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martedì 6 aprile 2021

Recensione #635 Keene: Dominium by Miss Black

 

Eccomi ritornata dopo il lungo weekend pasquale con una nuova recensione. Stavolta vi parlerò di un libro che volevo assolutamente leggere visto il protagonista molto interessante.

Ringrazio Miss Black per la copia digitale del romanzo.


Autrice: Miss Black

Titolo: Keene: Dominium

Serie: Skull and Bones #3

Editore: Self Publishing
Data di pubblicazione: 9 agosto 2020
Pagine: 205

Trama

È un personaggio sfuggente, ambiguo, fumoso. A capo dei Taciti Viri, una sezione delle forze armate che formalmente non esiste, la sua sfera di influenza sembra estendersi ben al di là del suo campo d’azione: operazioni negabili. C’è chi lo definisce l’anima nera della Societas Intermundi, la grande federazione di pianeti, ma è davvero così deviato e corrotto? O persegue invece una sua idea di giustizia, in cui il male peggiore può essere scusabile, in virtù di un bene superiore? Iulius Saito, candidato premier in un momento storico difficile per la Societas, con i pianeti della periferia in rivolta e il governo in carica che minaccia di trasformarsi in una dittatura, si troverà a fare i conti con questo enigmatico servitore pubblico. Chi è davvero Tacitus Keene? Che cosa vuole? Perché ha deciso di proteggere Saito anche a costo della sua vita? In che modo i suoi intricati rapporti con Helia Cross, l’agente già sconfitta una volta, con Ardente, il pirata nemico della Societas, e con i vertici del potere influiranno nel complesso gioco che sta per cominciare?
E in un mondo in cui anche i sentimenti sono moneta di scambio, che ruolo avranno quelli di Saito per il suo angelo custode dagli occhi pallidi?




Come avevo già detto, nella recensione del capitolo precedente, Tacitus Keene è un personaggio che mi ha incuriosito fin da subito per le mille sfaccettature che aveva mostrato proprio in quelle pagine. Qui ho avuto la possibilità di conoscerlo meglio e, naturalmente, mi è piaciuto tantissimo.

Ardente si conferma un bellissimo personaggio, sempre cupo e addolorato. Forse questa cosa però comincia a darmi un po’ fastidio. Naturalmente capisco la sua sofferenza, però se ne sta troppo trincerato in questo dolore e nel senso di colpa che lo accompagna.

Invece il soggetto che non mi è per niente piaciuto è Helia, l'ex assistente e spia di Keene. Non lo so, è un personaggio che non mi convince come non mi convince questa sua smania verso Ardente.

Avrei voluto rivedere, anche se per poco, Violetta che invece era davvero un tipetto straordinario, e Cam. Interessante pure Macrinus che avevo sì, notato, ma non più di tanto nei capitoli precedenti. Mi piace il rapporto che ha con Ardente e il fatto che siano comunque amici nonostante il Pirata gli abbia portato via Nova.

Finora ci sono solo questi tre volumi, ma dopo quel finale... Miss Black dimmi che stai scrivendo il quarto capitolo!!!

La trilogia Skull and Bones è composta da

  1. Ardente: Skull and Bones: vexillum piratae

  2. Violetta: Limes Mundi

  3. Keene: Dominium



venerdì 19 febbraio 2021

Intervista con le vamp... blogger #52

 


Finalmente è venerdì. Queste settimane di febbraio sono lunghissime, almeno per me.

Puntualissima torna la rubrica che mi vede in compagnia di Chicca, Erica e Chiara. Questa volta le vamp...blogger hanno letto uno dei libri presi in occasione dell'avvento di Oscar Vault. Un romanzo di fantascienza di un autore cinese.

Ci sarà piaciuto? Cliccate sui loro nomi per andare a leggere le loro opinioni


Autore: Cixin Liu

Titolo: Il problema dei tre corpi

Editore: Mondadori Oscar Fantastica

Pag: 376

Data di pubblicazione: 31 ottobre 2017

Trama

Nella Cina della Rivoluzione culturale, un progetto militare segreto invia segnali nello spazio cercando di contattare intelligenze aliene. E ci riesce: il messaggio viene captato però dal pianeta sbagliato, Trisolaris, l'unico superstite di un sistema orbitante attorno a tre soli, dominato da forze gravitazionali caotiche e imprevedibili, che hanno già arso undici mondi. È quello che i fisici chiamano "problema dei tre corpi", e i trisolariani sanno che anche il loro destino, prima o poi, sarà di sprofondare nella superficie rovente di uno dei soli. A meno di non trovare una nuova casa. Un pianeta abitabile, proprio come il nostro. Trisolaris pianifica quindi un'invasione della Terra. Sul Pianeta azzurro, nel frattempo, l'umanità si divide: come accogliere i visitatori dallo spazio? Combattere gli invasori o aiutarli a far piazza pulita di un mondo irrimediabilmente corrotto?


L'intervista


  1. A quale genere appartiene il libro?

Il problema dei tre corpi è collocato nel genere fantascientifico. Però, per me, è più un trattato politico sul regime cinese condito con nozioni di fisica e un pizzico di ecologia.

  1. Cosa pensi dei protagonisti?

Due figure principali spiccano in questa storia: Ye Wenjie e Wang Miao. La prima è quella che ho apprezzato di più. Nella sua pazzia ha il pregio di essere ben caratterizzata. Sono riuscita a comprendere, anche se non ero d'accordo con lei, le sue motivazioni. Il secondo rimane piatto e privo di spessore per tutto il libro. Non sono mai riuscita a entrare in empatia con lui o capire cosa volesse.

  1. Personaggio preferito?

Nessuno. Mi sono parsi tutti uguali, apatici e senza differenze caratteriali evidenti.

  1. Personaggio più odiato?

Come sopra.

  1. Che emozioni ti ha suscitato la lettura?

Pesantezza, confusione. Troppe teorie politiche, troppe nozioni di fisica, troppi numeri... Non essendo esperta in nessuna di queste cose ho trovato davvero faticoso proseguire la lettura.

  1. Punti di forza?

Devo dire che l'idea di base del romanzo non era male è lo sviluppo che non mi ha convinta.

  1. Punti deboli?

Qui arriva il tasto dolente. La questione politica cinese, per quanto possa essere un argomento interessante, è troppo presente. Le teorie della fisica sono descritte in maniera eccessivamente accurata. Tanti termini, a me sconosciuti, mi hanno confusa. Non si arriva mai al nocciolo del romanzo. Gli alieni si “presentano” solo all'80%.

  1. Come hai trovato lo stile dell'autrice?

Lento, prolisso, per nulla coinvolgente. Ho pensato anche di mollare il libro, ma non è da me. Quindi mi sono incaponita e ho perpetrato nella lettura anche se ho parecchio faticato.

  1. E' facile entrare in empatia con il/la protagonista?

No!

  1. Quale aggettivo descrive meglio il libro?

Pesante.

  1. A chi lo consigli?

Non saprei. Ognuno di noi vive i libri in maniera differente. Forse a chi ha basi di fisica e politica più approfondite della mia.

  1. Quante stelline gli dai?

Mi dispiace ma non riesco a dare più di 2,5 stelline

  1. Cosa ne pensi della cover?

Quella mi piace e la trovo adatta al libro.

  1. Citazione preferita?

Il modo di pensare femminile è diverso da quello maschile. Non si tratta di stabilire quale sia meglio e quale sia peggio. Entrambi sono necessari per il mondo.


Qui sotto il nuovo modulo per scegliere la lettura di marzo.



Mi raccomando scegliete bene il libro di marzo!




martedì 9 febbraio 2021

Recensione #606 Cyberpunk. Antologia assoluta William Gibson - Bruce Sterling - Neal Stephenson La matrice spezzata

 


Continuo, con mio grande piacere, a spuntare obiettivi librosi. Provare nuovi generi è tra questi e mi sono immersa in una tipologia di storie assolutamente nuova per me: il Cyberpunk.

Ringrazio Amarilli per l'organizzazione dell'evento e la casa editrice Mondadori per la copia digitale del romanzo.



Autori: William Gibson - Bruce Sterling - Neal Stephenson

Titolo: Cyperpunk Antologia assoluta

Editore: Mondadori Oscar Draghi

Pag:: 1368

Data di pubblicazione: 9 febbraio 2021

Trama

Cos'è il cyberpunk? Per scoprirlo, niente di meglio di questo volume che contiene i romanzi di culto dei tre più acclamati autori del genere ("Neuromante" di William Gibson, "Snow Crash" di Neal Stephenson e "La matrice spezzata" di Bruce Sterling) oltre alla più leggendaria antologia "Mirrorshades", vera pietra miliare nella storia della letteratura sci-fi. Il tutto accompagnato da una introduzione di Sterling.





Nell'ambito di questo evento io ho letto La matrice spezzata di Bruce Sterling. Proprio tramite le sue parole, nell'introduzione, apprendiamo che è uno dei suoi racconti preferiti.

Durante la mia adolescenza ho letto qualche libro di fantascienza, ma si possono contare sulle dita di una mano. Non posso, quindi, ritenermi un'esperta e, difatti, non conoscevo il sottogenere Cyberpunk. La prefazione, a cura proprio di questo autore, mi ha illuminata su alcune caratteristiche di questo filone narrativo.

Ammetto di aver trovato complicato l'inizio del romanzo. Il world building particolare e i termini futuristici, ad esso collegato, mi hanno spiazzata. Così ci ho messo un pochino a entrare in sintonia con il mondo creato da Sterling. Inizialmente avevo l'impressione di trovarmi in una storia distopica, poi è emersa la vera componente fantascientifica.

La popolazione della terra è stata costretta ad abbandonare il pianeta, ormai sfruttato fino all’osso. L'umanità, nel frattempo, si era scissa in Plasmatori e Mechanist instaurando un conflitto che durava da generazioni.

Il romanzo ha come protagonista Abelard Lindsay che accompagnano per quasi 200 anni in svariate avventure e su svariati pianeti.

Lindsay è un personaggio davvero molto interessante. Ho apprezzato tantissimo la sua inventiva che l’aiuta sempre a uscire vincente dalla situazione in cui si viene a trovare. e alcune sono veramente molto pericolose.

La trama, ricca di avventura, non è del tutto lineare e a volte mi sono sentita smarrita. Credo, però, di aver capito che è proprio una caratteristica di questo genere essere visionario e un po’ folle. Non mi è dispiaciuto, devo solo prenderci la mano.

Dopo di questo romanzo voglio, appunto, cimentarmi nella lettura dei racconti Mirrorshades contenuta in questo volume. Così, magari, riuscirò a comprendere in maniera più approfondita il genere cyberpunk.

Nel complesso il racconto che mi è stato affidato si è rivelato una bella avventura, sicuramente diversa dalle solite con cui mi diletto.

Ho trovato lo stile di Sterling alquanto strano e visionario, ma anche scorrevole. Un fattore che mi ha aiutato a proseguire la lettura soprattutto quando mi impantanavo in alcune delle scene più strane.


L'antologia è così composta:

Neuromantedi William Gibson

La matrice spezzata di Bruce Sterling

Mirrorshadesdi Autori vari

Snowcrash di Neal Stephenson






giovedì 7 gennaio 2021

Recensione #589 Loop by Simon Stålenhag

 

Ennesima graphic novel scaricata nel periodo dell’avvento 2020 di Oscar Vault. Inoltre è il libro con cui ho concluso l'anno appena terminato, raggiungendo la quota prefissata di 200 libri.


Titolo: Loop

Autrice: Simon Stålenhag

Pagine: 134

Casa editrice: Mondadori Oscar Ink

Data di pubblicazione: 31 ottobre 2017

Trama

Tra il 1954 e il 1969 il governo svedese fa costruire il più grande acceleratore di particelle del mondo, un’enorme struttura circolare sotterranea, estesa per decine di chilometri nelle profondità della campagna attorno al lago Mälaren. La gente del posto chiama questo portento della tecnologia di fine secolo “il Loop”.
Vent’anni dopo, la vita quotidiana di un gruppo di ragazzini scorre sullo sfondo di immense costruzioni industriali, avveniristiche e desuete allo stesso tempo, vecchie Volvo station-wagon e goffi robot artropodi, sterminati macchinari dismessi e misteriose sfere di metallo arrugginito – malinconia e tecnologia.
I dipinti iperrealistici della Svezia suburbana anni Ottanta di Simon Stålenhag hanno raccolto reazioni di stupefatta ammirazione su Internet. Eccoli pubblicati in un volume che combina l'innocenza infantile dei bambini di Niccolò Ammaniti con le atmosfere sci-fi vintage di Stranger Things.



Una graphic novel diversa da quelle che ho letto finora. Non ci sono le classiche vignette, ma delle tavole illustrate con alcuni spezzoni di testo a parte. Mi ha dato l'impressione di essere una specie di diario che descrive il mondo in cui è ambientata la storia.

Questa tecnica narrativa mi ha messa un po’ in difficoltà. Non sono riusciti a entrare nel vivo del racconto perché avevo la sensazione di osservare il tutto attraverso un vetro. Un vero peccato visto che l’idea di base era molto interessante. Una realtà alternativa e futuristica, dove il mondo degli anni 70, 80, 90, sembra dominato dalle macchine.

Una cosa che ho apprezzato del libro sono le illustrazioni per le quali sono stati usati dei colori caldi e vividi. Le immagini sono davvero belle e ben elaborate.

Non credo, però, di leggere altro di questo autore, perché proprio non sono riuscita né a capire il senso della storia né a farmela piacere.





lunedì 7 settembre 2020

Recensione #534 MURDERBOT by Martha Wells


Autrice: Martha Wells
Titolo: Murderbot
Serie: The Murderbot Diaries #1-4
Editore: Mondadori
Pag:: 513
Data di pubblicazione: 1 settembre 2020
Trama
OGNI ASPETTO DALLA VITA è dominato dalle grandi corporazioni, missioni interplanetarie comprese: è la compagnia, infatti, che le gestisce, rifornendole di tutto il necessario. "Tutto il necessario" comprende anche gli androidi di sorveglianza, che tutelano l'incolumità delle squadre d'esplorazione. Ma in una società in cui i contratti vengono aggiudicati al miglior offerente, la sicurezza non è esattamente in cima alla lista delle priorità. E così può capitare qualche imprevisto.

Per esempio qualcosa di strano succede su un lontano pianeta, dove alcuni scienziati stanno conducendo rilievi sulla superficie, convinti che l'Unità di Sicurezza con componenti organiche fornita dalla compagnia vegli su di loro. Murderbot, però, è riuscita a hackerare il proprio modulo di controllo, e si è accorta di avere accesso ai file multimediali di tutti i canali di intrattenimento. E così preferisce di gran lunga passare il suo tempo tra film, musica, serie tv, libri, giochi, piuttosto che dedicarsi a quegli incarichi noiosi e ripetitivi che non lasciano spazio al suo libero arbitrio. Dotata di una sensibilità tutt'altro che meccanica, Murderbot inizia un avventuroso viaggio alla ricerca di sé che la porterà a scoprirsi assai diversa da quello che i suoi protocolli avrebbero previsto.

La raccolta contiene i romanzi brevi:
1. ALLARME ROSSO
2. CONDIZIONE ARTIFICIALE
3. PROTOCOLLO RIBELLE
4. STRATEGIA DI USCITA



   Non contenta delle mille letture che mi aspettavano, ho pensato bene di propormi come recensore per questo romanzo. La trama era davvero troppo interessante e mi sono lasciata tentare. Confesso che leggo molto poco il genere fantascientifico – scifi, ma avevo voglia di qualcosa di diverso dalle mie solite letture.
Ci sono storie non realistiche
che ti fanno fuggire dalla realtà
Murderbot è una SecUnit, cioè un robot con parti umane, un'intelligenza superiore e una forza incredibile. Ha una passione per le serie TV e le guarda per ore e ore. Murderbot, però, è diversa dagli altri costrutti suoi simili. È una creatura pensante e desidera solo essere libera. La storia inizia quando viene ingaggiata per la sicurezza di un team di scienziati che sta compiendo alcuni test.
È sbagliato considerare un costrutto come metà robot e metà umano. In questo modo sembra che le due parti siano distinte, come se la metà robot dovesse voler obbedire agli ordini e fare il suo lavoro, e la metà umana dovesse pensare a proteggersi e a tirarsi fuori dai casini. La realtà era ben diversa, ossia che ero un’unica entità profondamente confusa, senza un’idea di ciò che volessi fare. Di ciò che avrei dovuto fare. Di ciò che era necessario fare.
Il romanzo è composto da quattro brevi storie che sono legate tutte tra loro e seguono il robot Murderbot in tutta una serie di avventure in giro per lo spazio.
Ho trovato ben fatta la costruzione psicologica di Murdebot e ho amato la sua crescita. Non è stato difficile comprendere i suoi pensieri, la voglia di decidere da sola del suo destino, e, soprattutto, i suoi mille dubbi. Mi è piaciuto vederla dibattersi contro i suoi stessi sentimenti verso gli umani che dice di odiare (anche se odiare è un parolone). Da una era fredda, calcolatrice e non voleva assolutamente essere toccata; dall'altra sentiva comunque di affezionarsi a questi individui inferiori. In alcune situazioni era anche divertente assistere alle sue emozioni contrastanti.
I soggetti con cui viene in contatto durante le sue peripezie sono tanti e tutti le insegnano qualcosa. Personalmente ho amato ART il cargo che la trasporta durante il suo viaggio nel secondo libro. Ho, inoltre, apprezzato la dottoressa Mensah che prende a cuore Murderbot e capisce il suo desiderio di libertà.

La trama, nel suo complesso, è buona e mi ha coinvolto facilmente. Ho, tuttavia, trovato alcune difficoltà con i termini usati dalla Wells. Mi è mancata, anche, qualche informazione in più sul world building e sulle varie tipologie di soggetti. Sicuramente ha influito la mia scarsa dimestichezza con questo genere, però un glossario mi avrebbe fatto comodo.

Lo stile dell'autrice è semplice e non ho trovato particolari problemi, a parte quelli già citati, a seguire l'evolversi degli avvenimenti.

I quattro romanzi chiudono perfettamente il ciclo iniziato con la prima storia, ma sarei curiosa di leggere anche gli altri dello stesso filone per cui spero che la Oscar Vault decida di tradurli.





giovedì 17 gennaio 2019

Recensione #298 Nascita dell'Anti-uomo byDean Koontz



L'angolo vintage 2.0 #5
Per l'appuntamento di questo mese con la rubrica ripresa da un'idea (favolosa) della Lettrice sulle nuvole ho scelto un libro davvero vintage! Infatti ho deciso di parlarvi di uno dei primi romanzi di Dean Koontz risalente al 1970.


Autore: Dean Koontz
Titolo: Nascita dell'Anti-uomo
Editore: Mondadori - Urania
Data di pubblicazione: 31 agosto 1980
Pagine: 154

Trama
Mi fermai di colpo e indietreggiai terrorizzato verso il muro... Lui riempiva metà della cantina: era una massa pulsante e venosa, di colore bruno-rossastro, percorsa da neri filari di cellule cancerose... Si teneva aggrappato ai muri di pietra con pseudopodi che affondavano negli interstizi... Tubi cartilaginosi e avvolgimenti di membrane sulla mia sinistra formavano il suo apparato vocale, ma intorno alla deforme e sdentata apertura che sembrava corrispondere a una cavità orale, non c'era altra traccia del suo volto.




Il mio proposito del 2019 è di recuperare tutti i libri di Koontz che mi mancano, affrontandone uno al mese, proseguendo in ordine di uscita.
Sicuramente si nota benissimo che è una delle prime opere letterarie dell'autore quindi non privo di difetti.
Il romanzo è ambientato in un'Alaska futuristica dove un uomo e un androide cercano rifugio per sfuggire al Governo Mondiale che vuole fare esperimenti su quest'ultimo.
I personaggi sono accennati e manca una vera caratterizzazione ma le loro conversazioni filosofiche e scientifiche mi hanno aiutato ad inquadrarli benissimo e li ho apprezzati moltissimo.

L'androide non era un vero amico. Era meno di un amico, ma anche, bizzarramente, più di un amico. Non lo capivo, non capivo nemmeno il rapporto che esisteva fra Lui e me. Le nostre personalità s'incrociavano, s'intrecciavano e formavano qualcosa, ma la sostanza di questo qualcosa restava un mistero insolubile.
Jacob, l'uomo, cerca di salvare Lui, l'androide, viste le sue doti che potrebbero guarire e salvare migliori di vite umane. Nonostante questo ha mille dubbi sulle sue scelte e vengono ben espresse nelle pagine del libro. Il veloce evolversi dell'essere infatti spaventa Jacob notando un lato oscuro finora ben nascosto.
La trama non è delle più originali ma i molti passaggi etici e scientifici sono ben spiegati. Leggermente assurdi in alcune parti, ma realisti e attuali in altre, come succede in alcune delle migliori opere classiche fantascientifiche-distopiche.
Ho letto solo un paio di altri primi libri di Koontz trovandoli noiosi e ripetitivi, mentre reputo questo uno dei migliori.
Ho notato, inoltre, la passione per il personaggio di Frankenstein dell'autore che lo porterà, più avanti negli anni, a scriverne una specie di retelling che ho adorato. 
La storia di Frankenstein continuava a tornarmi in mente, mi impediva di riflettere con chiarezza. Accidenti a Mary Shelley! Aveva scritto un libro che mi ossessionava, che era troppo simile alla realtà del mio presente. Sì, lo sapevo che Lui non era un mostro dedito allo strangolamento delle ragazzine.
Il libro è uscito nel 1970 per cui il suo stile narrativo non è ancora ben definito tuttavia alcune situazioni mi hanno messo un pizzico di ansia. In special modo la scena con i lupi.
Ho sentito la mancanza di descrizioni più dettagliate del word building mentre ho apprezzato quelle del paesaggio freddo e innevato dell'Alalska.
Un libro davvero interessante per quanto datato che ho letto velocemente visto che è zeppo di azione e non da un attimo di tregua.
Di seguito vi lascio tutti gli altri blog partecipanti.



Andate a curiosare i loro titoli.







martedì 11 dicembre 2018

Recensione #287 Gemina by Amie Kaufman & Jay Kristoff

Purché sia di serie #3



Nuovo appuntamento con la rubrica ideata da quel pozzo di idee che è La lettrice sulle nuvole. Questa volta vi parlo di Gemina secondo capitolo della serie Illuminae Files che stava bellamente prendendo polvere su uno scaffale.



Autori: Amie Kaufman & Jay Kristoff
Titolo: Gemina
Serie: The Illuminae Files #2
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 24 ottobre 2017
Pagine: 672

Trama
Sempre narrato nella forma di un ricco dossier di email, schemi, trascrizioni, sms e file riservati, «Gemina» inizia dove il precedente romanzo si interrompe. Ma a Kady ed Ezra, gli eroi del primo volume della saga, subentrano due nuovi protagonisti, Hanna e Nik. Hanna è la coccolata figlia del capitano della stazione spaziale Heimdall, Nik il rampollo poco entusiasta di una famigerata famiglia di criminali. Alle prese con la vita di bordo nella stazione spaziale più noiosa della galassia, i due non possono immaginare che Kady Grant e la Hypatia sono in viaggio verso la Heimdall con la notizia dell'invasione di Kerenza. Quando una squadra d'assalto della BeiTech invade la loro stazione, i due ragazzi dovranno collaborare per difendere la loro casa. Hanna e Nik capiranno presto che non lottano soltanto per la propria sopravvivenza: hanno nelle mani il destino di tutti i passeggeri della Hypatia, e forse dell'universo intero.




Avvertenza: è un secondo volume e la rubrica prevede di inserire spoiler per cui attenzione se non avete letto il primo!
Rieccomi ancora a viaggiare nello spazio a bordo di una nuova astronave. Stavolta infatti sono sulla stazione spaziale Heimdall in compagnia di Hannah, di Nik, di Ella e di alcuni spietati terroristi. L'avventura riparte dopo gli eventi accaduti a bordo della Hypatia che sta viaggiando verso la stazione ignara del pericolo che la attende.
Ero a conoscenza del fatto che non avrebbe avuto come personaggi Kady, ed Ezra che avevo amato in Illuminae, però non sapevo cosa aspettarmi. Li avrei apprezzati allo stesso modo? Ma certo!
I protagonisti non hanno nulla in meno rispetto ai precedenti e si sono fatti adorare, forse anche di più.
Hannah è la viziata, ricca e annoiata figlia del comandante della Heimdall e intrattiene rapporti, per lo più tramite messaggi, con Nik suo spacciatore. I due infatti non hanno mai interagito personalmente ma una volta che si uniscono per respingere la squadra mandata dalla Beitech nasce una bellissima intesa.
Una particolarità della protagonista è quella di essere più dura del ragazzo. Non si fa nessuno scrupolo a eliminare, uno ad uno, i vari componenti della squadra che la ostacolano. Nik mostra un lato sensibile che lo rende ancora più intrigante. Quando ho letto della sua morte mi è preso un accidenti.
Altro soggetto davvero fantastico è Ella, la cugina di Nik. È un genio del computer che purtroppo è rimasta paralizzata in seguito a una malattia invalidante. Ho adorato questa ragazzina fin da subito per le sue risposte ironiche nei confronti di Hannah e il suo voler proteggere l'amato cugi Nik. Leggere che le terribili larve l'avevano morsa mi ha dato un ulteriore colpo e fatto quasi gettare via il libro.
Ho pensato spesso che i due autori, stavolta, sono stati davvero davvero sadici. Per fortuna si risolve tutto e in maniera spettacolare!
Ho odiato immediatamente Jax, fidanzatino di Hannah. Dietro la sua aura di perfezione (cosa che odio sempre) si è rivelato un traditore e una spia. Colpa sua se i terroristi sono riusciti a entrare nella Heimdall. Compie un gesto eroico alla fine per cercare di salvare i tre ragazzi ma non mi è bastato per rivalutarlo ai miei occhi.
Il libro è stato un viaggio incredibile come il primo. Inizia in modo lento, non per mancanza di azione, ma perché io devo entrare nello stile degli autori, per poi proseguire senza riuscire a fermarmi.
Esattamente come Illuminae è raccontato attraverso varie forme narrative: chat, file, illustrazioni... il diario personale di Hannah è stato disegnato dalla bravissima Marie Lu mamma letteraria della trilogia di Legend! Il word building è sempre fantastico tanto che mi sono sorpresa di non vedere, fuori dalla mia finestra, lo spazio in cui stava viaggiando la Heimdall.
Ora non mi manca che aspettare Natale per stringere tra le mani l'ultimo volume della trilogia: Obsidio. Confesso di essere però triste nel dover abbandonare questi personaggi per sempre.


Blog che partecipano questo mese




venerdì 16 febbraio 2018

Segnalazione Mondi (Im)Possibili di Andrea Torti


Titolo: Mondi (Im)Possibili
Autore: Andrea Torti
Pubblicato in self-publishing via PubMe
Genere: Fantascienza, Tech Noir, Futurismo Distopico
Pagine: 100
Prezzo: euro 2,99 (solo in e-book)
Pubblicato il: 06/12/2017

Disponibile su vari store online (http://books2read.com/u/mZ5DLB)

Trama:
Il Progresso corre sempre di più... ma davvero ci darà pace e libertà?
In sei racconti, a prima vista slegati fra loro, si dipana un possibile futuro in cui ogni società del Pianeta, messa di fronte ai dilemmi posti dalla tecnologia, dovrà trovare un proprio equilibrio, spesso però non senza sviluppi inquietanti: nuovi totalitarismi, terrorismi cibernetici, e utopiche fughe dalla realtà.
Tutte strade impossibili, in ogni caso, e tutte condannate ad un'Apocalisse ineluttabile e terrificante.

L'autore:
Nato nel 1990, in ogni fase della mia vita non mi sono mai fatto mancare la compagnia di un buon libro.
Dopo ventisette anni vissuti da lettore, ho voluto dare un'occhiata dall'altra parte, quella degli autori.
Oggi voglio scrivere storie che parlino anche dei problemi e delle paure del nostro tempo.