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domenica 9 aprile 2017

Chi ben comincia #14





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L'amore addosso di Sara Rattaro

CI sono molti modi per scoprire come stanno le cose. Possiamo fare domande, consultare un manuale o affidarci al destino.
La tua mano è scivolata dalla mia. Mi sono girata pensando di trovarti pronto a fotografarmi per rapire un momento tutto nostro. Uno dei pochi.
Invece ti sei accasciato a terra e per un attimo, uno brevissimo, ho creduto che avessi voglia di scherzare. Il tempo di un battito di ciglia ed ero lì accanto a te, sulla nostra sabbia, vicino al nostro mare e con la salsedine che ci colpiva il viso portata dal vento.
Ho urlato mentre ti sbottonavo la camicia.
Ho urlato mentre cercavo il cuore che spingeva ostinato sotto la tua pelle.
Ho urlato perché puoi attraversare una vita intera e accorgerti troppo tardi che ti basta una manciata di secondi per capire di amare qualcuno, e questo può fare solo molta paura.
Ti hanno infilato un tubo in gola e ti hanno caricato su un’ambulanza. Mi hanno permesso di salire accanto a te. Nessuno diceva nulla perché erano troppo concentrati a salvarti la vita. Abbiamo superato una lunga coda, il solito incidente che paralizza la città e che riesce a innervosirti, perché non pensi mai che potresti essere tra quelli che hanno avuto la peggio. Un’auto ha sfondato il guardrail e si è fermata contro un grosso albero che le ha impedito di precipitare nel vuoto. L’autista dell’ambulanza si è accertato che la centrale operativa fosse già stata avvertita e che un’altra équipe fosse in arrivo. Quando la porta si è aperta davanti al Pronto Soccorso, ti hanno portato via.
«Signora, lei è la moglie?»
Ci avevamo scherzato su almeno un paio di volte. Se ci fossimo mai trovati in una situazione simile, sapevamo esattamente come comportarci, anche se non pensi mai che si possa avverare sul serio.
«No, io passavo di lì per caso e l’ho solo soccorso. Non lo conosco», ho risposto e, con quella sciocca bugia, ti ho lasciato andare.


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