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venerdì 26 gennaio 2018

5 cose che… #45 5 libri di cui vorrei leggere un sequel


Questa settimana la rubrica ideata da Twins books lovers tocca un argomento molto importante per me: il finale. Io non sopporto quando i romanzi si concudono con un cliffhanger, specialmente se poi dovrò attendere anni per conoscere i seguiti delle storie, sempre che non vengano interrotte le pubblicazioni. Comunque veniamo ai cinque punti di oggi. Come sempre ringrazio Manuela che è una collaboratrice sempre puntuale.



5 libri di cui vorrei leggere un sequel by Dolci





I libri che amo di più sono quelli che terminano con epiloghi ambientati più avanti nel tempo e che mi permettono di conoscere cosa ne è stato dei protagonisti. Ho bisogno di salutarli con la sensazione che tutto sia stato sistemato e vivono felici e contenti. Questa infatti è l'unica pecca che ho trovato nel libro di Lorenzo Marone “La tristezza ha il sonno leggero”.




Rimango sempre malissimo per quei finali sospesi, non proprio cliffhanger, ma che lasciano aperte delle porte. Mi da la sensazione che la storia non sia conclusa del tutto e io voglio avere una fine certa. “So tutto di te” di Clare Mackintosh svela, sì, il colpevole, ma solo agli occhi del lettore.



Infine ci sono quei protagonisti che mi entrano nel cuore e di cui non mi stancherei mai di leggere. Non mi basta un solo libro e ho bisogno di re-incontrarli in altre storie. Questo è successo con Roger e Waylon di “Quando nessuno ascolta” di C. K. Harp; Gioia e Lo di “Eppure cadiamo felici” di Enrico Galiano; Ray e Mattew di “Gabbia per uccellini” di S. M. May.




5 libri di cui vorrei leggere un sequel by Manuela
Penso di interpretare il pensiero di tanti, ci sono dei libri che sono autoconclusivi, ma, non si sa come, uno si aspetta che la storia dei personaggi prosegua. Ultimamente mi sono trovata con alcuni romanzi di questo genere e, in un paio di casi, ho scritto anche alle autrici per sapere se era previsto il continuo dell’opera. Quindi vorrei leggere il seguito di:


Arte amore e altri guai di Alessandra Redaelli. Questo ha un finale molto aperto che ti lascia sperare in un seguito.



Nati sotto la stessa stella di Alessandra Angelini. È vero, questo è già il seguito di Non dirgli che ti manca, ma l’Epilogo di questo romanzo ti lascia una curiosità e quindi spero di poter leggere un terzo appuntamento con i Bad Attitude.



Non ho tempo per amarti di Anna Premoli. A dire il vero, di questo mi piacerebbe il seguito nel senso che vorrei sapere come finisce per le amiche di Julie. In realtà quella che desta la mia curiosità è Audrey, che sembra tanto spregiudicata, ma secondo me è una tenera romantica.



Imperfetti innamorati di Elisa Trodella e Loretta Tarducci. Questo è il secondo appuntamento di una trilogia, ma apre lo scenario a tante belle storie. Personalmente mi sarebbe piaciuta una storia con protagonista Pietro, il fratello gemello di Felicia… e le due autrici lo sanno perché tutte le volte che le incontro glielo ripeto.



Matrimonio di convenienza di Felicia Kinsley. Questo seguito lo vorrei solo perché questa storia mi ha divertito molto. Mi piacerebbe leggere un nuovo romanzo che abbia come protagonisti Harring e Cécile, non so ma fanno troppe scintille e sarebbe carino metterli insieme, chissà che fuochi d’artificio.








sabato 6 gennaio 2018

Recensione #153 La tristezza ha il sonno leggero by Lorenzo Marone




Libro letto per la Reading Challenge 2018 Tutti a Hogwarts con le tre Ciambelle. Gruppo King's Cross. Obiettivo: letto e recensito da Piton.







Secondo libro che leggo di questo autore e primo per il mio 2018 libroso che è iniziato, così, proprio alla grande.


Autore: Lorenzo Marone
Titolo: La tristezza ha il sonno leggero
Editore: Longanesi
Data di pubblicazione: 7 marzo 2016
Pagine: 385

Trama
Erri Gargiulo ha due padri, una madre e mezza e svariati fratelli. È uno di quei figli cresciuti un po' qua e un po' là, un fine settimana dalla madre e uno dal padre. Sulla soglia dei quarant'anni è un uomo fragile e ironico, arguto ma incapace di scegliere e di imporsi, tanto emotivo e trattenuto che nella sua vita, attraversata in puta di piedi, Erri non esprime mai le sue emozioni ma le ricaccia nello stomaco, somatizzando tutto. Un giorno la moglie Matilde, con cui ha cercato per anni di avere un bambino, lo lascia dopo avergli rivelato di avere una relazione con un collega. Da quel momento Erri non avrà più scuse per rimandare l'appuntamento con la sua vita. E deciderà di affrontare, una per una, le piccole e grandi sfide a cui si è sempre sottratto: una casa che senta davvero sua, un lavoro che ama, un rapporto con il suo vero padre, con i suoi irraggiungibili fratelli e le sue imprevedibili sorelle. Imparerà così che per essere soddisfatti della vita dobbiamo essere pronti a liberarci del nostro passato, capire che noi non siamo quello che abbiamo vissuto e che non abbiamo alcun obbligo di ricoprire per sempre il ruolo affibbiatoci dalla famiglia. E quando la moglie gli annuncerà di essere incinta, Erri sarà costretto a prendere la decisione più difficile della sua esistenza.
Uno straordinario romanzo sulla famiglia allargata italiana dei nostri giorni, che racconta quanto le persone che ci circondano influenzino la nostra vita, tendendo a plasmare il nostro carattere e ad assegnarci un ruolo. Fino al giorno in cui capiamo che se non vogliamo vivere una vita che non ci appartiene, occorre ribellarsi a chi ci ama.










Il problema, ho capito poi,
è che i desideri più segreti
col passare del tempo
divantano segreti anche a noi stessi.


La storia inizia durante una cena di famiglia e i personaggi preseti sono tanti, ma gestiti davvero in maniera sublime e descritti con elegante poesia. Anche se il vero protagonista è Erri Gargiulo, uomo quarantenne che sembra molto insicuro e fragile... anche tutti gli altri formano un eccellente e variegato cast di personaggi. Infatti non posso dire di aver odiato nessun soggetto del romanzo: né Matilde la moglie fedifraga né Renata la mamma assente e opprimente al tempo stesso (forse solo Gambino). Per me è una cosa molto strana. Marone ha saputo tratteggiare ogni persona che si relaziona a Erri così bene che, primo, non ho fatto fatica a entrarci in empatia e, secondo, ho compreso in pieno le scelte di tutti.
Mi è piaciuto anche il modo di sviluppare i vari personaggi: con i ricordi di Erri. Non sono flashback che seguono una linea temporale precisa, ma sprazzi di ricordi di quando era bambino, uomo fatto, adolescente e, poi, di nuovo bambino...
Il romanzo mi ha incantato, catturato e trascinato nelle sue pagine tanto da volerne sapere sempre di più di ognuno di loro.
Perché la mezza stellina in meno? Io sono una di quelle persone che vogliono l'epilogo: accadde cinque anni dopo. Ho bisogno di conoscere cosa è accaduto ai personaggi per dar loro una conclusione e per salutarli definitivamente.





giovedì 9 marzo 2017

Recensione #51 Magari domani resto di Lorenzo Marone


Autore: Lorenzo Marone
Titolo: Magari domani resto
Editore: Feltrinelli
Pag: 320
Data di pubblicazione: 9 febbraio 2017

Trama
Luce, una trentenne napoletana, vive nei Quartieri Spagnoli ed è una giovane onesta, combattiva, abituata a prendere a schiaffi la vita. Fa l’avvocato, sempre in jeans, anfibi e capelli corti alla maschiaccio. Il padre ha abbandonato lei, la madre e un fratello, che poi ha deciso a sua volta di andarsene di casa e vivere al Nord.
Così Luce è rimasta bloccata nella sua realtà abitata da una madre bigotta e infelice, da un amore per un bastardo Peter Pan e da un capo viscido e ambiguo, un avvocato cascamorto con il pelo sullo stomaco. Come conforto, le passeggiate sul lungomare con Alleria, il suo cane superiore, unico vero confidente, e le chiacchiere con il suo anziano vicino don Vittorio, un musicista filosofo in sedia a rotelle.
Un giorno a Luce viene assegnata una causa per l’affidamento di un minore, e qualcosa inizia a cambiare. All’improvviso, nella sua vita entrano un bambino saggio e molto speciale, un artista di strada giramondo e una rondine che non ha nessuna intenzione di migrare.
La causa di affidamento nasconde molte ombre, ma forse è l’occasione per sciogliere nodi del passato e mettere un po’ d’ordine nella capatosta di Luce. Risolvendo un dubbio: andarsene, come hanno fatto il padre, il fratello e chiunque abbia seguito il vento che gli diceva di fuggire, o magari restare?

Un libro totalmente fuori dai generi che di solito leggo, ma che mi ha colpita davvero positivamente. Una storia che mi ha letteralmente affascinata e che ho finito in pochissimo tempo.






Mi stanno sulle palle quelli che credono di aver compreso come gira il mondo. Io non so se andare o restare, cosa sia meglio per me, e solo per me, di certo non credo che chi resti, chi tenti di aggiustare le cose, chi si fa il mazzo tutti i giorni per cambiare il proprio piccolo pezzettino di mondo sia meno coraggioso di chi manda tutto all’aria!”

Il romanzo ci mostra una realtà difficile, quella dei Quartieri Spagnoli di Napoli, ma con una leggerezza che incanta.
La cosa che più mi ha colpita è Luce, la protagonista del racconto.

L’ho chiamata Luce, perché Stella Di Notte è una cosa normale, invece nostra figlia è qualcosa di straordinario, come la luce di notte appunto!”

Di solito i personaggi femminili non incontrano il mio pieno apprezzamento, ma Luce ci è riuscita senza problemi. Mi sono rivista in molte cose della protagonista, pur avendo avuto un'infanzia e una vita completamente diverse dalle sue.

La vita è un continuo cambiare abitudini, amicizie, modi di fare e di pensare, ideali, amori, addirittura fede, tuttavia quando poi ti ritrovi per caso dinanzi a una vecchia abitudine, solo allora capisci quanto ti sia mancata, quanto ti abbia marchiato la pelle senza che tu te ne accorgessi.

La sensazione provata leggendo di Luce, era come se l'autore conoscesse anche il mio di animo e parlasse anche un po' di me. Non so spiegare meglio questa cosa, purtroppo.

a me il passato non piace, non sono come la maggior parte delle persone che idealizza i tempi andati, come se nel passato tutto fosse sempre stato perfetto. È ’na fesseria, Sasà, un’illusione, ci fa più comodo ricordare solo le cose belle, perciò il tempo già vissuto ci sembra perfetto! Ma, perché, secondo te nel passato le stronzate non le facevamo lo stesso?”

Luce è una di quelle eroine schiette e toste, anche se nasconde molte fragilità. Ho adorato il suo pensiero e il suo dire sempre quello che pensa, senza aver paura delle conseguenze.

Se per femmina vera si intende una che non accetta di farsi mettere i piedi in testa e lotta per sé e per i suoi cari, allora sì, sono una femmina vera.

E' una donna con dei valori e un forte senso di giustizia in cui crede fermamente e non si spaventa nel farli conoscere agli altri.

Questa è bella, noi che parliamo di famiglia normale. Ma poi cos’è la famiglia normale? Io non lo so. So però che le famiglie sono fatte da genitori che restano e figli che crescono, e che quando un padre dice alla figlia: ‘Ti vengo a prendere all’uscita’, veramente ci va davanti all’ingresso di quella fottuta scuola. Questo è normale, mà!”

Mi sono piaciuti anche tutti gli altri personaggi che circondano la vita di Luce e che ho trovato davvero ben sviscerati. Perfettamente realistici.
Lo stile narrativo di Marone è straordinario. Ho sottolineato molte sue frasi e avrei voluto riportarle tutte qui.

Chi sa amare lo fa a prescindere dal legame di sangue. Io amo mio figlio perché l’ho aiutato a crescere, ho condiviso con lui una parte della mia vita, perché mi regala ogni giorno qualcosa, perché mi ama per come sono. Ecco un valido motivo per amare un figlio!

Scrivere questa recensioni mi ha creato molte difficoltà. Quando un libro è bello faccio più fatica a parlarne. Volevo riuscire a mettere su carta le emozioni provate con questa storia che mi ha fatto ridere e commuovere nello stesso momento. Una frase del piccolo kevin racchiude il mio pensiero sul romanzo... “ma qui, non so come dire... qui è come se ci fosse tutto quello che ci deve essere”.



Non ho letto gli altri libri dell'autore, ma credo proprio che presto li recupererò.




sabato 4 marzo 2017

Chi ben comincia #12




REGOLE:
  • - Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
  • - Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
  • - Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
  • - Aspettate i commenti


Questa volta voglio incuriosirvi con un libro che mi è

stato caldamente consigliato (con promesse di torta)

dalla Libridinosa.

La rubrica nasce da un'idea del blog Il profumo dei libri.







Magari domani resto

di Lorenzo Marone



Io vivo qui

Non so se sia vero, ma ho letto che in Vermont le mogli hanno bisogno di un permesso scritto dal marito per farsi impiantare protesi dentarie, e che nello Swaziland le donne nubili non possono stringere la mano agli uomini. In Montana, invece, non hanno il permesso di andare a pescare da sole la domenica (?). In Florida possono essere arrestate se si paracadutano la domenica (?). Nello Utah non possono giurare. In Indonesia non devono sedersi a cavalcioni di una moto, in Arabia Saudita non possono guidare, in Arkansas un uomo può picchiare la moglie, ma non più di una volta al mese. In South Carolina è legale percuotere la moglie, ma solo la domenica, e solo sui gradini del tribunale, e prima delle otto del mattino (quindi bisogna organizzarsi per tempo).
Nel nostro Paese, per fortuna, le donne fanno ciò che vogliono (almeno nella maggior parte dei casi), perché, per fortuna, non esistono leggi tanto retrograde, stupide e maschiliste. E se pure esistessero, nel mio rione, per fortuna, nessuna femmena le rispetterebbe; qui i divieti non sono visti di buon occhio, al più si accettano i suggerimenti.
Siamo a Napoli, Quartieri Spagnoli.
Io vivo qui.
Il mio nome è Luce.
E sono donna.