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domenica 16 dicembre 2018

Recensione #289 La felicità del cactus by Sarah Haywood


Libro letto per la Reading Challenge 2018 Tutti a Hogwarts con le tre Ciambelle
Gruppo La stamberga strillante. Obiettivo: cappello parlante. 







Autrice: Sarah Haywood
Titolo: La felicità del cactus
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: 14 giugno 2018
Pagine: 362

Trama
A Susan Green non piacciono le sorprese: vuole avere tutto sotto controllo. Con buona pace di famiglia e colleghi, che la trovano fredda e spigolosa. Ma la vita di Susan è perfetta... per Susan. Ha un appartamento a Londra tagliato su misura per una sola persona, un lavoro che soddisfa la sua passione per la logica e un accordo molto civile con un gentiluomo che le garantisce adeguati stimoli culturali, e non solo, senza inutili sdolcinatezze. Guai perciò a chiunque tenti di abbozzare un maggior coinvolgimento emotivo e di accorciare le distanze: Susan punge, come i cactus che colleziona. Eppure, si sa, la vita sfugge a ogni controllo. E l'aplomb di Susan inizia a vacillare quando deve fare i conti con un lutto improvviso e con la prospettiva, del tutto implausibile secondo lei, di una gravidanza. All'improvviso il mondo sembra impazzito, sia dentro che fuori di lei. Ma proprio quando Susan teme di non riuscire più a fare tutto da sola, riceverà aiuto dalle persone più impensabili. E l'inflessibile femminista di ferro, la donna combattiva e spinosa come i suoi cactus, si troverà a fiorire.






Di nuovo un romanzo letto per spuntare un obiettivo della reading challenge a cui partecipo e che sta per concludersi che non avrei mai letto. Un libro, oltre tutto, osannato dalle Laure.

Susan è una donna quarantacinquenne, alle prese con un'inaspettata gravidanza da single e l'eredità della madre morta.
La mia prima impressione su di lei è stata di pura antipatia. Come potevo apprezzare un personaggio che sembra preoccuparsi tanto per la mamma morta e non ritirare le sue ceneri dall'obitorio? Una volta a casa usare poi il contenitore come ferma-porta... Anche i suoi atteggiamenti non mi sembravano quelli di una donna di 45 anni (la mia età). Era tutto molto strano. In più faticavo ad avanzare con la lettura perché non avevo nessuna voglia di conoscere l'evolversi della sua storia. Ma dovevo finire il libro per la challenge per cui mi sono sforzata di proseguire.
Piano piano questa donna così particolare ha saputo attrarmi sempre di più. Lo sviluppo caratteriale di Susan è qualcosa di fantastico. Inizia approfondendo, non per sua volontà, il rapporto con la vicina Kate, madre divorziata di due bimbi piccoli. Divertente quando ha dovuto fare da baby sitter alla più grande dei due pargoli. Qui mi ha ricordato, moltissimo, il personaggio di Sheldon della serie TV The big bang theory. Nel farmi comprendere meglio Susan hanno aiutato anche i vari flashback sull'infanzia della donna.
Altro personaggio che ho apprezzato è Rob, migliore amico di Edward, fratello minore di Susan. Mi è piaciuta la sua calma e solidità.
Odioso per tutto il romanzo, invece, Edward. Lui proprio non è riuscito a riscattarsi, neanche alla fine.
Simpatica anche se taaanto particolare la Zia Sylvia come antipatiche galline le sue figlie. Anche queste due sulla soglia dei quaranta che si comportano come due adolescenti sceme...
Come già detto ho avuto problemi ad entrare nella storia ma poi ne sono stata talmente affascinata da completare la metà del libro in un pomeriggio e rivalutare molte delle mie impressioni iniziali.



domenica 25 novembre 2018

Recensione #282 Vox by Christina Dalcher




Adesso è il mio turno di parlare di un libro che richiama il tema di oggi. La violenza sulle donne che non è solo fisica ma anche mentale, come viene descritto in questo romanzo distopico che mi aveva colpito dalla sua uscita.

Libro letto per la Reading Challenge 2018 Tutti a Hogwarts con le tre Ciambelle
Gruppo La stamberga strillante. Obiettivo: Un libro con la cover bianca. 






Autrice: Christina Dalcher
Titolo: Vox
Editore: Casa editrice Nord
Data di pubblicazione: 6 settembre 2018
Pagine: 416

Trama
Jean McClellan è diventata una donna di poche parole. Ma non per sua scelta. Può pronunciarne solo cento al giorno, non una di più. Anche sua figlia di sei anni porta il braccialetto conta parole, e le è proibito imparare a leggere e a scrivere.
Perché, con il nuovo governo al potere, in America è cambiato tutto.
Jean è solo una dei milioni di donne che, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare al passaporto, al conto in banca, al lavoro. Ma è l’unica che ora ha la possibilità di ribellarsi.
Per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne. Ogni giorno pronunciamo in media 16.000 parole.
Parole che usiamo per lavorare, per chiacchierare con gli amici, per esprimere la nostra opinione.
Ma, se non facciamo sentire la nostra voce, ci rimarrà solo il silenzio…





In un futuro distopico le donne non possono pronunciare più di cento parole al giorno. Ma non basta! Non possono leggere, scrivere, lavorare, sono relegate esclusivamente nel ruolo di casalinghe dedite solo ad accudire e servire gli uomini di casa. La protagonista e voce narrante è Jean McClellan che da brillante neuroscienziata si ritrova senza lavoro, degradata allo scalino più basso della scala sociale.
È stato angosciante assistere ad alcune situazioni nella vita quotidiana di Jean, la protagonista del romanzo. Non solo deve limitare al minimo le sue parole verso i figli e verso il marito, ma chiedere il permesso per le cose più banali: fare una telefonata, ritirare la posta! Anche guardare la televisione le è proibito: solo pochi programmi selezionati dal governo. Assurdo! Deve assistere, poi, quasi impotente al cambiamento del figlio maggiore Steven che abbraccia subito la nuove regole, credendole perfettamente giuste e plausibili. Inquietante!
Nonostante la situazione che sta vivendo Jean non sono riuscita comunque a empatizzare con lei. Viene presentata come persona totalmente leale alla famiglia, preoccupata per le sorti di tutti loro e poi compie azioni talmente incoscienti da metterli in pericolo? Nooooo non ci siamo.
Ho trovato la prima parte del libro davvero intrigante e infinitamente interessante, mentre forzata la seconda. L'intrigo politico dietro le ricerche della protagonista e del suo team mi sanno troppo di fanta-politica. Come voler aggiungere la componente thriller di cui non sentivo il bisogno qui.
Un'altra pecca del romanzo è il word building che non viene approfondito a dovere. Secondo me troppo affrettato il cambiamento della società che sembra imporre tutto dall'oggi al domani. Una cosa che non mi sembra molto credibile, spero...
Ho sentito, inoltre, la mancanza dei pensieri degli altri protagonisti. In questo caso il racconto in prima persona non era adatto al libro e avrei tanto voluto i Pov alternati.
Non posso dire che sia stata una lettura completamente negativa ma non ha soddisfatto le mie aspettative. Resta il fatto che è sicuramente un libro che fa riflettere e arrabbiarsi proprio come è negli intenti dell'autrice.



martedì 13 novembre 2018

Recensione #278 The Hunger. Affamati by Alma Katsu




Libro letto per la Reading Challenge 2018 Tutti a Hogwarts con le tre Ciambelle
Gruppo Voldemort. Obiettivo: Un libro giallo.







Autrice: Alma Katsu
Titolo: The Hunger. Affamati
Editore: Newton Compton Editori
Pag: 301
Data di pubblicazione: 25 ottobre 2018

Trama
1846. Dopo aver viaggiato per settimane verso ovest, in direzione della California, un gruppo di pionieri si trova davanti a un bivio. Per il leader della spedizione, George Donner, è il momento di fare una scelta. Quelle che si trovano davanti, infatti, sono due strade che conducono alla stessa destinazione. Una è già nota come una pista sicura, ma dell’altra, ancora sconosciuta, si vocifera che potrebbe essere più corta. La decisione di Donner avrà ripercussioni sulle vite di tutti coloro che sono in viaggio con lui. Il caldo cocente del deserto sta per lasciare il posto a venti pungenti e a un freddo acuto in grado di congelare il bestiame. Spinti verso la follia dalla fatica e dalle privazioni, i membri del gruppo dovranno lottare per la sopravvivenza. Mentre i bambini cominciano misteriosamente a scomparire. Ma la minaccia più pericolosa che i pionieri dovranno affrontare non è la furia della natura, bensì qualcosa di più primitivo e feroce che si sta risvegliando.
Tornate indietro o morirete tutti.
La spedizione Donner: l’episodio più inquietante della storia degli stati uniti in un capolavoro del thriller.






La cosa che per prima mi ha colpito del romanzo è stata la copertina. Leggendo, poi, anche la trama ho subito richiesto la copia ebook alla Newton per poterlo leggere. Confesso che mi aspettavo una storia con zombie affamati di carne umana ma non è stato così. O quasi...
Il romanzo si basa sulla vera storia della Spedizione Donner (Wikipedia) nominata anche in Shining da Stephen King.
Una carovana di uomini, donne e bambini intramprende un viaggio durato dal giugno 1846 fino all'aprile 1847 attraverso l'America per arrivare in California, piena di grandi speranze. Un viaggio, purtroppo, preso troppo alla leggera che avrà conseguenze devastanti. La fame li spingerà a compiere uno degli atti più atroci che esiste: il cannibalismo.
Ho trovato i retroscena storici, anche se romanzati, davvero molto fedeli alla realtà in una reinterpretazione angosciante e spaventosa. Lo stile e le descrizioni dell'autrice sono talmente vivide che potevo immaginarmi benissimo di viaggiare sui carri con gli esploratori, sentire gli scossoni del terreno, il freddo della neve e soprattutto la fame. Il tutto è narrato in maniera molto credibile e mi ha fatto compiere un viaggio nella follia derivante dalle molte privazioni che hanno dovuto sopportare questi uomini. La suspance si percepisce in ogni pagina dato che la Katsu è riuscita a rendere ancora più orribili fatti di per sé già sconvolgenti.
Visto che ciò che successe veramente non lo si potrà mai sapere trovo che questa rivisitazione della storia sia molto plausibile.
I personaggi sono tanti ma ognuno riesce ad essere ben approfondito e mi sono immedesimata totalmente con loro.
Un romanzo davvero ben scritto con quel tocco di horror e inquietudine che ho apprezzato tantissimo.



venerdì 2 novembre 2018

Recensione #274 Il mio universo sei tu by K.A. Tucker


Libro letto per la Reading Challenge 2018 Tutti a Hogwarts con le tre Ciambelle
Gruppo Voldemort. Obiettivo: Un libro che faccia parte di una serie.





Autrice: K.A. Tucker
Titolo: Il mio universo sei tu
Serie: Burying Water #4
Editore: Newton Compton Editori
Pag: 352
Data di pubblicazione: 4 ottobre 2018

Trama
Ivy è una tatuatrice di talento e, dopo anni passati in continuo movimento, forse ha trovato un posto dove fermarsi. Adesso lavora a San Francisco, al Black Rabbit, lo studio di tatuaggi di suo zio Ned: insieme funzionano alla grande e lei finalmente si sente a casa. Tutto cambia però quando Ivy si ritrova a essere testimone di un terribile crimine. È pronta a fare i bagagli di nuovo e sta per partire, ma un incontro casuale con un affascinante sconosciuto la trattiene in città, dandole un motivo per restare. Almeno finché Ivy non scopre che il loro incontro non è stato affatto casuale...






Con questo quarto volume si conclude la serie Romance New Adult Burying Water di K. A. Tucker, autrice che affronto sempre volentieri.
Al contrario delle altre storie, questa non è ambientata a Dublino, ma negli States. Ivy Lee, protagonista del romanzo, vive e lavora nella cittadina californiana di San Francisco. Apparsa nel capitolo precedente della serie, la ragazza è un'abile tatuatrice a cui viene ucciso l'affezionato zio Ned che l'aveva cresciuta.
Dietro l'omicidio c'è una videocassetta (eh sì lo zietto non era aggiornato in fatto di tecnologia) compromettente per l'agenzia di sicurezza Alliance. Sebastian Ice Riker è l'incaricato per il recupero della VHS. Con qualunque mezzo...
Non ricordavo bene Ivy e la parte da lei svolta nel volume in cui l'ho conosciuta per questo ho avuto la sensazione di leggere un libro slegato dagli altri e totalmente a sé. Non è stato un male, anzi.
Ho trovato i due protagonisti ben caratterizzati e non ho avuto una preferenza per nessuno di loro, strano per me. Sia Ivy che Sebastian erano in possesso delle caratteristiche che mi piace trovare nei soggetti dei romanzi che leggo.
Per una volta non c'è nessuna esperienza infelice od oscuri segreti nel passato dell'eroina, ma ha comunque un bella personalità tosta ed indipendente. Mi è piaciuta moltissimo questa sua sicurezza. Però, però mi ha leggermente infastidito il fatto che avesse bisogno del maschio forte in troppe occasioni.
Sebastian, invece, ha dei retroscena dolorosi, essendo stato in guerra e avendo assistito in prima persona alla morte di alcuni suoi compagni. Perfetto il suo carattere riservato e silenzioso che ne fa un soggetto interessante. Bello anche come lui voglia mantenere la sua parte di umanità e non cedere al fascino dei soldi.
Ben gestita anche la relazione che nasce tra i due. Ci sono subito attrazione e scintille ma non si proclamano subito innamorati alla follia. Ivy e, soprattutto, Sebastian si concedono tutto il tempo di conoscersi bene. Nonostante ciò ho avuto la sensazione che mancasse qualcosa al loro rapporto.
Per quello che riguarda l'elemento mystery non è difficile da svelare, ma anche qui la Tucker ha dato un qualcosa in più alla situazione. Il finale, poi, è perfetto per la storia narrata, senza falsi buonismi o scontato perdono.
Ho amato come sempre lo stile dell'autrice che, nonostante qualche difettuccio riscontrato, mi ha fatto godere di questa lettura. Nel complesso ho apprezzato questa serie anche se la mia prediletta rimarrà sempre Dieci piccoli respiri.



sabato 27 ottobre 2018

Recensione 272 Fahrenheit 451 by Ray Bradbury



Libro letto per la Reading Challenge 2018 Tutti a Hogwarts con le tre Ciambelle
Gruppo Voldemort. Obiettivo: Un libro di un autore morto.





Autrice: Ray Bradbury
Titolo: 
Fahrenheit 451
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 10 maggio 2016
Pagine: 166
Trama

Montag fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole la legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall'incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.





Anche questa volta la challenge delle Ciambels mi ha dato la possibilità di leggere un libro che mi incuriosiva tantissimo, ma che rimandavo in continuazione. Come è già successo più volte ho scoperto un altro romanzo da inserire tra i miei preferiti.
Fahrenheit 451, per il tema trattato, si può classificare come distopico-fantascientifico tipologia di libri che io amo particolarmente. Infatti insieme a 1984 di Orwell (letto e amato) e Il nuovo mondo di Huxley (che recupererò al più presto) può considerarsi uno tra i padri di questo genere letterario.
Il romanzo ha per protagonista Guy Montag un pompiere che vive in una realtà futura in cui leggere è proibito. Il suo lavoro, infatti, consiste nel trovare e bruciare i libri ritenuti inutili e illegali. Nel momento in cui conosce Clarisse inizia, però, a porsi domande e rivedere tutto ciò in cui ha creduto fino a quel momento.
Quello che mi ha affascinato e spaventato, al tempo stesso, è la lungimiranza di Bradbury (al pari di quella di Orwell) nel costruire un mondo che attualmente non è poi così utopistico. Da amante (ossessionata) dei libri sto guardando con timore alla considerazione che oggi si ha di essi rispetto a quella dei vari media o social. Anche adesso infatti troppe persone stanno abbandonando la lettura in favore della più comoda, ma rimbecillente tecnologia.
Tale fattore è anche presente, nel libro, quando Beatty (capo di Guy) lo informa che gli uomini hanno iniziato ad abbandonare la lettura già prima che il governo rendesse illegali i libri. Troppo attuale...
Angosciante la scena in cui un'anziana signora decide di bruciare insieme ai suoi amati libri piuttosto che perderli. È questo l'episodio, oltre alle chiacchierate con Clarisse, che fa scattare qualcosa nella mente di Guy e lo riempie di dubbi.
Tutta la società raccontata dall'autore ha un che di inquietante: la falsa felicità degli uomini che sembrano quasi non aver più una volontà loro; il loro scarso relazionarsi con altre persone che li porta ad avere rapporti freddi e sterili. Se penso, poi, che nel mondo attuale, guardandomi in giro, c'è gente con gli occhi fissi ai cellulari e lo sguardo spento, le cuffie alle orecchie isolati dal mondo circostante mi spavento ancora di più.

La scrittura di Bradbury è evocativa e la lettura si è rivelata davvero coinvolgente. Pur non essendoci grandi descrizioni è riuscito a farmi immaginare benissimo tutte le scene e i personaggi. Tuttavia ho trovato alcune parti un po' confuse che mi hanno creato qualche perplessità, ma non rovinato il parere positivo che ho del romanzo.
Un libro che consiglio a tutti, soprattutto agli amanti dei libri come me.


mercoledì 10 ottobre 2018

Recensione #264 La risposta giusta alla domanda sbagliata by Elle Casey



Questa volta per la rubrica che mi piace tanto ho dovuto scegliere dal blog di Chiara La lettrice sulle nuvole che insieme a Rosaria di Niente di personale l'ha ideata


 Libro letto per la Reading Challenge 2018 Tutti a Hogwarts con le tre Ciambelle.
Gruppo Arti Oscure. Obiettivo: Autrice vivente.







Titolo: La risposta giusta alla domanda sbagliata
Autrice: Elle Casey
Serie: The Bourbon Street Boys #3
Casa editrice: Amazon Crossing
Pagine: 334
Data di pubblicazione: 7 agosto 2018
Trama
Ha sempre pensato che quel bacio fosse stato il suo primo errore, ma ora si sta chiedendo se il vero errore non sia stato fuggire
Antoinette “Toni” Delacourte, membro dell’agenzia di sicurezza privata Bourbon Street Boys, è una donna forte, dura come la roccia, che tenta di dimenticare gli errori del passato. Dieci anni fa, Toni ha baciato Lucky, il miglior amico di suo fratello. Subito dopo, temendo che il loro legame potesse incrinare il gruppo che lei considerava come una famiglia, si era allontanata da lui finendo in una relazione violenta tra le braccia di Charlie. Nell’ultimo decennio si è sforzata di mantenere platonici i sentimenti per Lucky: è un amico e un collega e anche lui ha un passato difficile da affrontare. Adesso, però, libera da Charlie anche se incapace di scrollarsi di dosso il suo terribile ricordo, Toni si scopre ancora più vulnerabile ai sentimenti, finché un evento inaspettato non mette tutto in discussione.





Terzo romanzo di una trilogia romance che finora mi aveva sempre messo di buon umore grazie alla simpatia dei protagonisti. Finora, appunto...
purtroppo questo non è riuscito ad essere al pari dei due precedenti rivelandosi una delusione.
Toni è la dura della situazione a causa del suo passato di violenza; Lucky il bel ragazzo amato da tutti. Una notte, complice l'alcol, i due finisco a letto insieme con una gravidanza imprevista (certo) come risultato.
Fattore che, per primo, mi ha delusa è proprio la mancanza della verve che aveva caratterizzato i vari soggetti della storia.
Aggiungiamo il fastidio profondo verso Toni, finora la miglore della serie, a rendere tutto ancora peggiore. Sviluppata malissimo, l'eroina (si fa per dire) è una continua lamentela. Afflitta dai sensi di colpa (ingiustificati a mio avviso) non riesce a venirne fuori. Tutto il suo personaggio perde di credibilità e di attrazione ai miei occhi. Toni, da dura della situazione si ritrova a essere la più insopportabile. Diamo la colpa agli ormoni della gravidanza... Diventa addirittura fastidosa con le sue continue seghe mentali. Non volevo... ho sbalgiato... colpa mia... E basta! Dall'altra parte il passato di Toni, più serio rispetto alle due protagoniste precedenti, meritava un maggiore approfondimento. Tagliare tre terzi di pagine di piagnistei e puntare più su questo non sarebbe stato meglio?
Non riesce a spiccare neanche il bel Lucky: bello e piatto quanto un bambolotto.
Non ho percepito alcuna scintilla nel loro rapporto.
Di solito amo leggere di personaggi che ho amato nei vari libri della serie ma qui anche May e Jenny sono rese insopportabili e ne escono come donnine stupide e ridanciane. Non le ricordo affatto così: buffe, sicuramente, ma con un pizzico di intelligenza in più. Qui vengono ridotte al pari di due adolescenti sceme! Non so, forse l'autrice voleva enfatizzare la serietà di Toni per farla apparire quella tormentata e matura. Mah, non ho capito comunque.
Avrei potuto comunque apprezzare il romanzo se la trama fosse stata interessante, ma anche qui delusione cocente. Non succede granchè e tutto ruota intorno alle paturnie di Toni.
L'unica cosa che ha risollevato un po' il libro è stata la presenza dei Bourbon Street Boys e delle sorelle Whesler, che, per quanto stupidine, hanno dato colore al tutto.
Se ci sarà un nuovo capitolo lo leggerò sicuramente ma con aspettative molto basse per non rimanerne delusa.



Come noterete questo mese la rubrica si è arricchita di nuove blogger. Vi lascio il calendario per seguirle tutte. 




martedì 9 ottobre 2018

Recensione #263 Quando eravamo eroi by Silvio Muccino



Libro letto per la Reading Challenge 2018 Tutti a Hogwarts con le tre Ciambelle
Gruppo Arti Oscure. Obiettivo: Cappello Parlante.  







Titolo: Quando eravamo eroi
Autore: Silvio Muccino
Casa editrice: La nave di Teseo
Pagine: 154
Data di pubblicazione: 8 marzo 2018
Trama
Alex ha trentaquattro anni e sta per tornare in Italia. Dalla sua casa ad Amsterdam guarda una vecchia foto che lo ritrae adolescente insieme ai quattro amici che allora rappresentavano tutto il suo mondo. Gli stessi che ha abbandonato da un giorno all’altro senza una spiegazione, quindici anni prima. Lui, Melzi, Eva, Torquemada e Rodolfo erano indissolubili, fragili e bellissimi, esseri unici e uniti come alieni precipitati su un pianeta sconosciuto a cui non volevano, non sapevano conformarsi. Poi, qualcosa si è rotto. Ora che Alex sta per affrontare il passo più importante della sua vita, prima di chiudere i conti con quel passato e con la causa della sua fuga, ha bisogno di rivederli perché sente di dover confessare loro la verità. Una verità che lo ha portato ad un punto di non ritorno oltre il quale, di Alex, non resterà più nulla. Per Eva, Alex è stato il grande amore, per Rodolfo il rivale-amico che aveva rubato il cuore della ragazza di cui era innamorato, per Melzi un dio messo su un piedistallo, per Torquemada un enigma da risolvere. Nessuno è mai riuscito a superare il dolore di quell’abbandono che ha alterato il corso delle loro vite. Per questo, nonostante tutto, decidono di accettare l’invito di Alex a trascorrere tre giorni nella sua casa in campagna – meta e rifugio di tanti momenti passati insieme. Ma quando vi arriveranno, la rivelazione che li attende sarà infinitamente più scioccante di quanto avessero mai potuto immaginare. Sarà solo l’inizio di un weekend fatto di verità e confessioni, pianti e risate. Al loro risveglio, il lunedì mattina, nulla sarà più lo stesso. Un romanzo appassionato sulla forza dell’amicizia oltre il tempo e le metamorfosi, sul dolore e la meraviglia del diventare adulti, e sulla possibilità di essere, anche solo per un giorno, gli eroi della propria vita.





Questo libro mi è stato assegnato come Cappello Parlante nella challenge che sto seguendo. Confesso di essere stata, inizialmente, titubante nell'approcciarmi ad esso. La narrativa non è proprio il mio genere preferito, ma, come già successo per altri libri obbligati, alla fine ho scoperto piccoli tesori che mai avrei letto.
Anche questa volta ho dovuto ricredermi, infatti, perchè la storia narrata al suo interno mi ha subito catturata. Ho letto il libricino in un paio di pomeriggi.
Ho amato e odiato allo stesso modo tutti i protagonisti. Sono descritti talmente bene da essere tridimensionali. Hanno pregi e difetti proprio come le persone che incontro quotidianamente. Forse alcuni aspetti delle loro personalità sono portati un po' all'estremo, ma non mi ha per niente infastidito la cosa. La capacità di Muccino (che finora conoscevo solo a livello cinematografico) di raccontarmi i sentimenti, i dubbi e le paure di ogni soggetto è davvero magnifica. Inoltre mi è piaciuto come tutti siano evoluti in qualche modo. Alex, Eva, Rodolfo, Melzi e Torquemada (gli Alieni), personaggi cardine del romanzo, hanno compiuto un bellissimo percorso di crescita interiore. Ho trovato ben descritta sia la parte riferita al loro passato adolescenziale che il loro presente da adulti.
Lo stile narrativo dell'autore è semplice e diretto, fattore che mi ha aiutato ad entrare in empatica con tutti.
Ho trovato anche il finale assolutamente perfetto. Mi ha fatto sia sorridere che emozionare.
Una bellissima storia sull'amicizia vera (che è così rara da trovare) e sull'accettazione che andrebbe letta da tutti.




martedì 2 ottobre 2018

Recensione #260 Un altro battito del tuo cuore by Adelia Marino


 Libro letto per la Reading Challenge 2018 Tutti a Hogwarts con le tre Ciambelle. Gruppo Arti Oscure. Obiettivo: Che faccia parte di una serie . 




Titolo: Un altro battito del tuo cuore
Autrice: Adelia Marino
Serie: The Heartbeats #2
Casa editrice: Newton Compton Editori
Pagine: 288
Data di pubblicazione: 13 settembre 2018
Trama
Brooke ha chiuso il suo cuore, ma Hunter vuole dimostrarle che non si può rinunciare a vivere
Sono bastate quattordici ore affinché la vita di Brooke Collins cambiasse irreversibilmente. Tutti i suoi piani, i suoi sogni, le sue aspettative si sono disintegrati in milioni di pezzi impossibili da rimettere insieme. Quindi lei ha messo in atto il piano B: laurearsi, stare lontano dagli uomini, non lasciarsi coinvolgere. Hunter Scott è cresciuto con sua sorella, adora i videogiochi e sa essere un vero gentiluomo. Non ama essere al centro dell’attenzione e cerca di vivere appieno la sua vita: studia ciò che gli piace, si prende cura della sua famiglia e vede il mondo a colori, perché si sa, tutto potrebbe finire da un momento all’altro. Quando conosce Brooke, si rende conto che il suo mondo invece è in bianco e nero e decide di aiutarla a venir fuori da quel suo universo nei toni di grigio. Il suo è un colpo di fulmine in piena regola, ma per Brooke non è così…







Dopo aver partecipato a maggio al review tour per l'uscita del primo capitolo di questa serie romance new adult, ero in trepidante attesa per il secondo volume. Mai come te mi era piaciuto moltissimo e ho amato anche questo suo seguito.
I personaggi centrali del libro sono Hunter, cugino di Blake (primo libro) e Brooke, amica comune. Brooke è stata vittima di un qualcosa di molto grave, anni prima, che l'ha traumatizzata a tal punto da avere paura di qualsiasi contatto fisico. Hunter è comunque intenzionato a entrare nella sua vita e non demorde di fronte al muro che la ragazza si è costruita in difesa.
Brooke poteva rivelarsi un personaggio che avrei potuto odiare viste le premesse della trama: ragazza ferita che si crogiola nel suo dolore. Fortunatamente non è stato così, anzi la ragazza non si disperava della situazione lamentandosi solamente. Brooke soffre, di sicuro, eppure vuole tornare a essere la ragazza piena di vita e spensierata che era prima del fattaccio. Si impegna in questo proposito, con fatica ma senza lasciarsi abbattere troppo. Ho apprezzato tantissimo questo aspetto di lei, come ho apprezzato la sua crescita personale.
Cosa dire poi di Hunter? Anche lui era lontano dal mio genere di eroe preferito, vista la bontà che traspariva in ogni sua azione, tuttavia Adelia è riuscita a creare un personaggio che non ho trovato per nulla noioso. La perseveranza che usa nei confronti di Brooke è bellissima da leggere. Non ha fretta e rispetta tutti i paletti che lei gli mette di fronte. Riesce a buttarli giù, uno a uno, con la sua dolcezza e sensibilità.

«Voglio stare con te perché parli troppo», gli dissi. «Perché non hai mai mollato con me, perché riesci a farmi dimenticare l’incubo in cui sono bloccata da anni. Perché rendi i miei giorni migliori. Perché sei il supereroe più bello che mai potesse venire a salvarmi. Ora, però, è il mio turno di salvare te»

Ho adorato, poi, rileggere di Blake e Dakota e constatare che il cattivo ragazzo non è cambiato per niente. A proposito di Blake ahhhhhhhhh... non puoi lasciarmi così, Adelia!
Come per il precedente libro, la voce narrante è, per la maggior parte, Brooke la protagonista femminile. Ho pututo conoscere i pensieri di Hunter solo alla fine. Non mi dispiace questo modo di scrivere anche se i POV alternati restano, comunque, i miei preferiti.
Nonostante le problematiche trattate non siano semplici, l'autrice è riuscita a mantenere una narrazione leggera, ma non banale.
Naturalmente dopo il finale al cardiopalma voglio leggere al più presto il prossimo libro.
Scrittrice promossa tra i miei preferiti!