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domenica 17 maggio 2020

Recensione #489 Princess by Lauren Kate




Angolo vintage 2.0 #18



Princess, pubblicato in Italia, nel 2011 è il primo lavoro di Lauren Kate. Dopo aver amato la sua serie “Fallen” ero curiosa di leggere qualche altra cosa di lei. Quindi quale migliore occasione se non la rubrica ideata da La lettrice sulle nuvole?


Autrice: Lauren Kate
Titolo: Princess
Editore: Rizzoli
Pag:: 229
Data di pubblicazione: 26 ottobre 2011 (prima pubblicazione 28 ottobre 2009)
Trama
Natalie Hargrove sarebbe disposta a uccidere pur di farsi eleggere "Principessa" della scuola, e non tollera l'idea che, al suo fianco, rischi di vincere non il fidanzato Mike ma Justin, un ragazzo a cui la legano sgraditi ricordi. Mentre fervono le manovre per conquistare i voti dei compagni, durante una festa di carnevale, Natalie e Mike si imbattono in Justin ubriaco, e Nat decide di legarlo di fronte alla chiesa, sottraendogli dalle tasche alcune pillole che scambia per droga. Ma il mattino dopo, lo scherzo diventa tragedia: Justin viene ritrovato morto, e davanti a Nat si spalanca l'abisso delle responsabilità da cui ormai non può più fuggire. Tra segreti inconfessabili, ricatti, premonizioni, il primo romanzo di Lauren Kate è il ritratto appassionante, duro ma vero, di un'adolescenza americana.




Inizio subito dicendo che il romanzo non mi è piaciuto. Sarebbe stato meglio se avesse continuato a prendere polvere...
Sono tanti gli aspetti che non mi hanno convinta.
A cominciare dalla protagonista Natalie. Insopportabile, antipatica, opportunista, viziata, sciocca, superficiale... Un soggetto del tutto negativo che non riesce mai, mai a farsi benvolere da me. La sua ossessione di diventare la Reginetta della Palmetto High, la sua scuola, la porta a compiere gesti ingiustificati e assurdi.
Anche gli altri personaggi non le sono da meno e non sono per nulla apprezzabili. Piatti, vuoti e senza cervello come lei.
La trama poteva essere originale e dare vita a un bel thriller. Ne aveva tutte le possibilità. Purtroppo tutto è trattato con troppa leggerezza. Nessun mistero, nessuna suspanse. Troppe cose che non c'entravano niente usate solo per allungare il brodo; alcuni avvenimenti, invece, solo accennati che, al contrario, meritavano un approfondimento.
Il finale poteva sistemare una trama traballante regalando, magari, un bel colpo di scena, invece, assurdo anche questo.

Curiosate anche dalle mie colleghe per scoprire quale vecchio libro hanno letto.