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lunedì 15 gennaio 2018

Presentazione di Un anno in giallo di Autori Vari (editore Sellerio)




Sempre sabato 9 dicembre 2017 all’interno della Nuvola a Roma per la fiera Più libri più liberi ho partecipato alla presentazione del libro Un anno in giallo



Mi sembra l’inizio del verbale della programmazione che devo stilare ogni martedì…ahahah… però se avete perso la puntata precedente devo pur dirvi dove ero, no?
Perché ho scelto questo evento? Verità? Perché c’era Malvaldi e perché a me i libri gialli piacciono molto. Qui si voleva fare il punto della situazione con questa antologia di racconti. Moderava l’incontro Piero Melati ed erano presenti gli autori Marco Malvaldi, Antonio Manzini, Gaetano Savatteri e Fabio Stassi. Comincio con il dire che non conosco nessuno di essi, mai letto niente di loro… dovrò rimediare!!!



Da subito la presentazione mi è sembrata diversa dalle solite, c’era tra i vari autori una sorta di goliardia, si divertivano a parlare del loro lavoro. Ci sono state battutine, allusioni, gags.
Melati apre la presentazione presentando l’antologia dei racconti Sellerio come il punto della situazione del giallo in Italia oggi, il giallo scritto da autori italiani. Presenta il lavoro come la raccolta di racconti voluta da Sellerio (l’editore era presente in prima fila alla presentazione) con delle richieste precise, doveva essere un racconto breve e con protagonista il detective di punta di ognuno degli autori, inoltre le storie in qualche modo dovevano essere collegate tra loro. Insomma un lavoro su commissione. Cosa è successo quando vi è arrivata la telefonata con questa “commissione”, quando vi è stato chiesto di scrivere questa cosa?
Savatteri: A me la commissione piace. A me non dispiace avere un tema. Mi toglie quella libertà che mi spaventa troppo.
Malvaldi: Questi racconti per me sono una benedizione perché sono facili. Hai dei paletti fissi. Hai una linea guida chiara. Devi ammazzare qualcuno all’inizio, nel mezzo c’è la fase dell’investigazione e la risoluzione in fondo. Lo scrivere su commissione è un esercizio molto bello. Le grandi idee non è detto che vengano da una ispirazione, può venire anche da una “commissione”, basta pensare a come è nato il computer! Ben venga la necessità…la commissione…
Savatteri: Infatti la Cappella Sistina è stata commissionata.
Manzini: Io ho ricattato Sellerio, io ho scritto quello che mi pare. Sono dodici racconti bellissimi, soprattutto Dicembre …
Stassi: Io quando ricevo telefonate da Sellerio sono terrorizzato.
Cerco di riportare la cosa ad una sorta di serietà. Perché, visto che il giallo è molto popolare non finisce quasi mai nelle classifiche dei migliori libri? Perché è considerato il genere di serie B?
Stassi: Io sono il giallo per caso. Per me non è facile scrivere un giallo. Non so perché il genere non vinca premi, però qualche premio lo vince.
Manzini: Nel giallo rientrano tantissimi racconti, rientrano thriller, noir…è comunque letteratura di intrattenimento. C’è intrattenimento basso e alto. Io mi auguro che noi siamo in grado di fare intrattenimento alto. Il nostro premio è un applauso, un lettore che ci legge.
Malvaldi: Io un premio l’ho vinto, ad una competizione indetta da mio cugino… C’è da dire che c’è una condizione per diventare cultura o intrattenimento, di solito per essere cultura bisogna essere morti. Omero quando cantava l’Odissea era intrattenimento, noi ne abbiamo di strada per diventare cultura. Però se ancora oggi compriamo i libri della Christie e li leggiamo anche dopo 100 anni, allora si parla di cultura.
Savatteri: La questione del giallo è molto italiana. Nel mondo anglosassone i giallisti non sono considerati di serie B. Sellerio ha avuto il grande pregio di mettere il giallo al fianco di “alta cultura”.
La cosa strana è che i libri da edicola poi restano e fanno giri enormi. Ad esempio dai libri ci fanno le fiction. Qual è lo stato delle fiction?
Qui Malvaldi e Manzini fanno un po’ i vaghi, perché in realtà la domanda era prettamente rivolta a loro che hanno lavorato per delle fiction.
Malvaldi: Si può avere successo con una fiction. Il rapporto dell’autore con la fiction è sempre complicato, tanti libri sono diventati famosi dopo la fiction.
Savatteri: Una fiction richiede serialità. Manzini e Malvaldi hanno già una serialità e quindi è facile che loro finiscano in una fiction.
Ma vediamo troppe fiction?
Stassi: La fiction è stata inventata in Sicilia: i pupi siciliani! E qui Stassi si è lanciato nel racconto di cosa è un racconto di Pupi siciliani.
Manzini: Da libro a fiction ci sono tanti concetti. Ci sono tante cose che intervengono in una riduzione da libro a fiction. Il cinema è una cosa di famiglia, mentre un libro è un lavoro di solitudine. Nella fiction l’autore è visto come una minaccia.
Savatteri: Dentro questo libro però c’è un po’ di famiglia perché i personaggi si intrecciano con parentele varie.
Con quest’ultimo intervento la presentazione si è conclusa anche perché erano andati anche fuori tempo… Insomma si erano lasciati un pochino prendere la mano e tra battute e prese in giro il tempo è volato. Mi è piaciuto anche che abbiamo nominato in varie riprese il collega Camilleri. Soprattutto quando hanno parlato della fiction, con un rapido accenno a Montalbano. Incontro piacevolissimo. Sono stata felice di aver scelto di seguire questo incontro.





lunedì 8 gennaio 2018

Presentazione di L’architetto dell’invisibile ovvero come pensa un chimico di Marco Malvaldi




Sabato 9 dicembre 2017 all’interno della Nuvola a Roma per la fiera Più libri più liberi ho partecipato alla presentazione del libro di Marco Malvaldi L’architetto dell’invisibile ovvero come pensa un chimico.
(In corsivo le parole di Malvaldi)



Ho scelto di seguire questa presentazione perché avevo sentito parlare Malvaldi ad un convegno di Matematica con l’università Bocconi di Milano e mi era piaciuto molto. Non ho ancora letto nulla di suo, benché nella mia libreria abbia uno dei suoi lavori “La briscola in cinque”. Marco Malvaldi ha iniziato la sua presentazione in modo provocatorio parlando dell’acqua come potenziale veleno. Questo perché un chimico ragiona in termini di quantità e qualità. Quantità: qualsiasi molecola messa in quantità diverse può avere conseguenze diverse. Anche l’acqua in quantità diverse crea reazioni diverse, interagisce in tanti modi.
Da qui ha iniziato a parlare di chimica, parlava con una passione fuori dal comune tanto da rendere piacevole questa materia ai più molto ostica. Ha reso anche simpatica la figura del chimico, anche se come ha detto lui stesso: Nell’immaginario collettivo il chimico è cattivo. La chimica è conoscenza e come usiamo questa conoscenza dipende da noi. Sicuramente avere la conoscenza aiuta.

Nel corso della sua presentazione sempre con una vena divertente e provocatoria, ha nominato la serie Breaking bad. Serie molto amata da mio marito (che è un chimico) e la cosa mi ha fatto sorridere. Presenta il personaggio del professore senza più speranze che mette in campo le sue competenze chimiche per fare soldi. Anche se fa un piccolo appunto: Un chimico non scioglierebbe mai un cadavere nell’acido, ma userebbe una base: è più veloce e la scia molto meno tracce.
Poi tra il pubblico nota una ragazza con una collana con un pendente particolare: una molecola di Caffeina. Da questo spunto è partita una lezione di chimica che più affascinante non si può. Ha parlato della forma, dell’importanza della forma speculare, di come le diverse forme creino diverse reazioni e soprattutto ha collegato questo con i medicinali generici… il tutto parlando di struttura molecolare! Ha usato termini specifici e tecnici come Simmetria Chirale che sinceramente non ho mai saputo cosa fosse, ma ascoltando lui mi sono incuriosita, tanto che mentre prendevo appunti pensavo alle domande che avrei posto a mio marito. Bellissimo quando oltre a parlare di simmetria e di forme “belle” delle molecole ha detto che La molecola non è ferma. Ce la possiamo immaginare come pesetti con delle molle attaccate. Quindi la molecola si muove, oscilla, respira. Dopo una spiegazione così come si fa a non amare la chimica?
Ha poi spiegato come si possono studiare gli effetti delle diverse molecole parlando degli esperimenti sulle molecole bombardati dalla luce e dei movimenti che la molecola compie.
Un chimico guarda una molecola e potrebbe dire molto in termini di dorma e di bellezza.
A termine della presentazione alcuni tra gli astanti che avevano letto il libro in questione hanno posto domande e si sono avvicinati all’autore per scambiare due parole, io invece mi sono allontanata per correre ad un’altra presentazione, dove ho trovato nuovamente Malvaldi!!!




venerdì 23 giugno 2017

5 cose che... #20

Buon venerdì lettori, oggi vi propongo una nuova puntanta della rubrica ideata da Twin Books Lovers e si parla dei cinque libri più divertenti che ho letto.


5 letture che mi hanno fatto ridere



Serie Vani Sarca di Alice Basso





Serie Cronache Lunari di Marissa Meyer




E' solo una storia d'amore di Anna Premoli
(e tutti gli altri libri dell'autrice)




Briscola in cinque di Marco Malvaldi




E infine la Bestia incontrò la Bella di Viviana Giorgi

(come, d'altronde, anche gli altri libri della scrittrice)


E voi? QUali letture vi hanno fatto ridere?