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martedì 23 maggio 2017

Recensione #81 Orgoglio e pregiudizio by Jane Austen




Autrice: Jane Austen
Titolo: Orgoglio e pregiudizio
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 22 maggio 2014
Pagine: 256

Trama
Pride and Prejudice è certamente l’opera più popolare e più famosa di Jane Austen, vero e proprio long-seller, ineccepibile per l’equilibrio della struttura narrativa e lo stile terso e smagliante, ed emblematica della «cristallina precisione» austeniana. Attraverso la storia delle cinque sorelle Bennet e dei loro corteggiatori, lo sguardo acuto della scrittrice, sorretto da un’ironia spietata e sottile, annota e analizza con suprema grazia fatti, incidenti, parole di un microcosmo popolato da struggenti personaggi femminili, sospesi tra l’ipocrisia della società inglese dell'epoca e la voglia di un amore romantico e senza compromessi.





Questo è uno di quei libri di cui rimandavo sempre la lettura. Da un lato mi incuriosiva conoscerne la storia, dall'altro avevo paura di trovarmi a leggere un libro lento e noioso. Invece sono stata la prima a sorprendersi dal fatto che mi sia piaciuto.
Devo ammettere che ho molto apprezzato l'umorismo inglese, sornione e asciutto, che usa la Austen, anzi, in realtà, ho riso ad alta voce più volte.
Ho amato il signor Darcy come tutte le ragazze che l'hanno conosciuto.
Per capire e apprezzare questo libro ho avuto bisogno di immergermi nella realtà quotidiana e nelle “idee” matrimoniali in uso nel diciannovesimo secolo e, dopo un inizio lento, le pagine hanno iniziato a volare.
(Ho anche cambiato edizione del libro perchè la mia copia cartacea era piena di termini arcaici e rendeva quasi incomprensibile la lettura.)
Lo stile della Austen è davvero particolare: elegante e pomposo, ma allo stesso tempo spiritoso e audace. Mi ha portato ad amare alcuni dei personaggi, simpatizzare per altri e odiarne alcuni profondamente. Ha un talento particolare per illustrare i suoi personaggi e farli amare al lettore.

Ora capisco perchè sia considerato un classico senza tempo. 


domenica 5 febbraio 2017

Recensione #36 Orgoglio e pregiudizio zombie by Seth Grahame-Smith



Autrice: Seth Grahame-Smith
Titolo: Orgoglio e pregiudizio zombie
Serie: Pride and Prejudice and Zombies #1
Editore: Nord
Data di pubblicazione: 26 ottobre 2010
Pagine: 367

Trama
È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno zombie in possesso di un cervello debba essere in cerca di altro cervello.
Così inizia Orgoglio e pregiudizio e zombie, versione fedelmente aggiornata del celeberrimo (e amatissimo) capolavoro di Jane Austen, grazie a numerose scene «inedite» in cui, a farla da protagonisti, sono appunto gli zombie. Pubblicato da una piccola casa editrice americana, questo romanzo ha suscitato l’entusiasmo sia dei neofiti sia dei più fanatici ammiratori della Austen, scalando in breve tempo tutte le classifiche di vendita e imponendosi come il fenomeno editoriale dell’anno. E il motivo di un successo tanto clamoroso è semplice: al fascino di una storia d’amore senza tempo, si aggiunge il divertimento di una lotta senza esclusione di colpi contro l’orribile flagello che si è abbattuto sull’Inghilterra, arrivando fino al tranquillo villaggio di Meryton, dove l’indomita Elizabeth Bennet, insieme con le sue sorelle, è impegnata a contrastare orde di famelici morti viventi. Un ruolo che le calza a pennello, almeno finché non arriva il bello e scontroso Mr Darcy a distrarla... Pieno di romanticismo e avventura, di cuori infranti e cadaveri affamati, di argute schermaglie e duelli all’arma bianca, Orgoglio e pregiudizio e zombie trasforma una pietra miliare della letteratura mondiale in un libro che si ha, finalmente, davvero voglia di leggere. O che non si vede l’ora di rileggere.




Devo dire che non ho letto l'originale di Jane Austen e se la storia è così noiosa non lo leggerò mai. Infatti da quello che leggo in giro la versione di Seth Grahame-Smith rende omaggio alla storia originale, mantenendo personaggi, trama, stile di scrittura, e aggiungendo semplicemente un qualcosa in più: gli Zombie. Un'aggiunta che a me non è piaciuta per nulla.
Mi aspettavo una lettura completamente diversa, non questa cosa noiosa e lenta. Non riuscivo a leggere troppe pagine di seguito, mi bloccavo continuamente e ho fatto una fatica pazzesca a finire il libro. Avendo tra le mani una storia di zombie, mi sarei aspettata più azione, più senso di pericolo, più patos, più sangue! Invece gli gli zombi o innominati come vengono chiamati nel libro sembravano semplici comparse. I camerieri non si vedono? Ops in cucina un paio di innominati cenano con le loro carni... due pugnalate e via il pericolo non c'è più. Facciamo una passeggiata a cavallo? Ops sbucano un paio di innominati dal bosco... due colpi di moschetto e la questione è sistemata.

Personaggi, poi, irritanti al massimo. E' impossibile che dopo cinquantanni di convivenza con questi esseri marcescenti, qualcuno ancora vomiti dal disgusto. Ma dai! 
La protagonista della storia, Elizabeth, sembra una pazza, bipolare e violenta. E Mr Darcy? Dov'è quest'omo che ha affascinato milioni di lettrici nel mondo? Qui ho trovato solo un personaggio piatto e per niente romantico.


Un'idea che poteva rivelarsi geniale ma gestita malissimo dall'autore. Non ha per niente funzionato, secondo me.