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sabato 19 dicembre 2020

Intervista con le vamp... blogger #50

 



Ancora un fantasy nel mio blog! Il vincitore del sondaggio di Novembre è, infatti, proprio Serpente and Dove. Il cacciatore e la strega di Shelby Maurin.

Qui le opinioni delle mie colleghe Chiara, Erica, Chicca.


Autrice: Shelby Maurin

Titolo: Serpent and Dove. Il cacciatore e la strega

Serie: Serpent and Dove #1

Editore: Harper & Collins Italia

Pag:: 397

Data di pubblicazione: 10 settembre 2020

Trama

Una strega e un cacciatore di streghe legati nel sacro vincolo del matrimonio. Quella storia poteva andare a finire in un unico modo: un palo e un fiammifero…
Due anni fa, Louise Le Blanc è fuggita dalla sua congrega e si è rifugiata a Cesarine, rinunciando a ogni forma di magia e vivendo di furti ed espedienti. Perché in quella tetra città le streghe come lei fanno paura. Vengono braccate. E mandate al rogo.
Reid Diggory è un cacciatore, ha giurato fedeltà alla Chiesa e da sempre vive secondo un unico, ferreo principio: uccidere le streghe. La sua strada non avrebbe mai dovuto incrociare quella di Lou, ma un perverso scherzo del destino li costringe a un’unione impossibile: il santo matrimonio. Ma anche se quella tra le streghe e la Chiesa è una guerra antica come il mondo, un nemico crudele ha in serbo per Lou un destino peggiore del rogo. E lei, che non può cambiare la propria natura e nemmeno ignorare sentimenti che stanno sbocciando nel suo cuore, si trova di fronte a una scelta terribile...


L'intervista


  1. A quale genere appartiene il libro?

Il romanzo è un fantasy Young Adult con streghe e magia a ogni pagina.

  1. Cosa pensi dei protagonisti?

Lou-Louise ha una personalità forte e determinata, per cui l'ho apprezzata moltissimo. Mi è piaciuto il suo modo di fare anche se, spesso, il linguaggio che usa è abbastanza rozzo. Tuttavia non l’ho trovata una caratteristica negativa, anzi molto in linea con il suo personaggio. Buono anche il suo sviluppo e la sua crescita psicologica.

Reid? Ecco, con lui non c’è stato proprio feeling. Ottuso, bigotto, testardo, credulone... dall’inizio alla fine. Posso pure capire il suo comportamento iniziale, vista l’educazione ricevuta, ma lui non si pone mai domande, tutto quello che gli dice l’arcivescovo è sacro, non ha una sua opinione neanche di fronte alla verità. Per l’ 80% del libro non cambia mai. Solo verso la fine sembra aprire la mente, solamente perché gli avvenimenti lo coinvolgono personalmente.

Per quello che riguarda i soggetti secondari, ho trovato molto interessanti Coco, Ansel e il principe Beau. Sull'arcivescovo non ho un’idea precisa, alcuni suoi atteggiamenti mi hanno lasciato nel dubbio.

  1. Personaggio preferito?

Senza dubbio Lou.

  1. Personaggio più odiato?

Scontato qui odiare Morgane Le Blanc, una donna egoista che pensa solo al suo odio e alla vendetta. Pronta a sacrificare la sua stessa figlia. Una donna ignobile.

  1. Che emozioni ti ha suscitato la lettura?

Credo che il sentimento provato maggiormente durante la lettura sia la rabbia.

Rabbia verso il bigottismo di Reid, in primis, e degli altri Chasseur.

Rabbia per la chiusura mentale dei religiosi che dovrebbe essere, invece, quelli che provano amore e comprensione verso gli altri esseri umani.

Rabbia verso quei genitori che mettono al mondo i loro figli per farne strumenti da usare al bisogno.

  1. Punti di forza?

La storia non mi hai annoiata mai, nonostante un inizio confuso. C’è avventura, magia, un pizzico di romanticismo. La relazione, amore-odio, che si sviluppa tra i due protagonisti, completamente opposti tra loro, mi piace sempre. Lo stile è un altro punto a favore, ma ne parlo meglio più avanti.

  1. Punti deboli?

Reid, soprattutto. Non subisce nessuna evoluzione. se non alla fine, ma anche questa poco convincente.

  1. Come hai trovato lo stile dell'autrice?

Come dicevo prima, lo stile mi è piaciuto, ha saputo coinvolgermi al punto di macinare pagine senza neanche rendermene conto.

  1. E' facile entrare in empatia con il/la protagonista?

Con Lou sì, con Reid no!

  1. Quale aggettivo descrive meglio il libro?

Sopravvalutato. Secondo me l'hype intorno a questo romanzo è esagerato. Una bella storia, per carità, non noiosa, con avventura, magia, che si legge benissimo... tuttavia non è il capolavoro decantato dalla maggioranza dei lettori.

  1. A chi lo consigli?

È un buon fantasy, con una struttura ben strutturata, per cui gli appassionati del genere potrebbero apprezzarlo. Anche un pubblico più giovane potrebbe trovarlo una lettura piacevole.


  1. Quante stelline gli dai?

Ammetto di essere stata combattuta tra le 3,5 e le 4 stelle. Però poi ho pensato che comunque la storia mi ha procurato emozioni, sia positive che negative, non mi ha annoiato, mi ha tenuta compagnia, quindi le quattro stelle se l’è più che meritate.

  1. Cosa ne pensi della cover?

La cover è bellissima, una delle cose che mi ha attirata da subito.


  1. Citazione preferita?

Dove andrai tu andrò anch’io; 

dove ti fermerai mi fermerò.


Qui sotto il nuovo modulo per scegliere la lettura di gennaio.



Quale sarà il libro con cui inizieremo il 2021?





venerdì 16 ottobre 2020

Recensione #551 Nona Grey. La trilogia by Mark Lawrence

 



Chi è che ha letto un altro fantasy? Già, in questo ultimo periodo mi sono totalmente immersa in un genere, per me, fuori dalla mia confort zone. Eppure mi sta dando molteplici emozioni e posso confessare di appassionarmi sempre più.

Oggi prendo in esame l'intera trilogia di Mark Lawrence dedicata a Nona Grey.

Ancora una volta mi trovo a ringraziare Cristina per il reclutamento e la Oscar Vault per la copia digitale del romanzo.


Autrice: Mark Lawrence

Titolo: Nona Grey. La trilogia

Serie:  Book of the Ancestor #1-3

Editore: Oscar Mondadori
Data di pubblicazione: 13 ottobre 2020
Pagine: 1581

Trama

Edizione 3 in 1.
NEL CONVENTO della Dolce Misericordia si allevano fanciulle per trasformarle in devote quanto pericolose assassine. Ci vogliono dieci anni di formazione, ma sono poche le ragazze dotate di vero talento per la morte, quelle nelle cui vene scorre il sangue delle antiche tribù di Abeth. Compito delle monache è scoprire e affinare queste doti innate, insegnando le tecniche della lotta con e senza armi e dello spionaggio, l'uso dei veleni e infine la tessitura delle ombre.
Ma neppure le sorelle più anziane sono in grado di comprendere fino in fondo la potenza del dono di Nona Grey, una bimba di otto anni che giunge al convento con l'accusa di aver compiuto un omicidio. Qui crescerà, ma non sarà facile per lei scegliere quale cammino seguire: indosserà la tonaca nera delle Spose dell'Antenato, per abbracciare una vita di preghiera e servizio? Vestirà il rosso delle Suore Marziali, esperte nel combattimento, o il grigio delle Suore di Discrezione, imbattibili nelle arti della segretezza? O il suo colore sarà il blu delle Suore Mistiche, capaci di percorrere il Sentiero?
Quale che sia il suo destino, dovrà lottare aspramente per conquistarlo.




Il volume è composto da tre romanzi:

Red Sister

Grey Sister

Holy Sister

La protagonista è una sola: Nona Grey, una ragazzina che viene venduta a un mercante di bambini. È l'unica sopravvissuta a un misterioso incidente per cui giudicata maledetta. Scampata, successivamente, alla forca, grazie all'intervento della Badessa Glass, entra nel convento della Dolce Misericordia. Qui viene addestrata per essere una suora, ma una suora del tutto particolare...


Nessun combattimento reale è mai limitato da quattro muri. Nessun combattimento reale si conclude uscendo da una porta, o quando ci laviamo di dosso il sudore e il sangue. I combattimenti si concludono sconfiggendo l’avversario. E la morte è la sola sconfitta che possa capire un guerriero. Fintanto che respiriamo, noi siamo in guerra contro i nostri nemici, e loro contro di noi.


La lettura di Nona Grey è stata un viaggio. Un viaggio insieme a una protagonista indimenticabile e complessa. Mi è entrata subito nel cuore e difficilmente lascerà il suo posto. La sua evoluzione è una delle caratterizzazioni più belle che io abbia letto ultimamente.


Combattere è una questione di controllo. Controllo sulla paura, il dolore e la rabbia. Controllo sulla vostra arma. Controllo sul vostro avversario. Combattere è una questione di meccanica, leve, punti di rottura e velocità. Il vostro corpo è un meccanismo.


Nona è una bambina di nove anni quando viene presentata nel primo libro. L'ho seguita incantata, nel corso del tempo, negli altri romanzi, assistendo alla sua crescita e maturazione. Non sempre prende decisioni giuste e ponderate. Anzi, molte volte, si fa condizionare dalla rabbia e si trova spesso in situazioni pericolose. Tuttavia la sua lealtà verso quelle che considera VERE amiche non vacillerà mai. Uno dei temi importanti dell'intera trilogia è proprio l'amicizia e i legami che si formano e solidificano grazie a essa.


Quelle novizie sono mie amiche, e io sono pronta a morire per loro. Riuscirei ad affrontare per loro orrori che non oserei mai sfidare per me stessa.”

==========

«Non importa cosa pensa di me. Non importa se mi odia. È mia amica. Io non l’abbandonerò.»


Intorno a Nona ci sono moltissimi personaggi secondari. Sono proprio tanti e vorrei davvero nominarli tutti. Se lo facessi, però, questo post diventerebbe infinito per cui dico che sono tutti sviluppati al meglio. L'autore ha saputo creare un cast di soggetti femminili (s0no in maggioranza rispetto ai maschili) con caratteri e fisionomie diversi e ben definiti. Ad ogni volume le loro relazioni si fanno più profonde, più intense. Per me è stato impossibile determinare un preferito.

La storia raccontata diventa sempre più coinvolgente. Magia e leggenda circondano le novizie. Di libro in libro la tensione sale alle stelle, le azioni si fanno più serrate e violente. Inoltre, pur trattando di bambine, non vengono risparmiate le scene cruente e truculente. Calci e pugni volano di frequente tra le novizie. Questa è una caratteristica che mi è piaciuta moltissimo.

Tutto narrato con uno stile duro, crudo, aspro e totalmente coinvolgente.

Il world building stesso è particolareggiato e strutturato in modo splendido. Anche questo aspetto ha facilitato la mia completa immersione nella lettura.

Per me un romanzo emozionante che merita il punteggio pieno.





lunedì 27 luglio 2020

Recensione #525 Finale by Stephanie Garber




Tu leggi? Io scelgo! #22



Ultimo appuntamento prima della pausa estiva con questa rubrica ideata da Chiara e Rosaria. Grazie a essa sono riuscita a portare a termine una trilogia fantasy che ho apprezzato molto. Infatti, anche questa volta, ho potuto scegliere dal blog di Desireé. La sua recensione QUI


Autrice: Stephanie Garber
Titolo: Finale
Serie: Caraval #3
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 3 dicembre 2019
Pagine: 496
Trama
Sono passati due mesi da quando i Fati sono stati liberati, due mesi da quando Legend ha reclamato per sé il trono, due mesi da quando Tella ha scoperto che il ragazzo di cui si è innamorata in realtà non esiste. Mentre vite, imperi e cuori restano in sospeso, Tella deve decidere se fidarsi di Legend o piuttosto di un ex nemico. Dopo aver scoperto un segreto che ribalta tutta la sua vita, Rossella dovrà tentare l'impossibile per salvare coloro che ama e l'Impero. E Legend dovrà fare una scelta che lo cambierà per sempre.
Caraval è finito, ma il più grande dei giochi è appena cominciato. Non ci sono spettatori questa volta, qualcuno vincerà, e qualcuno perderà per sempre.

Benvenuti, benvenuti a
FINALE.
Tutti i giochi hanno una fine…




Capitolo conclusivo di questa trilogia fantasy che ha saputo mantenere viva la mia attenzione e il mio gradimento per tutti i volumi, nonostante il genere non proprio tra i miei prediletti.

La cosa che più mi è piaciuta è stata seguire le vicissitudini di entrambe le sorelle Dragna. Infatti se nel primo volume si era favorita la storia di Rossella e nel secondo quella di Donatela, qui le ho potute avere tutte e due.
Quello che purtroppo non ho trovato fatto bene è il villan. La terrificante e crudele Stella Caduta viene sconfitto troppo facilmente. Anche se l'escamotage usato non era male.
Nonostante mi siano piaciuti tutti i protagonisti e come terminano le loro storie, il mio preferito era e resta Jacks.
Piccolo spoiler... Cara Stephanie non puoi fare così con lui e lasciare in sospeso il suo destino. Necessito di conoscere che fine hai fatto fare al Principe di Cuori!

L'ambientazione e lo stile della Gaber sono sempre curati e coinvolgenti. Il mondo che gira intorno a Caraval è descritto perfettamente.

Finale è un finale (d'obbligo il gioco di parole) che mi ha soddisfatto quasi del tutto. Rimane sempre quella questioncina aperta...


La serie è composta
Finale




Non perdete i post delle altre blogger.


mercoledì 21 dicembre 2016

Recensione # 17

Paper Magician (The Paper Magician Trilogy #1) 
by Charlie N. Holmberg



Autrice: Charlie N. Holmberg
Titolo: Paper Magician
Serie: The Paper Magician Trilogy #1
Editore: Fanucci Editore
Data di pubblicazione: 17 settembre 2015
Pagine: 219
Prezzo Amazon: 1,99

Trama
Ceony Twill, giovane e talentuosa allieva dell’accademia di magia Tagis Praff, sta finalmente per cominciare l’apprendistato che la legherà per tutta la vita all’elemento magico che ha sempre desiderato. Eppure, contrariamente a quanto sognava, il suo destino non sarà scritto nel metallo ma sulla carta. Tra fogli che si animano dando vita a personaggi incredibili e storie fantastiche che la lasceranno a bocca aperta, toccherà allo stravagante mago Emery Thane convincerla delle qualità straordinarie di un elemento così delicato e allo stesso tempo prodigioso. Così, quando Lira, malvagia praticante di arti magiche proibite, priverà il maestro del suo cuore, Ceony per tenerlo in vita gliene confezionerà uno di carta, per poi volare sulle ali di un enorme aeroplanino all’inseguimento della perfida maga, verso un’avventura che porterà alla luce i ricordi più lontani e i segreti più taciuti, nascosti nell’angolo più remoto dell’anima.





Un libro davvero affascinante e insolito. Parla di magia, ma in modo totalmente diversa da quelli che ho letto finora. Un nuovo, divertente ed eccitante mondo della magia in cui immergersi.
Ho trovato la storia davvero interessante è ho finito il libro in un giorno. Mi sono piaciuti i personaggi e l'ambientazione. Ceony è un'eroina determinata, leale e sicura di sé, cosa che mi piace sempre nei personaggi femminili; Mago Thane è un protagonista davvero affascinante e ho apprezzato come la sua storia ci viene rivelata poco a poco rendendolo ancora più accattivante ai miei occhi.
Però una cosa che mi ha infastidito di questo libro è che non sembra troppo logico che Ceony fosse così abile solo per la sua memoria eidetica. Il mese di formazione trascorso con Mg Thane sembrava un po' scarsino per averle donato quelle capacità sulla Piegatura e soprattutto per aver fatto in modo che Ceony si affezionasse così tanto al Mago. Avrei voluto che i due avessero trascorso più tempo insieme.
L'insieme delle azioni da alla storia un ritmo veloce che mi ha reso difficile metterlo giù. Il sistema magico è interessante, e non vedo l'ora di leggere gli altri libri della trilogia perché sono molto curiosa di conoscere meglio le varie caratteristiche dei poteri legati ai materiali. Perché ognuno può essere votato solo ad un tipo? Come hanno scoperto che questa magia è solo per gli elementi creati dall'uomo? Spero di trovare le risposte nei prossimi libri.




domenica 18 dicembre 2016

Chi ben comincia # 7



REGOLE:
- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato


- Aspettate i commenti


Questa volta voglio incuriosirvi con un libro che non è proprio natalizio, ma parla di magia. Quale periodo migliore per leggere di Magia?

Paper magician by Charlie N. Homberg




1

Per gli ultimi cinque anni, Ceony aveva desiderato diventare una fonditrice.
Tuttavia, mentre la maggior parte dei diplomati alla scuola Tagis Praff per aspiranti maghi aveva potuto scegliere il materiale a cui votare le proprie abilità, a Ceony l’avevano assegnato. «Non ci sono abbastanza piegatori» le aveva spiegato maga Aviosky in ufficio.
Era trascorsa meno di una settimana da quando Ceony l’aveva saputo, e sentiva ancora le lacrime pungerle dietro gli occhi. «La carta è uno strumento meraviglioso» aveva proseguito Mg Aviosky «ed è stata molto screditata negli ultimi anni. Con soli dodici maghi attivi in quella disciplina, non abbiamo altra scelta che indirizzare una parte dei nostri apprendisti in quella direzione. Mi dispiace.»
Dispiaceva anche a Ceony. Nel sentire quelle parole le si era spezzato il cuore e adesso, in piedi davanti al cancello del covo di mago Emery Thane, sperava quasi che smettesse di battere del tutto.
Stringeva forte il manico di legno della sua valigia mentre fissava con lo sguardo all’insù quella mostruosità, che appariva persino peggiore di come se l’era figurata nei suoi sogni irrequieti. Come se non fosse già abbastanza che mago Thane, l’unico piegatore da questa parte del Tamigi, vivesse nei selvaggi sobborghi di Londra, per di più la sua residenza sembrava uscita fuori da una di quelle storie che si raccontano attorno ai falò. Le mura nere si ergevano per sei piani. Pezzetti di pittura scrostata vennero via sotto le dita di un vento improvviso e inquietante, alzatosi nel momento stesso in cui Ceony aveva messo piede sul vialetto sterrato che si staccava dalla via principale. Tre torrette irregolari, una delle quali aveva un grosso buco sul lato esposto a est, spuntavano dalla casa simili alla corona di un demone. Un corvo, o forse una gazza ladra, gracchiava nascosto dietro un comignolo diroccato. Tutte le finestre della magione – Ceony ne aveva contate soltanto sette – erano celate da imposte nere serrate e incatenate, che non lasciavano intravedere neanche un filo della luce delle candele all’interno. Foglie morte accumulate in una decina di inverni ostruivano le grondaie e si incuneavano sotto le tegole marce e incrinate, anch’esse nere, e qualcosa sgocciolava poco lontano, emanando un lezzo di aceto e sudore.
Sul terreno tutt’attorno non crescevano siepi fiorite né aiuole verdi, e non c’erano neanche decorazioni in pietra. Il piccolo cortile faceva sfoggio soltanto di rocce e chiazze di terra incolta, talmente secca e spaccata da non far mettere radici neanche alle erbacce. Le mattonelle che rivestivano il tratto di viale davanti alla porta d’ingresso, che pendeva appesa al solo cardine superiore, erano frantumate e divelte, e Ceony temeva che neanche una delle grigie assi del portico segnate dalle intemperie riuscisse a sostenere il suo peso abbastanza a lungo da permetterle di suonare il campanello.
«Mi hanno spedito all’inferno» mormorò Ceony.