sabato 25 luglio 2020

Recensione #524 La strada verso casa by Carmen Jenner



Autrice: Carmen Jenner
Titolo: La strada verso casa
Serie: The Southbound #2
Editore: Hope Edizioni
Data di pubblicazione: 30 giugno 2020
Pagine: 318

Trama
Quando un tragico incidente lo richiama a Magnolia Springs, August aggiunge i suoi genitori all’elenco di ciò che ha perso negli ultimi anni, oltre al suo cane di rilevamento IED e alla sua gamba sinistra.
In qualità di tutore della sorella di quattro anni, August deve fare affidamento sul suo addestramento nel Corpo dei Marine per crescere un piccolo essere umano, cocciuto quanto lui. Diventare un militare, però, non l’ha mai preparato a questo, né a Olivia Anders, una donna che non si ferma davanti a nulla per raggiungere i suoi obiettivi.
Come proprietaria di Zampe per la Causa, Olivia è abituata agli uomini e alle donne che ritornano distrutti dalla guerra. Ed è abituata anche ai cani problematici. La sua missione, infatti, è quella di accoppiare cani ed esseri umani per arricchire entrambe le loro vite. Tuttavia, Olivia capisce sin da subito che, con August Cotton, ci vorranno tanto tempo e tante energie.
L’ultima cosa che August vuole è che un’invadente donna del Sud s’infili nel suo letto e nella casa dei suoi genitori, costringendolo ad affrontare i fantasmi del suo passato. Per sua sfortuna, questo è proprio ciò che Olivia intende fare.
August e Olivia si completano a vicenda, eppure non sopportano nemmeno di trovarsi nella stessa stanza.
Potrà Olivia scalfire la corazza di questo Marine e mostrare al suo cuore la via del ritorno a casa?




Ho conosciuto Carmen Jenner con il primo romanzo di questa serie dedicata ai veterani di guerra. Un argomento che lei tratta benissimo. Avevo, infatti, amato Verso il frastuono del caos per cui ero molto curiosa di conoscere anche Olivia e August.
Olivia è la migliore amica di Ellie ed era anche uno dei personaggi che mi aveva subito intrigato già da quel volume. Qui è impegnata a voler aprire in un'altra città un nuovo centro rifugio Zampe per la causa. Decide di alloggiare in un Bed&Breakfast proprietà dei coniugi Cotton. Purtroppo i due gestori sono morti in un incidente d'auto e ad accoglierla trova August, figlio dei proprietari e veterano dell'Afghanistan.
Tutti abbiamo delle cicatrici: alcune di loro ci uccidono a poco a poco; alcune lo fanno tutto in una volta; altre addirittura salvano le nostre vite.
Il romanzo mi ha ricordato perché avevo amato così tanto la Jenner in quella prima occasione. Purtroppo l'altro suo libro che lessi lo scorso anno non mi piacque del tutto (Harley & Rose). In La strada verso casa ho ritrovato con piacere il suo stile coinvolgente. La storia tra Olivia e August è emozionante, travagliata ma dolcemente romantica. Non è facile far coincidere le loro anime perché sanno perfettamente che devono prima guarire dalle ferite del passato e sconfiggere i demoni interiori. Seguire l'evoluzione della relazione, in cui i due fanno un passo avanti e dieci indietro, si è rivelato bello e doloroso insieme.
Entrambi i protagonisti sono caratterizzati in maniera splendida e ciò mi ha permesso di amarli da subito.
Olivia è divertente, decisa, forte e, a volte avventata. Il suo impegno nel cercare di aiutare i soldati ritornati dalla guerra è ammirevole. Non si fa spaventare da nulla.
Questo è quello che faccio nel mio lavoro. Sistemo uomini rotti. A volte questo significa che finisco con un livido o due che non mi aspettavo, altre volte che finisco con un Marine che ha ritrovato la sua voglia di vivere.
Eppure, eppure verso la fine ho dubitato di lei, un suo gesto mi ha totalmente spiazzata. Però, la Jenner è stata abile a farmelo comprendere. Non posso e non voglio essere più specifica perché potrei incorrere in uno spoiler.

August è un uomo rotto, immerso nel suo dolore. Ha riportato ferite esterne, ma soprattutto interne. Emozionante vederlo combattere per riemergere e poter vivere un'esistenza normale con la sua amata sorellina Bettina e quell'uragano improvviso di Olivia.
So che per alcune cose vale la pena lottare. Alcune persone valgono il rischio. Alcuni valgono la pena di rischiare il tutto per tutto.
Ho apprezzato anche i due adolescenti che aiutano Oliva a restaurare il centro: Josiah e Beau. In particolar modo mi è piaciuta l'evoluzione del primo...

La prosa della Jenner è scorrevole pur trattando di tempi importanti come lo stress post-traumatico. È riuscita a descrivere in maniera realistica tutto ciò che passano questi uomini (e donne) che dopo aver servito il paese, rischiato la vita per il benessere di tutti, vengono abbandonati a se stessi come oggetti non più utili.


La serie è composta da:
La strada verso casa





martedì 21 luglio 2020

Recensione #523 Liam: experiment 01 by Daniela Spagnuolo


Oggi vi parlo di un libro di un'autrice italiana che ho conosciuto proprio in questa occasione. Visitate il suo sito e iscrivetevi alla newsletter così potrete ricevere un contenuto extra davvero molto interessante legato a questo romanzo.
www.lirely.com
www.instagram.com/lirely.art
https://www.facebook.com/DanielaSpagnuoloAutrice/



Autrice: Daniela Spagnuolo
Titolo: Liam experiment_01
Editore: Self Publishing
Pag:: 388
Data di pubblicazione: 20 luglio 2020
Trama
È possibile l’amore tra un umano e un robot?
Jackie avrebbe risposto di no, prima.
Prima di accettare la proposta della HER.
Prima di conoscere Liam.
Prima che qualcosa diventasse qualcuno.

2087, Liam è un esemplare di ERS3, il primo esistente. La HER (Human Essence Robotics) e il visionario professor Martin Bishop l’hanno dotato di un innovativo Sistema Emozionale Artificiale che gli permette di provare sentimenti autentici, a differenza dei normali bioumanoidi.
Dopo un training in laboratorio, arriva il momento di sottoporre l’esistente a una fase sperimentale top secret, per valutarne la capacità di interagire con una persona comune.
Invitata a ricevere a casa propria un biomanoide di ultima generazione, Jackie Stone non può fare a meno di chiedersi dove sia la fregatura: in pochi possono permettersi un’imitazione umana della HER. Ma la cifra proposta a Jackie per l’affidamento temporaneo è davvero troppo ghiotta per poter essere rifiutata. Col suo stipendio da impiegata, gli unici lussi che riesce a concedersi sono un’auto e l’appartamento in cui vive.
Liam sarà ospite in casa di Jackie per quattro mesi.
Quattro mesi di convivenza forzata, che li porterà a scoprire qual è l’unico ingrediente a renderci davvero umani.



Liam è un romanzo ambientato in un futuro non troppo lontano né troppo utopistico in cui la scienza è giunta a creare dei bioumanoidi che interagiscono quotidianamente con l'essere umano. Per testarne un nuovo tipo, più evoluto, viene scelta Jackie Stone. Per quattro mesi la donna dovrà convivere con Liam...

Liam si trova sul gradino più elevato.
Lui, e tutti i modelli ERS3 – Emotional Robotic Shape –
vengono comunemente chiamati esistenti.
Devo dire che non ho amato da subito i due protagonisti. Li percepivo distanti, come schermati da un vetro che non riusciva a farmi sentire le loro emozioni. Però, poi, con l'avanzare della storia, ho iniziato a conoscerli.
Non so dire se questa strana creatura
mi spaventi a morte o se ne sono affascinata.
Mentre li vedevo interagire tra loro ho iniziato anche io ad apprezzarli di più. Quello che ho apprezzato tantissimo è che non è solo Liam quello che imparerà da questa esperienza. Jackie stessa, grazie alla sua vicinanza, all'entusiasmo che mostra l'esistente nello scoprire la realtà che lo circonda, le emozioni che prova, imparerà molte cose su se stessa.
Vedi io... io sono semplicemente assetato di vita, voglio scoprire. È tutto meraviglioso per me e sono infatuato dalla bellezza che c'è in ogni cosa.
Il vero salto c'è stato nella parte finale in cui mi sono davvero emozionata. Ho proprio sentito Liam e Jackie non più come creature di carta, ma esseri vivi e tangibili.

Altri due personaggi importanti sono Martin e Serena i creatori di Liam. Non rimangono del tutto in secondo piano rispetto ai protagonisti e riescono ad avere il loro spazio.

Uno dei punti forti della trama è l'amore per l'arte che Daniela riesce a far trasparire benissimo.
Lo stile narrativo è semplice ma curato, scorrevole e coinvolgente.
Un buon romanzo d'esordio di un'autrice che seguirò con piacere.

Non perdete l'occasione di conoscere anche le impressioni delle altre blogger! 





lunedì 20 luglio 2020

Recensione #522 Un amore qualunque e necessario by Mary Beth Keane



Iniziamo la settimana con un bellissimo Review Tour, organizzato da Susy (I miei magici mondi) dedicato a un romanzo non semplice da leggere, ma che ho trovato straordinario.


Autrice: Mary Beth Keane
Titolo: Un amore qualunque e necessario
Editore: Mondadori
Pag:: 432
Data di pubblicazione: 23 giugno 2020
Trama

Kate Gleeson e Peter Stanhope, nati a soli sei mesi di distanza, sono vicini di casa da sempre, in un piccolo sobborgo alle porte di Gillam, vicino a New York. Le loro famiglie non potrebbero essere più diverse: serena quella di Kate, ultima di tre sorelle; difficile quella di Peter, figlio unico di una madre mentalmente instabile e di un padre che non riesce a proteggerlo. Un evento drammatico colpisce irrimediabilmente entrambe le famiglie, segnando le loro vite per sempre, e divide i due ragazzi. Ma la forza del loro legame è più forte di qualsiasi difficoltà, e Kate e Peter cercano, nonostante tutto, di trovare la strada per tornare l'una verso l'altro.

Un amore qualunque e necessario è una storia di redenzione, fiducia e perdono, che rivela come i ricordi dell'infanzia, filtrati dalla distanza dell'età adulta, possano cambiare. È il racconto di come, se siamo fortunati, la violenza in agguato nella vita di tutti i giorni possa essere sconfitta dal potere dell'amore.

Tradotto in moltissime lingue, Un amore qualunque e necessario ha venduto oltre 300 mila copie negli Stati Uniti ed è stato a lungo ai primi posti nella classifica del "New York Times". È inoltre in produzione una serie TV tratta da questo romanzo.



Parlare di un libro che mi è piaciuto è sempre molto complicato. Quasi mai riesco a riportare qui tutte le sensazioni che mi ha trasmesso. Come sempre ci proverò.
Peter e Kate si conoscono dalla più tenera età. Vivono uno accanto all'altra e tra loro c'è subito una meravigliosa affinità, un sentimento che si fa ogni anno più profondo. Fino ai loro quindici anni quando un terribile incidente cambia le loro vite.
Il romanzo segue la storia di Peter e Kate in primis, ma anche quella dei componenti delle due famiglie. Almeno per le vite dei genitori di entrambi i ragazzi. Soggetti molto diversi tra loro che affrontano la vita in maniera differente. Ho trovato la caratterizzazione di ognuno di loro molto realistica.
Impossibile non affezionarmi a Peter. Dietro la sua calma, il suo essere sempre così perfetto nasconde un dolore immenso che io ho provato con lui. Mi si spezzava il cuore vederlo perdersi nel buio...
Meno tragica la vita di Kate che, con alti e bassi, riesce comunque a ottenere quello che vuole. L'ho apprezzata tantissimo per come rimane sempre vicina a Peter anche quando le cose sembrano essere perdute per sempre. La dimostrazione del vero amore.
Un amore che si percepisce anche tra Francis e Lena, i genitori della ragazza. Ho amato il loro rapporto. Un matrimonio che dura anni e che sopravvive a tanto dolore, alla malattia e al tradimento.
A dispetto del ruolo tragico che ha avuto nella vita degli altri il personaggio che mi ha colpita maggiormente è Anne, madre di Peter. Questa donna che ha saputo rinascere, reinventarsi fino a farsi perdonare. Mi ha commossa in un momento molto particolare.
Naturalmente il più odioso è il padre del ragazzo. Un uomo egoista e vigliacco che abbandona tutto, compreso suo figlio. Fugge lontanto senza mai voltarsi indietro.
L'autrice ha creato una storia pacata, malinconica e talvolta cupa. Ha richiesto tutta la mia attenzione. Sono solita leggere più libri contemporaneamente, però stavolta non mi è stato possibile. Peter, Kate, Francis, Lena e soprattutto Anne hanno riempito completamente il mio cuore.
Nel complesso un romanzo doloroso ma pieno di speranza.

«Ma le cose sono destinate a cambiare» diceva Peter. «Perché la vita cambia e le persone cambiano. Finché cambiamo insieme, andrà tutto bene.»



domenica 19 luglio 2020

Intervista con le vamp... blogger #45




Buona domenica, lettori.
Oggi io e le mie solite compagne d'avventura Chiara, Chicca ed Erica, vi daremo le nostre opinioni su un nuovo romanzo che avete scelto per noi. Avremo avuto le stesse opinioni? Cliccate sui nomi delle altre blogger per conoscere la loro pensiero.



Autrice: L. A. Cotton
Titolo: Il mio problema sei tu
Serie: Rixon Raiders #1
Editore: Queen Edizioni
Pag:: 329
Data di pubblicazione: 12 novembre 2019
Trama

Hailee Raine deve riuscire a sopravvivere solo un altro anno in quella città ossessionata dal football. Un ultimo anno con Jason, il suo crudele fratellastro, e i suoi amici, un branco di giocatori di football presuntuosi e arroganti. Lei li odia. Soprattutto Cameron Chase, il ragazzo che pensava fosse diverso dagli altri.

Cameron Chase ha il mondo ai suoi piedi: è bello, ha talento e ha un incredibile fascino. I college fanno la fila alla sua porta, tutti vogliono il ricevitore dei Rixon Raiders, la vera star della squadra. Finché qualcosa minaccia di rovinare tutto ciò per cui ha sempre lavorato, e solo una persona può placare la guerra che infuria dentro di lui. Cameron dovrebbe odiarla: lei è la sorella del suo migliore amico. Hailee è off-limits. Intoccabile.
Ma quando Hailee si ritrova vittima di uno scherzo fatto dalla squadra finito male... improvvisamente, odiarsi a vicenda non è mai stato così bello.

L'intervista

  1. A quale genere appartiene il libro?
Il romanzo è uno Young Adult, vista l'età dei personaggi, ma associabile anche allo sport romance data la passione del protagonista per il football.
  1. Cosa pensi dei protagonisti?
Ho trovato entrambi due bellissimi personaggi molto in linea con le loro età.
Cameron è il migliore amico di Jason, fratellastro odioso di Hailee. Si trova, quindi, a dover scegliere tra l'uno e l'altra. Inoltre nasconde una situazione familiare molto complessa. Diciamo che all'inizio mi è parso troppo insicuro e con poca spina dorsale. Ma ha diciotto ani e si sa che i maschi maturano più lentamente delle ragazze.
Hailee è forte, davvero forte. Non si lascia mai abbattere dalle angherie di Jason (che è un vero st...) e si vendica brillantemente ogni volta. È cieca nei confronti dei sentimenti di Cameron verso di lei, ma anche qui rema contro la giovane età della protagonista.
  1. Personaggio preferito?
Senza dubbio Hailee!
  1. Personaggio più odiato?
Senza dubbio Jason. Veramente troppo esagerato il suo astio nei confronti di Hailee. Era più da considerarsi una “vittima” quanto lui. Tendo conto, poi, del fatto che la ragazza era all'oscuro delle dinamiche tra i loro genitori.
  1. Che emozioni ti ha suscitato la lettura?
Tenerezza e romanticismo. Non è mancata quella dolce malinconia nel ripensare alla mia adolescenza.
  1. Punti di forza?
Lo stile della Cotton è piacevole e scorre molto bene. Il romanzo si legge davvero in fretta e non annoia.
  1. Punti deboli?
Devo dire che proprio due cose non mi sono andate giù in questo romanzo. Siccome potrebbero essere spoiler le oscurerò lasciandovi la scelta se leggerle o meno.
Fatto 1: Hailee viene drogata, spogliata e filmata. Il video messo online a disposizione di tutti... Nessuno pensa a denunciare l'accaduto???
Fatto 2: dopo la scoperta del video Cameron e Hailee fanno sesso... Capisco il carattere tosto della ragazza ma non sei minimamente turbata dall'abuso subito?
  1. Come hai trovato lo stile dell'autrice?
Mi devo ripetere: scorrevole, veloce e mai noioso.
  1. E' facile entrare in empatia con il/la protagonista?
Visto che viene utilizzata la mia tecnica narrativa preferita per questo tipo di romanzi, cioè i POV dei due ragazzi, non ho faticato minimamente.
  1. Quale aggettivo descrive meglio il libro?
Interessante inizio di serie.
  1. A chi lo consigli?
A chi legge con piacere i romanzi Young Adult che comprendono una buona parte di sport.
  1. Quante stelline gli dai?
Quattro stelle e mezza.
  1. Cosa ne pensi della cover?
Molto carina e in linea con il romanzo.
  1. Citazione preferita?
Solo che a volte i sogni non diventano realtà. A volte prendono fuoco e l’unica cosa che puoi fare è cercare di non bruciarti.


Qui sotto il nuovo modulo per scegliere la lettura di agosto.


Chissà quale tra questi libri sceglierete per noi!

martedì 14 luglio 2020

Recensione #521 Zanne e Ali by S.M. May



Autrice: S. M. May
Titolo: Zanne e Ali
Serie: Le Cinque Dita #1
Editore: Self Publishing
Data di pubblicazione: 10 giugno 2020
Pag: 300

Trama
E strinse il pugno così forte
che tutte le sue dita iniziarono
a sanguinare
Ma erano cinque
ed erano fuoco
e più nessuno osò alzare
lo sguardo


Dopo l’ennesima sconfitta, Julius de Margoulis, signore spodestato delle genti albine del nord, si è nascosto tra le montagne per rigenerarsi e pianificare la propria vendetta.

Per secoli ha vissuto, regnato e combattuto da solo al comando, prendendo possesso, come servitore o nutrimento, di chiunque si fosse imbattuto sulla sua strada.
Adesso però le risorse si sono esaurite ed è giunto il tempo di accettare che gli sono rimaste come alleate unicamente l’astuzia e una visione disperata che, forse, gli hanno inviato gli dei. Julius ha dunque deciso: le sue truppe saranno composte soltanto da cinque creature di razze diverse e come un pugno possente si abbatteranno sul nemico. Cinque come le sue dita, cinque guerrieri addestrati da lui stesso e dotati della magia più sorprendente.
Ma da considerare – sempre e in ogni caso – meri strumenti di guerra, da usare e sacrificare senza rimorso, e da tenere sempre a debita distanza, così che nessuno di loro possa mai spingersi tanto vicino da ghermirgli l’anima.

Ardamon: una terra che esiste da qualche parte, un luogo di scontro di Vampiri crudeli, lupi mercenari pronti a tradire, mutaforma orgogliosi e ingenui, gazze ladre in cerca di vendetta, donne-sigillo non esenti da complicazioni e stregoni abili ma refrattari al gioco di squadra.



Eccomi di nuovo a parlarvi di un fantasy, genere con cui non vado sempre d'accordo. Per quale motivo allora ho iniziato questo libro? Perché quando l'autrice è S. M. May apro il Kindle con piena fiducia di trovarmi alle prese con una storia che amerò.

Il romanzo ha tutte le caratteristiche che lo contraddistinguono come Epic Fantasy. Un mondo completamente nuovo frutto della fantasia dell'autrice; nomi strani e particolari, sia dei personaggi che dei vari oggetti e armi che possiedono; l'eroe che deve combattere per raggiungere il suo obiettivo. Per questo è pieno di descrizioni accurate, perfette per permettermi di immaginare il tutto nella mia mente, ma al tempo stesso mi hanno dato una leggera confusione iniziale che mi ha rallentata molto. Fortunatamente la stile della May è sempre, comunque scorrevole e sono riuscita a entrare nella storia.
I personaggi di Julius e Tubiec sono caratterizzati molto bene. Personalmente ho preferito il Vampiro Albino (che originale accostamento) perché ormai si sarà capito che apprezzo molto i soggetti non perfetti, con quel pizzico di cattiveria e pieni di debolezze che li rendono estremamente realistici.
Tubiec non è però un tipo sottomesso. Cerca di fuggire e riacquistare la sua libertà.
Il rapporto tra i due, infatti, non punta sul romanticismo, tutt'altro. Eppure non mi è dispiaciuto per nulla come riescono a entrare in sintonia.
Da notare anche Kendra che è un personaggio secondario alquanto interessante.
Un buon primo volume che, a parte le mie perplessità iniziali, si è rivelato una lettura interessante di cui voglio proseguirne la serie.




lunedì 13 luglio 2020

Recensione #520 Leggero come il cielo by C.K. Harp



Autrice: C.k. Harp
Titolo: Leggero come il cielo
Editore: Self Publishing
Pag:: 260
Data di pubblicazione: 10 luglio 2020
Trama
Esistono dee invincibili di un mondo “ideale”, divinità idolatrate da ragazze e ragazzi alla ricerca di un controllo interiore, che vi si affidano immolando la propria vita, i propri chili e le speranze di essere e sparire nello stesso istante. Queste dee rispondono al nome di Mia e Ana, ovvero Bulimia e Anoressia, voci guida di una depressione latente che sormonta, avvolge e soffoca.
È proprio di Ana che Marco si ciba, lasciandosi sbranare a propria volta, riuscendo nell’impresa senza alcuna fatica apparente. Dopo la morte di suo fratello, e la scoperta di un sentimento che non vorrebbe provare per il migliore amico, Marco si immerge senza alcuna remora in una bolla ovattata e, insensibile al resto del mondo, si lascia trasportare da un vortice di bilance, chat motivazionali su whatsapp e privazioni fisiche al limite dell’ossessione compulsiva. Ben presto, il baratro si avvicina e incombe, enorme e spalancato sul nulla, e ingloba ogni cosa, anche le motivazioni iniziali ormai dimenticate. Nonostante Ana fosse inizialmente l’unico specchio in grado di riflettere soluzioni, ormai la dea offre solo macerie e morte.
Tuttavia Marco non è l’unica persona a subire le angherie di una divinità implacabile e bastarda come solo una malattia può essere. No, perché l’universo è costituito da innumerevoli corpi celesti che, orbitando attorno a una stella, vivono e subiscono i riflessi di una luce prossima allo spegnimento.
E Riccardo, che scopre di amare Marco più di ogni altra cosa, non è pronto a vedere quel faro allontanarsi fino a diventare niente. Neanche se questo vuol dire rinunciare a un’adolescenza spensierata come quella dei loro coetanei. Neanche se la sua bisessualità lo pone davanti a scelte forse troppo grandi per la sua età.
Perché in fondo siamo solo anime di passaggio che vivono momenti di passaggio. Ma come fai a renderti conto dell’aria che ti sfiora se tu stesso sei convinto di essere un alito di vento?



Quando leggo un'autrice da tanti anni ho sempre paura che non possa più stupirmi. Con C. K. Harp, invece, è un continuo crescendo di emozioni. Ogni nuovo libro, che tratta argomenti diversi ma comunque attualissimi, supera il precedente.
Leggero come il cielo è la storia di Marco e Riccardo, due ragazzi sedicenni come tanti altri. Almeno all'apparenza...

Ciao, permettimi di presentarmi. I medici mi chiamano Anoressia, ma io preferisco Ana. Da ora in poi saremo grandi amici, per quanto possibile.

Con questo romanzo, Harp è riuscita a colpire una parte importante di me. Lontanissima e non minimamente paragonabile alle sensazioni di Marco, però so bene cosa si prova a sentirsi inadeguati a causa del proprio peso.


Siamo tutti, bene o male, costretti in panni che ci stanno stretti, in dimensioni alternative che gli altri costruiscono per noi, e non sempre ci sentiamo soffocati.

Ripeto, le mie esperienze, le mie reazioni non sono nulla in confronto a quello che subisce lui, ma non ho potuto fare a meno di sentirmi totalmente coinvolta con il protagonista.

D’altronde, come fai a renderti conto dell’aria che ti sfiora se tu stesso sei convinto di essere un alito di vento? E come fai a guardare la gente che si affanna a parlarti, se tu per primo parli con te stesso, vedendo il mondo come fossi un reduce da una guerra atomica?

Non da meno è stata l'empatia che si è creata con Riccardo. Mi è stato impossibile non affezionarmi a questo giovane che tenta in tutti i modi di entrare nel mondo scuro e solitario in cui si è rinchiuso Marco. La sua immensa volontà di tirarlo fuori è commovente.
Ho amato molto anche Giada e il suo rapporto con entrambi i ragazzi. Con Marco, di cui vede la sofferenza dietro i suoi silenzi e vorrebbe esserne amica, e con Riccardo da cui spera di ottenere qualcosa in più...
Una presenza non fisica nel romanzo, ma che riveste un enorme peso è Daniele, fratello di Marco. Non mi è piaciuto granché anche se sono disposta a dargli una possibilità nel caso Harp voglia tirarne fuori una novella (C. K. io te la lancio st'idea).

Fino a pochi anni fa, i medici erano portati a pensare che questo fosse un disturbo femminile, che mai al mondo un ragazzo potesse avere gli stessi problemi di una adolescente. Si tende a pensare che tutto ruoti intorno all’aspetto fisico, all’apparire, ma l’anoressia, come la bulimia e altri disturbi alimentari, affondano le radici in questioni ben più profonde e intime.

Il libro è stato una lettura difficile, straziante in tanti punti. Il problema dell'Anoressia, che fa da filo conduttore a tutto il romanzo, è trattato in maniera splendida. Si percepisce che l'autrice sa di cosa sta parlando. Non lo sottovaluta e lo espone in tutta la sua crudezza. Tuttavia usa uno stile quasi poetico e mi sono trovata a sottolineare un'infinità di concetti.

Personaggi realistici e perfettamente sviluppati, storia sofferta e coinvolgente. È d'obbligo dare il massimo del punteggio.




sabato 11 luglio 2020

Recensione #519 Uccidere ancora by Patricia Gibney


Purché sia di serie #20

Ultimo appuntamento prima della pausa estiva di agosto per la rubrica creata dalla Lettrice sulle nuvole che ha per protagonisti libri di serie. Chi non ha mille serie iniziate che aspettano di essere lette? Io ho scelto questa autrice che era già stata presente in questo spazio libroso.



Autrice: Patricia Gibney
Titolo: Uccidere ancora
Serie: Detective Lottie Parker #3
Editore: Newton Compton Editore
Data di pubblicazione: 4 giugno 2020
Pag: 432

Trama
Quando in una fattoria viene ritrovato il corpo di una donna riverso in una pozza di sangue, la detective Lottie Parker viene inviata nella remota campagna irlandese per indagare. La scena del crimine racconta di un'aggressione brutale: ci sono vetri rotti, sedie fracassate e un cadavere martoriato. Cosa può avere scatenato una rabbia così feroce? Un impermeabile nero pare l'indizio decisivo per identificare il killer, ma una scoperta sconvolgente cambia tutte le carte in tavola: l'omicidio pare legato a un caso risalente a molti anni prima, che ruotava intorno al manicomio di St Declan, l'ultima indagine del padre della detective Parker, prima che si togliesse la vita. Mentre Lottie si interroga sugli oscuri segreti del suo passato, una ragazza scompare e un'altra viene abbandonata sugli scalini dell'ospedale, orrendamente mutilata. Ed è subito chiaro che se vuole impedire all'assassino di uccidere ancora, la detective Parker dovrà affrontare una volta per tutte i suoi demoni personali.



In questo terzo capitolo la detective Lottie Parker, in compagnia del fedele Boyd, si trova a indagare sull'assassino di una signora anziana. Scoprono inoltre che la figlia della vittima è scomparsa. Le indagini porteranno la donna a scoprire alcuni legami con il suo passato.
Lottie è davvero un gran bel soggetto. Lontanissima dalla perfezione, complicata e piena di problemi personali. Ciò non le impedisce di essere dedita al lavoro. Non sempre compie la scelta giusta, però è una vedova che deve mantenere se stessa e i suoi tre figli. Non si tira mai indietro di fronte alle difficoltà, anzi, spesso si getta in situazioni pericolose. Ricorre un po' troppo spesso ad alcol e tranquillanti... Proprio queste caratteristiche la rendono umana.
I personaggi secondari sembrano tutti bugiardi e pieni di segreti inaspettati. Questo ha reso ancora più interessante la trama di base.
Apprezzo sempre di più come si sta evolvendo il rapporto di Lottie con il collega Boyd. Nonostante la donna non lo tratti sempre benissimo, lui le rimane accanto coprendole le spalle svariate volte.
Gli altri membri della squadra sono caratterizzati bene anche se a me non sono piaciuti del tutto.
La storia è una vera e propria matassa inestricabile che mi ha portato a sospettare di tutti. Adoro queste sensazioni quando sono alle prese con un libro poliziesco.
Continuo a trovare lo stile della Gibney coinvolgente. Crea grandi storie e personaggi sviluppati benissimo. Riesce sempre a catturare la mia attenzione volume dopo volume.
Dopo il finale, non aperto, ma sicuramente stuzzicante, di Uccidere ancora spero di non dover attendere troppo per conoscere il continuo di questa serie.


La serie è composta
3 The lost child
4 No safe place
5 Tell Nobody
6 Final Betrayal 


Questo mese siamo solo in due. Andate nel blog di Erica per conoscere quale serie sta proseguendo.