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venerdì 12 marzo 2021

Recensione #622 La guerra dei mondi by H.G. Wells

 

Non ho messo questo buon proposito nel mio post di gennaio, ma ho intenzione di recuperare la lettura di qualche classico. Vista l’uscita in edicola della serie RBA dedicata proprio ai romanzi classici del fantastico mi è venuta voglia di recuperarli. Inoltre mio figlio mi ha regalato l'abbonamento a tutte le uscite per cui DEVO leggerli!


Autore: H. G. Wells

Titolo: La guerra dei mondi

Editore: Fanucci

Pag: 252

Data di pubblicazione: 28 maggio 2020

Trama

Cosa sono quelle esplosioni che si registrano a ritmo regolare sulla superficie di Marte? Da dove proviene quel gigantesco cilindro metallico fiammeggiante, piovuto dal cielo, rinvenuto in un cratere a poca distanza dal centro di Londra? Qualunque sia la forma di vita che ha guidato quell'oggetto fin lì, nessuno può prevedere l'entità della catastrofe che sta per scatenarsi sull'intera umanità. Quei cilindri che non cessano di cadere sulla superficie della Terra sono abitati da creature il cui unico scopo è distruggere ogni forma di vita sul pianeta e colonizzarlo. Le loro gigantesche macchine da combattimento sono pronte ad annientare qualsiasi forma di opposizione umana e a rendere la Terra una landa desolata da scenario post-apocalittico. Un'umanità terrorizzata e disillusa, avviata impotente verso una fine crudele, vede avverarsi l'incubo più profondo e ancestrale: l'apocalisse. Il destino ultimo del mondo sembra aver trovato il suo compimento. Un disegno più grande di quanto l'intelligenza umana possa comprendere sta per essere rivelato.




Quello che mi ha colpita subito di questo romanzo è la modernità della storia. Conoscevo superficialmente la trama, avendo visto il film con Tom Cruise, una rappresentazione che non mi aveva convinta per nulla. In più sono sempre stata intrigata dall'evento scatenato da Orson Welles quando lesse alla radio, nel 1938, questo romanzo. La sua interpretazione fu così realistica che molti credettero sul serio di essere in pericolo di invasione aliena.

Il narratore e protagonista de La guerra dei mondi è un scrittore inglese sopravvissuto all’invasione aliena e ne racconta passo passo l'evolversi. Dall'arrivo delle terrificanti creature alla loro sconfitta.

Gli alieni sono descritti come terribili creature con grandi occhi da insetto che ha stanno cercando di annientare tutto il genere umano.

Lo stile di Wells è veramente coinvolgente ed evocativo. Ho percepito tutte le emozioni del narratore. E' stato facile immedesimarmi in lui, ritrovarmi in sua compagnia mentre scavava trincee o nella vecchia casa distrutta, alla ricerca della salvezza.

Non avrei mai creduto che una storia scritta così tanto tempo facesse entusiasmasse in questo modo. Sono proprio contenta di averla affrontata.

Cercherò di recuperare anche gli altri libri che saranno pubblicati prossimamente dalla RBA.





domenica 16 giugno 2019

Recensione #29 Uomini e topi di John Steinbeck by Antonia



Autore: John Steinbeck
Titolo: Uomini e topi
Editore: Bompiani
Pagine: 134
Trama
La storia di un'amicizia profonda tra due uomini, due braccianti stagionali in California che condividono un sogno. George Milton si occupa da sempre con ferma dolcezza di Lennie Small, un gigante con il cuore e la mente di un bambino. Il loro progetto, mentre vagano di ranch in ranch, è trovare un posto tutto per loro a Hill Country, dove la terra costa poco: un posto piccolo, giusto qualche acro da coltivare, e poi qualche pollo, maiali, conigli. Ma le loro speranze, come "i migliori progetti predisposti da uomini e topi" (è un verso di Burns), sono destinate a sbriciolarsi. Il ritratto di un'America soffocata dalla crisi e di un'umanità gretta e gelosa nella drammatica rappresentazione di un maestro della letteratura. Scritto nel 1937 e destinato a un pubblico di uomini semplici come George e Lennie, "Uomini e topi" è una breve storia ricca di dialoghi, un piccolo gioiello di scrittura, pensato da Steinbeck per essere messo in scena in teatro e al cinema: e così è successo, sul grande schermo e a Broadway. Ma "Uomini e topi" resta prima di tutto un romanzo indimenticabile. 



Questo è libro di poco più di 100 pagine ma racchiude in se una forza incredibile. Uomini e topi, di John Steinbeck, è una denuncia sociale in chiave simbolica: sullo sfondo di questa triste ma semplice storia c’è infatti l'emarginazione sociale, la solitudine dei diversi, ma anche la bellezza di una amicizia sincera, l'importanza dell'esistenza di una meta, una casa ed una famiglia, una speranza che sorregge i due protagonisti e li fa andare avanti. Il lessico, semplice e stringato, riesce a dare il massimo dell'emozione; la rudezza della vita dei braccianti non arriva mai alla volgarità. Il libro mi è piaciuto molto, pur essendo facile da leggere, non è semplice da capire, ma proprio per questo porta a riflettere a lungo sui temi importanti dell'esistenza. Il finale poi è un colpo dal cuore che non mi aspettavo.






domenica 13 gennaio 2019

Recensione #23 I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia di Thomas Mann By Antonia




Autore: Thomas Mann
Titolo: I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia
Editore: Einaudi
Data di pubblicazione: 8 aprile 2014
Pagine: 694

Trama
I Buddembrook è i l primo grande romanzo di Thomas Mann, del 1901, e racconta la storia di una famiglia tedesca dell'Ottocento che dopo anni di prosperità è esposta a una tragica decadenza: le basi di un patrimonio e di una potenza che sembravano incrollabili sono sgretolate da una forza ostinata e segreta. Questo romanzo, capolavoro della letteratura europea, esprime compiutamente la concezione estetica e politica dello scrittore tedesco, il suo rimpianto per una mitica e solida borghesia, la coscienza della crisi di un mondo e di valori destinati inesorabilmente a scomparire.





Racconta il declino di questa ricca famiglia di mercanti della Germania settentrionale nel corso di quattro generazioni, ma lo scrittore fondamentalmente ritrasse la storia della sua famiglia, la famiglia Mann di Lubecca e il loro ambiente.
La storia dei Buddenbrook consiste in una trama delineata in modo estremamente dettagliato, raccontata attraverso molti giorni diversi, ambientati nella vita quotidiana dei membri della famiglia, che include molti salti temporali. Affrontando le loro lotte e gli eventi importanti come nascite, decessi, matrimoni, divorzi e attività finanziarie, i personaggi sono elaborati, specialmente i fratelli Thomas e Antonie (detta Tony), che ben presto consolidano il loro ruolo di protagonisti principali. Entrambi sono esseri umani imperfetti, sono responsabili di molti errori e devono fare i conti con le azioni che hanno commesso in passato. La storia ruota intorno allo sviluppo dei personaggi principali, dato che Thomas Mann ha permesso ai lettori di seguire Tony, Thomas, Christian e altri personaggi dalla loro infanzia per tutta la durata della loro vita. Mann non ha nemmeno tentato di farli apparire perfetti, ha tentato - e ci è riuscito - di farli sembrare realistici.
Alcuni personaggi secondari mancano di attenzione dell'autore, ma secondo me, Mann è riuscito a unire quasi perfettamente lo sviluppo della trama e dei personaggi.
La saga familiare dei Buddenbrook è considerata un classico della letteratura tedesca, un libro di cui molte persone hanno già sentito parlare, ma che non ha mai letto forse per una ragione molto semplice ... è moooolto lungo.
In realtà lo stile è un po' antiquato, ma una volta preso il ritmo è scorrevolissimo.
A me è piaciuto davvero molto, tanto da non riuscire a staccarmi e da leggerlo in 4 giorni.


sabato 27 ottobre 2018

Recensione 272 Fahrenheit 451 by Ray Bradbury



Libro letto per la Reading Challenge 2018 Tutti a Hogwarts con le tre Ciambelle
Gruppo Voldemort. Obiettivo: Un libro di un autore morto.





Autrice: Ray Bradbury
Titolo: 
Fahrenheit 451
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 10 maggio 2016
Pagine: 166
Trama

Montag fa il pompiere in un mondo in cui ai pompieri non è richiesto di spegnere gli incendi, ma di accenderli: armati di lanciafiamme, fanno irruzione nelle case dei sovversivi che conservano libri e li bruciano. Così vuole la legge. Montag però non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi, una moglie che gli è indifferente e un lavoro di routine. Finché, dall'incontro con una ragazza sconosciuta, inizia per lui la scoperta di un sentimento e di una vita diversa, un mondo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica.





Anche questa volta la challenge delle Ciambels mi ha dato la possibilità di leggere un libro che mi incuriosiva tantissimo, ma che rimandavo in continuazione. Come è già successo più volte ho scoperto un altro romanzo da inserire tra i miei preferiti.
Fahrenheit 451, per il tema trattato, si può classificare come distopico-fantascientifico tipologia di libri che io amo particolarmente. Infatti insieme a 1984 di Orwell (letto e amato) e Il nuovo mondo di Huxley (che recupererò al più presto) può considerarsi uno tra i padri di questo genere letterario.
Il romanzo ha per protagonista Guy Montag un pompiere che vive in una realtà futura in cui leggere è proibito. Il suo lavoro, infatti, consiste nel trovare e bruciare i libri ritenuti inutili e illegali. Nel momento in cui conosce Clarisse inizia, però, a porsi domande e rivedere tutto ciò in cui ha creduto fino a quel momento.
Quello che mi ha affascinato e spaventato, al tempo stesso, è la lungimiranza di Bradbury (al pari di quella di Orwell) nel costruire un mondo che attualmente non è poi così utopistico. Da amante (ossessionata) dei libri sto guardando con timore alla considerazione che oggi si ha di essi rispetto a quella dei vari media o social. Anche adesso infatti troppe persone stanno abbandonando la lettura in favore della più comoda, ma rimbecillente tecnologia.
Tale fattore è anche presente, nel libro, quando Beatty (capo di Guy) lo informa che gli uomini hanno iniziato ad abbandonare la lettura già prima che il governo rendesse illegali i libri. Troppo attuale...
Angosciante la scena in cui un'anziana signora decide di bruciare insieme ai suoi amati libri piuttosto che perderli. È questo l'episodio, oltre alle chiacchierate con Clarisse, che fa scattare qualcosa nella mente di Guy e lo riempie di dubbi.
Tutta la società raccontata dall'autore ha un che di inquietante: la falsa felicità degli uomini che sembrano quasi non aver più una volontà loro; il loro scarso relazionarsi con altre persone che li porta ad avere rapporti freddi e sterili. Se penso, poi, che nel mondo attuale, guardandomi in giro, c'è gente con gli occhi fissi ai cellulari e lo sguardo spento, le cuffie alle orecchie isolati dal mondo circostante mi spavento ancora di più.

La scrittura di Bradbury è evocativa e la lettura si è rivelata davvero coinvolgente. Pur non essendoci grandi descrizioni è riuscito a farmi immaginare benissimo tutte le scene e i personaggi. Tuttavia ho trovato alcune parti un po' confuse che mi hanno creato qualche perplessità, ma non rovinato il parere positivo che ho del romanzo.
Un libro che consiglio a tutti, soprattutto agli amanti dei libri come me.


lunedì 4 settembre 2017

5 cose che... #26

Buon primo lunedì di settembre. Lo so che di solito la rubrica 5 cose che... (ideata da Twin Books Lovers) esce di venerdì, ma questa settimana il blog era impegnato per altri post. Volevo, tuttavia, parlarvi della scelta di questa settimana per consigliarvi 5 libri di cinque generi diversi da leggere.


5 libri da consigliare, uno per genere:

fantasy, fantascienza, rosa, narrativa, classici




Fantasy Il principe prigioniero di C. S. Pacat Un libro per cui non avevo grandi aspettative ma che invece ho adorato.







Fantascienza Winter di Marissa Meyer Ultimo capitolo di una serie che ho amato alla follia.







Rosa Il tempo delle seconde possibilità di Patrisha Mar Una delle mie ultime letture con una storia molto dolce e romantica.








Narrativa In piedi sull'arcobaleno di Fannie Flagg Una nuova autrice scoperta da poco e che mi piace tantissimo per le sue storie che hanno il sapore del passato.







Classici Il signore delle mosche di William Golding Letto per caso e trovato davvero interessante e attuale.






martedì 25 aprile 2017

Recensione #68 Il signore delle mosche by William Golding




Autore: William Golding
Titolo: Il signore delle mosche
Editore: Mondandori Oscar
Pag: 293
Data di pubblicazione: 31 maggio 2016


Trama
Un aereo cade su un'isola deserta mentre è in corso un conflitto planetario. Sopravvivono solo alcuni ragazzi che si mettono subito all'opera per riorganizzarsi senza l'aiuto ed il controllo degli adulti. Sembra il prologo ideale per un romanzo d'avventura che celebri il pragmatismo e il senso della democrazia britannici. Qualcosa invece comincia a non funzionare come dovrebbe, emergono paure irrazionali e comportamenti asociali, da cui si sviluppa una vicenda che metterà a nudo gli aspetti più selvaggi e repressi della natura umana.

Un classico che volevo leggere da tanto tempo e che mi ha affascinato dalla prima pagina.





Io ho paura. Ho paura di noi.

Un gruppo di bambini (nessun adulto) sopravvissuti a un disastro aereo si ritrova su un'isola disabitata. Un vero paradiso...
Chi non ha mai sognato di vivere su di un'isola deserta, senza regole e senza gli obblighi della società?

Accettavano i piaceri del mattino, il bel sole, il palpito del mare, l'aria dolce, come il tempo adatto per giocare, un tempo in cui la vita era così piena che si poteva fare a meno della speranza.

Tutto ciò potrebbe essere la più grande avventura, il sogno di ogni bambino che lontano dal mondo degli adulti, possa vivere.
I guai iniziano quando si cerca di sopravvivere instaurando una sorta di società che, all'inizio, funziona bene ma poi tutto degenera...
Questo libro, ambientato in un futuro prossimo alle soglie di una guerra atomica, è terrorizzante per la sua crudezza. L'istinto di sopravvivenza e la paura si scontrano creando una storia intensa che non dà un attimo di trequa al lettore.
Mi è piaciuto che l'autore abbia deciso di raccontare questa storia attaverso gli occhi spaventati dei bambini. Bambini che commetto errori sciocchi e infantili, ma proprio per questo rendono il romanzo assolutamente reale. Anche la loro paura della Bestia è perfettamente plausibile. Non sarebbe stato realistico per dei bambini, non avere un minimo timore di un qualcosa di terrificante che abitasse nell'isola.
La parte più scioccante del romanzo è vedere come dei ragazzini possano diventare assassini selvaggi e brutali in determinate circostanze.
Altra cosa che mi ha turbato e non vedere in Ralph il buono della situazione. Potevo capire la necessità del fuoco sempre acceso per essere avvistati e salvati, ma era necessaria anche la ricerca di cibo per sopravvivere fino al salvataggio. Eppure so che proprio grazie a Ralph (e Piggy) le cose non sono precipitate dall'inizio. In mano a Jack, l'antagonista della storia, gli istinti selvaggi dei ragazzi avrebbero preso il sopravvento da subito. O no?...
Un romanzo devastante, terrificante, agghiacciante ma che tutti dovrebbero leggere.






domenica 25 dicembre 2016

Recensione #18 Canto di Natale di Charles Dickens




Autore: Charles Dickens
Titolo: Un canto di Natale
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 3 luglio 2012
Pagine: 100
Prezzo Amazon: 3,90

Trama
Edizione integrale - Introduzione di Marisa Sestito
È questo il primo (1843) e più noto libro sul Natale di Dickens. Straordinario spettacolo metafisico, dove gli spiriti si fanno messaggeri benefici - ma non per questo meno terrorizzanti -, guide sapienti che conducono Scrooge, il vecchio arido e avaro attraverso le età della vita, passata e futura. L'attonito spettatore ripercorre, attraverso la visione, il tempo dell'infanzia, della giovinezza e della maturità, scorgendo, nelle immagini di sé del passato, l'insorgere della durezza e della disumanizzazione; l'ultima tappa, il futuro che lo attende, registra, in un crescendo di orrore, la scoperta di sé morto, corpo depredato delle vesti, privato della dignità, abbandonato e disperatamente solo. Ma lo spirito del Natale e la fiducia nella bontà dell'uomo consentono a Dickens, almeno sulla pagina, di pronunciare un messaggio di speranza.





Questo classico è l'unico libro che rileggo ogni anno, la notte della Vigilia. Ho visto anche tutte le trasposizioni cinematografiche, film e cartoni, ispirate a questa storia immortale. Naturalmente ho letto anche diverse edizioni restandone sempre incantata.
Non si può non amare questo libro e i suoi personaggi senza tempo.



Noi tutti, penso, conosciamo la storia di Ebenezer Scrooge, un vecchio avaro che odia il Natale, ed è visitato dal fantasma del suo defunto socio in affari Jacob Marley, che lo avverte che riceverà la visita da tre spiriti. Il vecchio rivive il passato, osservando il presente, e temendo il futuro, per imparare a riparare i danni inflitti e aprire il suo cuore alla carità e alla compassione.


Non si può rimanere indifferenti a questa storia piena di speranza che si propone di mostrare che tutto ciò che serve per essere felici è in noi; basta un tuffo profondo dentro la nostra anima per raccogliere i beni necessari a renderci migliori.
Lo stile di Dickens è brillante e immortale, non si fa fatica a capire perché questa storia è senza tempo. Le sue descrizioni sono talmente vivide da avere l'impressione di essere veramente immersi nella storia con i protagonisti. I suoi personaggi sono memorabili: Ebenezer Scrooge, la famiglia Fezziwig, Bob Cratchit, Tiny Tim, e le varie personificazioni dei tre spiriti. Il mio soggetto preferito è sicuramente il protagonista Scrooge, che racchiude molte delle debolezze umane e quello che subisce la trasformazione maggiore: riesce a cambiare e vedere veramente le persone a lui vicine. Pur essendo una storia sdolcinata e scontata incanta da moltissimi anni tutti i lettori.

E' sicuramente il miglior libro mai scritto che incarni alla perfezione il messaggio del Natale, che dovrebbe accompagnarci tutti durante tutto l'anno.



sabato 5 novembre 2016

Chi ben comincia... #2



REGOLE:
- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


Ecco un altro libro molto interessante che sto leggendo in questo periodo. Credo lo conosciate in molti: 1984 di George Orwell




Era una luminosa e fredda giornata d'aprile, e gli orologi battevano tre-dici colpi. Winston Smith, tentando di evitare le terribili raffiche di vento col mento affondato nel petto, scivolò in fretta dietro le porte di vetro degli Appartamenti Vittoria: non così in fretta, tuttavia, da impedire che una folata di polvere sabbiosa entrasse con lui.
L'ingresso emanava un lezzo di cavolo bollito e di vecchi e logori stoini.

A una delle estremità era attaccato un manifesto a colori, troppo grande per poter essere messo all'interno. Vi era raffigurato solo un volto enorme, grande più di un metro, il volto di un uomo di circa quarantacinque anni, con folti baffi neri e lineamenti severi ma belli. Winston si diresse verso le scale. Tentare con l'ascensore, infatti, era inutile. Perfino nei giorni migliori funzionava raramente e al momento, in ossequio alla campagna economica in preparazione della Settimana dell'Odio, durante le ore diurne l'ero-gazione della corrente elettrica veniva interrotta. L'appartamento era al set-timo piano e Winston, che aveva trentanove anni e un'ulcera varicosa alla caviglia destra, procedeva lentamente, fermandosi di tanto in tanto a riprendere fiato. Su ogni pianerottolo, di fronte al pozzo dell'ascensore, il manifesto con quel volto enorme guardava dalla parete. Era uno di quei ritratti fatti in modo che, quando vi muovete, gli occhi vi seguono. IL GRANDE FRATELLO VI GUARDA, diceva la scritta in basso.