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giovedì 20 giugno 2019

Segnalazione Gli occhi dell’oceano di Cristiano Pedrini


Solo coloro che possono vedere l’invisibile, possono compiere l’impossibile! Patrick Snow


Autore: Cristiano Pedrini
Genere: Narrativa
Formato cartaceo 13x20
Formato ebook: epub/mobi e pdf
Pagine 116
Pubblicato con Youcanprint
Isbn: 978-8831619813
Costo Ebook: € 2,99
Costo cartaceo: € 10,00

Julien Garreth è il nuovo custode del faro di Owls Head. Forse l’unico incarico in grado di farlo distogliere dai pesanti pensieri che lo tormentano sin da quando ha perso la sua amata barca ‘Blue Spirit’. Da sempre ama il mare, il poter navigare sicuro di essere tra i migliori, se non il migliore. Ma quando tutto crolla, Julien si ritira e ottiene quell’occupazione che dovrebbe riuscire ad allontanarlo dal mondo e dal rimorso. Eppure, proprio durante il suo primo giorno di lavoro, qualcos’altro terrà occupata la sua mente e il suo cuore. Corey Austen è un ragazzo cieco che, spinto dal volere del nonno, si è recato al faro sicuro di poter vedere qualcosa che i suoi occhi non possono mostrargli. Sin dal loro primo incontro i due sentono di appartenersi e, durante una notte tempestosa, legheranno i loro destini come i due innamorati della leggenda di Owls Head. Quel faro che li accomuna sembra proiettare verso di loro una luce sicura, una luce che è in grado di portarli in salvo l’uno nelle braccia dell’altro. Perché soltanto così i due potranno insieme vedere, per la prima volta, con gli occhi dell’oceano. Una storia intensa, feroce e brutale come una tempesta, dove soltanto l’amore e la fiducia saranno l’ancora di salvezza da gettare in mare per riottenere ciò che si è perso.

Link store Cartaceo www.amazon.it/Gli-occhi-delloceano-Cristiano-Pedrini/dp/8831619810
Ebook www.amazon.it/dp/B07SL24Y44

Estratto …

Capitolo Primo
Il nuovo assunto Le stelle… Quante ne erano venute a fargli compagnia in quella fredda notte. Julien aveva perso la nozione del tempo. Credeva di essere disteso sul fondo di quel gommone che ondeggiava pigramente da giorni su quell’oceano piatto. Il silenzio era rotto solo dal persistente segnale del localizzatore gps che si ripeteva all’infinito e che, a ogni attimo, gli rimbombava nella testa distraendolo dai recenti ricordi delle azioni che avevano fatto naufragare la sua bellissima barca, rendendolo l’unico superstite di quella realtà che fino a poco prima era stato un corollario di soddisfazioni e onori. Aveva la sgradevole sensazione che da quel momento in poi tutto sarebbe cambiato. Non era solo la “Blue spirit” ad essere scomparsa per sempre. Con lei era svanito il suo intero mondo, che si rispecchiava in quella compagna con la quale aveva percorso migliaia di miglia marine, rimanendo innumerevoli volte accanto al timone di quello slanciato scafo dipinto di blu, ammirando i tramonti che lentamente scomparivano sulle acque che insieme solcavano da tre anni. Lui e quello sloop erano stati protagonisti di innumerevoli vittorie, fino a quel momento… Julien chiuse gli occhi cercando di vincere sia la stanchezza che la tensione la quale, ormai affievolita, stava prendendosi il suo spazio. Il bip del segnalatore iniziava a sfumare nella sua mente. Si rannicchiò in un angolo stringendosi contro il bordo del gommone. Percepiva il movimento delle acque sotto di sé, ricordandogli che l’oceano era sempre lì a cullarlo nonostante avesse mancato di rispetto a una delle sue creature. Sapeva che di lì a poco i soccorsi sarebbero giunti per riportarlo a casa, mostrandolo come il trofeo della disfatta. Per alcuni attimi desiderò che il fondo del tender si aprisse lasciandolo precipitare negli abissi, raggiungendo la sua amata Blue spirit. Quei ricordi svanirono con la stessa rapidità con cui erano sopraggiunti mostrando a Julien i contorni della persona che continuava a parlare anche se lui, immerso in quei pensieri, non l’aveva neppure ascoltata. «Se non c’è altro potrà prendere servizio già domani» concluse l’uomo chiudendo la cartelletta che conteneva la domanda di assunzione del ragazzo che aveva di fronte. Per tutto il tempo del colloquio gli era parso alquanto a disagio su quella poltrona, come se fosse seduto su un braciere ardente. Se avesse potuto seguire il suo istinto lo avrebbe liquidato velocemente con un secco “le faremo sapere, ma al momento non abbiamo nessun lavoro da offrirle,” ma non lo poteva fare. Non dopo l’incontro con la direttrice della fondazione che pochi giorni prima, consegnandogli quella domanda di impiego, gli aveva caldeggiato di assumere quella persona; una richiesta tanto insolita che l’aveva costretto a chiederne conferma una seconda volta. «Signora Duval vuole che lo assuma davvero?» chiese Horace scorgendo il breve curriculum che aveva sotto gli occhi. Dopo aver letto quelle scarne informazioni la sua attenzione si era spostata sulla fotografia in alto alla destra del foglio. Era soprattutto l’espressione del suo volto a impensierirlo: una maschera severa che né gli occhi di un profondo color azzurro al confine del grigio, né le labbra piene che sovrastavano una fossetta appena visibile riuscivano ad addolcire. Di curriculum, come responsabile del personale della Contea di Knox, ne aveva visti a decine, ma quello indubbiamente era diverso dai precedenti per via delle poche informazioni e la poca esperienza riassunta in quelle poche righe. Per essere assunti erano necessarie competenze particolari e attitudini che in quella paginetta non trovava affatto. «Se non mi sbaglio, mio caro Horace, abbiamo diversi posti vacanti. Julien si troverà benissimo qui» disse la direttrice annuendo vistosamente, quasi a voler rassicurare l’uomo per quella scelta.




venerdì 26 aprile 2019

Segnalazione Illusioni sommerse di Cristiano Pedrini



Autore: Cristiano Pedrini
Genere: Narrativa
Pagine 167
Pubblicato con Youcanprint
Isbn: 978-8831605236
ASIN: B07P455TB5
Costo Ebook: € 2,99 (Formato ebook: epub/mobi e pdf)
Costo cartaceo: € 13,00 (Formato cartaceo 13x20)

Trama
Quant’è importante il giudizio di chi ci ama?
Norman Foster, un importante e acclamato scrittore, sta per presentare uno dei libri più attesi dell’anno alla Victoria Hall, una delle librerie più prestigiose di Londra. I suoi titoli sono sempre stati coronati dal successo del pubblico, dopo il felice e misterioso esordio avvenuto anni prima.
Tra il pubblico, ad assistere a quell’avvenimento, lo attende Jayce Cavendish, rampollo di una facoltosa famiglia americana. La sua presenza non è altro che l’ennesimo tassello che egli, con pazienza e perseveranza, ha posato per completare il mosaico della sua vendetta personale che avrà come epilogo la morte inattesa dello scrittore.
Sarà compito dell’ispettore di Scotland Yard Cedric Devonshire scoprire chi si nasconde dietro la scomparsa dell’autore e suo malgrado accettare l’invito di Jayce, conscio di essere uno dei principali sospettati, a riunire nella sua residenza di Keswich tutti coloro che avevano conti in sospeso con la vittima.
Un giallo romantico e intenso, dove amore, morte e vendetta, fluttueranno davanti agli occhi dei protagonisti trascinandoli in un’avventura piena di suspense, azione e passione.

Capitolo Primo

L’ospite

Il fuoco ardeva, rompendo il silenzio della stanza con il suo lieve scoppiettio e proiettando ombre sinuose sulle pareti. Animava i dorsi delle lunghe file di libri, riposti con meticolosa cura sui ripiani delle librerie di frassino che occupavano, con la loro imponenza, tutta la parete a nord di quello che era sempre stato lo studio privato e la biblioteca della blasonata magione edificata in quella località tanto particolare nella metà dell’Ottocento. Un’altra particolarità che faceva di quella stanza un luogo tanto ricercato erano i suggestivi dipinti racchiusi in pesanti e ornate cornici, ma che potevano pregiarsi solo del ruolo di semplici comparse: il loro unico scopo era di circondare il vero e indiscusso protagonista, che in silenzio osservava le fiamme.
Egli si mosse appena, posando le spalle contro la poltrona rivestita di broccato amaranto. Sollevò lo sguardo verso la pendola che al pari di un alfiere sembrava scrutasse ogni sua mossa ricordandogli con il suo interminabile ticchettio lo scorrere del tempo. Socchiuse gli occhi concedendosi gli ultimi istanti di pace che riusciva a cogliere in quella grande casa. Quello era il suo regno, il luogo che nessun altro poteva permettersi di invadere senza pagare il giusto tributo alla sua persona. Un tributo che diveniva, giorno dopo giorno, sempre più oneroso per chi aveva l’ardire di provarci.
Una serie di colpi alla porta riuscirono appena a scalfire quell’atmosfera.
«Signore, è ora» esordì la voce pacata giunta alla sua destra.
Egli girò il viso verso la porta aperta dalla quale penetrava una luce fioca ma capace di scacciare la penombra della stanza. Un sorriso enigmatico comparve su quel volto niveo, accompagnato da un veloce battito delle lunghe ciglia nere come il più prezioso degli opali.
«Grazie, Eleonor. Aspettami nell’atrio» le rispose tornando a fissare il fuoco che iniziava a diminuire d’intensità. Presto si sarebbe spento, consumando le sue ultime energie.
Sorrise ripensando a come quella donna amava chiamarlo. Non usava mai il suo nome, preferendogli quel titolo, pronunciato con un tono solenne che apparteneva a un’epoca remota. Lui, un signore… a ventun anni appena compiuti. Le sue sembianze erano assai più vicine a quelle di un adolescente che a quelle di un individuo che stava per superare gli ultimi confini della maturità. Forse era solo un’altra contraddizione della sua esistenza.
Si rialzò ritrovandosi a fissare il suo riflesso nel grande specchio che mostrava la sua intera figura. Si avvicinò allungando la mano e lasciò che scivolasse lentamente sulla superficie gelida accarezzando i contorni di quel viso che molti avrebbero definito un perfetto connubio di grazia e superbia. La superiorità che lo rendeva al tempo stesso preda e cacciatore, capace di paralizzare con lo sguardo chi aveva dinnanzi, obbligandolo a scegliere quale ruolo assumere. Quello sguardo, impreziosito dagli occhi bruni, tanto gentili quanto amabili, era capace di suscitare invidia e avversione, che poteva crescere a dismisura se, dimenticandosi di essi, ci si addentrava alla scoperta di ciò che quel corpo slanciato e fragile nascondeva.
Si passò le mani tra i capelli castani, le cui sfumature intense riuscivano ad avvolgere il viso simile a quello di una preziosa bambola destinata a essere unicamente ammirata.
Egli indietreggiò e raccolse il bastone posato accanto alla poltrona impugnandone il pomo argentato.
È inutile indugiare oltre convenne incamminandosi verso la porta



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