Altra
rubrica, in collaborazione con La lettrice sulle nuvole, che riprende
la sua programmazione periodica. Argomento protagonista di Settembre è
Libro comprato/regalato in vacanza. Ho scelto di parlarvi del secondo
capitolo di una duologia distopica che aspettavo di leggere da un po'
e che, appunto, mi sono regalata ad Agosto.
Titolo: M.T.V.M.
Serie:
83500 #2
Editore: Triskel
Edizioni
Pag:: 289
Data
di pubblicazione: 1 febbraio 2019
Trama
Melice
Redding ha capito. Dopo dieci anni trascorsi in carcere per difendere
Richard Bell, ha capito che non vale la pena di morire per lui, e ha
scelto di combattere.
I passi da compiere sono chiari: trovare Richard, preparare la propria difesa al meglio, e aspettare fino alla data del processo.
Il destino della detenuta sembra roseo, eppure l'attesa si rivela più complicata del previsto. Ci sono troppi spettri del passato a intralciare il riscatto di Mel, troppa rabbia da frenare e neppure un Guardiano d’Anime a proteggerla da quella follia. Perché i desideri sono più forti delle buone intenzioni, e nessuno scorpione muta la propria natura.
I passi da compiere sono chiari: trovare Richard, preparare la propria difesa al meglio, e aspettare fino alla data del processo.
Il destino della detenuta sembra roseo, eppure l'attesa si rivela più complicata del previsto. Ci sono troppi spettri del passato a intralciare il riscatto di Mel, troppa rabbia da frenare e neppure un Guardiano d’Anime a proteggerla da quella follia. Perché i desideri sono più forti delle buone intenzioni, e nessuno scorpione muta la propria natura.
Nonostante
il capitolo finale non avesse avuto un cliffhanger strepitoso molte
cose dovevano essere ancora risolte. M.T.V.M. Inizia con Melica
sempre rinchiusa nel braccio della morte nella prigione di
Rebourning. La sua innocenza è ancora tutta da dimostrare.
A
differenza di 83500 qui ho trovato una storia più articolata
e una trama più complessa, zeppa di colpi di scena. Inoltre chiude
tutte le porte e scioglie tutti gli enigmi, cosa che apprezzo sempre.
La
storia si divide in due parti. Una prima in cui Melice è
protagonista di molte ingiustizie e soprattutto di tante violenze
fisiche. Le parole che usa Michela sono davvero evocative tanto che
tutte le scene di torture e pestaggi erano ben visibili nella mia
mente. Non ho potuto fare a meno di immedesimarmi con Melice e
percepire sulla mia pelle le sevizie a cui era sottoposta. Lo
sviluppo psicologico della donna è fantastico. Pure qui nessuna
difficoltà a provare le sue stesse angosce, il dolore per la
separazione dall'adorata figlia Sadie, la rabbia per le ingiustizie
di cui è vittima.
La
seconda parte si basa più sul processo che punta a scagionarla in
maniera definitiva. Tutta la procedura è spiegata benissimo ed
espone perfettamente il funzionamento (bacato) del sistema
giudiziario.
Oltre
Malice ho apprezzato molto anche le varie detenute che in questo
romanzo hanno uno spazio maggiore per farsi conoscere, amare o
odiare...
Lo
stile di Michela composto da frasi minimal e capitoli brevi mi hanno
coinvolta fino a farmi passare la voglia di uscire dalla stanza
dell'hotel.
Piccola
nota: mentre leggevo le ultime pagine Michela mi ha scritto
pregandomi di non ucciderla. Non l'ho fatto, ma al penultimo capitolo
la tentazione era fortissima!
Spero
vivamente che scriva altro perché ho bisogno di avere altre sue
storie.
Vi lascio il calendario per seguire tutti i blog partecipanti.
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