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mercoledì 21 settembre 2022

Recensione #852 Cenerentola. La vera storia della Fata Madrina by Carolyn Turgeon

 


Buona giornata lettori, oggi sul blog, partecipo al Review Party dedicato a un retelling molto particolare e originale.

Ringrazio la Dark Abyss per la copia cartacea del romanzo.


Autrice: Carolyn Turgeon

Titolo: Cenerentola. La vera storia della Fata Madrina

Editore: Dark Abyss

Data di pubblicazione: 19 settembre 2022

Pagine: 339

Trama

Lilian è stata bandita dal suo mondo, si è macchiata di una colpa enorme di cui porta il peso da secoli. Ma cosa può aver desiderato la fata più conosciuta della storia, la Fata Madrina di Cenerentola? La stessa Cenerentola il cui destino è già stato deciso dalle Anziane? Solo un’azione compiuta in nome dell’Amore romperà l’incantesimo che la tiene legata alla Terra. E Lilian lotterà, sospesa tra due mondi, per espiare la sua colpa. Ma le fate esistono realmente? La fiaba oscura di Cenerentola che nessuno vi ha mai raccontato.





Cenerentola non rientra tra le mie favole preferite ma l'originalità della trama mi ha incuriosita immediatamente. La particolarità del romanzo è che la storia viene narrata dal punto di vista della Fata Madrina, un personaggio che, nella favola originale, rimane dietro le quinte. Quale migliore occasione per conoscere una diversa prospettiva?

Lilian, Fata Madrina di Cenerentola non ha adempiuto al 100% al suo compito di portare la ragazza al ballo. Qualcosa di terribile è successo tanto da farla cacciare dal mondo delle fate. Vive da secoli nel mondo degli umani, senza alcun potere, e per tornare nel suo magico universo deve rimediare, in qualche modo, a quell'errore.

Ho amato l’umanizzazione che viene fatta del personaggio della fata madrina e anche di Cenerentola stessa. Lilian era una fata, quindi avrebbe dovuto avere tutto ciò che desiderava, invece si è trovata a volere, con tutte le sue forze, la cosa più proibita di tutte. Questa sua ossessione porterà poi alla tragedia finale. L'autrice è riuscita perfettamente a rendere tangibili tutte le sensazioni provate da Lilian e soprattutto il suo immenso senso di colpa. Un sentimento che non l'abbandona mai. Ho vissuto tutte le sensazioni provate dalla fata madrina come se fossi dentro di lei.

Cenerentola pur rimanendo un personaggio di fondo Viene descritta come una persona ferita, abusata e lontana dallo stereotipo della ragazza sempre allegra e solare che viene presentata nelle favole. È un particolare che, personalmente, ho apprezzato tantissimo.

Gli altri due soggetti secondari, Veronica e George, sono descritti molto bene e li ho trovati inseriti alla perfezione nel contesto generale.

Ma ciò che mi ha stupita completamente è stato il finale. Un finale un po' onirico e confuso che mi ha lasciato parecchio destabilizzata, ma non in maniera negativa. Non è un cliffhanger però rimane il dubbio su cosa sia realmente successo, e mette in dubbio tutti gli avvenimenti letti fino a quel momento. Mi piace quando un libro mi spinge a pormi domande.

Lo stile della Turgeon è stato oltremodo scorrevole e coinvolgente. Ho letto il libro in due giorni visto che sono stata immersa immediatamente nella vita di Lilian. 






lunedì 2 maggio 2022

Intervista a Laura Costantini, autrice del Varcaporta

 


La settimana scorsa ho partecipato all'evento dedicato a un interessante romanzo di genere Steampunk.

Oggi conosciamo meglio l'autrice Laura Costantini.


Ciao Laura, è un piacere poterti rivolgere qualche domanda per soddisfare le nostre curiosità e permettere ai lettori di conoscere meglio te e il tuo romanzo.

- Come è nata questa storia? La storia viene da lontano. Un sogno particolarmente vivido: un monolite cuneiforme che piombava giù dal cielo colpendo Stonehenge e liberando una sostanza opalescente che andava a riempire la frattura. La mia fantasia ha visto in quella sostanza qualcosa di vivo e potente: il Kh-Ram. Scrissi una prima bozza nel 1993, poi me ne dimenticai. Ma la storia è tornata a bussare durante il lockdown.

- Qual è il primo libro che hai letto? Favole a parte credo sia stato “Cuore” di De Amicis, subito dopo “Piccole donne”, poi arrivarono Jules Verne, Edgar Rice Burroghs ed Emilio Salgari.

- Come mai proprio il genere Steampunk? Perché amo la commistione tra le atmosfere gotiche dell’epoca vittoriana e una tecnologia vintage scintillante di ottoni e scricchiolante di ingranaggi.

- Che genere leggi di solito? Tutti, non ho preclusioni. Piuttosto una propensione per thriller, storici, horror e fantasy.

- Per i personaggi ti sei ispirata a qualcuno o sono frutto della tua fantasia? I miei “bambini” sono sempre parti originali della mia mente (bacata, direbbe qualcuno). Poi, alle volte, trovo anche dei volti che ben li rappresentano, oppure scovo artist* che siano in gradi di ritrarli per come io li ho pensati.

- Qual è il personaggio da te creato a cui sei più legata? Sarei una madre degenere se ne indicassi uno… Però, che resti tra noi, il mio figlio prediletto in questa storia è, senza ombra di dubbio, Devereux Willoughby, incolpevole fulcro di tutto.

- Quanto tempo impieghi per scrivere un romanzo? Dipende. Per “Il Varcaporta” ho impiegato circa un anno e mezzo. Ma ho scritto romanzi anche nel giro di un mese (con la mia socia Loredana Falcone), come anche storie che hanno chiesto quattro anni di gestazione (come il mistery “Il puzzle di Dio”, sempre con la socia).

- Hai dei riti scaramantici o aneddoti particolari che ti sono successi durante la stesura? Riti scaramantici no, a meno di non considerare tale la mia passione per le mappe che mostrino gli spostamenti, le distanze, i tempi di percorrenza. Aneddoto? Succede che inserisco nella storia la figura di Bethany, la cameriera personale di lady Astrea. Una figura secondaria, silenziosa e obbediente, costretta al buio perché le hanno bruciato gli occhi affinché non possa rendersi conto dell’orrore delle cicatrici della sua padrona. Quasi un “cameo”. Ma lei, da brava irlandese testa dura, non era d’accordo. E ha preteso di essere parte attiva della storia in un modo che scoprirete leggendo. Si è rivelata una donna forte, decisa e tutt’altro che innocua.

- Hai già in mente un progetto futuro per un'altra storia? Per un’iniziativa della Dark Abyss Edizioni ho scritto un racconto gotico. E, sebbene il racconto concluda la vicenda, c’è un certo corvo che continua a gracchiarmi nell’orecchio. Chissà…

- Hai delle canzoni che ti ricordano i personaggi di questo libro o altri tuoi personaggi? Una canzone chiave della mia serie “Diario vittoriano” è stata “Lost on you” di LP. Per “Il Varcaporta” ho proprio una playlist completa: With or without you - U2; The kill - 30seconds to Mars; Stronger - 30seconds to Mars; The sound of silence - cover by Disturbed; L'inverno - da Le quattro stagioni di Vivaldi; My immortal – Evanescence; Take to church – Hozier; Secondo movimento dalla Settima di Beethoven; Demons - Imagine Dragons e While your lips are still red – Nightwish. Ogni brano ha un significato importante nella storia e nelle vicende dei personaggi.

- Cosa ti affascina di più dell'epoca vittoriana? Mi affascina che sia l’inizio della modernità e del progresso tecnologico, ma anche un’epoca di profonda oscurità coperta da trine e velluti. Assomiglia moltissimo a ciò che oggi siamo, ipocrisia compresa.

- Quali pensi siano i punti di forza del romanzo e perché lo consiglieresti ai lettori? Da lettrice amo molto le storie che sanno coinvolgermi e trascinarmi in un’avventura. Ecco, credo che “Il Varcaporta” sia soprattutto un’avventura da vivere tra i ghiacci iridescenti del Kh-Ram, il volo sgraziato e crudele delle macchine volanti, la voglia di giustizia di chi non si arrende e l’amore senza confini di spazio e di tempo che anima i protagonisti.

- Le tematiche lgbtqia+ sono spesso presenti nei tuoi romanzi. Cosa ti piace trasmettere con queste tematiche? L’orrore dell’ipocrisia che ha costretto e costringe - ancora oggi, perfino nell’Occidente che si crede “civilizzato” – le persone a negare la propria natura, i propri desideri, i propri sentimenti. La peggiore delle torture, la più violenta delle discriminazioni. Voglio renderla evidente e, così, combatterla.

- Anche questa saga è già stata tutta scritta e poi divisa in volumi come per "Il Ragazzo Ombra" o hai in mente di scrivere un libro alla volta e, se sì, sai già quanti libri saranno? “Il Varcaporta” non sarà una serie, come non lo era il “Diario vittoriano”. La divisione in volumi la organizzammo, con goWare, per non offrire ai lettori un librone da ottocento pagine che avrebbe potuto spaventare. Quindi la vicenda venne divisa in quattro volumi di cui “Il ragazzo ombra” è il primo. “Il Varcaporta”, nonostante la mole e grazie a Dark Abyss Edizioni, è rimasto intatto ed è, quindi, autoconclusivo.

- Quali differenze noti quando scrivi un libro a quattro mani e quando invece scrivi da sola come in questo caso? Scrivere a quattro mani è una modalità che adoro, un dono che l’amicizia – ormai sorellanza – con la mia socia Loredana Falcone mi ha concesso. Insieme a lei è come vivere un gioco di ruolo, quindi passano in secondo piano fatica e concentrazione. Scrivere da sola è più immersivo e faticoso. Ti cambia proprio l’umore. Mi piace poter sperimentare entrambi i metodi.




venerdì 22 aprile 2022

Recensione #794 Il Varcaporta by Laura Costantini

 



Buongiorno, come ultima recensione della settimana vi lascio la mia opinione su un libro Steampunk, genere che sinceramente avrò letto, sì e no, un paio di volte. Ma visto e considerato che sono una persona a cui piace cambiare tipologia di letture e vista la trama molto accattivante ho deciso di tuffarmi nella lettura de Il Varcaporta.

Ringrazio la Dark Abyss Edizioni per la copia cartacea del libro.


Autrice: Laura Costantini

Titolo: Il Varcaporta

Editore: Dark Abyss

Pag: 581

Data di pubblicazione: 17 febbraio 2022

Trama

Corre l'anno 1897 e l'Inghilterra prevale su tutti i paesi d'Europa grazie alla scoperta del Kh-Ram, misteriosa sorgente di energia che l'ha liberata da carbone e vapore. Certo, la sostanza ha un costo ma il regno di Vittoria agisce in maniera pragmatica: nasconde le proprie difformità e le sfrutta al bisogno. Di miserabili le strade son piene. Una parte diventa carne da macello per processare l'energia. Un'altra, selezionata, entra in un corpo d'elite che padroneggia il Kh-Ram, cosa possibile solo per un binomio, ossia una coppia di giovani con determinate caratteristiche, tra cui un legame esclusivo, assoluto e rigorosamente maschi. La sostanza, infatti, aborre le donne, il movimento e il calore. L'Inghilterra chiude volentieri un occhio su tali unioni, ne chiude anche due sulla sorte dei disgraziati. Ma se non fosse solo questo il prezzo da pagare? Aster Paul, Astrea Lucinda, Zachary Tucker, Devereux Willoghby e alcune vecchie conoscenze lo scopriranno e dovranno decidere da che parte stare. Sarà una lotta per la sopravvivenza segnata da alleanze imprevedibili e inganni, in cui i sentimenti più intensi e puri diventeranno l'unica guida.



 Prima di lasciarvi alla mia recensione, un paio di domande all'autrice.

D. Come è nata questa storia?

R. La storia viene da lontano. Un sogno particolarmente vivido: un monolite cuneiforme che piombava giù dal cielo colpendo Stonehenge e liberando una sostanza opalescente che andava a riempire la frattura. La mia fantasia ha visto in quella sostanza qualcosa di vivo e potente: il Kh-Ram. Scrissi una prima bozza nel 1993, poi me ne dimenticai. Ma la storia è tornata a bussare durante il lockdown.

D. Qual è il primo libro che hai letto?

R. Favole a parte credo sia stato “Cuore” di De Amicis, subito dopo “Piccole donne”, poi arrivarono Jules Verne, Edgar Rice Burroghs ed Emilio Salgari.




Come accennato, a me piace cambiare genere letterario e, per quanto non sia un'esperta, lo steampunk lo apprezzo molto.

Possiamo considerarla una storia corale, ma quattro sono i personaggi che spiccano più di tutti, tanto da essere considerati i principali: Astrea ed Aster, figli del Duca di Sarumhold, il responsabile di aver portato il KH-Ram sulla terra e Devereux Willoghby e Zachary Tucker che compongono un binomio eccezionale. Tutti e quattro si daranno da fare per risolvere i problemi che sta creando il KH-Ram al mondo...

Partendo dai personaggi, ho trovato che la Costantini abbia realizzato una magnifica caratterizzazione per ognuno di loro. Cosa non facile vista la quantità di personaggi presenti nel romanzo.

Il mio preferito è indubbiamente Aster. Uscito indenne, grazie al sacrificio di sua sorella, dall'incontro con la sostanza si sente in colpa e vive isolato da tutti. Ho amato come decide di darsi da fare per risollevare le sorti del mondo. Il KH-Ram è infatti una strana sostanza che alimenta varie macchine, attraverso l'utilizzo di esseri umani, i migliori “ospiti” si rivelano i bambini per le loro caratteristiche fisiche. Coloro che vengono contaminati dalla sostanza non vivono a lungo in quanto la stessa consuma tutta la loro forza vitale.

Tutto ciò ha reso l’Inghilterra vittoriana di fine 1800, uno dei paesi militarmente più potenti al mondo. Al contempo il continuo sfruttamento del KH-Ram sta procurando gravi danni alla Terra.

Il Prescelto Devereaux dimostra subito di possedere grandi capacità relazionali con il KH-Ram e, per questo, tutti vogliono usarlo. Troppo spesso mi ha dato l'impressione di farsi manipolare eccessivamente. Non è fragile ma mi ha dato l'idea di essere un po' troppo succube rispetto a tutto quello che gli chiedono di fare.

Zachary è il personaggio più complesso della storia. Non posso definirlo un personaggio negativo, almeno non del tutto. Il suo cambiamento, dopo che il legame con Devereaux diventa ufficiale cambia completamente. Non mi sento di ritenerlo l'unico responsabile per il suo cambiamento in negativo. Credo che siano le circostanze nelle quali si viene a trovare a causare il mutamento, non è un vero cattivo. Non è bello essere sfruttati da tutti, senza nessuna pietà per ciò che ti sta succedendo.

L'unico personaggio che ho trovato totalmente e irrimediabilmente negativo è Astrea, una persona egoista e senza pietà. Nonostante pure lei abbia subito un grave danno dall'arrivo del KH-Ram, per tutto il libro non ha avuto nessuna evoluzione, nessun comportamento altruistico. È rimasta abbarbicata nel suo egoismo.

Il mondo creato da Laura Costantini è veramente ben congeniato. Tutto viene spiegato perfettamente anche se alcuni punti non sono riuscita a comprenderli bene. Ad esempio come venga sfruttata la sostanza per il funzionamento delle macchine. Per quanto riguarda i binomi invece le cose sono molto chiare e dettagliate. La trama è ricca di intrighi politici, azione, battaglie, tradimenti, amore. C'è veramente di tutto e la narrazione non è pesante. Tuttavia alcune parti risultano più lente perché sono molto descrittive, c'è molta preparazione per ogni avvenimento e per il finale.

Lo stile dell’autrice mi è piaciuto, è riuscito a coinvolgermi e a farmi appassionare a un genere che, come dicevo, non ho avuto modo di leggere spesso.