giovedì 28 aprile 2022

Recensione #797 Le impure by Kim Liggett

 



Buongiorno sul blog si parla di un distopico la cui trama mi ha incuriosita tantissimo perché prevede un tema di base molto particolare. D’accordo anche la copertina rosa ha avuto il suo peso nella mia scelta.

Ringrazio la Mondadori per la copia cartacea.


Autrice: Kim Liggett

Titolo: Le impure

Editore: Mondadori

Pag: 312

Data di pubblicazione: 12 aprile 2022

Trama

Nessuno parla mai dell’anno di grazia. È proibito.

Nella Garner County, tutte le ragazze, al compimento del loro sedicesimo anno, vengono bandite dalla comunità e obbligate a vivere nella foresta per un anno, affinché sfoghino la loro magia nella natura selvaggia per poi tornare nella civiltà, sempre che sopravvivano, purificate e pronte per il matrimonio. Nella società patriarcale in cui sono cresciute, infatti, si è convinti che a quell’età le ragazze abbiano il potere di persuadere gli uomini ad abbandonare i loro letti coniugali, di far perdere la testa ai coetanei e di far impazzire di gelosia le mogli. Si crede che la loro stessa pelle emani un forte afrodisiaco, l’essenza potente della gioventù, delle ragazze sul punto di diventare donne.

Tierney James, però, non si sente potente. Né si sente magica. Ma, questo sì, sente che dietro l’esperienza che la attende si cela qualcosa di più spaventoso dei pericoli nascosti nella foresta o dei bracconieri pronti a rapire lei e le altre ragazze per ucciderle, farle a pezzi e venderle al mercato nero. La minaccia più grande e terribile potrebbe arrivare proprio dalle sue compagne di sventura, ma Tierney non è disposta a subire passivamente la sorte che le è stata assegnata…

Con prosa tagliente e crudo realismo, Le impure racconta i complessi legami che uniscono tra loro le ragazze – e le donne che saranno – e la necessità di opporsi con forza a una società troppo spesso ancora misogina e patriarcale che impedisce loro di esprimere in totale libertà i propri talenti.




La trama mi ha ricordato in minima parte Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood e sempre molto superficialmente Hunger Games di Suzanne Collins. Per cui ero molto curiosa di vedere come l’autrice avrebbe sviluppato la sua storia e, soprattutto dove avrebbe portato le sue protagoniste.

Quello che mi ha dato più problemi e che proprio non mi ha convinta è il word building che ho trovato troppo scarno di spiegazioni. Si accennano varie situazioni, ma non come ci si è arrivati.

Perché le donne sono così sottomesse? In tanti anni di angherie perpetrate nei loro confronti possibile che nessuna di loro abbia mai pensato di ribellarsi? Inoltre perché tutto questo odio tra di loro?

Ci sono poi i Bracconieri, uomini che si nascondono nei boschi e rapiscono le ragazze che partecipano all'Anno di Grazia. La loro presenza crea un certo pathos nella storia che mi è piaciuto. Però le loro origini sono alquanto misteriose e non si capisce perché compiano determinate azioni? Perché vivono al di fuori del villaggio? Hanno commesso qualcosa che ha fatto sì che fossero scacciati? Troppe poche informazioni.

In aggiunta c’è un vago riferimento a una società con struttura politica più liberale e meno oppressiva. L'argomento viene chiuso lì mentre io qui avrei voluto avere più informazioni.

Naturalmente la caratterizzazione dei personaggi, per quanto possano essere interessanti, non mi ha soddisfatta del tutto.

La protagonista Tierney James mi è piaciuta visto che è coraggiosa e sembra l'unica decisa a cambiare le cose. Riesce a sopravvivere a situazioni impossibili e trovare l'amore. Non sono contraria agli intermezzi romantici, ma questa volta ne avrei fatto a meno in favore di una costruzione migliore del mondo distopico in cui vive.

La scrittura della Liggett è scorrevole, coinvolgente e la storia è appassionante. C'è molta azione, intrighi e colpi di scena (per quanto prevedibili). Anche i vari rimandi ad altre storie simili non mi hanno irritato. La mia impressione è che non sia un romanzo completo, ma piuttosto il suo scheletro, non ancora sviluppato. Di potenziale ce n'è tantissimo però tutto è troppo confuso e nebuloso. Dei lettori, come me, che amano un world building ben fatto, dettagliato rimarranno delusi, però se si cerca una lettura leggera e veloce Le impure potrebbe far al caso loro.







6 commenti:

  1. Dolci siamo sulla stessa linea di pensiero

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  2. come sai la penso come te, forse un filo più critica

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  3. Concordo sul fatto che il world building non è ben sviluppato però è anche vero che la storia è molto scorrevole a differenza di altri libri come la serie di Richard Morgan per esempio

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    1. Infatti si legge in fretta e coinvolge nonostante tutto

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