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venerdì 28 dicembre 2018

Recensione #293 Dodici ricordi e un segreto by Enrica Tesio


Tu leggi? Io scelgo! #8





Il libro scelto questa volta per la rubrica creata da di Chiara e Rosaria, mi era già stato caldamente consigliato dalla suddetta Chiara. Quando l'ho visto sul blog di Francesca Libri, libretti, libracci da cui dovevo pescare a dicembre ho deciso quindi di affrontarlo.


Autrice: Enrica Tesio
Titolo: Dodici ricordi e un segreto
Editore: Bompiani
Data di pubblicazione: 11 ottobre 2017
Pagine: 242

Trama

"Vuoi essere l’addetta al ricordo, bambina mia?" Attilio, il nonno che è stato per lei un padre, fa ad Aura questa richiesta sconcertante: non assistere alla malattia che divorerà la mia mente, ricordami nel pieno della vita. Aura è una ragazza speciale, ha il nistagmo – disturbo che fa muovere le pupille incessantemente e che le è valso il soprannome di Signorina Occhipazzi – e davvero il suo sguardo è sempre rivolto a qualcosa di diverso da quello che vedono gli altri, come alla ricerca di un dettaglio che eternamente le sfugge. Ma proprio per questo Aura è coraggiosa, sa stare sola, sa che gli uomini spesso guardano solo la superficie delle cose: così accetta la sfida e parte per un paese lontano.
Quando però, al suo ritorno, scopre che Attilio è stato di parola e si è recluso in una casa di riposo, Aura capisce di non voler rispettare il patto e comincia a cercare il nonno ovunque: nei messaggi che lui ha seminato dietro di sé come sassolini bianchi nel bosco, nella memoria di chi gli ha voluto bene, nei propri ricordi e in quelli di sua madre Isabella, inadeguata all’amore eppure caparbiamente ostinata a cercarlo, sempre troppo “leggera” ma forse per questo capace di rialzarsi quando cade.
È così che Aura raccoglie frammenti dell’esistenza del nonno ma anche di quelle dei molti personaggi che popolano il romanzo: “cocci” di vite autentiche, spesso dolenti, irrisolte ma capaci di incastrarsi le une con le altre in maniera sorprendente.
Enrica Tesio mette in queste pagine uno humour piemontese appena velato di malinconia, un po’ di ferocia e una scrittura pulita, diretta eppure capace di momenti di improvvisa tenerezza; e fa di questo coro zoppicante e vivo di personaggi una originalissima “variazione sul tema della famiglia”, i suoi fallimenti, le sue possibilità. E i suoi segreti, perché di certo non c’è famiglia, felice o infelice, che non ne abbia uno.  





Come per tutti i libri che mi piacciono trovo sempre difficile scriverne il mio pensiero. Ci proverò iniziando col dire che mi ha incantata da subito al punto che pensavo di leggerlo in una sola seduta. Purtroppo il lavoro e la vita quotidiana mi hanno lasciato ben poco tempo essendo la settimana prima di Natale in cui tutti gli impegni erano raddoppiati. Tuttavia approfittavo di ogni attimo libero per prendere in mano il mio Kindle e dedicarmi alla lettura. Forse è stato un bene però perché le emozioni e le sensazioni che mi trasmettevano queste pagine era molto intense visto che anche perché la mia amata nonnina, nell'ultimo periodo della sua vita, ha sofferto di Alzheimer. Nonostante i tristi ricordi evocati mi trasmetteva, allo stesso tempo, un senso di pace e serenità. Per me è stato come rivivere quei giorni e quelle sensazioni. Inoltre ho sottolineato vari passaggi del libro, talmente tanti che ho deciso di non riportarne neanche uno. Erano tutti troppo importanti.
Per quello che riguarda i personaggi li ho adorati tutti. Mi piace la descrizione di Aura come personaggio duro ma non necessariamente forte. Trovo perfette queste parole per lei. È una ragazza che ha sofferto, è maturata in fretta e non si è mai fatta abbattere. Anche tutti gli altri soggetti sono stati sviluppati meravigliosamente tanto da ritagliarsi un posticino nel mio cuore: Tomaso, Guglielmo, Giordano. Il mio preferito è Attilio che ha affrontato tutte le avversità della vita con la solidità del suo amore verso Aura e Isabella. Ecco quest'ultima è forse quella che ho apprezzato meno perché troppo distante dal mio modo di essere. Non sono riuscita a comprendere appieno il suo comportamento. Mi piacerebbe leggere altro di lei, per capirla meglio.
Lo stile della Tesio è semplice e profondamente delicato mentre parla di Alzheimer, ma anche di autismo. È sicuramente un romanzo introspettivo, genere che di solito non mi prende molto, ma quest'autrice è riuscita a toccare le giuste corde con me per cui non ho potuto non amarlo.