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lunedì 25 gennaio 2021

Recensione #599 Alice in Zombieland by Gena Showalter

 


Zombie? Retelling? Alice? Chi mi conosce ormai sarà più che stanco di sentirmi elogiare questi tre elementi che adoro ritrovare nelle mie letture. Quando è stato il momento di scegliere per questa rubrica, ideata da Chiara e Rosaria, a cui si è aggiunta anche Chicca, non ho avuto dubbi. Dal blog di Floriana ho pescato questo romanzo. La sua recensione del romanzo QUI.


Autrice: Gena Showalter

Titolo: Alice in Zombieland

Serie: White Rabbit Chronicles

Editore: Harlequin Mondadori

Pag:: 372

Data di pubblicazione: 30 novembre 2017

Trama

Non avrò pace finché non avrò rispedito nella tomba tutti i morti che camminano. Per sempre.
Se qualcuno mi avesse detto che la mia vita sarebbe cambiata in un momento, sarei scoppiata a ridere. E invece è proprio quello che è accaduto. Un attimo, un secondo, il tempo di un respiro, e tutto ciò che amavo è sparito. Mi chiamo Alice Bell, e la notte del mio sedicesimo compleanno ho perso la madre che adoravo, la mia sorellina e il padre che non ho mai capito finché non è stato troppo tardi. Quella notte ho scoperto che lui aveva ragione: i mostri esistono veramente. Gli zombie mi hanno portato via tutto. E adesso non mi resta che la vendetta...
Per realizzare i suoi propositi, Alice dovrà imparare a combattere contro i non-morti e fidarsi del peggiore dei cattivi ragazzi della scuola, Cole Holland. Ma lui nasconde dei segreti. E quei segreti potrebbero rivelarsi persino più pericolosi degli zombie.






Questo libro giaceva inerte nella mia libreria ormai da qualche anno, eppure ricordo di averlo acquistato con tutte le buone intenzioni di leggerlo subito, invece...

Alice Bell ha 16 anni, ma la sua vita è diversa da quella dei suoi coetanei. Il padre, convinto di vedere dei mostri, limita la libertà sua e della sorella. Una sera, di ritorno da uno spettacolo scolastico, i Bell hanno un bruttissimo incidente. L’unica superstite è proprio Alice che, nella confusione del momento, vede accadere una cosa stranissima.

Il libro in sé non è male per nulla, si legge velocemente, è appassionante, i personaggi sono ben descritti. Però... La parte zombesca non mi ha convinta granché. Le creature, descritte nel romanzo, sembrano più vampiri che zombie: escono solo di notte, si uccidono con il taglio della testa (richiamo ad Alice?). Anche il fatto che non tutti sono in grado di vederli non è spiegato benissimo. Inoltre mi è mancata la paura verso queste creature, non c'è suspense quando appaiono. Quindi la parte horror che credevo di trovare manca totalmente.

Altro aspetto che mi ha deluso è che i rimandi alla Alice originale, sono pochi, quasi inesistenti. A parte il nome della protagonista, la nuvola a forma di coniglio non ho ritrovato altri punti in comune.

Queste due caratteristiche hanno disilluso le mie aspettative, non ho trovato quello che cercavo (o credevo esserci) in questo libro.

D'altra parte il romanzo è comunque un bel Young adult con tocchi paranormali, con la classica storia brava ragazza che si innamora del bad boy. Genere che leggo con tantissimo piacere. Infatti non è che mi sia dispiaciuto, anzi ho apprezzato molto vedere Alice e Cole interagire insieme. Anche i vari soggetti secondari sono carini, anche se non sono riuscita ad affezionarmi a nessuno in particolare.

Il voto, piuttosto alto, è dovuto dal fatto che io amo lo stile della Showalter e, in fondo, la storia è veramente bella e coinvolgente, si legge piacevolmente.

Devo solo ricordare di prenderlo come un romanzo Young Adult e non come un libro horror sugli zombie.

Leggerò sicuramente anche gli altri volumi e questa volta saprò cosa aspettarmi.


La serie White Rabbit Chronicles è composta:

1 Alice in Zombieland

1,5 Cole... Meet Ali

2 Zombie allo Specchio

3 La Regina degli Zombie

4 Zombie Party

4,1 Kat in Zombieland










domenica 8 luglio 2018

Segnalazione Il destino della Rosa Blu di Alexandra Rose



Titolo: Il Destino della Rosa Blu - L'ascesa
Genere: Fantasy Romance
Saga: Il Destino della Rosa Blu
Numero pagine: 385
Selfpublishing
prezzo ebook: 2,99 euro; prezzo cartaceo: 15 euro
Data di uscita: 18 Luglio 2018


Sinossi: Elìnor è una giovane fanciulla di venticinque anni che abita insieme a sua madre in un villaggio nei pressi delle Montagne del Nord, catena montuosa più impervia di tutto Algos. La sua vita da erborista e curatrice cambia in modo repentino una gelida mattina, quando scopre che il borgo in cui è nata e cresciuta è stato attaccato da un gruppo di mercenari assoldati dal sovrano della Terra di Helàn. Re Thanatos, infatti, mira a catturarla e averla al suo cospetto.
Durante la fuga rocambolesca, la punta di un dardo sfiora la caviglia destra di Elìnor e dal sangue della ferita compare un misterioso e affascinante disegno di una Rosa Blu.
Da quel momento in poi la sua vita si intreccia a quella di Dorian, nipote e sicario di Re Thanatos, e il mondo onirico nel quale i due si incontrano da sempre diviene più tangibile e reale.
Elìnor si ritroverà coinvolta in qualcosa che sfugge alla sua comprensione, pedina di un destino irto di spine che non ha scelto, ma che si trova costretta a fronteggiare. Il suo coraggio e la sua forza saranno sufficienti a percorrerlo?

Link pagina autrice: https://www.facebook.com/Alexandra-Rose-Autrice-163586184489447/
Biografia: Alexandra Rose nasce a Cagliari nel 1991. Appassionata di manga e romanzi fin da piccola, ha sempre amato creare storie e mondi lontani, complice la sua smisurata fantasia. Crescendo, il suo amore per la lettura e la scrittura si è intrecciato a quello per la medicina e la biologia. La scienziata che è in lei abbraccia la scrittrice: la sera ama rifugiarsi nei suoi universi immaginari dove l’amore, il coraggio e la determinazione sono in grado di superare ogni ostacolo e dissipare le tenebre.

Estratti
"Osservò le fiamme danzare e scoppiettare e il suo sguardo fu rapito dalle scintille. In particolare due attirarono la sua attenzione: sembravano entità distinte, si rincorrevano, incappando in una danza giocosa, si sfioravano senza mai riuscire a toccarsi per poi, infine, perdere consistenza e svanire in simultanea. Lei e Dorian erano come quelle due piccole scintille. Le loro anime si incontravano senza mai trovarsi davvero e si carezzavano, delicate come le corde di uno strumento, producendo una melodia conosciuta solo a loro e destinata a disperdersi nel vento."
"Dorian si sporse a sua volta, inchiodandola con un’espressione indecifrabile. «Buon dio, ragazza» mormorò. «Dovresti ringraziare le catene che mi legano i polsi.»
Il cuore di lei mancò un battito. «Sarebbe una minaccia?» gli domandò in un sussurro flebile, nel tono una leggera punta di fastidio.
Lui ridacchiò, mettendo in risalto il suo splendido sorriso, poi sollevò entrambe le mani incatenate verso il suo volto e le sistemò un capello ribelle dietro l’orecchio. Il contatto della sua pelle contro il palmo di Dorian la fece avvampare.
La mano del ragazzo indugiò sul lobo di lei per poi scendere ad accarezzarle con l’indice le gote arrossate. «Più o meno» le rispose, a un centimetro dalle labbra."

"La sagoma vigorosa ed elegante di Eric si stagliava accanto alla vetrata, immobile e silenziosa come se facesse parte anch’essa dell’arredo. Aveva una spalla appoggiata alla parete di pietra, e le braccia, fasciate da una camicia, erano incrociate al petto nerboruto in una posa che denotava alterigia e superiorità. L’espressione era congelata in un’eterna indifferenza, emergeva dal buio della notte grazie al fascio di luce che gli dipingeva a metà il volto piacente, velato da un curato strato di barba bionda. Il barbaglio lunare si specchiava dentro i suoi occhi d’onice e i corti capelli d’oro sembravano rilucere come sottili fili argentati. Nessuna parvenza di emozione gli ammorbidiva i lineamenti del viso. Lo sguardo era fisso in un punto lontano, oltre il pallore spettrale della luna, immerso nelle tenebre del manto celeste come a voler trovare conforto nel buio notturno."


"Sapevano entrambi che l’avrebbe ucciso. Delilah non aveva alcuno scrupolo: che si trattasse di un bambino in fasce, di un adulto o di un vecchio, se si fosse frapposto tra lei e il suo obiettivo sarebbe morto. A maggior ragione se avesse avuto la pessima idea di ferirla. Poteva fiutare la paura del ragazzo, ma non se ne curò, dal momento che nel suo cuore non vi era spazio per la compassione. Non permetteva a nessuno di sfiorarla, a meno che non fosse lei a dare il suo consenso. Accecata dal dolore acuto e pulsante, strinse la spada in pugno e si avventò su di lui come una belva inferocita. Gli trapassò il petto con un gesto rapido, senza dargli il tempo di proferire parola o di fuggire. Il ragazzino esalò l’ultimo agonizzante respiro, la luce nei suoi occhi baluginò per un singolo istante prima di spegnersi per sempre. Quando il corpo cadde al suolo con un tonfo, Delilah ringhiò e premette il piede su quel torace fragile per estrarre la spada con facilità."