mercoledì 4 aprile 2018

Recensione #178 Le assaggiatrici by Rosella Postorino


Libro letto per la Reading Challenge 2018 Tutti a Hogwarts con le tre Ciambelle. Gruppo Azkaban. Obiettivo: Cappello Parlante








Autrice: Rosella Postorino
Titolo: Le assaggiatrici

Editore: Feltrinelli Editore
Data di pubblicazione: 11 gennaio 2018
Pagine: 255

Trama
La prima volta in cui Rosa Sauer entra nella stanza in cui dovrà consumare i suoi prossimi pasti è affamata. “Da anni avevamo fame e paura,” dice. Siamo nell’autunno del 1943, a Gross-Partsch, un villaggio molto vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Ha ventisei anni, Rosa, ed è arrivata da Berlino una settimana prima, ospite dei genitori di suo marito Gregor, che combatte sul fronte russo. Le SS posano sotto ai suoi occhi un piatto squisito: “mangiate” dicono, e la fame ha la meglio sulla paura, la paura stessa diventa fame. Dopo aver terminato il pasto, però, lei e le altre assaggiatrici devono restare per un’ora sotto osservazione in caserma, cavie di cui le ss studiano le reazioni per accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato.
Nell’ambiente chiuso di quella mensa forzata, sotto lo sguardo vigile dei loro carcerieri, fra le dieci giovani donne si allacciano, con lo scorrere dei mesi, alleanze, patti segreti e amicizie. Nel gruppo Rosa è subito la straniera, la “berlinese”: è difficile ottenere benevolenza, tuttavia lei si sorprende a cercarla, ad averne bisogno. Soprattutto con Elfriede, la ragazza più misteriosa e ostile, la più carismatica.
Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva un nuovo comandante, Albert Ziegler. Severo e ingiusto, instaura sin dal primo giorno un clima di terrore, eppure – mentre su tutti, come una sorta di divinità che non compare mai, incombe il Führer – fra lui e Rosa si crea un legame speciale, inaudito.
Con una rara capacità di dare conto dell’ambiguità dell’animo umano, Rosella Postorino, ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf), racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della Storia, forte dei desideri della giovinezza. Proprio come lei, i lettori si trovano in bilico sul crinale della collusione con il Male, della colpa accidentale, protratta per l’istinto antieroico di sopravvivere. Di sentirsi, nonostante tutto, ancora vivi.




Questo libro mi capitava sotto gli occhi ogni volta che entravo in libreria, in più, ne sentivo parlare benissimo da chi già lo aveva letto, per cui ero molto curiosa di affrontarlo anche io. Per mia fortuna il Cappello Parlante della challenge delle Ciambels nascondeva proprio questo titolo quindi mi sono buttata.
E' uno storico, sì, e se mi conoscete ormai avrete capito che non rientra tra i miei generi di confort, ma non lo disdegno completamente. Il periodo che riguarda la Seconda Guerra Mondiale, poi, mi incuriosisce molto. Ho apprezzato conoscere nuovi dettagli di questo periodo, soprattutto di un tema che viene trattato pochissimo nei libri di storia e sono rimasta davvero sorpresa nello scoprire che Hitler fosse vegetariano.
Lo stile della Postorino è intenso, scorrevole e accattivante e mi ha fatto leggere con vero piacere la storia che ruota intorno a Rosa Sauer, la protagonista che viene “scelta”, insieme ad altre donne, per diventare una delle assaggiatrici del Fuhrer sempre assillato dalla paura di essere avvelenato. Mi è piaciuto molto il rapporto che si crea in questo gruppo di donne tutte diverse tra loro per età, per estrazione sociale, per carattere. Ognuna di esse, pur non essendo caratterizzata a fondo, riesce a ritagliarsi il proprio posto nella storia e interagire perfettamente con Rosa. Altro particolare che mi ha colpito è stato pensare che queste donne avrebbero potuto non tornare mai dalle loro famiglie.
Rosa, devo dire, non mi è risultata granché simpatica e ho avuto non poche difficoltà a comprenderne i comportamenti e le scelte. Da parte sua ho visto poca considerazione, benché lo nomini spesso, nei confronti del marito “tanto amato” e dei suoceri che erano divenuti la sua famiglia. Anche la relazione che intreccia con il tenente Ziegler non ha avuto il giusto sviluppo.
Il finale è la cosa che meno mi ha convinta del libro. Troppo frettoloso e troppo aperto, per i miei gusti, e ho avuto la sensazione che mancasse una parte importante. Avrei voluto avere maggiori notizie sul destino di tutti quei personaggi che ho imparato a conoscere così bene e delle molte cose potevano essere risolte con qualche pagina in più.
Quello che invece mi è piaciuto parecchio è l'aspetto leggero, ma non superficiale, che l'autrice mantiene per tutto il libro.



6 commenti:

  1. Bella recensione Dolci ^^ questo libro aveva incuriosita anche me! Poi la copertina è bellissima *__*

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    1. La copertina è meravigliosa e anche il libro merita di essere letto. A parte il finale mi è piaciuto tantissimo!

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  2. Ciao Dolci ho avuto la stessa sensazione anch'io sul finale! Frettoloso sicuramente e poi anche io avrei voluto sapere di più sulle motivazioni che spingono i protagonisti alla fine di fare quelle scelte. Per il resto è un gran libro!

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    1. Ci sarebbero stati bene 2 o 3 capitoli in più 😊

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  3. Risposte
    1. A te piacerebbe molto il finale.

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