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giovedì 23 aprile 2020

Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore



Il 23 aprile si celebra la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d'Autore. L'evento che tende a promuovere la lettura. Per avere maggiori informazioni cliccate QUI.
In questa occasione, su suggerimento di Chicca del blog Librintavola, abbiamo deciso di consigliarvi dieci libri a cinque stelle che abbiamo letto in questo periodo.
Vi lascio i link con i consigli librosi delle mie college


  1. Dimmi chi sei di Giacomo Assennato
Una bellissima storia d’amore, fatta di coraggio e forza nata in un periodo storico in cui le coppie omosessuali erano considerate un rifiuto della società, un abominio. Non che ora la situazione sia migliorata granché, purtroppo. Arriveremo mai a capire che l'amore è amore?
  1. È un giorno bellissimo di Amabile Giusti
Nonostante apparentemente sembri il solito young adult, con una lei bella e buona e un lui cupo e tenebroso, ho trovato la trama originale e ben gestita. Un viaggio on the road che mi ha regalato splendide emozioni. Una storia dolce, leggera e romantica che, Vista l'età dei personaggi, forse è più adatta a lettori giovani, ma io l'ho davvero amata.
  1. I migliori anni di Cinzia Giorgio
Nei romanzi storici, quello che non mi fa godere appieno della lettura, è la narrazione pesante e infarcita di date. In questo caso ho trovato il tutto, per quanto accurato storicamente, molto scorrevole e per nulla noioso. Anzi non vedevo l'ora di tornare dai protagonisti. Altra cosa che ho trovato rappresentata benissimo è l'ambientazione che fa da sfondo alla vicenda. Le descrizioni sono talmente vivide che non ho trovato nessuna difficoltà nel visualizzare Venosa nella mia mente.
  1. Ira di Jennifer Miller
Un libro che ho voluto leggere subito appena terminato il primo capitolo della serie. Amo i soggetti tormentati e Tyson, protagonista di questo romanzo, rientra perfettamente nella categoria. Il mio cuore ha sofferto con lui in ogni momento mentre lo osservavo perdersi e ritrovarsi. Poi vogliamo parlare della copertina? 
  1. La storia che volevamo di Marion Seals
Il libro è un romance New Adult ambientato nel mondo sportivo dei college americani con protagonisti Dawn, una ragazza albina, e Gregory “Ego” Madden, un famoso giocatore di Football. Dalla trama potrebbe apparire come il solito sport-romance con un lui bello e figo e una lei timida e impacciata. La storia, tuttavia, regala dei risvolti molto originali e sorprendenti. Pur rimanendo in linea con i romanzi del genere i personaggi e la loro caratterizzazione fanno la differenza.
  1. Nei tuoi occhi il mio riflesso di Benedetta Cipriano
Benedetta è una scrittrice italiana che seguo con piacere dal suo esordio. Ogni sua storia è stata capace di emozionarmi, ma con questa si è sicuramente superata. Protagonisti in questo romanzo sono due anime ferite, Lucas e Amaya, che sono il balsamo uno dell'altra. Con il suo stile poetico, maturato in questi anni, mi ha regalato una lettura straordinaria.
  1. Quando cade la neve di Patrisha Mar
Patrisha è una di quelle autrici che mi regalano sempre bellissime storie e questa non ha fatto eccezione.
Ambientata in un paesino delle Dolomiti racconta la storia di quattro persone: Penelope, Matteo, Diana ed Enea. Bellissime anche le descrizioni di Moena, il paesino in Val di Fassa dove la storia si svolge. Così come l'atmosfera natalizia che mi ha accompagnato durante la lettura.
Lo stile di Patrisha è sempre quello che amo: scorrevole e curato, con quella punta di ironia che spesso mi fa sorridere.
  1. Ritorno a Riverton Manor di Kate Morton
Ho conosciuto Kate Morton per caso, ma sono stata subito ammaliata dal suo stile di scrittura. La prosa dell'autrice è riuscita a farmi “perdere” nelle sue parole e non farmi soffrire per la lunghezza dei capitoli. Mi ha trasportata indietro nel tempo, all'interno di questa villa sontuosa e “vivere” insieme ai vari soggetti. Inoltre è stata davvero brava a catturare, l'atmosfera, l'epoca narrata e i soggetti presentati.
  1. Sulla sedia sbagliata di Sara Rattaro
Che Sara Rattaro fosse un'autrice fantastica quando si tratta di trasformare i sentimenti in parole lo sapevo già, ma in questo romanzo, per me, si è superata. In poco più di 150 pagine è riuscita a emozionarmi tantissimo. Incide, sicuramente, il fatto che la base della trama si poggia su un argomento che mi spaventa moltissimo: la perdita di un figlio. Nel libro vengono trattate diverse tipologie di perdite, ma tutte devastanti allo stesso modo.
  1. Una stella piovuta dal cielo di Federica D'Ascani
Federica ormai per me è una garanzia e, romanzo dopo romanzo, è sempre bravissima a conquistarmi. Non fa differenza il genere in cui si cimenta perché riesce a creare trame magnifiche. Questa volta la storia è molto Young Adult vista l'età della protagonista. Inizialmente pensavo di trovarmi a leggere un romanzo leggero, senza troppi traumi, invece come sbagliavo... Federica è riuscita, ancora una volta a farmi provare una svariata gamma di sensazioni. Mi ha fatta emozionare, arrabbiare e commuovere.


Questi sono i libri più belli letti negli ultimi mesi. Li conoscevate? Li avete amati quanto me?





sabato 6 luglio 2019

Recensione #365 Sulla sedia sbagliata by Sara Rattaro


 Libro letto per: Reading Challenge Dalle tre ciambelle Ristorante – Pizzeria
Tavolata La Paella della Bacci – 
Leggi un libro di Sara Rattaro




Autrice: Sara Rattaro
Titolo: Sulla sedia sbagliata
Editore: Garzanti
Pagine: 157
Data di pubblicazione: 28 maggio 2015
Trama
Andrea è accusato di aver ucciso Barbara, la fidanzata, in preda a un raptus e sotto l'effetto di stupefacenti. Valeria ha saputo dal giornale che il ragazzo che ama è accusato di aver strangolato la madre. Una donna ha visto uscire di casa la figlia e non sa che sarà per l'ultima volta, mentre Zoe sogna l'"uomo dal naso perfetto" e attende il trapianto... Vicende che si intrecciano e sovrappongono, vittime e carnefici che si scambiano i travestimenti nel teatrino dell'assurdo della vita. Una struttura originale e una scrittura toccante e coinvolgente disegnano storie talmente vicine alle nostre che sembrano appartenerci, componendo un vivace mosaico in cui ogni tessera si incastra armoniosamente.




Che Sara Rattaro fosse un'autrice fantastica quando si tratta di trasformare i sentimenti in parole lo sapevo già, ma in questo romanzo, per me, si è superata. In poco più di 150 pagine è riuscita a emozionarmi tantissimo. Incide, sicuramente, il fatto che la base della trama si poggia su un argomento che mi spaventa moltissimo: la perdita di un figlio. Nel libro vengono trattate le diverse tipologie di perdite, ma tutte devastanti allo stesso modo.
Ammetto che non è stata, per nulla, una lettura facile proprio perché l'autrice riesce a toccare quei punti per me molto sensibili.
I personaggi sono eviscerati perfettamente in minimi, ma esaustivi, tratti significativi. In poche pagine Sara è riuscita a dare vita a dei soggetti che ho sentito estremamente veri e vicini a me. Sono riuscita, perfettamente, a entrare in empatia con Francesca e pormi le sue stesse mille domande su come Andrea (colpevole del brutale omicidio della fidanzatina) abbia potuto compiere un simile gesto. Cosa ha sbagliato lei, come mamma, per rendere un figlio, considerato perfetto, un terribile assassino?
Ero vicina (persino troppo) anche al dolore di Teresa per la perdita di sua figlia a causa di un tragico incidente stradale. Le sue erano le parti più difficili da leggere perché non credo esista al mondo un dolore più forte della prematura e improvvisa scomparsa di un figlio.
Molto interessanti e coinvolgenti anche le storie di Paolo e Zoe legati da un filo sottile alle tragedie di Francesca e Teresa.
Un romanzo che, per quanto corto, è riuscito a incatenarmi alle sue parole crude e terribili. L'ho divorato in un pomeriggio nonostante sia stata, più volte, tentata di chiuderlo per evitare di pensare a certe cose.
Il mio preferito tra quelli letti finora di Sara Rattaro.



venerdì 13 aprile 2018

Recensione #181 Un uso qualunque di te by Sara Rattaro



 Tu leggi? Io scelgo! #1 by Dolci


Parte da oggi sul blog una nuova rubrica scaturita dalla mente diabolica di Chiara e Rosaria. A me è piaciuta subito e ho dato immediatamente il mio consenso. Avere la possibilità di curiosare negli altri blog partecipanti e scegliere una lettura che mi incuriosisce mi ha allettato subito. A me è capitato di dover scegliere dal blog di Chicca, amica e complice in tante altre rubriche. Ho scelto questo libro di Sara Rattaro che avevo preso l'anno scorso a TDL2017.






Autrice: Sara Rattaro
Titolo: Un uso qualunque di te
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 24 giugno 2014
Pagine: 176

Trama
Una famiglia borghese apparentemente serena è quella formata da Viola, Carlo e dalla diciassettenne Luce: grandi occhi spalancati verso il futuro. Distratta madre e moglie, Viola coltiva mille dubbi sul suo presente e troppi rimpianti camuffati da consuetudini. Carlo, invece, è un marito presente e innamorato e la solidità del legame famigliare sembra dipendere soprattutto da lui. È quasi l'alba di una notte di fine primavera quando Viola riceve un messaggio da suo marito che le dice di correre in ospedale. Stava dormendo fuori casa e si deve rivestire in fretta, non c'è tempo per fare congetture, il cellulare ora è scarico e nel messaggio non si dice a quale ospedale debba andare né cosa sia successo. Una corsa disperata contro il tempo, i sensi di colpa e le inquietudini che da anni le vivono dentro. Fino al drammatico faccia a faccia con il chirurgo le cui parole porteranno a galla un segreto seppellito per anni e daranno una sterzata definitiva al corso della sua esistenza.


Inzio con il dire che questo libro mi ha regalato una davvero bellissima lettura e tutta una serie di emozioni strazianti. Ogni libro di Sara è così!
Ma... sì c'è un ma: Viola, la protagonista e voce narrante del ibro. Non mi è piaciuta, non l'ho sopportata dalla prima pagina e il suo gesto finale, per me, non è stato dettato dal coraggio ma dalla vigliaccheria. Detta così però non esprime perfettamente ciò che vorrei dire. Il gesto di Viola è servito, sì, a sistemare la situazione ma non me l'ha fatta comunque amare. Posso capire che l'essere umano sia vittima di molte debolezze eppure non sono riuscita a perdonarla, a capire le sue scelte e i suoi errori e a empatizzare con lei. So di sembrare alquanto cinica ma ho visto il tutto come un voler fuggire ancora una volta di fronte alle responsabilità.
Con questo non voglio assolutamente dire che il libro non mi sia piaciuto, anzi mi ha commosso profondamente e l'ho trovato un libro meraviglioso che mi ha fatto riflettere tantissimo.
Dall'altro lato ho amato, oltre ogni limite, il personaggio di Carlo, la sua forza, il suo amore incrollabile, il suo saper perdonare nonostante tutto. Riesce a superare i tradimenti della moglie grazie all'infinito amore che ha per Luce, la figlia. La stessa figlia che Viola sembra non amare. Non ho visto debolezza in questo nell'atteggiamento di Carlo. Io, purtroppo, non sono come lui e ho odiato Viola dalla sua prima apparizione. Ha tutto ciò che vuole eppure non le basta, non ama nessuno al di fuori di se stessa. Non ho mai capito il suo senso di soffocamento, la sua voglia di tradire. Non c'è niente da fare se un personaggio non mi piace vedo solo difetti in lui.
Ho comunque letto il lbro in pochissime ore, durante un viaggio in treno, nascosta nel mio angoletto asciugandomi gli occhi senza farmi notare troppo.
Il pregio di Sara è che riesce a farmi amare le storie che crea anche se odio la protagonista, infatti la mia antipatia verso Viola non ha nulla contro Sara che riesce sempre a colpirmi al cuore.
La recensione, lo so, appare molto contorta ma, nonostante abbia aspettato del tempo a scriverla e per aver modo di far “decantare” meglio le mie sensazioni, non sono riuscita a fare chiarezza maggiore.

Vi lascio il calendario per seguire tutte le altre blogger che hanno deciso di partecipare in questo mese. 


Il 16 aprile nel blog di Erica trovate un'altra recensione.



lunedì 9 aprile 2018

Incontro con Sara Rattaro TDL2018




Nella splendida cornice della manifestazione di Tempo di Libri, si è svolta la presentazione dell’ultimo romanzo di Sara Rattaro, Uomini che restano. Dolci ed Io eravamo in primissima fila!!! 



La presentazione è stata guidata da Amanda Colombo ed impreziosite dalla lettura di alcuni brani da parte di Alessandra De Luca.
Conversando amabilmente, Amanda e Sara hanno messo in luce gli aspetti salienti del romanzo, le caratteristiche dei personaggi e la voce narrante di tutta la storia: Genova.
La presentazione è stata un’amabile conversazione tra amiche, quindi ho deciso di riportare le parti salienti esattamente come si sono svolte. Ho anche riportato le letture fatte perché sono centrali nella conversazione, ho inserito anche il numero della pagina, avendo come riferimento la copia cartacea del romanzo edito da Sperling&Kudfer.
Amanda ha aperto la presentazione dicendo che eravamo in questo spazio nella fiera a parlare di donne, ma anche di uomini, uomini che riescono a restare anche quando la quotidianità diventa difficile.
Amanda: Il primo dono di Sara è l’empatia. Entra in sintonia con i personaggi per far emergere l’io narrante. Permette anche al lettore di entrare in questa sinergia di sentimenti. Questo porta a vedere la scrittrice come una di noi, un’amica, una di famiglia.
Per farci apprezzare questa grande forza empatica della scrittura di Sara, subito è stata data la parola al romanzo, Alessandra ha letto alcune pagine del libro. Ci ha presentato Fosca. (Lettura da pag.5 a pag. 7: Era tutto perfetto. […] e la vergogna è piombata addosso anche a lui.) Alessandra ha letto con una maestria difficile da descrivere, personalmente ho avuto la pelle d’oca e ho potuto notare che l’autrice si era commossa.
Sara: Questo momento è drammatico, questo è un abbandono. L’abbandono riguarda un dolore e un sacco di altre cose, da rimettere a posto. Lorenzo decide che quello che resta della sua vita lo vuole vivere con la parte più vera di sé. È come se dicesse: Siamo arrivati fi qui insieme, però ora non ci riesco più. E Fosca reagisce, a modo suo, con la fuga. E infatti scappa e torna a Genova.
Amanda: Genova è un’altra protagonista della storia. (Lettura da pag. 21 a pag. 22: Genova. […] con le mie parole.)
Sara: E ora è tutto da ricominciare… A Genova i tetti si possono abitare, qui sul tetto c’è Valeria.
Amanda: Anche lei vive questo abbandono/cambiamento… anche lei si trova sola, perché il suo uomo non è riuscito a restare.
Sara: Genova in questo brano abbraccia le sue figlie spettinate.
Amanda fa una considerazione generale mettendo in luce che ci sono uomini che vanno bene nella gioia, ma non nel dolore. Sergio è un uomo che scappa. Valeria fa una scelta diversa.
Sara: Valeria fa una scelta “genovese”, quella di resistere. Valeria affronta le cose cercando di stare bene, forse proprio aiutando questa sconosciuta che è sul tetto e che piange. Qui non nasce una amicizia, ma una solidarietà. Forse perché si può parlare senza filtri. Sono due donne che si riconoscono.
Amanda: Fosca e Valeria parlano e sono sincere tra loro perché non si conoscono.
Sara: Spesso non si comunica con le persone con cui siamo in confidenza. Nelle famiglie regna un dignitoso silenzio.
Fosca e Valeria parlano perché si riconoscono. Fosca è la falena impazzita, Valeria ha la capacità di ridimensionarla.
Amanda: Valeria è dignitosa nella reazione. Non è sola ha, al suo fianco, un collega, un amico medico e una famiglia. La famiglia è un punto di forza per Valeria. Mentre Fosca sceglie di scappare e torna a casa ben sapendo che i suoi genitori non ci sono.
A questo punto si inserisce una nuova lettura di Alessandra, una lettura che pone l’attenzione sulla famiglia di Valeria. (Lettura da pag. 100 a pag. 101: Nei giorni successivi sono andata a comprarmi altri foulard […] e di quei sentimenti sepolti sotto silenzio.)
Amanda: Valeria ha una rete intorno… Alessandro, Fabrizio…il papà. Il papà è la parte forte, è il più noir. Questi sono gli uomini che restano.
Sara: Valeria ha una rete fortissima. Questo dolore però ci fa vedere quello che abbiamo intorno.
Fabrizio la trova bella anche ora, Valeria non si aspetta questo. Perché noi donne facciamo sempre i conti con il nostro corpo.
Il papà è il vero eroe.
Alessandro fa il medico per piacere a Valeria, non la sposerà, ma è un uomo che resta.
Amanda: Il libro mostra due donne che hanno voglia di combattere.
Sara: Questo libro andrebbe letto dagli uomini, soprattutto perché così potrebbero capirci.
Chiaramente, essendo presenti tante donne e solo pochissimi uomini (ne avevo visti due, forse tre nello spazio del Caffè Letterario…), questa affermazione di Sara ci ha fatto sorridere.
Amanda riprende e parla del Narratore della storia. Fa un cenno al fatto che, come stile di scrittura, Sara mette sempre a fine capitolo una parte in corsivo
Amanda: Il Corsivo è il punto della situazione. La vera voce narrante che ricapitola la vicenda. Questa voce narrante è Genova. (Lettura pag. 236: Mi chiedo se gli uomini […] Io sono la Superba. Io sono Genova.)





sabato 17 marzo 2018

Recensione #175 Uomini che restano by Sara Rattaro


Libro letto per la Reading Challenge 2018 Tutti a Hogwarts con le tre Ciambelle. Gruppo Hermione. Obiettivo: Cappello Parlante



Autrice: Sara Rattaro
Titolo: Uomini che restano
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 13 febbraio 2018
Pagine: 265

Trama
All'inizio non si accorgono nemmeno l'una dell'altra, ognuna rapita dal panorama di Genova, ognuna intenta a scrivere sul cielo limpido pensieri che dentro fanno troppo male. Fosca e Valeria si incontrano per caso nella loro città, sul tetto di un palazzo dove entrambe si sono rifugiate nel tentativo di sfuggire al senso di abbandono che a volte la vita ti consegna a sorpresa, senza chiederti se ti senti pronta. Fosca è scappata da Milano e dalla confessione scioccante con cui suo marito ha messo fine in un istante alla loro lunga storia, una verità che per anni ha taciuto a lei, a tutti, persino a se stesso. Valeria nasconde sotto un caschetto perfetto e un sorriso solare i segni di una malattia che sta affrontando senza il conforto dell'uomo che amava, perché lui non è disposto a condividere con lei anche la cattiva sorte. Quel vuoto le avvicina, ma a unirle più profondamente sarà ben presto un'amicizia vera, di quelle che ti fanno sentire a casa. Perché la stessa vita che senza preavviso ti strappa ciò a cui tieni, non esita a stupirti con tutto il buono che può nascondersi dietro una fine. Ti porta a perderti, per ritrovarti. Ti costringe a dire addio, per concederti una seconda possibilità. Ti libera da chi sa soltanto fuggire, per farti scoprire chi è disposto a tutto pur di restare al tuo fianco: affetti tenaci, nuovi amici e amici di sempre, amori che non fanno promesse a metà.





Sara Rattaro riesce sempre a farmi amare un genere che di solito non leggo molto spesso e i suoi libri mi conquistano ogni volta. Se non fosse stato per la scarsità di tempo da dedicare alla lettura e complice anche il mio essere a Tempo di Libri, mi sarei bevuta questo romanzo in una sola seduta.

L'autrice ha uno stile molto particolare nel raccontare le sue storie. Sempre in prima persona riuscendo, ogni singola volta, a farmi percepire le stesse emozioni che prova il personaggio di cui mi racconta in quel momento. Il punto di forza dei suoi scritti sono proprio loro, i protagonisti, descritti sempre magistralmente. Personaggi veri come quelli che si potrebbero incontrare tutti i giorni, con pregi e difetti tipici dell'essere umano. Anche le vicende narrate sono sempre attuali e molto, molto realistiche.
Proprio grazie a queste sue qualità è stata capace di farmi amare, ma soprattutto capire profondamente, ogni scelta e comportamento dei soggetti di questo romanzo. Ho pianto con Fosca e Valeria, entrambe tradite da coloro che avrebbero dovuto, invece, restare loro accanto. Motivi diversi ma che hanno lasciato in tutte e due un grande dolore. Non ho odiato Lorenzo come mi sarei aspettata, mentre non mi ha sorpreso minimamente il mio detestare Sergio. Se da una parte sono riuscita, infatti, a comprendere e perdonare Lorenzo per il suo “tradimento”, non ho potuto proprio giustificare la vigliaccheria di Sergio. Il primo non voleva ferire intenzionalmente la sua Fosca, ma neanche negare cosa desiderasse realmente. Ho percepito tutto il suo strazio nel confessare i suoi sentimenti alla moglie. Per la prima volta mi sono trovata a non odiare un marito traditore. Assolutamente ingiustificabile il secondo: non si abbandonano le persone care. Mai! Specialmente nei momenti più dolorosi e difficili.
Ho apprezzato tantissimo Ale e Fabrizio, veri uomini che restano, che non si fanno spaventare dagli imprevisti della vita. Ce ne vorrebbero molti di più!
Ho adorato profondamente questa storia anche se avrei voluto sapere di più sul futuro di Fosca, Valeria, Ale, Lorenzo e Fabrizio. Questa è una mia pecca, lo ammetto. Mi serve dare una conclusione precisa ai libri che leggo e conoscere dove il destino porta i protagonisti che mi entrano nel cuore.
Mi è piaciuto anche il piccolo capitolo in cui Genova diventa protagonista al pari degli altri soggetti.
Lo stile di Sara è sempre fluido ed evocativo. Riesce, sempre, a parlare di tematiche importanti senza renderle più angoscianti di quanto siano già di loro. Tuttavia le sue parole arrivano dritto al cuore e lo frantumano ugualmente. Non ho voluto trascrivere citazioni in questa mia opinione perche erano davvero troppe le frasi che mi hanno colpito maggiormente.
Vorrei, in questi momenti, avere capacità narrative tali da riuscire a trasmettere ciò che libri del genere sono capaci di farmi provare.



venerdì 9 marzo 2018

Cosa vuoi che ti dica... #12




Ma oggi è venerdì e la rubrica non esce sempre di sabato? Vero ma questa volta, tra Tempo di Libri e la sorpresina che abbiamo in serbo per voi domani, noi, le solite quattro, abbiamo deciso di anticipare di un giorno. Il nostro quartetto che ormai è una bella realtà di amicizia e collaborazione è composto da me quella con i glitter, quella con la frusta La lettrice sulle nuvole, quella dei dolci Librintavola, quella poco connessa Libri al caffè. Naturalmente ci fa compagnia l'ormai rassegnata a seguirci Manuela Menna!
Ma basta chiacchiere e veniamo al vincitore dello scorso sondaggio: Autore che vorrei incontrare a TdL.

Prima di lasciarvi ai nostri post voglio mostrarvi le prossime scelte. Come sempre si può votare sia qui sul blog in alto a sx che sulla mia pagina facebook, che in questi giorni ha raggiunto i 300 follower!




Questa volta causa sorpresa di domani avrete più tempo per esprimere il vostro parere ed esattamente fino alle 23,59 del 3 aprile. Il nuovo post sarà online il 7 aprile, di nuovo di sabato.



Autore che vorrei incontrare a TdL by Dolci

 

Le due autrici (lo so doveva essere solo una ma non sono riuscita a scegliere, Manu predico bene e razzolo male!) che vorrei tanto incontrare sono: Sara Rattaro e Alice Basso. Due scrittrici molto diverse tra loro sia per stile narrativo che per storie raccontate, ma che adoro completamente. La Rattaro ho avuto modo di ammirarla anche lo scorso anno a Milano, ma ciò non mi impedisce di volerla rivedere, tanto da costringere l'amato Coso (marito) a saltare la sua gita turistica al Duomo. La Basso sarebbe la prima, emozionante, volta che riesco a vederla da vicino.




Autore che vorrei incontrare a TdL by Manuela

Qui entro in crisi, perché ho un sacco di autori che vorrei incontrare, cosa del resto normale visto che leggo tanto… Dolci mi ha suggerito di estrarre a sorte un nome… Non ho estratto a sorte, ho però scelto con i cuore. Non so perché, forse perché le sue storie mi hanno fatto sempre sognare o forse perché complice fb mi è entrata nel cuore, ma un’autrice che vorrei proprio incontrare e con cui scambiare due parole con calma, magari davanti ad un buon caffè, è Cassandra Rocca. Ok! È vero l’ho incontrata anche lo scorso anno, ma lo in quell'occasione non avevo dietro i suoi libri, perché li avevo solo in versione digitale, così quest’anno mi sono premunita e sono andata in libreria a prenderne uno per avere una sua dedica. Quindi sicuramente sabato pomeriggio sarò presso lo stand della Newton Compton per abbracciare di nuovo la mia “amica” scrittrice.



Se siete curiose di conoscere gli autori che vorrebbero incontrare le altre tre correte sui loro blog:

Qui i link alle loro pagine Facebook per votare



venerdì 24 novembre 2017

Recensione #142 Niente è come te by Sara Rattaro


Autrice: Sara Rattaro
Titolo: Niente è come te
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 4 settembre 2014
Pagine: 215

Trama
Nessuno fa solo cose giuste o sbagliate. Siamo luce e ombra insieme. Due scatole colme di libri, pupazzi e tante fotografie. Tutto il mondo di Margherita è racchiuso in quelle poche cose. In spalla il suo adorato violino e tra le mani un biglietto aereo per una terra lontana: l'Italia. La terra dove è nata e che non rivede da quando è piccola.
Ma ora è lì che deve tornare. Perché a quasi quindici anni Margherita ha scoperto che a volte è la vita a decidere per noi. Perché c'è qualcuno che non aspetta altro che poterle stare accanto: Francesco, suo padre. Il suono assordante dell'assenza di Margherita ha riempito i suoi giorni per dieci anni. Da quando sua moglie è scappata in Danimarca con la loro figlia senza permettergli di vederla mai più.
Francesco credeva fosse solo un viaggio. Non avrebbe mai pensato di vivere l'incubo peggiore della sua vita. Eppure, ora che Margherita è di nuovo con lui, è difficile ricucire quello che tanto tempo prima si è spezzato. Francesco ha davanti a sé un'adolescente che si sente sbagliata. Perché a scuola è isolata dai suoi compagni e a casa passa le giornate chiusa nella sua stanza. Ma Francesco giorno dopo giorno cerca la strada per il suo cuore. Una strada fatta di piccoli ricordi comuni che riaffiorano. Perché le cose più preziose, come l'abbraccio di un padre, si possiedono senza doverle cercare. E quando Margherita ha bisogno di lui come non mai, Francesco le sussurra all'orecchio poche semplici parole per farle capire quanto sia speciale: «Niente, ma proprio niente, è come te, Margherita».
Dopo il successo di Non volare via, a lungo in classifica in Italia tra i libri più venduti, Sara Rattaro torna con un romanzo potente e intenso che sa come avvicinarsi al cuore di tutti noi. La storia di quell'istante in cui non importa più cosa è giusto o cosa è sbagliato. La storia di un padre coraggioso e di una ragazza speciale. La storia di un amore che non conosce né tempo né ostacoli. Perché a volte l'unica cosa che conta è lottare per quello che si ama veramente.




Un tema difficile che Sara Rattaro tratta nel suo solito modo delicato e sensibile a cui non riesco rimanere indifferete. Ogni romanzo che ho letto di questa autrice riesce sempre a trasmettermi emozioni molto forti.
La storia di Francesco e Margherita è purtroppo molto attuale come daltronde ricordano i brevi trafiletti si storie vere inseriti ogni tanto nel romanzo.
Ho capito benissimo i sentimenti di Margherita verso suo padre Francesco che le è completamente estraneo, dato che l'ha visto, per l'ultima volta, a 5 anni.
Quella che proprio non ho apprezzato è proprio sua madre che non ha tentuto vivo il ricordo del papà, anzi l'ha sempre accusato di non averle mai volute.
Ho ammirato tantissimo Francesco che cerca in ogni modo di mostrare a sua figlia che è stata portata via contro la sua volontà, che l'ha sempre pensata ogni giorno e al modo di riportarla a sé. Ho adorato come l'uomo cerchi di riacquistare l'affetto della figlia senza incolpare troppo la madre che l'ha rapita e sottratta al suo affetto.
Anche Enrica è caratterizzata davvero bene e non ho potuto fare a meno di volerle bene e comprendere la sua decisione lavorativa.
Una storia di dolore, perdono e ripresa in cui Sara approfondisce perfettamente la profondità dei sentimenti di tutti i personaggi.

Un romanzo che mi ha travolta e commossa facendomi empatizzare subito con i due protagonisti.