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giovedì 19 gennaio 2017

Intervista con le vamp... blogger #4 Io sono buio di Kiersten White

Buona giornata! Oggi, come ogni 19 del mese, vi propongo la consueta rubrica in collaborazione con LaLettrice sulle nuvole. Il libro scelto da voi il mese scorso è Io sono buio di Kiersten White, che a me ha intrigato parecchio. Cosa ne penserà la mia gemella librosa? Correte sul suo blog per scoprirlo!


Autrice: Kiersten White
Titolo: Io sono buio
Serie: The conquerors
Editore: Fabbri Editori
Data di pubblicazione: 24 novembre 2016
Pagine: 474
Prezzo Amazon: 15,22 €

Trama
Una principessa non dovrebbe essere brutale. Ma Lada, figlia di Vlad Dracul, è diversa da ogni altra: affamata di potere fin da piccola, preferisce la lotta e i coltelli alle bambole. L'esatto contrario del fratello Radu, dolce, bellissimo e delicato come un bocciolo di rosa. Quando i due vengono lasciati in ostaggio dal padre, ancora bambini, al sultano dell'Impero Ottomano - prigionieri di un sovrano crudele e sottomessi a una cultura completamente diversa dalla propria - Lada inizia a progettare la sua spietata vendetta. Mentre la ragazza si prepara a combattere, il figlio del sultano Mehmed si mette tra lei e il fratello, spingendoli a diventare rivali. E in questo triangolo avvelenato forze potenti tendono gli animi: desideri di riscatto, gelosie tremende e un'ambizione sfrenata. Avvolta in un vortice di passioni turbinose, Lada si troverà di fronte alla scelta più difficile: portare a termine il suo piano o arrendersi all'unico nemico che forse non è in grado di sconfiggere, l'amore.




Io sono buio di Kiersten White

  1. A quale genere appartiene il libro?
Il libro è uno Young Adult Storico


  1. Cosa pensi dei protagonisti?
Lada è pazza schizzata, ma non mi dispiace del tutto.
Radu all'inizo lo ritenevo un debole, ma durante la lettura il romanzo è diventato il mio preferito.


  1. Personaggio preferito?
Come già detto sopra Radu è il mio preferito.


  1. Personaggio più odiato?
Non c'è un personaggio che io abbia odiato in modo particolare.


  1. Che emozioni ti ha suscitato la lettura?
Curiosità di scoprire cosa sarebbe successo a Lada e Radu.

  1. Punti di forza?
Per me proprio i due protagonisti sono il fulcro del romanzo. Diversissimi tra loro ma interessanti in egual misura.


  1. Punti deboli?
Pensavo fosse un fantasy con vampiri e non un libro storico.


  1. Come hai trovato lo stile del/della scrittore/scrittrice?
Scorrevole, anche se, in alcuni punti, l'ho trovato un po' lento e noioso. Il libro è molto lungo e non è riuscita a tenere il ritmo serrato per tutto il tempo.


  1. E' facile entrare in empatia con il/la protagonista?
Sì. Nonostante non approvi il modo di vivere e di affrontare le situazioni di Lada, mi è piaciuto molto come è stata sviluppata dall'autrice.


  1. Quale aggettivo lo descrive meglio?
Intrigante



  1. A chi lo consigli?
Sicuramente agli amanti di Vlad Dracul, anche se non si parli granché di lui in queste pagine, e a chi piace leggere romanzi storici, mescolati con la politica e l'azione, con la violenza e il romanticismo.
 


  1. Quante stelline gli dai?
Direi 3 stelle e mezzo, ma molto vicino alle quattro.




Qualcuno di voi l'ha letto? Cosa ne avete pensato?
Qui sotto il nuovo sondaggio per il libro del mese prossimo. Stavolta ne avete ben quattro e di generi differenti tra cui scegliere!!!








lunedì 9 gennaio 2017

Chi ben comincia #9



REGOLE:
- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato

  • Aspettate i commenti


Ecco il libro scelto da voi per la rubrica in collaborazione con La lettrice sulle nuvole.


Io sono buio (The Conquerer's Saga #1) by Kiersten White






1
Sighisoara, Transilvania, 1435
Le folte sopracciglia di Vlad Dracul calarono sui suoi occhi come nubi di tempesta quando il medico lo informò che la moglie aveva dato alla luce una bambina. Gli altri suoi figli – uno dalla prima consorte, ormai quasi adulto, e un bastardo nato l’anno precedente dalla sua amante – erano maschi. Non sospettava che il suo seme fosse così debole da poter generare una femmina.
Spinse il battente della porta e si immerse nell’aria viziata della stanzetta. L’odore del sangue e della paura lo riempì di disgusto.
Avrebbe meritato una dimora ben più lussuosa di quella in cui viveva nella città fortificata di Sighisoara, sui colli. La casa sorgeva vicino alla porta principale delle mura, schiacciata tra gli edifici della piazza e un vicolo che puzzava di escrementi umani.
Il suo corpo di guardia, composto da dieci uomini, era puramente cerimoniale: lui stesso era poco più di una pedina a dispetto del titolo altisonante che gli era stato concesso. Era il governatore militare della Transilvania, ma avrebbe dovuto regnare sull’intera Valacchia.
Forse era per questo che gli era toccata la maledizione di una figlia femmina: un altro insulto al suo onore. Apparteneva all’Ordine del Drago, istituito dal papa in persona, e avrebbe dovuto essere il voivoda, il principe condottiero: ma sul trono sedeva suo fratello, mentre lui si limitava a governare i sassoni che occupavano senza diritto le sue terre.
Ben presto avrebbe dato prova del suo onore, passandoli a fil di spada.
Vasilissa era a letto, sudata e stravolta dal dolore. Non c’era dubbio che la debolezza che aveva messo radici nel suo ventre fosse da imputare interamente a lei. Gli dava il voltastomaco vederla in quello stato: il suo aspetto e i suoi modi non avevano più nulla della principessa che avrebbe dovuto essere.
La balia teneva in braccio un mostriciattolo paonazzo e strillante. Vlad non sapeva come chiamare una femmina. Senza dubbio Vasilissa avrebbe desiderato un nome che omaggiasse la sua stirpe, ma lui detestava la famiglia reale moldava da cui lei proveniva: non gli aveva fornito alcun vantaggio politico. Aveva già chiamato Vlad il suo bastardo, in onore di se stesso. Avrebbe fatto così anche con la figlia.
«Ladislav» dichiarò. Era una forma femminile di Vlad. Un diminutivo. Un’inezia. Se Vasilissa voleva un nome forte, doveva partorirgli un maschio. «Preghiamo che sia bella, così almeno ci tornerà utile» disse. La neonata strillò più forte.
Le regali mammelle di Vasilissa erano troppo nobili per allattare. La balia aspettò che Vlad fosse uscito e avvicinò la bambina al suo capezzolo di popolana: era ancora gonfia di latte per il maschio che aveva partorito qualche tempo prima. Mentre la piccola si attaccava al seno con una ferocia sorprendente, la balia formulò una preghiera. Che sia forte. Che sia astuta. Guardò la principessa: quindici anni, bella e delicata come i primi boccioli di primavera. Sfiorita e stremata fra le lenzuola.
E che sia brutta.