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martedì 31 gennaio 2017

Recensione #34 Profumo d'amore a New York by Antonella Maggio



Autrice: Antonella Maggio
Titolo: Profumo d'amore a New York
Editore: Butterfly Edizioni
Data di pubblicazione: 12 marzo 2015
Pagine: 155

Trama
Sofie Van De Broeck ha lasciato ad Amsterdam tutto il suo passato, i ricordi, le cattive esperienze ed è salita su un aereo diretto a New York. Ora vive a Brooklyn dove, circondata dai fiori che ama e che vende nel suo piccolo negozio, ha ritrovato la serenità. Non le manca nulla: ha la sua nuova casa, gli adorati tulipani che profumano di Olanda, una nuova città che l’ha accolta come una figlia. Nulla, fuorché l’amore. A rimettere tutto in discussione arriverà Logan Allen, un uomo d’affari che ama i suoi fiori. Tuttavia, il passato di Sofie è dietro l’angolo e l’amore dovrà usare tutte le sue armi per sconfiggerlo.
Un romanzo scritto da una donna e dedicato alle donne, a chi non ha mai smesso di credere nell’amore, a chi non ci ha mai creduto e adesso, per la prima volta, è pronto per farlo.

In arretrato con le mie amate challenge avevo bisogno di un libro con la parola New York in copertina. Così, spulciando tra i miei ordini Amazon, ho trovato questo ebook dimenticato dentro al kindle. Una storia fresca e romantica che mi ha fatto compagnia piacevolmente.






L'importante è capire gli errori e cercare di non commetterli in futuro. Comincia a redimerti da sola se vuoi davvero che lo facciano anche gli altri.

Sofie gestisce un negozio di fiori a New York dopo essersi trasferita dall'Olanda. Uno dei suoi clienti più importanti è Mr Allen che regala costosi mazzi di fiori ad ogni nuova conquista...

Devo dire che ho trovato questa storia, che ha veramente il dolce profumo dei fiori che vende Sofie, molto simpatica e toccante. Lo stile narrativo dell'autrice è scorrevole e leggero. Mi ha regalato momenti emozionanti e sorrisi divertiti.
I personaggi di Sofie e Logan, anche se già visti in altri racconti, mi sono piaciuti lo stesso.

Sofie era come un piccolo oggettino di cristallo e Allen era conosciuto per il suo essere materiale e delicato quanto un elefante in un negozio di preziose suppellettili.

E' stata la loro caratterizzazione che me li ha fatti amare e avrei voluto leggere di più su loro. All'inizio credevo che Sofie fosse troppo testarda e troppo chiusa nei confronti di Logan, ma aveva i suoi buoni motivi che verranno spiegati alla fine del libro.

Sofie doveva aver vissuto qualche esperienza traumatizzante in passato se reagiva in quel modo, pensò l'uomo, sperando al contempo che la ragazza potesse presto liberarsi da quei maledetti fantasmi che le rendevano ancora la vita un inferno, impedendole di fidarsi di tutti gli esseri umani di sesso maschile, di fidarsi di lui.

Logan è stato un personaggio che mi è piaciuto da subito. Un uomo che si innamora per la prima volta e cerca di conquistare la sua bella senza affrettare i tempi.

Ogni piccolo passo avanti compiuto con lei, gli gonfiava il cuore di soddisfazione e si sentiva felice. Era senza dubbio la prima volta che faticava in quella maniera assurda per conquistare una donna ma non era mai stanco di provarci.

Comprende benissimo che Sofie ha bisogno di tempo per accettare lui e i sentimenti che stanno nascendo nel suo cuore.

Molto spesso per la fretta e il desiderio di volere a tutti i costi i nostri sogni realizzati, non ci rendiamo conto che per ogni passo fatto troppo in fretta, subito dopo ne facciamo tre indietro.

Bensì il romanzo sia così corto posso ritenermi soddisfatta, anche se qualche pagina in più non avrebbe guastato. Una storia che al principio sembrava solo una lettura d'evasione si è rivelata ben più profonda.





lunedì 30 gennaio 2017

Recensione #33 L'abito di piume by Banana Yoshimoto



Autrice: Banana Yoshimoto
Titolo: L'abito di piume
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: 18 ottobre 2010
Pagine: 136

Trama
Hotaru torna nel paese natale, un piccolo borgo tranquillo attraversato da un fiume, per dimenticare le sue pene d’amore. Era andata ad abitare a Tokyo e, per otto anni, aveva vissuto una relazione sentimentale con un uomo sposato, un fotografo sempre impegnato nel lavoro che inaspettatamente l’abbandona. Il ritorno di Hotaru è un ritorno all’infanzia, un modo per ritrovare pace e serenità tra gli amici, e l’affetto della nonna. La madre è morta e il padre, un famoso psicologo, è in viaggio in California. Hotaru trascorre le giornate aiutando la nonna nel suo caffè dall’atmosfera intima e familiare. Rivede luoghi e persone del passato, soprattutto la sua vecchia amica Rumi, dotata di una speciale capacità di intuire ciò che si nasconde nell’animo delle persone. Un giorno, dopo una passeggiata lungo le sponde del fiume, Hotaru incontra Mitsuru, un ragazzo che le lascia una strana sensazione di déjà vu. È convinta di averlo già conosciuto da qualche parte, senza però riuscire a ricordare dove e quando. Risolverà l’enigma grazie all’aiuto di sua nonna e della madre di Mitsuru, scoprendo un evento misterioso e dal forte impatto emotivo. Il titolo originale del romanzo, Hagoromo (letteralmente “abito di piume”), indica un particolare tipo di kimono leggerissimo che le tennyo, figure mitologiche dalle sembianze di donne-angelo, indossano per volare tra il mondo terreno e l’aldilà. Guarita dal dolore, Hotaru può indossare il suo “abito di piume” per librarsi in volo verso la vita, rinfrancata e “leggera”, riappropriandosi finalmente della sua gioventù e dei suoi sentimenti. Un romanzo struggente e salvifico che riesce a trasmettere un forte senso di speranza nel futuro..



Primo libro per me di Banana Yoshimoto, autrice di cui si parla molto bene. La mia prima impressione, dopo aver letto questo romanzo, non è né positiva né negativa. Forse non ho scelto il suo libro migliore, ma questo avevo e questo ho letto.




Hotaru ritorna a casa dopo esser stata lasciata dal suo amante. Un uomo più grande di lei e sposato con cui era vissuta per otto anni. Qui, vicino al suo amato fiume, cercherà di riprendersi dalla delusione.

Per quanto bene andasse la nostra relazione, nella sua vita io non ero nient'altro che un fantasma che compariva di quando in quando. Rumi aveva ragione: forse sin da allora ero davvero diventata un fantasma semitrasparente.

Innanzitutto devo dire che lo stile della Yoshimoto è leggero e piacevole da leggere. Mi è piaciuto abbastanza anche se, a volte, avevo l'impressione di non capire bene cosa volesse dire. Una sensazione strana...  Altra cosa che non mi ha entusiasmato è l'assenza dei capitoli. Sì ci sono dei paragrafi, ma io sono tipo da capitoli. Ho bisogno di staccare un attimo e riprendere. Tuttavia il libro è scivolato via in un paio di ore e mi ha lasciata con un senso di dolce malinconia nel cuore.
La storia si dipana lentamente e non ci sono grandi avvenimenti sconvolgenti o colpi di scena. Eppure, proprio questo, rende il tutto più credibile. Come qualcosa che possa accadere nella vita di tutti i giorni.

Il mio corpo stava mettendo a fuoco il presente;
il passato, per quanto bello fosse stato,
cominciava a dissolversi.

Hotaru e gli altri soggetti della storia sono ben delineati. SI riesce, benissimo, a entrare nella testa della protagonista e vivere con lei tutta la fase che dal dolore la porta alla guarigione. Il rapporto che si instaura con Mitsuro ha davvero qualcosa di magico e incantato...
Ho apprezzato anche la presenza leggera di alcuni elementi soprannaturali che, senza strafare, riescono a dare ai personaggi un'impronta ancora più accattivante e interessante.




Proseguirò con altri libri dell'autrice? Forse sì, ma non subito. Sicuramente mi farò consigliare da chi la conosce meglio di me il suo prossimo libro da leggere.






domenica 29 gennaio 2017

Recensione #32 Il Giardino dei Segreti by Kate Morton

Confesso di aver iniziato questo tomone, di quasi 600 pagine, con molta paura. Chi me l'ha fatto fare? Ma la solita challenge a cui partecipo. Uno degli obiettivi della Ruota delle Letture richiedeva appunto la lettura di un libro di Kate Morton. Lo so che ce ne sono di più piccoli ma questo si adattava anche ad altre 2 challenge: Il giro del mondo in 80 libri e Sfida di lettura con Manuela
Per cui via l'ho iniziato sperando di non addormentarmi alla prima pagina, invece...



Autrice: Kate Morton
Titolo: Il giardino dei segreti
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 7 ottobre 2010
Pagine: 593

Trama

È il 1913 e sulla costa dell'Inghilterra una nave è pronta a salpare per l'Australia. A bordo una bambina di quattro anni, Nell, stringe il prezioso libro di favole che le ha regalato la misteriosa Autrice, Eliza Makepeace, che dovrebbe prendersi cura di lei e l'abbandona, invece, sul ponte. Dopo una traversata che sembra infinita, la piccola Nell si ritrova sperduta nel porto di Maryborough. Sarà Hugh, il capitano del porto, a proteggere ed accogliere come figlia quella bimba smarrita, una creatura che sembra piovuta dal cielo a consolare lui e la moglie della loro sterilità. Solo la sera del ventunesimo compleanno Nell apprende dal padre il segreto delle sue origini. Ossessionata dai ricordi confusi di un'epoca lontana, Nell decide di partire alla ricerca della sua vera identità. La ricerca la porta in Cornovaglia, dove sorge la tenuta di Blackhurst, un tempo proprietà della nobile famiglia Mountrachet. La donna comincia a ricostruire la propria storia, ma all¿improvviso è costretta a rinunciare. Nel 2005, alla morte di Nell, sua nipote Cassandra riceve un'eredità inaspettata: un cottage inglese, nel cui giardino dimenticato è sepolta la memoria di un passato oscuro: quello della sua custode, Eliza Makepeace, autrice di fiabe inquietanti, e dei Mountrachet. Quel luogo conserva un fascino misterioso e Cassandra decide di riportarlo allo splendore di un tempo. Ma quando inizia a scavare tra le erbacce non immagina che, alla fine, sarà proprio il giardino a restituirle la verità sulle proprie radici, e a sciogliere l'antico enigma della bambina perduta.





Lei era una menzogna,
tutta la sua vita era una menzogna,
e non intendeva continuare a mentire.


Ripercorriamo la storia di tre donne Eliza, Nell e Cassandra, mentre cercano di svelare un mistero di famiglia, che si dipana tra Inghilterra e Australia.
Il romanzo mi è piaciuto più di quanto mi aspettassi e sono stata trascinata dentro le pagine da subito. Spesso infatti perdevo la cognizione del tempo, tanto ero concentrata nella lettura. Ho letto le seicento pagine in tre giorni! Senza, per altro, trovarle mai lente o noiose.
La narrazione si muove avanti e indietro nel tempo: 1900, 1970, 2005. Pensavo mi disturbasse questa cosa, confondendomi le idee, invece, mi ha aiutato a capire molte cose della storia. Infatti, alcune parti del mistero vengono svelate nel passato, altre nel presente.
L'autrice ha saputo, con la sua prosa meravigliosa, costruire dei personaggi da cui si fa fatica a separarsi. Per non parlare delle vivide rappresentazioni dei luoghi dove il romanzo è ambientato. Non mi era difficile raffigurare, nella mia mente, il giardino magico, prima di tutto, ma anche le navi, la baia, le nere rocce, le caverne dei pirati...
La mia protagonista preferita è, senza dubbio, Eliza Makepeace. Rimane sé stessa nonostante tutto. Quella che proprio non sono riuscita ad amare è Rose Mountrachet, cugina di Eliza. Già prima che il suo rapporto con la parente si sfaldasse, non riusciva a risultarmi completamente simpatica.
Ho apprezzato molto anche le sezioni con le fiabe raccontate da Eliza a cui l'autrice dedica veri capitoli a sé.
Finale, forse, trascinato per troppe pagine, visto che avevo capito tutto già a metà libro, tuttavia non mi è spiaciuto più di tanto. Infatti, come si suol dire, il viaggio è più interessante della destinazione. 


Sembra proprio che più ci avviciniamo alla soluzione, più le cose si ingarbugliano.

La cosa che mi teneva incollata a questo libro, non era tanto il seguire gli avvenimenti, ma proprio conoscere più a fondo le tre donne protagoniste del romanzo.
Sicuramente leggerò anche il primo libro della Morton di cui ho sentito parlare molto bene.


Una nuova autrice bravissima scoperta per merito delle challenge. Come ho già detto: partecipate anche voi se volete scoprire storie nuove e sorprendenti.



venerdì 27 gennaio 2017

Recensione #31 Io e te = amore by Jessica Sorensen

Autrice: Jessica Sorensen
Titolo: Io e te = amore
Serie: Nova #3
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 10 novembre 2016
Pagine: 232
Prezzo Amazon: 4,99


Trama
Oggi è il primo giorno della nuova vita di Quinton Carter. Il suo passato lo ha devastato, ma Nova Reed lo ha aiutato a rimettersi in piedi. Quinton ha ricominciato a vedere il mondo attraverso gli occhi di lei, così chiari e limpidi. Nova è l’unico motivo per cui il suo cuore batte ancora dietro la terribile cicatrice che ha sul petto. Gli piacerebbe averla tra le braccia ogni minuto della giornata... ma non è ancora pronto. Nova, nel frattempo, suona la batteria in una band e passa il tempo con i suoi migliori amici, ma la verità è che le manca qualcosa. O forse qualcuno. Con Quinton parla al telefono ogni notte. Vorrebbe toccarlo, baciarlo, anche se lei per prima sa di avere bisogno di altro tempo per guarire. Una notizia improvvisa e scioccante, arrivata come un fulmine a ciel sereno, però, le fa capire di aver bisogno di Quinton come lui una volta ha avuto bisogno di lei. Quinton sarà in grado di rompere per sempre con il passato e aprirsi al cuore di Nova?


Ho amato i personaggi di Nova e Quinton, la loro storia straziante fin dal primo libro e non vedevo l'ora di saperla conclusa anche se è sempre difficile salutare dei protagonisti che ti toccano il cuore. Il modo in cui Jessica Sorensen, secondo me, lo ha fatto è stato davvero perfetto.




Tu mi hai dato la speranza, Nova Reed.
La speranza che anche se la vita è davvero,
davvero dura,
anche se a volte fa maledettamente schifo,
vale la pena viverla.

Quinton, completato il suo percorso di disintossicazione in clinica, esce per riprendere la sua vita normale. Da sobrio.
Nova, che vive ora con Lea e Tristan ha già intrapreso il suo personale percorso di guarigione riuscendo ad ammettere che non è possibile aiutare tutto il mondo.
Come al solito la Sorensen crea dei personaggi imperfetti e molto attuali. Pieni di debolezze, ma con uno spirito forte che sanno sempre conquistarmi. Ho apprezzato come l'autrice abbia fatto maturare i due ragazzi, mostrando che non è semplice venir fuori dalla droga e che le tentazioni sono sempre lì.
Durante il periodo di riabilitazione mi sembrava di essere vicino a Quinton, quello che ha avuto il cambiamento maggiore, e ai suoi mille dubbi di riuscire a guarire completamente.

Non sono più sicuro di nulla. A quale luogo appartengo. Cosa dovrei provare. Chi sono. Nasco una seconda volta. Ma a cosa rinasco?

Anche se avrei voluto più scene di Quinton è Nova insieme, ho capito che sarebbe stato troppo irreale e affrettato. Il ragazzo aveva bisogno dei suoi tempi per capire i sentimenti provati per la ragazza. Soprattutto doveva fare i conti con i fantasmi del passato.

Vivere. È così maledettamente difficile. Un momento le cose vanno bene e l’attimo dopo eccole trasformate in qualcosa che fa male. Tutti i giorni, sempre in movimento. Tutto cambia.

Nova è stata descritta benissimo nel suo voler essere vicina a Quinton ma senza forzare, mai, troppo la mano.
Finalmente, in questo romanzo, hanno la possibilità di lavorare per capire e rafforzare il loro rapporto.


La Sorensen non delude mai quando si tratta di farci conoscere racconti indimenticabili. Il suo modo di creare storie, di certo non semplici, ma che trattano di argomenti duri e angosciosi mi stupisce ogni volta. Riesce sempre a trasmettermi un messaggio di speranza e guarigione.

Ho amato tantissimo Ella e Micha, i protagonisti della serie precedente con cui ho conosciuto l'autrice, ma Quinton e Nova li hanno superati di gran lunga.



La serie è composta da
1 – L'amore verrà
2 – C'è chi dice amore
2,5 - Delilah: The Making of Red (inedito in Italia)
3 – Io e te = amore
3,5 - Tristan: Finding Hope (inedito in Italia)
4 - Wreck Me (inedito in Italia)
5 - Ruin Me (inedito in Italia)

giovedì 26 gennaio 2017

Recensione #30 L'uomo di Pietroburgo by Ken Follett

Un romanzo storico/thriller facile da leggere ambientato in Inghilterra nel 1914. Conoscevo già Follet per altri suoi scritti ed è stato un piacere rituffarmi nelle sue pagine.


Autore: Ken Follett
Titolo: L'uomo di Pietroburgo
Editore: Oscar Bestsellers Mondadori
Data di pubblicazione: 1 marzo 1986
Pagine: 336
Prezzo Amazon: 6,99

Trama
Londra, 1914. L'impero britannico sta vivendo la sua ultima lunga estate. La Germania si prepara alla guerra e l'Inghilterra cerca disperatamente alleati. La soluzione sembra poter venire dalla Russia. Churchill, primo lord dell'ammiragliato, si reca da lord Stephen Walden per ottenere il suo aiuto. Il giovane principe Aleksey Orlov, nipote dello zar Nicola, sta per giungere a Londra per dei colloqui segreti, e lord Walden nonsolo lo ospiterà, ma rappresenterà l'Inghilterra al tavolo delle trattative. Ma ci sono altre persone interessate alla presenza a Londra del principe Orlov: Charlotte, la figlia dei Walden, caparbia e idealista; Basil Thomson, capo della sezione speciale, e soprattutto Feliks Ksessinsky, l'anarchico russo, l'uomo senza paura venuto da Pietroburgo. Via via che le trattative si protraggono, i destini di questi personaggi s'intrecciano ineluttabilmente e, mentre l'Europa si prepara alla catastrofe della guerra, si svolge l'ultima tragedia familiare che sconvolgerà l'esistenza di lord Walden. L'atmosfera di un'epoca che sta per scomparire rivive in questo romanzo di Ken Follett ricco di azione, suspance, romanticismo.






L'aristocratico inglese Walden sta cercando di realizzare un alleanza anglo-russa alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Feliks, un determinato anarchico russo è inviato in Inghilterra per evitare che le due parti stringano questo patto.


E' una storia avvincente e con personaggi davvero interessanti. Follett crea con Feliks, un antagonista, con cui il lettore non può fare a meno di simpatizzare, lasciandolo incerto su come voglia che la storia finisca.
Era affamato e senza un soldo, e presto non avrebbe avuto più una casa. Ma la vita era meravigliosa: non sentiva la mancanza di alcunché. Era assetato solo di nuove idee, e ogni giorno imparava nuove cose di poesia, storia, psicologia, e, soprattutto, politica.

Come si è capito Feliks è il mio personaggio preferito, l'ho adorato dalla prima pagina all'ultima.
Dopo di lui quella che ho apprezzato maggiormente è la giovane Charlotte. Mi piace come, da bimba cresciuta sotto una campana di vetro, prenda coscienza di come è la vita nel mondo al di fuori della sua sfera. Viene a conoscenza dei problemi reali che affronta la gente normale e cerchi di cambiare le cose.
Bello anche il rapporto che si crea tra lei e Feliks...
Il conte Waden non è un cattivo personaggio anche se le sue decisioni e il suo modo di agire non siano perfetti. Ama la figlia Charlotte senza riserve...

Forse tutto quello che ho fatto come padre è stato sbagliato. Non mi sono reso conto di come il mondo sia cambiato. Non mi sono reso conto di quale ruolo avrebbe avuto la donna nel 1914. Un fallimento completo, sembra. Ma ho sempre fatto ciò che credevo meglio per te, perché ti volevo bene, e te ne voglio ancora.

Quella con cui proprio non sono entrata in empatia è Lydia che trovo insopportabile e debole. Nonostante si sia sacrificata per salvare Feliks, non è che abbia avuto una vita difficile o un marito che la maltrattasse. Le sue uniche preoccupazioni erano talmente banali da farmela odiare.

La cena organizzata da Lydia fu un vero disastro. Dato che non c'era Stephen, toccò a George sedersi a capotavola, col risultato che gli altri convitati rimasero in numero dispari. Cosa ancora più spiacevole, Lydia era talmente pensierosa che riuscì a stento a sostenere una conversazione educata, di sicuro poco brillante.


Mi è piaciuto molto il mix di romanzo storico e spionaggio, mistero e intrigo, azione e avventura. Ho apprezzato anche come l'autore intreccia insieme le molte linee del racconto. La storia ha un buon ritmo e si muove velocemente, di certo non una lettura noiosa. Alcuni aspetti della trama sono prevedibili, ma questo è perdonabile.
La scena finale è stata davvero sorprendete ed emozionate. Ingiusta, dal mio punto di vista, ma il libro aveva bisogno, in qualche modo, di finire e risolvere le cose.

Uomini e donne sono felici quando amano. Il rapporto d'amore non è la stessa cosa che un rapporto di venerazione. Si venera un dio. Gli esseri umani possono solo essere amati. Quando si venera una donna non si può amarla. Poi, quando si scopre che non è un dio, la si odia. È triste.



mercoledì 25 gennaio 2017

Recensione #29 Un'altra vita: Una storia drammatica e intensa by Lucilla Celso





Autrice: Lucilla Celso
Titolo: Un'altra vita: Una storia drammatica e intensa
Editore: Libromania
Data di pubblicazione: 6 dicembre 2016
Pagine: 284
Prezzo Amazon: 1,99


Trama
Anna si è appena separata dal marito, con il quale non è riuscita a superare il trauma di un dolore troppo forte. Si è votata anima e corpo al lavoro nell'Arma dei Carabinieri: le indagini che segue mettono spesso a repentaglio la sua stessa vita, ma la appassionano e la squadra speciale di cui fa parte è come una nuova famiglia. Dentro di lei, invece, il dolore e la paura sono sempre in agguato. La missione più difficile per Anna sarà affrontarli e superarli per tornare a vivere.

Romanzo d'esordio, davvero ben scritto, per questa scrittrice Italiana che ci propone una storia intrigante che mescola rosa e poliziesco.




L'autrice non si dilunga in inutili descrizioni e punta tutto sulle emozioni di Anna, la protagonista.
La trama è buona anche se ci parla, appunto, più della storia di Anna che dell'aspetto poliziesco del romanzo. Importanti, infatti, sono proprio i legami che si instaurano tra lei e i vari personaggi del racconto.

Era una bella squadra, un bel gruppo ed era bello farvi parte e sentire quel senso di appartenenza.


Ho trovato Anna una buona protagonista anche se le mie impressioni su di lei sono cambiate durante la lettura. Prima mi piaceva molto che fosse una donna forte che ce la mettesse tutta per andare avanti dopo il terribile matrimonio e il conseguente divorzio. Poi, ad un certo punto, non la sopportavo più proprio per il suo voler dimostrare a tutti di non essere debole. Infine, ho ritrovato con lei quell'empatica che sentivo all'inizio. Adoro quando un'autrice riesce a fare questo con i suoi soggetti.
Marco, l'altro personaggio importante della storia, invece, proprio non l'ho sopportato. Troppo uomo di Neanderthal, per i miei gusti, con le sue continue scenate di gelosia e l'atteggiamento iper-protettivo nei confronti della SUA donna.

Devi capire che la fiducia nelle persone che ti sono intorno qui è vitale. Ci saranno momenti in cui servirà coprirsi le spalle, sapere di poter contare sulla persona che hai vicino è fondamentale. Questo significa dare e avere fiducia in ognuno dei componenti del gruppo. Qui ci sentiamo tutti fratelli, amici, compagni, familiari. Siamo diventati tutto l’uno per l’altro.

Ci sono molti altri personaggi che vengono presentati in questo libro e interagiscono con Anna. Qui avrei voluto qualche notizia in più su di loro perché, a volte, ho avuto l'impressione che gli intrecci fossero forzati.
Tra tutti spicca il Maggiore che mi affascinava per il mistero che lo circondava e di cui, tuttavia, volevo sapere di più.
Ho trovato il suo stile narrativo pulito e scorrevole per cui la lettura procede piacevolmente.
È un romanzo che mi ha convinta, una bella storia in cui l’ingrediente suspense è ben dosato con la parte romance.







martedì 24 gennaio 2017

Booktag #13 Book Buying Tag



Buona giornata lettori, dopo tante recensioni di libri belli o brutti che ho letto in questo periodo, voglio proporvi un Book Tag che ho visto sul canale di Ilenia Zodiaco, una booktuber che seguo costantemente.
L'argomento principale del Tag è l'acquisto dei libri.





Domande:

  1. Dove compri i libri?
Per gli ebook acquisto unicamente su amazon, avendo il Kindle è il sito migliore.
Per il cartaceo, invece, aspetto offerte di più volumi in un unico libro, pesco nelle ceste dei supermercati e da poco ho scoperto il piacere dei mercatini dell'usato.


  1. Hai mai preordinato un libro e in caso affermativo l'hai fatto in negozio o online?
No. Aspetto sempre che esca ufficilamente perché ho talmente tanto da leggere che non ne sento l'esigenza.


  1. In media, quanti libri compri in un mese?
Difficile fare un bilancio perché, come ho detto sopra, aspetto le offerte e dipende anche dal budget che ho mensilmente.


  1. Hai usato la tua biblioteca locale?
Prima di comprare il Kindle andavo spesso in biblioteca a prendere libri. Ho spesso approfittato anche del prestito interbibliotecario quando non trovavo quello che mi serviva.


  1. Se usi la biblioteca quanti libri prendi in prestito ogni volta?
E' capitato soventemente che prendessi due o tre libri. La mia preoccupazione maggiore era rimanere senza nulla da leggere.


  1. Qual è la tua opinione sulla biblioteca?
Adoravo passare il mio tempo a sfogliare vecchi romanzi, curiosare sulla trama e scegliere quelli da portare a casa. Quello che non ho mai fatto è leggere in biblioteca, ho sempre preferito la mia casa.


  1. Cosa ne pensi dei negozi di seconda mano?
Tutto il bene possibile. Spulciando tra i vari libri mi è capitato di trovare delle vere e proprie perle, romanzi ormai fuori catalogo e introvabili.

  1. I tuoi libri da leggere e quelli già letti sono sugli stessi scaffali?
Sì, perché io raggruppo i libri per autore, in ordine cronologico di uscita. Spesso compro libri di uno scrittore che mi piace ma mi vedo costretta a rimandarne sempre la lettura.


  1. Hai in programma di leggere tutti i libri che possiedi?
Spero di sì, ma sono un'accumulatrice cronica per cui la vedo molto dura.


  1. Cosa fai con i libri che non ti sono piaciuti tanto?
Anche se è molto difficile separarmene li porto alla biblioteca locale. Ultimamente però acquisto solo libri cartacei che ho già letto e apprezzato.


  1. Hai mai donato libri?
Il più possibile. Come regalo per le varie occasioni, se sbaglio a comprare qualcosa che già ho in casa, o anche se un dato libro non mi è piaciuto.


  1. Hai mai costretto te stesso a non comprare libri?
Ogni volta che entro in una libreria devo trattenermi dal comprare!

    1. Pensi di comprare troppi libri?

No... sì... 


E voi come vi regolate di fronte all'acquisto di un nuovo libro?



lunedì 23 gennaio 2017

Blog tour Tomb Raider





Benvenuti alla quarta tappa del Blog Tour organizzato in occasione dell'uscita in Italia, per la Multiplayer Edizioni, del libro Tomb Raider e idiecimila immortali. Nel mio blog ho scelto di parlarvi della grafica dei vari giochi per Play Station e di come sia migliorata con gli anni.


Autore: Dan Abnett e Nik Vincent
Titolo: Tomb Raider. I diecimila immortali
Editore: Multiplayer Edizioni
Data di pubblicazione: 19 gennaio 2017
Pagine: 288
Prezzo: 14,90

Trama:

Tomb Raider: I Diecimila Immortali, espande il mondo e prosegue la trama del nuovo videogioco Tomb Raider. Ancora scossa da tutto ciò che è stata costretta a subire per sopravvivere sull’isola Yamatai, Lara Croft è determinata a lasciarsi alle spalle il calvario vissuto. Il suo desiderio di tranquillità svanisce quando la sua migliore amica Sam, apparentemente avvelenata da una qualche sostanza tossica, ha bisogno del suo aiuto per essere salvata.Lara si mette subito alla ricerca di qualsiasi cosa sia in grado di aiutare Sam. Un filo di speranza, nasce dal mito di un antico manufatto misterioso dalle capacità curative, capace forse di spiegare anche gli eventi soprannaturali avvenuti sull’isola Yamatai.Tuttavia, Lara non è l’unica alla ricerca del manufatto. Un magnate spietato, una società nell’ombra e una serie infinita di tirapiedi non si fermeranno davanti a nulla per sfruttare il potere della reliquia per i loro subdoli fini. La ricerca, spingerà Lara a viaggiare per tutto il globo, attraverso una fitta rete di cospirazioni, sospetti ed enigmi. Un percorso dove, il confine tra la vita e la morte è davvero molto sottile.




            I primi videogiochi e l'evoluzione grafica



La Lara Croft che incontriamo nel primo Tomb Raider (1996) e nel  secondo (1997) è caratterizzata da forme molto spigolose, anche se migliora nel secondo episodio.




Tomb Raider III “Adventures of Lara Croft” (1998) migliora ancora di più, ma le sue forme non sono ancora del tutto rotondeggianti.






Finalmente, nel quarto gioco “The Last Revelation” (1999), si hanno delle svolte importanti dal punto di vista grafico e le sue linee si ammorbidiscono notevolmente.





La Lara di “Chronicles” (2000) presenta forme morbide e lineamenti curati nei particolari.





La grafica di Tomb Raider “The Angel of Darkness” (2003) è completamente rivoluzionata grazie alla presenza di ben oltre 5000 poligoni. Il risultato, messo a confronto con i giochi precedenti, è stupefacente e segna l’inizio di una nuova era per il personaggio.






Con il settimo episodio, “Tomb Raider Legend”, (2006) la grafica compie ancora un ulteriore salto in avanti ed è totalmente rivoluzionata apparendo di un incredibilmente realismo.




La Lara del re-mastered della prima serie, “Anniversary”, (2007), ha una grafica simile a “Legend” con maggiore fluidità nei movimenti.







In Tomb Raider “Underword” (2008), la grafica diventa sempre più realistica e dettagliata.






Questi ultimi tre giochi hanno avuto un ulteriore miglioramento di grafica nelle edizioni re-mastered per la PS3.




Il penultimo gioco Tomb Raider (2013), ha rifinito ulteriormente la parte grafica e sonora, migliorando il modello di Lara e aggiungendo nuovi effetti dinamici.
Inoltre, dello stesso gioco, è uscita una versione per ps4 con grafica migliorata.




Infine arriviamo a “The Rise of the Tomb Raider” (2015) con effetti sempre più stupefacenti.







Non perdete le altre interessantissime tappe di questo Blog Tour sul mondo di Tomb Raider. Vi lascio il calendario qui sotto. Mi raccomando correte a guardarle.