaro l'unico elemento che sembra scuotere dalla loro inerzia la coppia di servi Griboin.
Ma la vera protagonista è la casa, Malpertuis, la quale ha dei segreti nascosti che man mano svelerà.... ma non a tutti e non completamente.

E' uno dei più straordinari romanzi della letteratura fantastica. In Italia però ha avuto una fortuna assai limitata: pubblicato infatti una prima volta nel 1966 dalla Sugar, ha avuto soltanto una seconda edizione (1990), ormai fuori catalogo, nella collana “Oscar Horror” della Mondadori. Ultimamente e aggiungo per fortuna, è stato ripubblicato sempre dalla Mondadori, in edizione Urania. Andata a ruba anche questa peraltro.
Nel 1971 il regista Harry Kümel ne realizzò una trasposizione cinematografica, da ricordare per una breve apparizione di Orson Welles.
Jean Ray usa alcuni elementi convenzionali del genere horror ( la casa, le presenze inquietanti, i maghi Rosa-Croce, la lotta tra Inferno e Paradiso, persino i lupi mannari) e di altri generi (la bellezza fatale, l'amore che uccide) mettendoli però al servizio di un'idea assolutamente originale: quella degli dei dell'antica Grecia (e soprattutto delle divinità preolimpiche) imprigionati in corpi umani, nei quali il ricordo dell'antico potere dorme, pronto a risvegliarsi con effetti devastanti.
Malpertuis è un horror gotico, un romanzo "strano" all'inizio molto lento, che mi ha lasciato spiazzata, ma che, man mano che si va avanti, prende vita.
Consigliato.




sabato 21 aprile 2018

Cosa vuoi che ti dica... #14




Buongiorno puntuale dopo 15 giorni ecco la rubrica che mi vede sempre in compagnia delle mie fedelissime amiche blogger Librintavola Libri al caffè La lettrice sulle nuvole e della mia collaboratrice Manuela (che ha firmato con il sangue...) Questa volta l'argomento vincitore del sondaggio appena concluso: Libro con fiori in copertina.


Ecco a voi, intanto, le scelte del prossimo sondaggio a tema primaverile... anche se qui continua a piovere e far freddo.



Potete sempre votare sia in alto a sinistra del blog che in pagina Facebook.
Potrete votare fino alle alle 23,59 del 2 maggio  e il post con il vincitore lo troverete online il sabato 5.


Libro con fiori in copertina by Dolci

Ho gironzolato un po' tra i vari scaffali della mia libreria per decidere di quale libro parlare. A parte i libri di giardinaggio di Coso, non ho molte copertine fiorite, ma abbondano quelle con le farfalle... alla fine ho scelto un ebook che ho letto pochi giorni fa e che mi è piaciuto moltissimo: La casa del padre di Karen Dionne. Il romanzo non rientra in quello che io considero un thriller, cioè ansia al cardiopalma e suspense ad ogni sfogliata di pagina, eppure è riuscito, grazie allo stile accattivante, a catturare immediatamente la mia attenzione.


Trama
Helena vive con la famiglia in una tranquilla cittadina del Michigan immersa nella natura che ama e conosce benissimo, tanto che incrementa le entrate con la vendita di conserve di frutta e piante particolari. La sua formidabile conoscenza le viene dal padre, con il quale ha vissuto, insieme alla giovanissima madre, fino a dodici anni in un capanno tra i boschi. Da lui ha imparato tutto quello che sa, e forse anche quello che non avrebbe voluto sapere. Tanto che proprio a dodici anni è scappata di casa e lo ha fatto mettere in prigione. Ora, però, a distanza di quindici anni, l’uomo è evaso e Helena sa di essere in pericolo. Soprattutto sa di essere l’unica al mondo a poterlo catturare di nuovo.





Libro con fiori in copertina by Manuela

Per questo appuntamento ho scelto con il cuore…
Vi propongo un romanzo che è la conclusione di una serie che a me è piaciuta molto. Quando ho terminato di leggere tutta la serie è stato come abbandonare degli amici. Il romanzo in questione è Uno splendido disastro di Jamie McGuire. È un romance con tinte di giallo, pieno di colpi di scena. È bello vedere come sono andate a “concludersi” le varie storie dei protagonisti.



Trama
Non sembra passato neanche un giorno dalla prima volta che Abby e Travis si sono scambiati quello sguardo all'università. Da allora nulla è cambiato: la stessa intesa di un tempo brilla nei loro occhi. La stessa dolcezza si legge nelle loro mani che si cercano sempre. Nessuno avrebbe mai scommesso che la loro storia sarebbe durata tanto a lungo, ma quando un Maddox si innamora è per sempre. E Avvy e Travis ne sono la prova. Ora lei è una mamma modello: non solo si impegna a crescere al meglio i suoi due gemelli, ma non esita a rimboccarsi le maniche per aiutare Travis ogni volta che ne ha bisogno. Lui non si risparmia, fa di tutto per proteggere la famiglia, a qualsiasi costo. Il loro è un amore di quelli che capitano una sola volta nella vita, un esempio anche per gli altri fratelli, ora riuniti con le mogli e i figli nella casa di famiglia a Eakins. Eppure, stare con un Maddox non è solo garanzia d'amore, ma anche di tanti guai. Dietro una vita apparentemente perfetta, Travis nasconde un segreto. Un segreto che per anni ha custodito con la complicità del fratello maggiore Thomas. Un segreto che, se venisse a galla, rischierebbe di mettere a nudo un'intricata rete di bugie e di far crollare tutte quelle certezze che finora hanno fatto di lui un modello da seguire. Così, quando si riaccendono vecchie tensioni che minacciano di sconvolgere la tranquillità raggiunta con fatica, Travis si trova a dover prendere una decisione difficile che potrebbe dividere la famiglia per sempre, oppure renderla ancora più forte. Perché quando ci sono in gioco gli affetti, si è pronti a tutto pur di non perderli.



Non fatevi scappare i post delle altre blogger per cui correte sui loro blog:


Link alle pagine Facebook delle altre blogger



venerdì 20 aprile 2018

Intervista con le vamp... blogger #18




Buon venerdì lettori, eccomi con l'appuntamento mensile, anche se in ritardo di un giorno, che mi vede in compagnia de La lettrice sulle nuvole. Come di consueto abbiamo letto un libro scelto da voi e ve ne parleremo in questa intervista. Nonostante il genere devo dire che la lettura non è stata male, anzi...
Ma io e Chiara saremo d'accordo? Andate QUI per leggere il suo post e scoprirlo.


Autrice: V. E. Schwab
Titolo: Magic
Serie: Shades of magic #1
Editore: Newton Compton Editore
Data di pubblicazione: 12 ottobre 2017
Pagine: 416

Trama
Kell è uno degli ultimi maghi rimasti della specie degli Antari ed è capace di viaggiare tra universi paralleli e diverse versioni della stessa città: Londra. Ci sono infatti la Rossa, la Bianca, la Grigia e la Nera, dove accadono cose diverse in epoche differenti. Kell è cresciuto ad Arnes, nella Londra Rossa, e ufficialmente è un ambasciatore al servizio dell’Impero Maresh, in viaggio alla corte di Giorgio III nella Londra Bianca, la più noiosa delle versioni di Londra, quella senza alcuna magia. Kell in verità è un fuorilegge: aiuta illegalmente le persone a vedere anche solo piccoli scorci di realtà che non potrebbero mai vedere. Si tratta di un hobby molto rischioso, però, e adesso Kell comincia a rendersene conto. Dopo un’operazione di trasporto illegale andata storta, Kell fugge nella Londra Grigia e si imbatte in Delilah, una strana ragazza che prima lo deruba, poi lo salva da un nemico mortale e infine lo costringe a seguirla in una nuova avventura. Ma la magia è un gioco pericoloso e se si vuole continuare a giocare prima di tutto bisogna imparare a rimanere vivi…





L'intervista



  1. A quale genere appartiene il libro?
Sicuramente appartiene al genere Fantasy Young Adult.


  1. Cosa pensi dei protagonisti?
Molto interessanti e ben costruiti. La mia preferita è Lila; Kell per quanto mi sia piaciuto l'ho trovato leggermente debole (mi chiedo come sia riuscito a cavarsela finora, visto che qui se non fosse per Lila sarebbe morto subito); Rhy ancora non l'ho capito bene; Holland mi ha incuriosito molto e chissà...


  1. Personaggio preferito?
Delilah Bard, un'eroina di quelle che piacciono a me


  1. Personaggio più odiato?
Banale ma i due re cattivi Astrid e Athos.


  1. Che emozioni ti ha suscitato la lettura?
Sorpresa perchè di solito il fantasy non mi attrae granché, invece ho trovato molto carino questo romanzo.


  1. Punti di forza?
La cosa che mi ha colpito maggiormente è l'ambientazione. Originalissima l'idea delle tre Londra. Aggiungiamo, poi, il finale aperto, ma non con il solito clifhanger.


  1. Punti deboli?
Non è proprio un punto debole del libro, ma mio. Non amo il genere fantasy è ho trovato alcune parti lente, soprattutto l'inizio.


  1. Come hai trovato lo stile del/della scrittore/scrittrice?
Abbastanza coinvolgente visto il tipo di storia raccontata.


  1. E' facile entrare in empatia con il/la protagonista?
Questa volta, a differenza del mese scorso, sono riuscita perfettamente a capire Kell e Lila. Due personaggi costruiti magnificamente.


  1. Quale aggettivo lo descrive meglio?
Interessante.



  1. A chi lo consigli?
Agli amanti del fantasy piacerà immensamente.


  1. Quante stelline gli dai?
Quattro stelle.

  1. Citazione preferita?
«L’amore non ti impedisce di morire di freddo, Kell», continuò, «o di fame, o di essere accoltellato per le monete che abbiamo in tasca. L’amore non compra nulla, quindi sii felice di quello che hai e delle persone che hai, perché potrai anche desiderare di avere altro, ma non hai bisogno di niente».

Vi lascio il modulo per consigliarci il prossimo libro. Incrocio le dita nella speranza di poter leggere, finalmente, qualcosa di buono.







Mi raccomando votate numerosi!








giovedì 19 aprile 2018

Presentazione Gruppo di Lettura - Unravel me





Buongiorno continua la nostra lettura-rilettura della saga di Shatter me di Tahereh Mafi. Dopo Shatter me e Destroy me ci occuperemo, nei mesi di Aprile e Maggio del secondo libro: Unravel me. Con me ci sarà sempre Manuela Menna... ormai è nostra!!!

Ecco qualche notizia in più sul libro in questione.


Titolo: Unravel me
Autore: Tahereh Mafi
Pagine: 540
Editore Rizzoli
Trama
Juliette è sfuggita alla Restaurazione e al suo leader che intendeva usarla come arma. Da quando vive al Punto Omega è libera di amare Adam, ma non sarà mai libera dal proprio tocco letale, né da Warner, che la desidera più di quanto lei credesse possibile. Tormentata dal passato e incapace di pensare al futuro, Juliette sa che dovrà compiere delle scelte difficili. Accettare il proprio potere distruttivo per metterlo al servizio della resistenza e, soprattutto, allontanare Adam pur amandolo con tutta se stessa.


Come per le volte precedenti c'è un gruppo Facebook sempre attivo al quale, se avete voglia, potete unirvi in qualsiasi momento mentre nel Calendario trovate tutte le date delle varie tappe.





Noi tutte vi aspettiamo: Non mancate!