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venerdì 17 febbraio 2017

Recensione #41 Le lettere segrete di Jo di Gabrielle Donnelly

Autrice: Gabrielle Donnelly
Titolo: Le lettere segrete di Jo
Editore: Giunti
Pag: 400
Data di pubblicazione: 27 luglio 2011

Trama
Mentre Emma è elettrizzata per i preparativi del suo matrimonio e Sophie disdegna una fila di corteggiatori per dedicarsi anima e corpo alla carriera di attrice, Lulu, la più inquieta delle sorelle, passa disordinatamente da un lavoretto all’altro, con una grande passione per la cucina, ma senza alcuna prospettiva sentimentale all’orizzonte. E che cosa succede se un giorno, in soffitta, rovistando in una vecchia valigia alla ricerca di alcune ricette, si imbatte per caso in un plico di lettere scritte nientemeno che dalla trisnonna Jo March, l’intrepida protagonista di Piccole donne? Nonna Jo era proprio come lei, amava passare ore scanzonate a fare pettegolezzi con le adorate sorelle, pur essendo molto diversa dalle altre. Per Lulu le lettere di nonna Jo sono una vera illuminazione. Piene di segreti, di saggezza, di consigli meravigliosi sull’amore e sulla vita sprigionano una forza e un coraggio tali da spingerla finalmente a immaginare la sua strada.


Questo è uno di quei libri che ho preso per la trama e poi ho lasciato in fondo alla memoria del Kindle in attesa di essere letto. Me lo ero quasi dimenticato, veramente, ma grazie ad una delle solite challenge (La ruota delle letture in questo caso) ho avuto modo di ripescarlo e leggerlo.




La cosa che più mi ha attratto di questo romanzo è stata la trama. Ho amato tantissimo, da ragazzola, la storia delle sorelle March creata da Louisa May Alcott. Ne ho visto i film e le varie versioni animate perdendomi ogni volta nel loro mondo. Per cui non vedevo l'ora di approcciarmi a un suo possibile seguito.
Infatti in questa storia si presuppone che le piccole donne del romanzo originale fossero, in realtà, persone veramente esistite e non solo le incredibili protagoniste immaginarie che tutti conosciamo. (perché non posso credere che qualcuno non le conosca!)
La scrittrice ha creato dei personaggi che, caratterialmente, assomigliano molto alle originali: ognuna delle sorelle Atwater mi ha ricordato una delle sorelle March: Emma è quella più simile a Meg, Sophie ricorda Amy e Lulu è la rappresentazione di Jo.
Purtroppo il libro, dall'inizio, non mi ha preso più di tanto. L'ho trovato una lettura pesante e noiosetta. Oltre alle tre sorelle c'erano troppi personaggi e troppe storie parallele che incrociandosi tra di loro hanno creato molta confusione nella mia mente. La Donnelly non ha saputo, secondo me, intrecciare bene tutte queste dinamiche.
Ho amato, invece, le lettere di Jo trovate in soffitta da Lulu. Inserite, qua e là, nel libro sono state la parte che mi è piaciuta maggiormente.
Tuttavia non la reputo una lettura del tutto negativa perché mi ha lasciato la voglia di rileggere il romanzo della Alcott.



mercoledì 15 febbraio 2017

Chi ben comincia #11




REGOLE:
- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato

  • Aspettate i commenti

Buon mercoledì, oggi vorrei incuriosirvi con un libro che aspettava, nel mio kindle, da troppo tempo di essere letto.
La rubrica è ispirata al blog Il profumo dei libri.




Le lettere segrete di Jo
di Gabrielle Donnelly


1
Plumfield, ottobre 1888
Carissima Amy, mia figlia è arrivata in questo mondo e, che sia benedetta, è la bimba più rossa e chiassosa che si sia mai vista! La nascita è stata dura per entrambe, ma lei è venuta fuori come uno squillo di tromba e quando me l’hanno appoggiata sul seno mi ha guardato con i suoi occhietti grigi e vispi e ha annuito con aria decisa, quasi a dire: «Ecco fatto! Non credo che lo rifaremo, mamma, e io sono la prima a rallegrarmene».
Fritz e i ragazzi sono già alla sua mercé, perché quando non strilla è una creatura allegra e ci intrattiene tutti moltissimo. Meg la cova come una chioccia con la cuffietta di pizzo, ignorando gli urli ma salutando ogni gridolino e ogni mormorio come fossero i capolavori di Herr Wagner o i discorsi del presidente Lincoln in persona. Daisy e Josie le rendono omaggio e, alla fin fine, la piccola sembra destinata a essere coccolata e viziata quasi quanto una certa bambinetta dai capelli biondi che un tempo conoscevo a Concord.
A ben pensarci, però, se da grande varrà almeno un decimo della donna in cui quella bambinetta si è trasformata non avrò motivo di lamentarmi, da nessun punto di vista. Se solo mammina e la mia Beth fossero ancora qui con noi non potrei desiderare niente di più.
Devo ammettere, cara, che è assolutamente magnifico avere una figlia!
Ovviamente amo i miei bei ragazzi e sono arcifiera di loro, ma per me era una profonda delusione non aver avuto anche una figlia, come tu hai la tua Bess e come Meg – donna felice! – ha Josie e Daisy. E proprio quando pensavo che quella parte della mia vita fosse giunta al termine, ecco che arriva la bambina più preziosa che avessi mai osato immaginare. La crescerò affinché diventi buona, diligente e operosa nella comunità, e farò in modo che corra, giochi e sia spensierata, abbia un corpo forte e una mente vivace. Le insegnerò a seguire gli aspetti positivi della sua femminilità, ma le insegnerò anche che le ragazze sono capaci quanto i ragazzi e altrettanto intelligenti, grazie all’istruzione. Aspetto con ansia di vedere i tempi in cui crescerà, tempi che per fortuna stanno cambiando per le donne. Forse quando avrà l’età giusta le sarà addirittura permesso di votare, come sperano le donne inglesi, e quando quel giorno felice arriverà io lancerò in aria la mia cuffia da vecchia signora, le gale, i nastri e tutto il resto, vedrai se non lo farò, e scandalizzerò l’intera città come quand’ero ragazza!