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martedì 26 dicembre 2017

Recensioni (mini) #150 Natale 2017

Anche quest'anno ho pensato di consigliarvi dei brevi racconti per sfruttare al meglio le pause tra una festa e l'altra. Non sono tutte di ambientazione natalizia, però.



Il Titanic by Joseph Conrad


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Di certo non proprio una lettura a tema natalizio, ma trovando affascinante tutto ciò che riguarda il Titanic, ho scoperto questo libricino perfetto per essere letto in un'oretta in un pomeriggio invernale. Un brevissimo saggio in cui l'autore espone il suo punto di vista sulle indagini che sono seguite al disatro del Titanic. L'ho trovato davvero interessante e mi trovo daccordo come molte delle impressioni dell'autore.






La ghostwriter di Babbo Natale: Un racconto di Natale di Vani Sarca (Vani 0.5) by Alice Basso


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Breve, brevissimo, troppo corto racconto con la protagonista più tosta che ho conosciuto grazie ad Alice Basso. Qui la troviamo in una situazione che lei odia profondamente... almeno così dice... Deve risolvere il mistero di un regalo scomparso... Come sempre, anche se in poche pagine, lo stile dell'autrice mi cattura da subito.



The Black Door by Domino Finn


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Una breve avventura per Cisco Suarez ambientata nella vita notturna e nascosta di Miami. Anche questa novella, non di certo natalizia, mi ha tenuta piacevolmente compagnia in attesa che esce il prossimo capitolo e incontrare di nuovo un eroe che tanto amo.



Una piccola bugia per Natale: Una storia breve by Ann Gallagher


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Corto racconto tipicamente natalizio pieno di dolcezza e romanticismo di un'autrice che non avevo mai letto. Perfettamente plausibile l'escamotage di Eric per attirare Steve e fargli conoscere il vero affetto che può regalare una famiglia amorosa. Infatti nessuno è obbligato ad accettare un invito solo perché è la famiglia a chiederlo soprattutto quando ti rendono infelice e non ti accettano per quello che sei.







martedì 12 dicembre 2017

Recensione #148 La ricamatrice di segreti by Kate Alcott


Autrice: Kate Alcott
Titolo: La ricamatrice di segreti
Editore: Tre60
Data di pubblicazione: 22 marzo 2012
Pagine: 400

Trama
Cherbourg, Francia, 10 aprile 1912. È stata una bugia, il biglietto che ha permesso a Tess di salire sulla nave più lussuosa del mondo, diretta in America: stanca di passare le giornate a cucire per pochi spiccioli e dotata di uno straordinario talento come ricamatrice, la ragazza ha trovato il coraggio di avvicinare Lady Lucile Duff Gordon e, mentendo sulla propria identità e sul proprio passato, ha convinto la celebre stilista ad assumerla come segretaria personale. Adesso, davanti a lei, si apre un mondo che sembra uscito da una fiaba: saloni maestosi, tavole imbandite, cabine sfarzose e, soprattutto, sontuosi abiti di velluto cangiante, pizzi raffinati, sete pregiate… Eppure, in quei pochi giorni di viaggio, non sono soltanto la magnificenza e la ricchezza a stupire Tess; ben più sconvolgenti, infatti, sono gli sguardi e le parole di Jim, l’umile mozzo che ha fatto breccia nel suo cuore. Proprio come, di lì a poco, un iceberg farà breccia nell’«inaffondabile» Titanic…
New York, 18 aprile 1912. Giunti negli Stati Uniti, i sopravvissuti al naufragio del Titanic vengono accolti come eroi. Ben presto, però, l’ombra del sospetto oscura proprio la stella di Lady Gordon, accusata da un giornale scandalistico di aver corrotto gli ufficiali di bordo pur di salire su una delle poche scialuppe di salvataggio. E, quando scoprirà che la fonte di quella notizia è Jim, Tess sarà costretta a una scelta drammatica: proteggere la sua benefattrice o combattere al fianco del suo grande amore…





L'affondamento del Titanic è un argomento che mi ha sempre affascinato, come l'avidità dietro la White Star, i risvolti umani, la codardia e l'egoismo delle classi privilegiate.
Mi è piaciuta la trama di base del libro, la descrizione dell'inchiesta seguita all'orribile affondamento del Titanic, su come i sopravvissuti si trovano a gestirne le conseguenze, l'impatto sulle loro vite e, soprattutto, dover convivere con fortuna di essersi salvati.
Ho avuto, tuttavia, due problemi con questo libro: la protagonista Tess e la descrizione del naufragio del Titanic. La protagonista non mi è piaciuta per niente. Troppo arrogante ed egoista, secondo me. Il suo voler appoggiare e fidarsi di Lucille Duff-Gordon a dispetto di tutte le prove contrarie mi è sembrato esagerato. Eppure toccava con mano ogni giorno il caratteraccio della donna. Una lealtà che non ha grandi giustificazioni, l'ho visto più come servilismo... Anche la sua titubanza nei confronti dei due personaggi maschili , uno ricco e uno povero, che incontra sulla nave non mi ha convinto.
Il disastro che ha causato la morte di migliaia di persone, poi, è stato sviluppato malissimo e non mi ha causato nessuna emozione. Dalle parole dell'autrice ho avuto come l'impressione che l'incidente sia stato solo un banale inconveniente invece che la tragedia che è stata in realtà.
Bella, invece, la parte riguardante tutta l'indagine che ha seguito la sciagura dove il grande lavoro di ricerca dell'autrice è impeccabile. Basta esaminare i dati reali del Titanic per verificare l'autenticità dei personaggi realmente esistiti.
Un soggetto che ho amato tantissimo è Pinky, la giovane reporter del New York Times che sta indagando sull'affondamento e fa amicizia con Tess. Lei è veramente una donna forte e mi ha fatto vedere come venivano trattate le donne nel mondo stampa (ma non solo) e di come lottavano per far ascoltare la loro voce e per il diritto di voto.

Comunque ho davvero apprezzato questo libro, le pagine sono volate via nonostante la mia avversione per la protagonista. Sicuramente un romanzo che consiglierei a chi ama una buona e accurata lettura storica e, naturalmente, a chi cerca buoni racconti sul Titanic.


mercoledì 21 giugno 2017

Recensione #91 Le luci del Titanic by Hugh Brewster


Autore: Hugh Brewster
Titolo: Le luci del Titanic
Editore: Piemme True
Data di pubblicazione: 27 marzo 2012
Pagine: 346

Trama
Molti dei passeggeri scesi dal treno in arrivo da Parigi quel 10 aprile 1912 non erano della categoria a cui si poteva dire semplicemente: "il Titanic è in ritardo, scusate tanto". L'attesa andava bene per i viaggiatori di terza classe, emigranti bulgari, croati, italiani, anche libanesi, arrivati a piedi da chissà dove. Ora più ora meno, per loro nulla cambiava, e infatti di loro nessuno si preoccupava. Gente come il milionario John Jacob Astor IV o il famoso artista Frank Millet, invece, non amava gli intoppi. Avevano affari da seguire, appuntamenti importanti dall'altra parte dell'oceano. Ma adesso erano tutti lì, sulla banchina, insieme ad amanti impazienti di specchiarsi negli ori della nave più bella mai vista fino ad allora, o a genitori in lutto che tornavano in patria: destini sospesi sull'orlo di un'Europa ancora innocente. Intrecciando i fili che da molte destinazioni avevano portato il fior fiore del bel mondo a scalpitare per il ritardo della nave che li avrebbe consegnati a un destino non previsto nelle loro dorate scie, questa ricostruzione del fatale viaggio del Titanic, ci consegna un resoconto corale che fa palpitare raccontando l'intreccio di esistenze di colpo fatte a pezzi dalla tragedia, tra "sommersi" e "salvati". Nell'arco di tempo che va dall'imbarco all'affondamento, da profondo conoscitore di questa straordinaria vicenda, Brewster riesce a dare l'impressione di aver viaggiato anche lui sulla nave "inaffondabile".




Sono sempre stata affascinata dalla storia del Titanic e compro a scatola chiusa qualsiasi libro che parli dell'argomento. Romanzo o reportage storico non fa differenza. Quando ho visto questo volume su una bancarella a tre euro l'ho subito comprato. 


Fortunatamente non ho dovuto aspettare troppo per leggerlo visto che sono riuscita a incastrarlo in una challenge.
L'autore ci invita a dare uno sguard0 alla vita dei passeggeri di prima classe sul Titanic e di come era il mondo all'inizio del XX secolo. Mi è piaciuto molto come Brewster riesce a far interagire perfettamente una grande quantità di informazioni e personaggi che si trovavano a bordo della nave più famigerata di sempre. Si concentra quasi esclusivamente sui passeggeri di prima classe e ci rivela particolari sulla loro vita precedente all'imbarco e successiva per chi è riuscito a salvarsi dall'inabissamento di quella che era considerata una nave inaffondabile.

Gli ospiti conversavano e ridevano senza essere neppure sfiorati dal pensiero della morte incombente. Gente elegante, profumo di fiori: sembrava di essere in qualche esclusiva località di villeggiatura. Non c'era neppure una probabilità su un milione che potesse verificarsi qualche incidente...

Interessanti alcuni pensieri dei protagonisti in cui rivelano i cattivi auspici che li accompagnavano durante il viaggio e addirittura una premonizione fatta a una passeggera:

“Lei è in pericolo ogni volta che va per mare. La vedo alla deriva sull'oceano, su una barca scoperta. Perderà tutto, tranne la vita. Si salverà, ma altri moriranno.”

Grazie allo stile di scrittura dell'autore, mi sono immersa completamente nella storia. Il romanzo è dettagliato, ma senza risultare noioso nonostante i particolari tecnici del Titanic e della sua tragedia.
Sapere come la vita di molti dei sopravvissuti, traumatizzati dall'affondamento della nave, sia stata fortemente influenzato. Alcuni si sono suicidati; un numero straordinario di passeggeri ha vissuto oltre i cento anni; un bambino salvato durante quella tremenda notte è morto a diciotto anni per avvelenamento...
Consiglierei questo libro, ben scritto e coinvolgente, a tutti coloro che, come me, sono interessati a tutto ciò che gira intorno al Titanic.




L'autore ha sicuramente svolto una grande quantità di ricerche e ha risvegliato in me l'amore, mai sopito, per questa nave. 
Anzi se avete altri libri da consigliarmi li leggerei molto volentieri.