giovedì 17 gennaio 2019

Recensione #298 Nascita dell'Anti-uomo byDean Koontz



L'angolo vintage 2.0 #5
Per l'appuntamento di questo mese con la rubrica ripresa da un'idea (favolosa) della Lettrice sulle nuvole ho scelto un libro davvero vintage! Infatti ho deciso di parlarvi di uno dei primi romanzi di Dean Koontz risalente al 1970.


Autore: Dean Koontz
Titolo: Nascita dell'Anti-uomo
Editore: Mondadori - Urania
Data di pubblicazione: 31 agosto 1980
Pagine: 154

Trama
Mi fermai di colpo e indietreggiai terrorizzato verso il muro... Lui riempiva metà della cantina: era una massa pulsante e venosa, di colore bruno-rossastro, percorsa da neri filari di cellule cancerose... Si teneva aggrappato ai muri di pietra con pseudopodi che affondavano negli interstizi... Tubi cartilaginosi e avvolgimenti di membrane sulla mia sinistra formavano il suo apparato vocale, ma intorno alla deforme e sdentata apertura che sembrava corrispondere a una cavità orale, non c'era altra traccia del suo volto.




Il mio proposito del 2019 è di recuperare tutti i libri di Koontz che mi mancano, affrontandone uno al mese, proseguendo in ordine di uscita.
Sicuramente si nota benissimo che è una delle prime opere letterarie dell'autore quindi non privo di difetti.
Il romanzo è ambientato in un'Alaska futuristica dove un uomo e un androide cercano rifugio per sfuggire al Governo Mondiale che vuole fare esperimenti su quest'ultimo.
I personaggi sono accennati e manca una vera caratterizzazione ma le loro conversazioni filosofiche e scientifiche mi hanno aiutato ad inquadrarli benissimo e li ho apprezzati moltissimo.

L'androide non era un vero amico. Era meno di un amico, ma anche, bizzarramente, più di un amico. Non lo capivo, non capivo nemmeno il rapporto che esisteva fra Lui e me. Le nostre personalità s'incrociavano, s'intrecciavano e formavano qualcosa, ma la sostanza di questo qualcosa restava un mistero insolubile.
Jacob, l'uomo, cerca di salvare Lui, l'androide, viste le sue doti che potrebbero guarire e salvare migliori di vite umane. Nonostante questo ha mille dubbi sulle sue scelte e vengono ben espresse nelle pagine del libro. Il veloce evolversi dell'essere infatti spaventa Jacob notando un lato oscuro finora ben nascosto.
La trama non è delle più originali ma i molti passaggi etici e scientifici sono ben spiegati. Leggermente assurdi in alcune parti, ma realisti e attuali in altre, come succede in alcune delle migliori opere classiche fantascientifiche-distopiche.
Ho letto solo un paio di altri primi libri di Koontz trovandoli noiosi e ripetitivi, mentre reputo questo uno dei migliori.
Ho notato, inoltre, la passione per il personaggio di Frankenstein dell'autore che lo porterà, più avanti negli anni, a scriverne una specie di retelling che ho adorato. 
La storia di Frankenstein continuava a tornarmi in mente, mi impediva di riflettere con chiarezza. Accidenti a Mary Shelley! Aveva scritto un libro che mi ossessionava, che era troppo simile alla realtà del mio presente. Sì, lo sapevo che Lui non era un mostro dedito allo strangolamento delle ragazzine.
Il libro è uscito nel 1970 per cui il suo stile narrativo non è ancora ben definito tuttavia alcune situazioni mi hanno messo un pizzico di ansia. In special modo la scena con i lupi.
Ho sentito la mancanza di descrizioni più dettagliate del word building mentre ho apprezzato quelle del paesaggio freddo e innevato dell'Alalska.
Un libro davvero interessante per quanto datato che ho letto velocemente visto che è zeppo di azione e non da un attimo di tregua.
Di seguito vi lascio tutti gli altri blog partecipanti.



Andate a curiosare i loro titoli.







mercoledì 16 gennaio 2019

#plpl18 Quando il fantasy incontra la letteratura



Nuovo appuntamento con il nostro #plpl18. L’ultima presentazione alla quale ho partecipato, anche qui con Dolci, è stata quella di Laini Taylor. Insieme non proprio visto che tu eri già dentro e avevi occupato il posto in terza fila. Io e Coso dopo un'ora di fila in piedi e in mezzo a scalmanate adolescenti siamo riusciti a entrare per miracolo.
L’autrice ha presentato il suo ultimo lavoro, Il sognatore, romanzo edito da Fazi editore. L’incontro è stato moderato da Ilenia Zodiaco (book blogger che seguo con piacere da anni), che ha posto domande molto interessanti.
Personalmente non ho letto questo romanzo, appartenente al genere fantasy (manco io); da una parte sono tentata, dall’altra nutro qualche ritrosia. Sono andata a seguire la presentazione perché volevo incontrare l’autrice della saga La chimera di Praga, che sto leggendo con il gruppo di lettura ideato da Chiara (La lettrice sulle nuvole). Non sono molto coinvolta da questa saga e forse è proprio questo che mi trattiene dal cimentarmi con il nuovo lavoro. Il 14 febbraio 2019 uscirà il seguito de Il sognatore: La musa degli incubi.


Autore: Laini Taylor
Titolo: Il sognatore
Casa Editrice: Fazi
Data di pubblicazione: 5 luglio 2018
Pagine: 524
È il sogno a scegliere il sognatore e non il contrario: Lazlo Strange ne è sicuro, ma è anche assolutamente certo che il suo sogno sia destinato a non avverarsi mai. Orfano, allevato da monaci austeri che hanno cercato in tutti i modi di estirpare dalla sua mente il germe della fantasia, il piccolo Lazlo sembra destinato a un'esistenza anonima. Eppure il bambino rimane affascinato dai racconti confusi di un monaco anziano, racconti che parlano della città perduta di Pianto, caduta nell'oblio da duecento anni: ma quale evento inimmaginabile e terribile ha cancellato questo luogo mitico dalla memoria del mondo? I segreti della città leggendaria si trasformano per Lazlo in un'ossessione. Una volta diventato bibliotecario, il ragazzo alimenterà la sua sete di conoscenza con le storie contenute nei libri dimenticati della Grande Biblioteca, pur sapendo che il suo sogno più grande, ossia vedere la misteriosa Pianto con i propri occhi, rimarrà irrealizzato. Ma quando un eroe straniero, chiamato il Massacratore degli Dèi, e la sua delegazione di guerrieri si presentano alla biblioteca, per Strange il Sognatore si delinea l'opportunità di vivere un'avventura dalle premesse straordinarie.



Ilenia: Nel tuo libro la magia non è per niente innocua, anzi è ambigua e molto pericolosa. Volevo chiederti se nei tuoi libri la magia è una metafora di una diversità e come è nata questa tua interpretazione dell’elemento magico.
Laini: Io penso che la magia in generale non sia né buona né cattiva, ma dipende dall’uso che se ne fa. Nel mio libro la magia è portata da antenati molto cattivi e quindi viene usata quasi come un’arma.
Ilenia: L’odio è una parte centrale del libro. Ci sono due schieramenti, si tratta di una guerra civile tra umani e esseri soprannaturali. Entrambi si odiano perché entrambi hanno commesso torti (vinti e vincitori). Nel libro troviamo molto di questo duello anche psicologico di questi due personaggi che appartengono a due schieramenti opposti, entrambi leali al loro schieramento, ma entrambi che fanno un passo in più per capire l’altro. Ti sei ispirata a veri conflitti reali, ti sei ispirata alle vere atrocità della storia?
Laini: Sì, effettivamente ho preso ispirazione da molte cose reali per scrivere il mio libro. Nei miei libri mi chiedo sempre se è possibile fermare la spirale della violenza, talvolta vengono fatte atrocità che non possono essere dimenticate. Mi piace pensare che sia possibile bloccare la spirale della violenza. È qualcosa che è presente anche negli altri libri che ho scritto, come la trilogia de La chimera di Praga. Una cosa bella dell’essere scrittore è che puoi immaginare che anche due popoli che si odiano possano in qualche modo imparare un nuovo modo di vedersi, superare le loro ostilità. Il bello del genere fantasy è che ti consente di offrire un punto di vista universale, non sei attaccato alla realtà dei popoli che si combattono realmente.
Ilenia: In questo libro è molto presente la violenza, si parla anche di stupro. Ti viene posto l’appunto che, essendo questo un YA, non dovrebbe parlare di stupro?
Laini: Ci sono molte persone che ritengono che gli YA non dovrebbero esporre i giovani lettori alla violenza. Come se non lo fossero di fatto esposti nella realtà. Il mio intento non è essere troppo esplicita o brutale, ma penso che i teenager siano abbastanza intelligenti per fare i conti con questa realtà e che spetti a loro fare i conti con la violenza che c’è nella realtà.
Ilenia: Tu sei anche un’artista. Quando scrivi un libro immagini le sembianze dell’aspetto del personaggio?
Laini: Sì, mi immagino il personaggio visivamente, ma non nel dettaglio. Ho però una immaginazione un po’ vaga, mi piace non dettagliarli troppo per permettere al lettore di immaginarsi il personaggio. Questo approccio lo faccio per tutti gli aspetti del libro, anche per la costruzione dei mondi. C’è di più oltre quello che scrivo e mi piace dare la possibilità al lettore di visualizzare i mondi, a volte poche frasi evocative sono già abbastanza per fare sì che il lettore possa creare questi mondi, forse anche meglio di come potrei fare io con le mie parole.
Al termine dell’incontro Laini ha dedicato tempo ai suoi lettori con il firma-copie. Un vero e proprio delirio. Però l’autrice è stata molto gentile, affabile. Si è resa disponibile con tutti. Ha ringraziato ogni persona che le ha portato un regalo (e molti sono stati coloro che l’hanno omaggiata con un pensiero). Io chiaramente mi sono fatta firmare il primo volume de La chimera di Praga.
Ed ora parlo io! Essendo tra gli ultimi io e Coso (sant'uomo) avevamo da far firmare anche libri per altre persone ci siamo sentiti dire (dopo fila... in piedi... adolescenti...) che l'autrice avrebbe, per mancanza di tempo, autografato solo una cosa a testa! Anche se delusa dall'organizzazione, non dall'autrice, mi sono rassegnata a far firmare solo per me e Coso aveva libro di Erica. Ah perché sempre l'organizzazione ha detto solo libri no etichette. Ma il sant'uomo si è rimesso al termine della coda ed è riuscito a farsi firmare anche le etichette. Ha pure baciato la Taylor! Manu racconta ora della tua figura...
Nessuna figura, ho colloquiato dolcemente e amabilmente con la Taylor…
Ah ah ah ah Confessa!

Ma intendi quando le ho manifestato il mio apprezzamento per La chimera di Praga?
Leggermente dopo
Ok, ma mia figuraccia… Raccontiamola per bene… Coso era nuovamente in fila per le etichette mentre noi ci eravamo defilate verso l’uscita. Non vedendo tornare il nostro cavaliere, ci siamo avvicinate alla sala del firmacopie. Io mi sono accostata a Coso proprio mentre la Taylor chiedeva perché le etichette da firmare fossero quattro. In inglese ho risposto che erano per alcune amiche del Gruppo di Lettura che era centrato sulla trilogia di Karou. Un addetto stampa della Fazi mi ha chiesto, in italiano, se avessi letto il sognatore. Io, in italiano, ho risposto: “No, lo farò, ma sto ancora digerendo La città di sabbia.”
Lui: “Come mai?”
Io (sempre in italiano, convinta che lei non mi capisse): “Perché è noioso e non ce la faccio più, non mi piace!”
La Taylor (che stava firmando) alza lo sguardo e mi dice, in italiano: “Ho capito quello che hai detto…”
Sono sbiancata e poi mi sono colorata di rosso fino alla punta dei piedi. Chiaramente ho detto che ero dispiaciuta, ma proprio non mi è piaciuto (I’m sorry, but I don’t like it!). Poi ho detto che confidavo nel terzo libro che sapevo essere il migliore. E qui lei non è stata incoraggiante perché ha risposto: “Maybe!” e ha aggiunto: “Non è detto che lo sia. Non per tutti è così.”
Ahahahhaha povere noi con il terzo capitolo, allora







martedì 15 gennaio 2019

Gruppo di lettura Sogni di mostri e divinità di Laini Taylor – Capitoli 8 - 14


Buon martedì, lettori eccomi qui a parlarvi dei capitoli dall'8 al 14 per l'ultimo capitolo della serie Daughter of Smoke & Bone di Laini Taylor Sogni di mostri e divinità.




Come già saprete il secondo capitolo non mi aveva soddisfatto granché mentre l'inizio di questo sembra essere davvero promettente. 

Autrice: Laini Taylor
Titolo: La chimera di Praga
Serie: Daughter of Smoke & Bone #3
Editore: Lain YA
Data di pubblicazione: 14 luglio 2016
Pagine: 567

Trama

La misteriosa Karou è una chimera unica nel suo genere: al contrario dei suoi simili, l'eroina della trilogia "La chimera di Praga" ha sembianze umane, impreziosite da meravigliosi capelli blu. È innamorata di Akiva, un angelo dalla bellezza eterea. Angeli e chimere sono però nemici naturali, in lotta da secoli. C'è solo un modo per ristabilire la pace: tentare un'alleanza fra le chimere e quegli angeli che, come Akiva, hanno deciso di ribellarsi al loro imperatore.
In questo terzo e conclusivo capitolo della saga entriamo subito nel vivo dell'azione: l'esercito degli angeli discende sulla Terra, in pieno giorno, in una Roma sfolgorante di sole, con uno stuolo di telecamere intente a riprendere e un pubblico sbalordito a osservare la scena. Nel frattempo, dopo il tradimento che ha portato la sua specie allo stremo, Karou sta ricostruendo l'esercito delle chimere e, grazie a un inganno ingegnoso, è ora alla guida della ribellione contro gli angeli. Il futuro della sua specie dipende da lei, ed è giunto il momento dello scontro finale. Riusciranno Karou e Akiva a realizzare il sogno di una realtà in cui i loro popoli smettano di distruggersi e in cui, forse, potrebbe esserci spazio per il loro amore?

Capitoli 8 – 9 – 10 – 11 – 12 – 13 - 14
Cap. 8 Ormai sono avvezza all'inserimento di nuovi personaggi da parte della Taylor per cui l'apparizione di Melliel Soldato Sanguinario degli Illegittimi nonché Seconda Portatrice di Quel Nome (un altro nome no?) e del soldato Stivan (li ha presi tutti lei i nomi) non mi ha presa alla sprovvista. I due sono rinchiusi in una prigione e assistono preoccupati al mutare del cielo, del mare e della natura in generale.
Era uno spettacolo anomalo, ma anche così lei avrebbe potuto osservarlo senza farsi domande come un normale fenomeno naturale, se non fosse stato per le facce dei loro guardiani. Gli Steliani erano sul punto di fare qualcosa.
I due non sono soli nella cella ma in compagnia di altri dieci compagni. La prigione non è una segreta buia e umida, ma una stanza pulita con buon cibo e abiti di ricambio (siamo sicuri che non sia un hotel?). Quando Melliel chiama qualcuno per avere notizie più precise su costa stia accadendo ecco presentarsi Eidolon (e siamo a tre nuovi). La giovane donna da loro risposte sibilline (e inquietanti direi) sui fenomeni esterni. Stesse risposte anche alla domanda sul doro destino in quella prigione (hotel). Vengono solo a sapere che il tutto sarà deciso da una misteriosa Regina Scarab (quattro) è fuori a caccia.
In caccia di cosa?
(Diciamo che le cose sembrano iniziare a muoversi anche se mooooolto lentamente, ma credo che questo sia il tipico modo di raccontare dell'autrice).
Sei ore dopo l'Arrivo – Cap. 9
Lo stormo degli Angeli, dopo aver attraversato varie nazioni si posa sulla grandiosa piazza della Basilica di San Pietro a Roma (ma dai!?!) e vengono accolti dal Papa (vi risparmio le CINQUE righe dei titoli del Pontefice. Fissata la Taylor con i titoli però!) Eliza, assistendo alla cosa tramite la TV, con i sui colleghi ipotizza varie teorie. Mentre la donna e Morgan (suo collega e nemesi) discutono sul da farsi veniamo a conoscenza di particolari interessanti su Eliza.
Immaginò come l'avrebbe guardata se avesse saputo da dove veniva. Da cosa veniva. Da cosa era fuggita. Avrebbe raggiunto u livello di disprezzo mai toccato nella storia dell'uminità. O più probabilmente un'affascinata, disgustata soddisfazione.
Nel frattempo a Roma sembra che il capo-angelo (non so come altro definirlo) sembra intenzionato a fare una dichiarazione importante.
Cap. 10 Il messaggio proclamato in latino non è positivo. Per riassumere: “le bestie stanno venendo a prendervi” . Naturalmente si scatena il caos. (Quindi le cose dovrebbero farsi più interessanti e animate... spero!)
Dodici ore dopo l'Arrivo – Cap. 11
Intanto torniamo da Akiva (finalmente) che cerca di far amalgamare i due schieramenti chiedendo aiuto agli angeli Illegittimi. Adesso hanno un nemico comune in Jael per cui allearsi e, soprattutto, accettarsi può essere la cosa migliore per vincere questa guerra. (Mi piace molto il discorso del serafino e lo approvo in pieno). Anche Elyon e il suo grupp di Illeggittimi sembra convinto dalle sue parole.
Cap. 12 All'accampamento delle Chimere Zuzanna e Mik cercano un modo per scaldarsi (forte l'idea di Zuze che ricorda Guerre Stellari e Han Solo che cerca di scaldare Luke Skywalker. Questa ragazza rimane sempre la mia preferita, l'unica che riesce a dare un bel po' di dinamicità al libro) Mik chiede a una solitaria Lizar di scaldarli con le sue ali infuocate ma fallisce miseramente.
Cap. 13
Scende la notte e mentre Karou passeggia nervosamente nell'attesa del ritorno di Akiva, il Lupo Bianco fasullo (ricordiamo che è l'anima di Kiri ad allorgiare il corpo del Lupo) le porta una tazza di tè caldo e chiacchierano del passato e del futuro. Kiri capisce che Karou non potrà mai amarlo e ne soffre. Spera almeno che quando tutto sarà finito potrà tornare a volare ed essere amato. (Povero Kiri mi fa davvero tenerezza e spero anche io che possa avere un futuro positivo, ma ho paura per lui...)
Cap. 14 Lizar intanto si sente in compa per aver negato il suo aiuto a Mik (come dice Karou: è impossibile non esaudire i desideri di Mik). Così mentre progetta (e rimanda) di uccidere la chimera dai capelli blu e andare da Akiva nota che tutti dormono. Convinta di non essere vista da nessuno decide di donare il suo calore alle Chimere infreddolite (e pure lei inizia a sciogliersi. Anche Lizar è un personaggio che apprezzo molto). Naturalmente Karou è sveglia (a lagnarsi tra sé e sé) e nota tutto.
Al ritorno di Akiva con la bella notizia dell'alleanza, Lizar ricorda un sogno che fa da qualche tempo e in cui lei stessa si taglia le braccia piene dei tatuaggi che testimoniano le Chimere uccise per poterle fa ricrescere “pulite” (adoro l'evuluzione che sta compiendo Lizar e mi piace sempre di più)
Diciamo che mooooolto piano le cose cominciano a muoversi. Io soffro molto questo stile di scrittura. Troppi giri di parole e tempi morti per i miei gusti. La storia è bella e originale ma io mi confondo troppo facilmente e mi perdo nei discorsi della Taylor.


Venerdì si torna sul blog di Manuela che ha parlato QUI dei primi capitoli, per sapere come procede il romanzo attraverso le parole di Patrizia. lVi lascio il solito calendario per seguire le varie tappe del GDL e i link ai vari blog partecipanti. Anche questa volta c'è il gruppo su Facebook dove, se avete voglia, potrete venire a discuterne con noi.





lunedì 14 gennaio 2019

Recensione #297 Oltre le regole (Marked Men #1) by Jay Crownover


Libro letto per: Reading Challenge Dalle tre ciambelle Ristorante – Pizzeria
Pizza CC – Ingrediente Prosciutto – Leggi un libro ambientato negli USA



Autrice: Jay Crownover
Titolo: Oltre le regole
Serie: Marked Men #1
Editore: Newton Compton Editore
Data di pubblicazione: 29 ottobre 2014
Pagine: 304

Trama
Shaw Landon è la tipica brava ragazza di buona famiglia. Sa cosa i suoi genitori si augurano per lei: voti eccellenti, un lavoro come medico, un ragazzo benestante e rispettoso che la conduca all’altare. Eppure, da sempre, Shaw è attratta da tutt’altro. Soprattutto da ciò che è l’esatto contrario di quello che dovrebbe desiderare…
Rule Archer è bellissimo, fa il tatuatore, è sfacciato e arrogante, una luce negli occhi che non sembra promettere niente di buono, ma ha un sorriso capace di sciogliere un iceberg. E soprattutto è abituato a prendersi ciò che vuole. Ogni sera si porta a letto una ragazza diversa, salvo poi non ricordarne neppure il nome il mattino successivo. Rule sa bene che la bella Shaw è rigorosamente off limits, ma sembra diversa da tutte le altre ed è così difficile rinunciare anche solo ad assaggiare quell’invitante frutto proibito…



Ho comprato questo libro qualche tempo fa e lasciato in bella mostra sugli scaffali della mia libreria. Dicevo sempre: ora lo leggo, ora lo prendo in mano, ora lo comincio... ma non arrivava mai il suo momento. Però tra i buoni propositi librosi del 2019 c'è anche quello d comprare meno (seeee certo) e smaltire il più possibile (se po fa) per cui finalmente l'ho iniziato.

Rule e Shaw, amici da tantissimi anni, sono i due protagonisti: lui è il tipico bad-boy con mille problemi alle spalle e lei incarna il modello della ragazza brava e giudiziosa. Due ragazzi che apparentemente sembrano agli opposti ma che poi si scoprono molto più simili di quello che appare all'esterno.
Devo dire subito che, come sempre, la Crownover non mi delude. Riesce a creare e dare vita a soggetti davvero particolari. Appaiono reali e veri proprio grazie alla fantastica caratterizzazione che ne fa l'autrice. Niente è semplice con loro e io mi trovo ad adorarli ogni volta.
Rule diventa facilmente il mio preferito tra quelli di cui ho letto finora. Nasconde il dolore e il senso di colpa per la morte del gemello (deceduto in un incidente d'auto mentre lo andava a recuperare dopo una serata brava) sotto svariati tatuaggi e un carattere ombroso.
Shaw cerca di essere sempre perfetta e accomodante con tutti e trascura i suoi veri obiettivi. Non è un soggetto debole, anzi dimostra più forza e coraggio del rude Rule. Bellissimo anche il suo sviluppo caratteriale.
Ho odiato, ma era prevedibile, l'ex ragazzo di Shaw. Uno stalker psicopatico che non riesce a comprendere come la ragazza gli abbia preferito un pezzente come Rule...
Tuttavia il personaggio che proprio non ho potuto fare a meno di disprezzare è la genitrice (non è una mamma costei) di Shaw, una tizia che pensa più alle apparenze di fronte alla società buona di Denver che ai desideri e alla sicurezza della figlia. Un gradino sopra di lei, ma solo perché alla fine si riprende, c'è la madre di Rule perché posso arrivare a capire che il dolore per la perdita dell'amato figlio l'abbia sconvolta. Due amebe senza spina dorsale entrambi i padri dei ragazzi che ho trovato totalmente succubi delle mogli.
Lo stile narrativo della Crownover è sempre scorrevole anche se ho trovato parecchi errori grammaticali e refusi. Mi hanno sicuramente infastidito, ma non impedito di godermi la lettura di questo romanzo.







domenica 13 gennaio 2019

Recensione #23 I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia di Thomas Mann By Antonia




Autore: Thomas Mann
Titolo: I Buddenbrook. Decadenza di una famiglia
Editore: Einaudi
Data di pubblicazione: 8 aprile 2014
Pagine: 694

Trama
I Buddembrook è i l primo grande romanzo di Thomas Mann, del 1901, e racconta la storia di una famiglia tedesca dell'Ottocento che dopo anni di prosperità è esposta a una tragica decadenza: le basi di un patrimonio e di una potenza che sembravano incrollabili sono sgretolate da una forza ostinata e segreta. Questo romanzo, capolavoro della letteratura europea, esprime compiutamente la concezione estetica e politica dello scrittore tedesco, il suo rimpianto per una mitica e solida borghesia, la coscienza della crisi di un mondo e di valori destinati inesorabilmente a scomparire.





Racconta il declino di questa ricca famiglia di mercanti della Germania settentrionale nel corso di quattro generazioni, ma lo scrittore fondamentalmente ritrasse la storia della sua famiglia, la famiglia Mann di Lubecca e il loro ambiente.
La storia dei Buddenbrook consiste in una trama delineata in modo estremamente dettagliato, raccontata attraverso molti giorni diversi, ambientati nella vita quotidiana dei membri della famiglia, che include molti salti temporali. Affrontando le loro lotte e gli eventi importanti come nascite, decessi, matrimoni, divorzi e attività finanziarie, i personaggi sono elaborati, specialmente i fratelli Thomas e Antonie (detta Tony), che ben presto consolidano il loro ruolo di protagonisti principali. Entrambi sono esseri umani imperfetti, sono responsabili di molti errori e devono fare i conti con le azioni che hanno commesso in passato. La storia ruota intorno allo sviluppo dei personaggi principali, dato che Thomas Mann ha permesso ai lettori di seguire Tony, Thomas, Christian e altri personaggi dalla loro infanzia per tutta la durata della loro vita. Mann non ha nemmeno tentato di farli apparire perfetti, ha tentato - e ci è riuscito - di farli sembrare realistici.
Alcuni personaggi secondari mancano di attenzione dell'autore, ma secondo me, Mann è riuscito a unire quasi perfettamente lo sviluppo della trama e dei personaggi.
La saga familiare dei Buddenbrook è considerata un classico della letteratura tedesca, un libro di cui molte persone hanno già sentito parlare, ma che non ha mai letto forse per una ragione molto semplice ... è moooolto lungo.
In realtà lo stile è un po' antiquato, ma una volta preso il ritmo è scorrevolissimo.
A me è piaciuto davvero molto, tanto da non riuscire a staccarmi e da leggerlo in 4 giorni.


sabato 12 gennaio 2019

Recensione #296 Siamo solamente noi by Azzurra Sichera


Libro letto per: Reading Challenge Dalle tre ciambelle Ristorante – Pizzeria
Pizza CC – Ingrediente Mozzarella – Lettura libera (minimo 200 pagine)



Autrice: Azzurra Sichera
Titolo: Siamo solamente noi
Editore: Harper Collins Italia
Data di pubblicazione: 17 dicembre 2018
Pagine: 302

Trama
Un tormentato artista che vive seguendo le regole del nessun compromesso. Una giovane donna che desidera costruirsi un futuro. Si tratta di fare una scelta: mediare o rinunciare.
Insicura e ancora alla ricerca della propria strada nella vita e nell'amore, Carlotta sta cercando un lavoro che riesca a corrisponderle ed è impantanata in un sentimento mai dichiarato per Riccardo, il miglior amico di suo fratello. Riccardo, diversamente, la sua strada l'ha trovata, almeno in apparenza: ha un bell’appartamento, un lavoro come architetto nello studio del padre e un innegabile fascino che sfodera davanti alla prescelta di turno. La vita di Carlotta esce dall'impasse quando riesce a trovare un incarico presso una galleria d’arte. Proprio lì, durante il vernissage di una mostra di pittori esordienti, incontra Riccardo che decide di condividere con lei un segreto molto intimo: i suoi dipinti. Da quella sera, le loro strade si incrociano sempre più spesso e i due scoprono che attraverso gli occhi dell’altro lavorare sulle proprie fragilità è più facile. Imparano a comunicare in modo nuovo e si lasciano andare a emozioni cui faticano a dare un nome.
Da soli, e poi insieme, cercano di realizzare i loro sogni più importanti, ma le cose che contano sono sempre le più difficili da ottenere.




Mai l'idea di affrontare un nuovo romanzo mi aveva trasmesso più ansia. Il libro in questione è stato scritto da una ragazza che conosco da un po' di tempo, quindi sono stata preda di molti dubbi e paure. Se non mi dovesse piacere? Come faccio a dirglielo? Perché devo dirglielo visto che sono sempre sincera nelle mie opinioni.
Fortunatamente non ho avuto di questi pensieri perchè la lettura mi ha piacevolmente sorpreso.
Dopo un romanzo noioso e pesante questo libro si è rivelato fresco, romantico e dolce. Mi è davvero piaciuto molto cosa di cui avevo proprio bisogno per guarire dalla precedente delusione.
Carlotta è da sempre innamorata del migliore amico di suo fratello Marco, il tenebroso Riccardo. Quando, grazie al nuovo lavoro della ragazza, le vite dei due si incrociano più spesso finalmente riescono a rapportarsi e imbastire la loro relazione.
Trovo che Azzurra abbia sviuppato benissimo tutti i soggetti della storia e trovo entrambi i protagonisti, pieni di dubbi e paure, davvero credibili.
Ho apprezzato la maturazione di entrambi che, grazie alle loro giocose schermaglie, alle questioni familiari che si risolvono, ma soprattutto grazie all'amore reciproco crescono tantissimo nel corso del romanzo.
Naturalmente il mio preferito è Riccardo perché si sa ormai che adoro gli eroi imperfetti. Un pochino meno ho apprezzato Carlotta trovandola troppo buona e perfetta in tutto. Caratteristiche, al contrario, che non amo granché.
Tra i soggetti marginali mi hanno incuriosito Marco, Cristina (amica della protagonista), Paola (capa della stessa), personaggi di cui leggerei con piacere in romanzi futuri. Quindi facci un pensierino, cara Azzurra.
Le descrizioni dei luoghi dove si svolge la storia, ambientata ai giorni nostri, di Riccardo e Carlotta non sono molto dettagliate eppure non ho fatto fatica a immaginarle nella mia testa. Anzi hanno reso la storia davvero leggera e piacevole da leggere.
Altra cosa che ho trovato gradevole è lo stile della scrittrice che conoscevo già attraverso le sue recensioni sul blog, ma che ho avuto modo di approfondire con questo romanzo.
Un ottimo esordio e sono impaziente di leggere altro di Azzurra.


giovedì 10 gennaio 2019

#plpl18 - I bookblogger letterari e gli editori come punti di riferimento di una community


L’incontro viene condotto da quattro diversi punti di vista. Questo evento è registrato nel programma degli interventi professionali ed è proposto a cura dell’AIE, intervengono Paolo Armelli, Laura Ganzetti, Diego Guida (proprietario della casa editrice Guida editori) e Giulia Telli. Ho partecipato a questo appuntamento con Dolci (che interverrà in questo post con il suo solito sgargiante… rosa… [salvatemi vi prego!!!]. Lo sai che è un grido d’aiuto che non coglierà nessuno, vero?



Subito viene invitato a dare il suo saluto il dottor Ricardo Franco Levi, dal 2017 presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE). In sala sono presenti tanti bloggers, ma anche tanti piccoli editori.
Per prima cosa ci viene illustrata una indagine statistica su come vengono scelti i libri da acquistare. Viene posto l’accento anche su quale mezzo è più efficace per la promozione di un titolo. Quindi viene spiegato che in alcune fasce di età molto importante è il consiglio dell’insegnante. Mentre coloro che scelgono un libro partendo dai canali social sono persone che appartengono alla categoria dei forti lettori (allora come lettore forte viene considerato colui che legge almeno dodici libri in un anno… ho detto tutto).
l’ultima informazione che poi viene data, da cui poi parte tutto l’incontro, è la seguente: il 51% dei lettori che acquista un libro online parte da consigli di un blog.
Paolo chiede a Laura (Il tè tostato) e Giulia (Mamma che libro) di parlare della loro esperienza da bloggers.



Laura: Il mio blog nasce dalla necessità di mettere in ordine le letture che facevo. Io ho iniziato in un momento in cui i blog iniziavano ad avere visibilità. Utilizzo Twitter e Instagram in modo prioritario. Il tè tostato è casa mia e qui parlo dei libri che mi sono piaciuti.
Giulia: Ho aperto il blog da tre anni. L’idea del blog è nata quando ho iniziato a leggere dopo il secondo figlio, mi incontravo con le altre mamme e mi fermavo a parlare dei libri che leggevo. Il mio blog propone video-recensioni di libri illustrati che leggo ai miei figli. Io mi rivolgo a mamme e quindi consiglio libri anche facendo presente il punto di vista dei miei figli. È un blog rivolto soprattutto alle mamme.
Paolo: Come la piccola editoria lavora con i blog?



Diego: La nuova via per avere una recensione sono proprio i bookblogger. La continuità del rapporto tra blogger e lettore è forse il nuovo modo di arrivare.
Paolo: Importanti sono i rapporti che continuano e che quotidianamente si instaurano rendendo vivo e ricco di contenuti il blog. I bookblog quindi si sviluppano nella rete, ma si cementano nel quotidiano.
Quali canali di diversificazione usate per il blog?



Laura: Twitter lo uso per un gruppo di lettura. Twitter è utile per i contatti. Ig invece è più incentrato sulla mia quotidianità. È quello che sto leggendo, che sto facendo. Ig è di immagine, Twitter è di contenuto. Portano visibilità al blog, ma quello importante è quello che si fa in questi incontri, soprattutto per fare il punto sul mondo dei blog.
Giulia: Non ho Twitter, mi sono focalizzata su fb e su ig. Fb è più distaccato. Qui riporto le mie video-recensioni. Ig è più la mia vita da mamma, soprattutto usando le stories.
Paolo: I bookbloger stanno diventando tanti, come si può essere sicuri della riuscita di una promozione attraverso loro?



Diego: La certezza non si ha. C’è l’auspicio che la collaborazione con un blog porti poi ad una crescita del libro.
Laura: L’interesse di un blog non è fare pubblicità, io parlo di qualcosa che mi piace. Se poi ci sono ritorni per la CE posso che provare piacere, ma non è il mio interesse.
Paolo: Ci troviamo quindi in una realtà a metà, tra qualcosa che si fa per passione è qualcosa che può invece portare ad una vera e propria fonte di guadagno.



L’incontro è stato molto interessante. Ricco di spunti di riflessione. Concordo con te. Io sarei rimasta ancora molto tempo ad ascoltare le varie risposte delle book blogger. Come già ti dissi quel giorno, una blogger mi è piaciuta più dell’altra, ma non facciamo nomi. (Anche io, come te, ne ho apprezzata una in particolare)
Avevamo da seguire altro… e meno male che ci siamo spostate altrimenti la Taylor non la ascoltavi…
Un’ora di fila in piedi e tra decine di adolescenti! ho fatto, io e Coso! TU comodamente seduta in sala!
Comoda? Ero per terra e comunque la presentazione la volevo seguire perché era molto interessante. Ogni tanto esce il mio lato maestra…
Certo certo...
Sai cosa mi è venuto in mente mentre facevamo la fila? Sembrava la presentazione della McGuire a Milano… ricordi? Esattamente!