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giovedì 3 ottobre 2019

Recensione #410 L'apprendista di Goya by Sara Di Furia




Autrice: Sara Di Furia
Titolo: L'apprendista di Goya
Editore: La Corte Editore
Pag:: 301
Data di pubblicazione: 29 agosto 2019
Trama
Madrid 1791, l'arte fiorisce sotto l'occhio vigile dell'inquisizione.
Manuèl Alvèra vive e lavora nel colorificio di famiglia, abile come nessun altro nella miscelazione dei pigmenti.
Goya in persona, un giorno, colpito dalla sua abilità, lo richiede al padre come apprendista con la promessa di farlo diventare un pittore di fama. Intanto, nel giro di poco tempo, in città vengono ritrovati diversi cadaveri, tutti di famosi artisti madrileni assassinati secondo il medesimo modus operandi: il corpo massacrato, denudato e scuoiato.
Madrid è in subbuglio e mentre l'inquisizione attribuisce la responsabilità di quanto sta accadendo al mero peccato di vanità commesso dai pittori, Manuèl inizia ad avere il sospetto che proprio Goya sia coinvolto negli omicidi.
Studiando l'opera del maestro per emularne il genio, il ragazzo scopre infatti un terribile segreto, che gli permetterebbe di raggiungere sfumature di colore mai viste prima.
In breve il giovane apprendista si ritrova a essere vittima e al contempo complice di una spirale di bugie e segreti sempre più intricata, che metterà in discussione tutta la sua vita.
Sullo sfondo di una Madrid impregnata di fervore artistico e untuosa religiosità si snoda la vicenda più cruenta che il mondo dell'arte abbia mai conosciuto.



 



I romanzi storici mi annoiano, lo confesso. Tutti quei particolari, quelle date, quelle descrizioni prolisse non mi fanno godere in pieno della lettura di un romanzo. Ogni tanto, però, decido di leggerne qualcuno specialmente se nella trama c'è il fattore thriller.
Tutta questa premessa per far capire come non avessi grandi speranze su L'apprendista di Goya. Invece, contrariamente alle mie aspettative, ne sono rimasta completamente affascinata.
Lo stile di Sara Di Furia mi ha permesso di tornare indietro nel tempo, nella Madrid del '700, e vivere accanto al giovane e talentuoso Manuél, protagonista e voce narrante del romanzo.
Le descrizioni minuziose e particolareggiate ci sono ma non rendono il testo per nulla pesante. Hanno il pregio di rendere vivide nella mia mente le varie scene di vita quotidiana nella Madrid del periodo dell'Inquisizione; i colori, i profumi dei cibi, i suoni delle feste descritte son rese in maniera davvero vivida dall'autrice. Questo è uno degli aspetti che ho maggiormente apprezzato del libro.
Anche la caratterizzazione dei personaggi è fatta benissimo. L'amore di Manuél per la pittura, la dedizione che impiega nel preparare i vari pigmenti, la sensazione che prova, con un pennello in mano, mentre cerca di dare vita a un quadro sono raccontate in maniera sublime. La Di Furia ha descritto tutta questa passione come se fosse nella mente di questi artisti geniali.
Il mistero che è all'interno del romanzo è intricato e ben orchestrato. Non avevo minimamente sospettato di una delle parti coinvolte mentre ne avevo individuata un'altra. Non avevo, tuttavia, compreso le sue reali motivazioni.
La mia parte sadica ha poi gioito delle scene, ricche di dettagli macabri, delle torture inflitte alle vittime del Diablo. Resa benissimo anche l'atmosfera cupa e maledetta che fa da sfondo alla storia.
Un'autrice che non conoscevo ma che ha avuto il potere di farmi amare un romanzo storico. Non solo! Ho subito messo in Wish List il suo altro lavoro ambientato nella Londra di Jack Lo Squartatore, altro personaggio che mi incuriosisce moltissimo.

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