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venerdì 23 novembre 2018

Segnalazione Festa al trullo di Chicca Maralfa



Chicca Maralfa
FESTA AL TRULLO
Romanzo
Les Flaneurs Edizioni
Euro 14//pagg. 189
www.festaltrullo.it



Un' avvincente e grottesca commedia nera, in un corto circuito esplosivo tra mezzadri e influencer della moda.
Gabriella Genisi


E la Puglia? Non è solo una Festa al trullo.
Un romanzo contro il Sud-logo
Gazzetta del Mezzogiorno, Maria Grazia Rongo

Ulivi a barboncino? E' giocato sul filo dell'ironia "Festa al trullo"il romanzo di Chicca Maralfa edito da Les Flaneurs edizioni. Del resto, se la proprietà è stata chiamata C-Trullo è evidente l'intento di giocare tra i nuovi topoi - la moda, i social influencers - raccontati sottolineandone anche gli aspetti grotteschi, e i luoghi del radicamento. Ma la storia, da divertissement al profumo di "ciceri e tria", che è piatto salentino per eccellenza, ma anche il nome del brand dello stilista Vanno Loperfido, vira al noir nelle ultime pagine.
Corriere del Mezzogiorno, Rosanna Lampugnani

Nella festa che Chiara Laera organizza presso il suo fighissimo trullo per il lancio della collezione di moda dello stilista pugliese Vanni Loperfido, non sta solo il movente, l’ossatura portante della trama del libro. In questa festa glamour e molto in, c’è tutto.
Ossia la rappresentazione, non solo di coreografie, arredi, riprese e scatti, ma la rappresentazione di noi stessi, sul palcoscenico “democratico”, in quanto ormai accessibile alla stragrande maggioranza, dei social.
Thriller Nord, Sabrina De Bastiani.

Chicca Maralfa, al suo primo romanzo, scrive un' avvincente e grottesca commedia nera sul nostro presente “social". "Festa al trullo" fotografa un territorio, la Puglia turistica, e il Salento in particolare, "violato" negli spazi e nelle tradizioni per farne merce, relais di lusso e quasi un set cinematografico permanente.



Chicca Maralfa è nata e vive a Bari. Giornalista, è responsabile dell'ufficio stampa di Unioncamere Puglia. Appassionata di musica indipendente e rock d'autore, ha collaborato per la Gazzetta del Mezzogiorno, Ciao 2001 e Music, Antenna Sud e Rete 4. Nel 2018 con "L'amore non è un luogo comune" ha partecipato all'antologia di racconti "L'amore non si interpreta"(l'Erudita), contro la violenza psicologica sulle donne. “Festa al trullo” è il suo primo romanzo.



venerdì 20 luglio 2018

Recensione #226 Dentro il tuo respiro by Annamaria Bosco


Titolo: Dentro il tuo respiro
Autrice: Annamaria Bosco
Serie: Breathless Series #1
Casa editrice: Les Flaneurs
Pagine: 293
Data di pubblicazione: 28 giugno 2018
Trama
In una fredda domenica di febbraio, nel bel mezzo del Carnevale, le strade di Luca e Isa si incrociano.
Lui, un fisico piegato dalle conseguenze di una bravata finita male e un senso di colpa enorme da gestire, per un ragazzo di ventun anni. Lei, razionale, diligente e all'apparenza infrangibile.
Complice l’annuale festa in maschera, Luca indossa il suo travestimento e trova il coraggio di avvicinarsi alla ragazza che ama da troppo tempo.
Una presenza fatta di paure inespresse e risposte non date, che si fa strada nella vita di Isa e la sconvolge senza chiedere il permesso.
Due anime distanti celate da differenti paure. Due maschere invisibili pronte a calare.
Ma non tutti sono disposti a mettersi a nudo, soprattutto quando c'è in ballo un passato, con i suoi fantasmi, che torna a bussare.
Quale verità nascondono gli incubi che tormentano Luca?
Chi saprà scavare oltre l'apparenza e sotto la maschera?







Cosa vuoi che ne sappia il mondo di quello che succede dentro, se all'apparenza va sempre tutto bene? Che ce ne vuole di forza per sorridere, anche quando ti si sgretola l'anima e il cuore mente.

Ultimamente mi sono dedicata alla lettura di autrici italiane poco conosciute (almeno per quello che mi riguarda) nella speranza di scoprirne qualcuna che possa raccontare storie che mi emozionino.
Annamaria Bosco c'è riuscita e, grazie a lei, ho letto davvero piacevolmente il libro dedicato a Isa e Luca, un romance new adult molto dolce e romantico.
I protagonisti hanno due vite molto difficili, per motivi completamente diversi, ma che li fanno soffrire tantissimo.
I due si incontrano per caso (anche se Luca già aveva notato Isa in giro) una sera di Carnevale e, tra loro, sboccia subito una bellissima attrazione.
Luca è davvero un gran bel personaggio: tormentato ma non del tipo Bad Boy. A causa di una serata che ha preso una piega tragica ha perso il suo migliore amico (quasi un fratello) e, da allora, si sente in colpa per l'accaduto. L'autrice ha saputo gestire veramente bene i sentimenti del ragazzo, senza renderlo troppo malinconico o patetico. Il protagonista maschile l'ho approvato in pieno, in tutte le sue sfaccettature.
Quando alla sofferenza ci fai l'abitudine, la felicità ti appare un'utopica e impalpabile carezza che non ti è nemmeno dovuta. Un corpo del tutto estraneo. Ho paura di rovinare tutto quello che Isa mi sta regalando e che, nell'ultimo anno, mi sono negato.
Isa ha alle spalle una famiglia particolare: un padre spesso lontano per lavoro, una madre indifferente e una sorellina decenne deliziosa. Lei mi è piaciuta ma... l'ho trovata troppo buona e remissiva. Perdona sempre tutto a tutti e si ritrova,così, contornata da gente che la fa solo soffrire. Nel finale tuttavia riesce a riscattarsi almeno un po'.
La felicità non va aspettata come un autobus alla fermata. A un certo punto, tocca alzarsi le maniche e rincorrerla. Ed è proprio quello che ho fatto.

Io avrei mandato a quel paese Sara da un pezzo, ma che razza di amica è se si comporta così? Poi perché è così ossessionata da suo cugino fino ad essere gelosa se lui si innamora di una ragazza?
Per non parlare di Diego a cui avrei parlato chiaramente dei miei non-sentimenti nei suoi confronti e lo avrei trattato molto più freddamente.
E vogliamo discutere del comportamento della madre di Isa? Egoista, assente e menefreghista nei confronti dell'altra sua figlia Giada una bambina davvero deliziosa e frizzante.

Molto interessanti anche Valerio, fratello di Luca, Rachele, amica di Isa.
La storia in sé mi è davvero piaciuta sia per la sua dolcezza che per la sua originalità, ma soprattutto per le emozioni che ha saputo trasmettermi.
Anche lo stile narrativo di Annamaria, pulito e scorrevole, non risulta mai pesante.
Una bella scoperta questa autrice di cui ora aspetto il secondo capitolo, anche se il finale non mi ha lasciata in sospeso. 



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