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venerdì 27 settembre 2019

Recensione #406 Il manoscritto by Franck Thillez



Autore: Franck Thillez
Titolo: Il manoscritto
Editore: Fazi Editore
Pag:: 480
Data di pubblicazione: 5 settembre 2019
Trama
Léane Morgan è considerata la regina del thriller, ma firma i suoi libri con uno pseudonimo per preservare la propria vita privata, che ha subito un profondo sconvolgimento: sua figlia Sarah è stata rapita quattro anni prima e la polizia ha archiviato il caso come omicidio a opera di un noto serial killer, pur non essendo mai stato ritrovato il corpo della ragazza. Dopo la tragedia, del suo matrimonio con Jullian non è rimasto che un luogo, la solitaria villa sul mare nel Nord della Francia che Léane ha ormai abbandonato da tempo; ma quando il marito viene brutalmente aggredito subendo una perdita di memoria, lei si vede costretta a tornare in quella casa, carica di ricordi dolorosi e, adesso, di inquietanti interrogativi: cosa aveva scoperto Jullian, perso dietro alla ricerca ossessiva della verità sulla scomparsa della figlia? Intanto, nei dintorni di Grenoble, viene ritrovato un cadavere senza volto nel bagagliaio di una macchina rubata: potrebbe forse trattarsi di un’altra vittima del presunto assassino di Sarah. Le intuizioni del poliziotto Vic, dotato di una memoria prodigiosa, permetteranno di incastrare alcuni tasselli del puzzle, ma altri spaventosi elementi arriveranno a confondere ogni ipotesi su una verità che diventa sempre più distante, frammentaria e, inevitabilmente, terribile.
Franck Thilliez, maestro del giallo francese, proprio come la protagonista del Manoscritto, costruisce un intreccio calibrato al millimetro, giocando con i temi perturbanti del doppio e della memoria, incastrando in ogni svelamento un nuovo mistero; il risultato è un thriller implacabile, che non lascerà scampo a nessuno, lettore compreso.




Dopo un'estate all'insegna del romance, a settembre, ho sentito la necessità di tornare al mio grande amore: i thriller. Il mese mi ha regalato davvero dei bei romanzi del genere e posso ritenermi più che soddisfatta delle letture fatte. Il manoscritto è risultato essere, senza dubbio, il migliore di tutti quelli letti in questo periodo.
«Questa storia è assurda. È come se Moriarty fosse a portata di mano ma, ogni volta che stiamo per prenderlo, ci sfuggisse tra le dita. Sappiamo esattamente chi è, abbiamo l’età, il luogo dove è cresciuto, abbiamo perfino il suo codice genetico, ma non ha volto né identità».
La storia, dalla trama intricata e tortuosa, ricorda molto le matrioske russe. Un romanzo nel romanzo nel romanzo...
Ogni più piccolo dettaglio deve essere colto per comprenderne il finale. Le fila del mistero sono gestite in maniera eccellente dall'autore che regala indizi. Veri o falsi stava a me, lettrice, capirlo. Ammetto di essere caduta più volte nelle sue “trappole”.
I personaggi sono svariati e inizialmente mi hanno preoccupato un po' visto che ero convinta di non riuscire a seguirne bene tutte le loro storie. Anche qui l'autore ha dimostrato la sua bravura caratterizzandoli magnificamente. Soggetti non perfetti, ma proprio per questo terribilmente reali.
Ho amato Vic l'agente dalla memoria formidabile. Mi affascinano sempre questi elementi che ricordano tutto. Qui ho potuto anche capire cosa ne pensi lui di questa sua “dote”.
È stato, invece, più ostico, per me, empatizzare con Léane benché ne capissi le motivazioni. Le sue azioni sono davvero tanto, tanto fuori dal normale.
Le atmosfere del libro sono cupe e oscure così come le tematiche presenti: torture, violenze, BDSM, stupri... Ho pensato, inizialmente, che Thillez avesse esagerato a inserirne così tante. Tuttavia la storia lo “richiedeva”.
Thillez, poi, non lascia tempi morti. Le indagini proseguono a ritmo serrato e gli indizi sembrano fuoriuscire uno per uno. Ho adorato tutta questa parte investigativa, le tecniche scientifiche usate, i numeri che hanno un ruolo fondamentale.
Devo dire che ho capito quasi subito chi ci fosse dietro anche se non lo avevo posizionato nel contesto giusto.
Ma la cosa che più mi ha sorpreso è il finale... Con un piccolo aiuto (mente geniale della Bacci e indicazione della Libridinosa) sono riuscita a decifrare anche questo ultimo indizio lasciato dall'autore.







lunedì 22 luglio 2019

Recensione #374 Non ti lascerò by Chevy Stevens


 Libro letto per: Reading Challenge Dalle tre ciambelle Ristorante – Pizzeria
Tavolata La Paella della Bacci – 
BEVANDA: “Non ti lascerò” di Chevy Stevens



Autrice: Chevy Stevens
Titolo: Non ti lascerò
Editore: Fazi Editore
Data di pubblicazione: 18 aprile 2019
Pagine: 426

Trama
Un uomo molto attraente che ti porta in vacanza in un resort di lusso: il mare cristallino, la spiaggia bianchissima, un luogo paradisiaco. Un sogno, per Lindsey. Almeno in apparenza. Nella realtà, il matrimonio di Lindsey è un incubo. Andrew è un uomo morboso: qualunque gesto della moglie, anche involontario, può scatenare la sua rabbiosa gelosia e farlo diventare violento. Beve molto e ha minacciato di ucciderla, se scappa. Una notte, Lindsey riesce finalmente a fuggire portando con sé la figlia. Non torneranno più. Il marito verrà arrestato in seguito a un incidente e per lei e la bambina inizierà un periodo di pace. Undici anni dopo, Lindsey è una piccola imprenditrice, e la sua vita e quella della figlia adolescente scorrono tranquille in una nuova città. Lei frequenta un gruppo di sostegno e ha un nuovo fidanzato, Greg, che la ama più di quanto lo ami lei. Fino a quando Andrew non viene scarcerato e cominciano ad accadere cose strane, una serie di incidenti sempre più misteriosi.
Lei e Sophie sono nei guai o si sta solo suggestionando? È Andrew che vuole fargliela pagare per ogni giorno trascorso dietro le sbarre? È tornato per mantenere la sua promessa? D’altronde, chi altro potrebbe essere...?




Ho letto, qualche tempo fa, Scomparsa uno dei thriller psicologici più belli con cui ho avuto a che fare nella mia carriera di lettrice del genere. Quando ho saputo dell'uscita den nuovo libro di quella stessa autrice ho subito ordinato la copia cartacea. Il libro, però, sarebbe rimasto a prendere polvere se la challenge delle Ciambelle non me lo avesse assegnato come Bevanda.
Lindsey riesce a sfuggire alle angherie del marito violento quando questi viene arrestato per aver provocato la morte di una donna mentre guidava ubriaco. Dopo qualche anno viene scarcerato e alla donna iniziano a succedere cose molto strane.
La storia si sposta su due diversi archi temporali. Nel passato insieme a una giovane e innamorata Linsdey che scopre piano piano il mostro che si cela dietro il bell'aspetto del marito Andrew e nel presente con un a Lindsey ancora traumatizzata ma che cerca di vivere una vita normale con la figlia adolescente Sophie.
I personaggi sono stati descritti in maniera ottimale. Non mi è stato difficile provare le stesse paure della donna sia nel passato che nel presente. Nonostante ciò non sono riuscita a odiare del tutto Andrew. Ho visto in lui una forte voglia di cambiare. Non per questo accetto o perdono i suoi comportamenti passati.
Ho compreso benissimo anche le azioni di Sophie, grazie ai capitoli raccontati da lei stessa. Voleva tenere segreto il ritrovato rapporto con il padre sia per non far soffrire la madre che per capirlo a fondo anche lei.
Abilissima l'autrice a farmi sospettare d ogni presenza maschile che ruotava intorno alla protagonista.
Naturalmente il mio sospettato numero uno era troppo prevedibile eppure ho dubitato di lui fin quasi alla fine; l'altro che non mi convinceva del tutto era pure troppo palese, ma anche qui il dubbio è rimasto. Il vero artefice di tutto era nella mia rosa dei sospettati (vabbè avevo iniziato a sospettare anche di me...) però non per il motivo che credevo io. Lo so che questo pensiero è piuttosto contorto ma ho cercato di spiegare le mie sensazioni senza fare spoiler.
La suspense era, poi, presente in ogni pagina e i vari colpi di scena non mi hanno permesso di lasciare il libro fino alla fine. Dovevo sapere!
Come seconda esperienza con questa autrice devo dire che è andata benissimo e ho ritrovato uno stile che ha saputo coinvolgermi da subito.




giovedì 22 novembre 2018

Recensione #281 Le bambine dimenticate by Sara Blaedel

Tu leggi? Io scelgo! #7


Romanzo che spesso mi saltava all'occhio sia per la cover che per la trama. Finalmente, grazie alla rubrica di Chiara e Rosaria, sono riuscita a leggerlo. Era infatti tra le letture fatte da Mariella dal cui blog, Le trame del destino, dovevo scegliere questo mese.



Auttrice: Sara Blaedel
Titolo: Le bambine dimenticate
Serie: Louise Rick #7
Editore: Fazi (Dark Side)
Data di pubblicazione: 13 aprile 2017
Pagine: 286

Trama
Il cadavere di una donna viene trovato in un bosco isolato. Ha subito violenze sessuali e ha una strana, lunga cicatrice che le solca il viso. Nessuno ne ha denunciato la scomparsa. A essere incaricata delle indagini è Louise Rick, a capo del Servizio Investigativo Speciale, affiancata da Eik Nordstrøm. Lei donna materna sotto la scorza dura, lui bello e dannato. Agnete Eskildsen, una vecchia infermiera, finalmente riconosce il corpo: la donna si chiama Lisemette ed era una paziente dell’ospedale psichiatrico infantile Eliselund, dove lei lavorava trent’anni prima. Una bambina dimenticata, come tutti gli altri dell’istituto, abbandonata dalla famiglia e dal mondo. Presto Louise scopre che Lisemette aveva una sorella gemella, ed entrambe erano state dichiarate morte quand’erano ancora piccole. È solo la prima di una serie di scoperte sempre più inquietanti, sull’infanzia di Lisemette e su quello che accadeva dietro le porte di Eliselund. A complicare ulteriormente le cose, le indagini portano Louise nei pressi della casa dov’è cresciuta, costringendola a fare i conti con un terribile segreto del suo passato che tornerà a galla insistentemente. Una vicenda intrigante e avvincente che terrà il lettore incollato alle pagine.
Il primo libro di una nuova, emozionante serie bestseller pluripremiata, firmata dalla più popolare scrittrice di crime danese.





Ho capito che c'erano volumi precedenti a questo solo a lettura avviata. Infatti, spulciando Goodreads, ho scoperto che è il settimo volume della serie di cui, naturalmente, non sono stati tradotti i precedenti a parte il numero 4 Mai più libera sempre dalla Fazi.
Ma basta divagare e veniamo alla mia opinione sul libro.
Il corpo senza vita di una donna viene trovato nei boschi. Una morte che sembra accidentale, ma troppe cose non quadrano e l'ispettrice Louise Rick, con il collega Eik Nordstrom indagano portando alla luce alcuni terribili segreti.
A volte è difficile apprezzare un libro letto nel mezzo di una serie, ma seppur trovando dei buchi di trama nella narrazione, ci sono riuscita. Il romanzo l'ho divorato davvero velocemente essendo pieno di colpi di scena e situazioni al cardiopalma. Non mancano poi i momenti di tensione che servono nei Thriller per essere degni di questo nome. Mi è piaciuto come i vari dettagli si incastrino in un puzzle tremendo e raccapricciante. Inoltre grazie alla tecnica narrativa, composta da presente e passato, della Blaedel sono riuscita a conoscere bene anche tutti i personaggi secondari.
Ho patito tuttavia la mancanza di alcune cose successe nei libri precedenti. Avrei voluto conoscere meglio la protagonista Louise e avere più informazioni del suo passato perché si intuisce che nasconde un pesante fardello.
Il finale è inaspettato e inquietante. Non avevo minimamente indovinato il colpevole. Il mistero di questo libro si conclude perfettamente ma lascia aperta la questione Louise. Altra piccola ricerca mi ha fruttato la conoscenza del seguito di questo libro che ho già nel kindle!






martedì 14 agosto 2018

Recensione #242 Absence. Il gioco dei quattro by Chiara Panzuti




Titolo: Absence. Il gioco dei quattro
Autrice: Chiara Panzuti
Serie: Absence #1
Casa editrice: Lain ya
Pagine: 336
Data di pubblicazione: 1 giugno 2017
Trama
Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l’ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all’altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre?
La sua vita si trasforma in un incubo quando, all’improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c’è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento.
Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso, dove l’unico indizio che conta è nascosto all’interno di un biglietto: 0°13’07’’S 78° 30’35’’W, le coordinate per tornare a vedere.
Insieme a Jared, Scott e Christabel – come lei scomparsi dal mondo – la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo.







Questo romanzo, che è di genere fantasy Young adult, mi ha incuriositito fin dalla sua uscita lo scorso giugno 2017 eppure è slittato ogni volta in fondo alla Tbr. Quando sono venuta a conoscenza del firmacopie che si sarebbe tenuto a Roma il 7 luglio ho deciso finalmente di leggerlo. (La mia ex collaboratrice Manuela ne parla QUI)
Protagonisti del romanzo sono quattro adolescenti che improvvisamente diventano invisibili, ma non solo, vengono dimenticati da tutti. Scompaiono letteralmente come se non fossero mai esistiti. Andando avanti con la storia incappano in altri come loro e scoprono di non essere gli unici con queste caratteristiche.
La storia dei quattro ragazzi, anche se mi aspettavo una cosa completamente diversa, mi ha catturata subito perché ho trovato lo stile di Chiara fresco e semplice eppure con la capacità di incantarmi e legarmi al kindle. Ottima scelta visto che il romanzo è rivolto in modo particolare ai giovani. Oltre a questo aspetto anche la tematica di base sull'esistenza (o la non esistenza) è davvero particolare e molto attuale e l'autrice è stata molto abile a svilupparla.
Ho apprezzato molto sia Faith, la protagonista e voce narrante del romanzo, che gli altri tre ragazzi: Jared, Scott e Christabel. Ognuno di loro, diverso sia per carattere che per esperienze di vita, affronta tutta la situazione in maniera differente e viene sviscerato abbastanza bene da Chiara. Avrevi voluto ci fossero, però, dei capitoli dal punto di vista di tutti i ragazzi per conoscere ancora meglio le loro sensazioni. Nonostante si vedano poco anche gli antagonisti mi hanno incuriositito moltissimo.
Il libro è ricco di azione, di suspence e di scoperte che avvicinano, lentamente, i quattro al comprendere il perché di tutto quello che sta succedendo loro.
Un romanzo davvero molto interessante e all'incontro ho preso anche il secondo volume che mi propongo di leggere al più presto!



martedì 7 agosto 2018

Recensione #238 L'Ordine della Chiave by Virginia De Winter




Titolo: L'Ordine della Chiave
Autrice: Viriginia De Winter
Serie: Black Friars 0,5
Casa editrice: Fazi Lain YA
Pagine: 450
Data di pubblicazione: 15 luglio 2011
Trama
Axel Vanderberg, giovane erede al trono di Aldenor, non è altro che una matricola il cui sogno è diventare un giorno Duca dell'Ordine della Chiave, conquistando prestigio e rispetto. Adesso la carica è ricoperta da Rafael Valance, sul quale all'improvviso ricadono ricadono i sospetti per l'omicidio della fidanzata Emelyn. Ma quel delitto sarà solo il primo di una lunga serie. Per le strade della capitale qualcuno sta uccidendo bellissime vampire ricomponendo i loro corpi in modo da richiamare le fiabe classiche. Quando Axel salva Alise, vampira che ricorda nelle fattezze il suo grande amore, non sa che il suo gesto lo condurrà nella rete di Belladore, una creature della notte la cui bellezza è eguagliata solo dalla sua crudeltà.





Sto piacevolmente proseguendo con la lettura di questa serie paranormal e devo ammettere che questo secondo volume mi è piaciuto ancora di più rispetto al primo.

Il protagonista è Axel e le vicende narrate sono precendenti all'Ordine della Spada. La trama di base è incentranta sulla sua figura e sui motivi che lo hanno portato ad allontanarsi da Eloise, nonostante la ami infinitamente.
Mi è stato, però, consigliato di leggere questo prequel dopo il volume numero uno per comprendere meglio sia questo personaggio che le varie dinamiche tra lui ed Eloise. Non so se sia la scelta migliore per me. Forse avrei apprezzato maggiormente anche l'altro libro, che per quanto bello, mi aveva un attimo confuso all'inizio.
Ma parlando di questo libro Axel è descritto in maniera favolosa e finalmente posso capire il perchè tutte ne siano pazze. Per non parlare degli altri personaggi. Ho adorato le interazioni di Axel con Bryce e più volte mi hanno fatto ridere di gusto.
Descrizioni, come sempre, molto prolisse e infarcite di termini aulici rendono in modo perfetto l'atmosfera gotica, vittoriana e insieme medievale che fa da sfondo alla vita dei protagonisti. Anche questa volta avevo deciso di centellinare la lettura un po' per giorno, fino a che sono arrivata al punto di non volermi più fermare. Accadrà la stessa cosa con il terzo volume??? Vedremo visto che è gia pronto per la lettura!

Nota per Virginia: ma quanto sei sadica? Ma sadica sadica (ho detto sadica?)




martedì 31 luglio 2018

Recensione # 234 L'Ordine della spada by Virginia De Winter


Titolo: L'Ordine della Spada
Autrice: Virginia De Winter
Serie: Black Friars 1
Casa editrice: Laini YA
Pagine: 682
Data di pubblicazione: 16 luglio 2010
Trama
Chi è Eloise Weiss? Perché il più antico vampiro della stirpe di Blackmore abbandona per lei l’eternità suscitando le ire di Axel Vandemberg, glaciale Princeps dello Studium e tormentato amore della giovane?
La Vecchia Capitale si prepara alla Vigilia di Ognissanti e il coprifuoco è vicino perché il Presidio sta per aprire le sue porte. Il lento salmodiare delle orde di penitenti che si riversano per le vie, in cerca di anime da punire, è il segnale per gli abitanti di affrettarsi nelle proprie case, ma per Eloise Weiss è già troppo tardi. Scambiata per una vampira, cade vittima dell’irrazionalità di una fede che brucia ogni cosa al suo passaggio. In fin di vita esala una richiesta d’aiuto che giunge alle soglie della tomba dove Ashton Blackmore, un redivivo secolare, riposa protetto dalle ombre della Cattedrale di Black Friars. Il richiamo della ragazza è un sussurro che si trasforma in ordine, irrompe nella sua mente e lo riporta alla vita. Nobili vampiri di vecchie casate, spiriti reclusi e guerrieri, eroici umani e passioni che il tempo non è riuscito a cancellare: Black Friars – L’ordine della Spada è un mondo nuovo che profuma di antico, un romanzo che si ammanta di gotico per condurre il lettore tra i vicoli della Vecchia Capitale o negli antri del Presidio, in un viaggio che continua oltre la carta e non finisce con l’ultima pagina.




Stanca delle continue frustate (porterò le cicatrici a vita, sappilo Chiara!) ho deciso di iniziare a leggere questa saga paranormal- fantasy collocata in un tempo indefinito ma che sa molto di medievale, di cui una certa Ropolo mi parlava sempre.
Due cose mi spaventavano prima di affrontarne la lettura: la mole del libro quasi 700 pagine e il fatto che non potesse piacermi. Non tanto per paura dell'autrice (persona meravigliosa) ma sempre di quella certa Ropolo fustigatrice.
Ero stata avvertita dello stile lento e prolisso, ma devo dire che non mi ha dato eccessivamente fastido. L'ho trovato anzi molto evocativo e in qualche modo poetico. Ci ho messo un po' a ingranare con la storia, è vero, e collegare tra loro i vari personaggi (ho scoperto a metà libro che c'era la lista dei personaggi alla fine). Ho pensato, allora, di diluire la mia lettura in vari giorni e, in questo modo, non ho sofferto delle 700 pagine. Sono entrata nella storia lentamente, ho iniziato a capire il word building in cui era ambientata e, improvvisamente mi sono trovata desiderosa di divorare gli ultimi capitoli.
In questo primo volume della quadrilogia Black Friars i protagonisti principali sono tre: Eloise, una ragazza forte e determinata che soffre per l'amore non corrisposto e tradito verso Axel; il principe Axel che custodisce un grande segreto ma indubbiamente innamorato di Eloise; Ashton, il centenario, scuro e tenebroso vampiro.
Non ho potuto non amarli tutti e tre dato che Virginia è stata meravigliosa nel tratteggiare le loro personalità e i sentimenti che li legano. Ho apprezzato, inoltre, come i vampiri presenti in questa saga non siano solo le solite creature assatate di sangue.
Molto interessanti anche tutti i comprimari che si relazionano con loro tre, ognuno indimenticabile a modo suo.
Quindi mia adorata Comandante posso dirti che mi è piaciuto, non ne sono pazza come te ma mi è piaciuto tanto, parecchio. Grazie per aver insistito.
Sicuramente proseguirò con la serie, magari diluendo la lettura degli altri volumi, visto lo splendido risultato di questo metodo.


martedì 10 luglio 2018

Chi ben comincia #23 Black Friars L'ordine della Spada di Virgina De Winter



REGOLE:
- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti

Buon giorno anche oggi voglio riproporvi una rubrica che mi piace ma che ho un po' trascurato qui sul blog.
La rubrica nasce da un'idea del blog Il profumo dei libri.
Questa volta, per voi, l'incipit del primo romanzo di una saga che mi è stata suggerita (a colpi di frusta) dalla mia solita pusher librosa Chiara La lettrice sulle nuvole. Ora mia comandante puoi rilassare il braccio e posare la frusta!



Black Friars L'ordine della Spada
di Virginia De Winter



1. Evocatio




Scendeva la sera mentre i Frati dell'Ordine della Spada si disponevano per la parata annuale della Vigilia di Ognissanti.
I cavalli sbuffavano attendendo che i cavalieri li guidassero per le vie della città; i palafrenieri e i novizi avrebbero seguito il corteo a piedi.
I Frati Neri, com'erano comunemente chiamati gli appartenenti all'Ordine della Spada, indossavano la tradizionale divisa da lutto: il mantello, nero come l'uniforme militare, la spada sul fianco e al collo la Fides Armata, la croce a forma di spada rovesciata.
I novizi, che avevano la consegna del silenzio, si scambiavano gesti consultandosi sulla situazione del tempo senza emettere alcun suono: al pallido violetto che tingeva il cielo, ancora chiaro sulla linea dell'orizzonte, era solcato da nuvole che non sembravano promettere pioggia.
L'oscurità calava sulle facciate dei palazzi, le luci si accendevano dietro le finestre, le torce e le luminarie intorno ai portali e sui davanzali tenevano a bada il buio.
Un ufficiale dell'Ordine fece suonare tre volte una campanella e i colpi regolari echeggiarono le campane delle cattedrali che battevano i Vespri, perdendosi nel crepuscolo che stemperava il primo buio.
Era il segnale per gli ufficiali, che montarono in sella e si portarono in testa al corteo; quando il primo rintocco risuonò dal campanile dei Frati Neri, il comandante dell'Ordine spronò il cavallo.
La parata avrebbe percorso le vie principali della Vecchia Capitale fino alla mezzanotte, quando tutte le cattedrali cittadine avrebbero suonato i dodici rintocchi a morto, e a quel punto le milizie nere avrebbero assunto le loro posizioni intorno alla zona dove sorgeva il Presidio.
Le Confraternite di Penitenti, i Mendicanti, i Flagellanti e gli Spinati, in sai di sacco e sandali di corda, cominciavano a emergere dai loro covi per portare lungo le vie della città le loro insegne e i loro spettacoli di mortificazione, nel mormorio incessante di litanie nel dialetto del volgo.
Le severe processioni della sera di Ognissanti si incrociavano sovente con compagnie di studenti, con lunghi mantelli neri e feluca in testa, che salutavano la sera coi loro canti mentre si recavano nelle taverne o facevano prudentemente ritorno ai collegi. Non appena le comitive incrociavano gli sparuti cortei di sai, i goliardi si tiravano rispettosamente di lato per lasciare libera la strada: i più audaci li apostrofavano con cortese impertinenza ostentando segni di scongiuro e intonando versi contro il malaugurio, altri chinavano il capo e toglievano le feluche in segno di rispetto. Le matriculae giunte da poco in città spesso erano colte dal nervosismo e i compagni anziani si burlavano di loro.
La Corporazione dei Medici e gli esorcisti invece si preparavano alla mezzanotte, quando le nove cattedrali avrebbero segnalato con dodici rintocchi di campane a lutto il momento preciso in cui il Presidio avrebbe spalancato le sue porte, per l'unica notte dell'anno in cui era concesso, diffondendo per la città le sue nebbie e le sue creature.





Voi avete letto questa serie? Vi è piaciuta?



martedì 9 gennaio 2018

Recensione #154 Scomparsa by Chevy Stevens

Autrice: Chevy Stevens
Titolo: Scomparsa
Editore: Fazi Editore
Data di pubblicazione: 23 settembre 201
Pagine: 364



Trama
Il giorno in cui viene rapita, Annie O’Sullivan, una giovane agente immobiliare, ha tre obiettivi da raggiungere: vendere una casa, dimenticare un recente litigio con la madre ed essere pronta in tempo per una cena romantica con il suo ragazzo. Quando arriva il suo ultimo cliente Annie s’illude per un attimo che sarà il suo giorno fortunato. Non sarà così. Sarà l’inizio di un incubo. Alternato alle sedute di psicoterapia durante le quali Annie narra il dramma della sua prigionia durata un anno, gli abusi psicologici e le violenze fisiche subiti, la dolcezza con la quale arriva a guardare il suo aguzzino, c’è il resoconto degli eventi successivi alla fuga: la lotta per riprendersi la propria identità e le indagini della polizia per scoprire chi abbia architettato il sequestro di cui è stata vittima. Ma la verità non sempre rende liberi.









Un meraviglioso Thriller che, grazie alla scelta narrativa dell'autrice, mi ha tenuta incollata alle pagine da subito.
Oscuro, affascinante, eccitante non sono riuscita a metterlo giù finché non è arrivata la conclusione per la storia di Annie, l'agente immobiliare, rapita e tenuta rinchiusa per oltre un anno. Il racconto si dipana, capitolo dopo capitolo, mentre Annie ne discute, con la sua psicologa, durante le sessioni di psicoterapia, tramite flashback che erano ben vividi nella mia mente. Le sue parole sono affascinanti e commoventi al tempo stesso. Inoltre ogni scena del passato si incastra perfettamente al presente e, inevitabilmente, mi ha dato modo di creare un legame con la protagonista. Mi ritrovo spesso a controllare che le finestre e le porte di casa mia siano bloccate, sospettando di ogni rumore sconosciuto, in special modo nel silenzio notturno.
Ho trovato assolutamente credibile il comportamento della donna dopo il rilascio. Si pensa che basti il tornare a casa e tutto si sistemi magicamente tornando a vivere una vita normale. Ma la terribile esperienza vissuta da Annie l'ha profondamente cambiata. Non può tornare alla normalità così come se niente fosse. Le cose che le sono accadute durante quell'anno di prigionia, in cui ha subito abusi fisici e mentali, le hanno lasciato troppe cicatrici.
Un paio di cose non mi ha fatto dare il voto massimo a questo libro: la prima è stata l'aver capito da subito chi ci fosse dietro e non aver trovato abbastanza convincente la motivazione; l'altra il momento della fuga: non so bene come avrei voluto che succedesse ma è stata forse troppo frettolosa.

Tuttavia per essere un debutto l'ho trovato un romanzo davvero coinvolgente e difficile da dimenticare.