martedì 24 maggio 2022

Recensione #809 Voce del mare by Natasha Bowen

 



Buongiorno, si parla ancora di retelling. Stavolta la storia da cui l'autrice ha preso spunto è la Sirenetta, infatti ci troviamo immersi nell'oceano insieme a Simidele e Kola.

Ringrazio Mondadori per la copia digitale del romanzo.


Autrice: Natasha Bowen

Titolo: Voce del mare

Serie: Skin of the Sea #1

Editore: Mondadori

Pag:: 252

Data di pubblicazione: 24 maggio 2022

Trama

Un tempo, quando era ancora umana, Simi pregava gli dèi. Ora che è una sirena, una Mami Wata, è al loro servizio, anche se non riesce a rinunciare ai ricordi della sua vita precedente. Il suo compito, come quello delle sue sei sorelle, è di cercare e raccogliere le anime degli uomini e delle donne gettati in mare dalle imbarcazioni cariche di schiavi dirette al Nuovo Mondo; e, dopo averle onorate, fare in modo che possano tornare, benedette, alla loro terra d'origine. Ma un giorno, quando da una di quelle navi viene buttato in acqua un ragazzo ancora in vita, avviene l'impensabile. Simi decide di portarlo in salvo, contravvenendo così a una delle più antiche e inviolabili disposizioni divine. Per fare ammenda, sarà costretta a recarsi al cospetto di Olodumare, il Creatore Supremo, ma per poterlo incontrare, dovrà prima affrontare un viaggio pieno di ostacoli, nel corso del quale incontrerà terre ricche di insidie e creature leggendarie e si ritroverà ancora una volta a sfidare gli dèi, mettendo a rischio non solo il destino di tutte le Mami Wata ma anche quello del mondo così come lo ha conosciuto fino ad allora.




Vi avrò ripetuto fino alla nausea quanto io ami i retelling, soprattutto se spiccano per originalità. Finora non ne avevo mai letti legati alla storia della Sirenetta.

Voce del mare è ambientato in Africa, verso il 1400, quando i primi negrieri iniziavano a schiavizzare i popoli indigeni. La protagonista, Simidele, è una delle Mami Wata (sirena) create dalla dea (orisha) Yemoja per aiutarla a raccogliere le anime dei morti per mare. Tutto procede nella norma finché Simidele non salva un ragazzo caduto in mare...

Il racconto, narrato dal punto di vista di Simidele, non mi ha presa da subito. Qualcosa nello stile dell'autrice rendeva lenta la mia lettura anche se, dopo qualche capitolo, sono entrata nel pieno della storia e ho proseguito molto più velocemente.

La ricerca che intraprende la ragazza, in compagnia di Kola, è piena di avventure, scontri con animali leggendari e incontri con personaggi che rimangono nel cuore.

Simidele mi è piaciuta moltissimo grazie alla risolutezza che impiega per trovare i due magici anelli che le permetteranno di chiedere perdono a Olodumare. Infatti salvando Kola ha mancato al suo compito di Mami Wata. Con lei non ho avuto la minima difficoltà a empatizzare.

Kola invece è rimasto eccessivamente sullo sfondo. La sua caratterizzazione ha sentito la mancanza di un Pov completamente suo. Lo so che sono ossessionata dai punti di vista alternativi. Inoltre si trovava troppo spesso in pericolo. Sembrava essere la sua specialità quella di cacciarsi sempre in qualche situazione dalla quale veniva salvato da Simi.

Tra i due dovrebbe esserci un sentimento romantico, però io non ho percepito granché della relazione che si viene a creare. Simi era decisa a portare a termine la sua missione e lui a cacciarsi nei guai.

La mitologia africana che fa da sfondo al romanzo è alquanto interessante. Personalmente non ne conoscevo neanche un po' ed è stato interessante scoprirla.

Il finale, per me è perfetto, anche se già so che ci sarà un seguito. Naturalmente lo leggero senz'altro!


La dilogia Skin of the Sea è composta da:

1 Voce del mare

2 Soul of the Deep



 




4 commenti:

  1. Anche a me è mancato molto il POV di Kola e una breve legenda sulla terminologia

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    1. Dovevamo sapere anche i suoi pensieri, un breve glossario... non ci avevo pensato

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  2. concordo finale perfetto! tanto da non sentire il bisogno di un seguito

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    1. Per una volta un finale così mi ha soddisfatta

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