giovedì 16 febbraio 2017

Recensione #40 L'ombra di cenere by Linda Lercari


Autrice: Linda Lercari
Titolo: L'ombra di cenere
Editore: Harper Collins Italia
Data di pubblicazione: 30 novembre 2016

Trama
Giappone – Periodo Kamakura, anno 1330 - Le parole che il fedelissimo samurai Haka mormora sul letto di morte sono un enigma e diventano un tarlo che rode la mente del suo signore.
Alla ricerca di indizi che possano far luce sul mistero, Momokushi ripercorre la storia dell'amicizia con l'amico e guerriero, scavando nel passato e visitando i luoghi che sono stati testimoni delle loro imprese di gioventù.
Ma ciò che Haka ha mantenuto celato per oltre cinquant'anni non è solo un segreto in grado di sconvolgere una vita, ma è anche la più struggente dichiarazione di amore che un essere umano possa lasciare in dono.

Quando l'autrice mi ha chiesto se fossi interessata a leggere il suo libro sono stata molto contenta anche se non sono una grande appassionata di romanzi storici, ma adoro tutto ciò che ha a che fare con il Giappone. Poi la trama era davvero interessante...





Il giovane demone, l'asura,
e il suo comandante, il dio della montagna.
Due creature spaventose e terribili.

Il romanzo si apre subito con una cruenta battaglia il cui viene mortalmente ferito Hakashinjitsu, samurai fedelissimo al suo Signore Momokushi.

Testimoni attendibili raccontavano ancora di averli visti muoversi come due facce della stessa moneta, specchio contro specchio contro gli avversari, con la medesima tecnica pulita, veloce, mortale. Le guardie, i contrattacchi, i fendenti terribili: tutti con incredibile precisione. Come uno stesso uomo, ma separato in due distinte unità.

Un combattente leale e soprattutto un vero amico per il suo padrone al quale sussurra un'ultima, misteriosa frase che spingerà Momo a cercare di comprenderne il vero significato.
Ho apprezzato tantissimo la storia e la prosa dell'autrice. In poche pagine è riuscita a creare un racconto evocativo ed emozionante. Non si fa fatica a immaginare di essere al fianco del Signore mentre cerca in tutti i modi di comprendere i segreti del suo sottoposto. La lettura è accattivante e si vuole scoprire, al pari di Momo, tutti quei piccoli dettagli della vita di Haka. Una vita affascinante fatta di coraggio e sacrificio, sempre al fianco del suo signore per proteggerlo e aiutarlo.

Sono un'ombra, la sua ombra, fra i ciliegi in fiore,
fra i petali caduti, fra le dame, fra i soldati in guerra, fra i caduti in battaglia.
Sempre al suo fianco, ombra e null'altro.

Haka è sicuramente quello che ho apprezzato di più. Dalle pagine del romanzo fuoriuscivano le sofferenze e i patimenti del samurai che anteponeva i bisogni di Momo ai suoi. Tutta la sua vita era dedicata a servire e onorare il padrone, senza chiedere nulla per sé.

Erano legati dal nenkei,
il rapporto fraterno fra samurai,
più forte di una catena forgiata
con lo stesso acciaio delle spade.

Le descrizioni delle armi, delle usanze del popolo giapponese del 1300 sono davvero accurate e minuziose, ma non appesantiscono la narrazione.
Confesso che avevo intuito quale fosse il messaggio di Haka per Momo, ma la cosa non ha tolto fascino al racconto. Avevo comunque bisogno di arrivare alla fine del romanzo. Un finale che mi ha commosso e che ho trovato perfetto.




mercoledì 15 febbraio 2017

Chi ben comincia #11




REGOLE:
- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato

  • Aspettate i commenti

Buon mercoledì, oggi vorrei incuriosirvi con un libro che aspettava, nel mio kindle, da troppo tempo di essere letto.
La rubrica è ispirata al blog Il profumo dei libri.




Le lettere segrete di Jo
di Gabrielle Donnelly


1
Plumfield, ottobre 1888
Carissima Amy, mia figlia è arrivata in questo mondo e, che sia benedetta, è la bimba più rossa e chiassosa che si sia mai vista! La nascita è stata dura per entrambe, ma lei è venuta fuori come uno squillo di tromba e quando me l’hanno appoggiata sul seno mi ha guardato con i suoi occhietti grigi e vispi e ha annuito con aria decisa, quasi a dire: «Ecco fatto! Non credo che lo rifaremo, mamma, e io sono la prima a rallegrarmene».
Fritz e i ragazzi sono già alla sua mercé, perché quando non strilla è una creatura allegra e ci intrattiene tutti moltissimo. Meg la cova come una chioccia con la cuffietta di pizzo, ignorando gli urli ma salutando ogni gridolino e ogni mormorio come fossero i capolavori di Herr Wagner o i discorsi del presidente Lincoln in persona. Daisy e Josie le rendono omaggio e, alla fin fine, la piccola sembra destinata a essere coccolata e viziata quasi quanto una certa bambinetta dai capelli biondi che un tempo conoscevo a Concord.
A ben pensarci, però, se da grande varrà almeno un decimo della donna in cui quella bambinetta si è trasformata non avrò motivo di lamentarmi, da nessun punto di vista. Se solo mammina e la mia Beth fossero ancora qui con noi non potrei desiderare niente di più.
Devo ammettere, cara, che è assolutamente magnifico avere una figlia!
Ovviamente amo i miei bei ragazzi e sono arcifiera di loro, ma per me era una profonda delusione non aver avuto anche una figlia, come tu hai la tua Bess e come Meg – donna felice! – ha Josie e Daisy. E proprio quando pensavo che quella parte della mia vita fosse giunta al termine, ecco che arriva la bambina più preziosa che avessi mai osato immaginare. La crescerò affinché diventi buona, diligente e operosa nella comunità, e farò in modo che corra, giochi e sia spensierata, abbia un corpo forte e una mente vivace. Le insegnerò a seguire gli aspetti positivi della sua femminilità, ma le insegnerò anche che le ragazze sono capaci quanto i ragazzi e altrettanto intelligenti, grazie all’istruzione. Aspetto con ansia di vedere i tempi in cui crescerà, tempi che per fortuna stanno cambiando per le donne. Forse quando avrà l’età giusta le sarà addirittura permesso di votare, come sperano le donne inglesi, e quando quel giorno felice arriverà io lancerò in aria la mia cuffia da vecchia signora, le gale, i nastri e tutto il resto, vedrai se non lo farò, e scandalizzerò l’intera città come quand’ero ragazza!




martedì 14 febbraio 2017

Recensione #39 Prima della fine by C. K. Harp


Autrice: C. K. Harp
Titolo: Prima della fine
Editore: Self Publishing
Data di pubblicazione: 14 febbraio 2017
Trama
Dieci vittime e una ragazza rapita da pochi giorni. Un killer efferato che filma i propri omicidi beffandosi della polizia e dell’FBI, senza alcuna rivendicazione, senza alcun apparente motivo se non quello di essere uno psicopatico che gode dei propri crimini.
È questo il caso che sta facendo impazzire il detective Jaxon Davis, sezione omicidi di Minnetonka, a pochi giorni dal Natale. E c’è un ricordo, fra tutti, che lo spezza e lo fa vacillare, che crea nel suo cuore un’ombra mortale che rende difficile ogni pensiero coerente. Ancora di più, l’amore sbagliato che prova nei confronti di Landon Green, giovane informatico piombato nella sua vita e pronto, sembra, a cambiare radicalmente ogni certezza, ogni muro costruito nel tempo. Il tempo, che sembra scorrere troppo velocemente, senza pietà, come se non ce ne fosse mai abbastanza, come se giungesse sempre nel momento sbagliato. Come se l’amore chiedesse il permesso di entrare quando decide di farlo…

Esce oggi il nuovo romanzo MM di C. K. Harp che ho avuto l'onore e il piacere di leggere in anteprima. Avendo già letto altri scritti di questa autrice sapevo di non rimanere delusa.





La storia si presenta come un poliziesco-thriller, ma con quel tocco di rosa che non guasta mai. Il detective Jaxon oltre a cercare di catturare un pericoloso killer che tortura le sue vittime e le riprende mentre muoiono, è alle prese con la sua complicata attrazione per Landon, giovane vicino di casa.
I personaggi, che sono il punto forte del romanzo, sono ben delineati e ho adorato sia Jaxon che Landon. Mi è piaciuto come il loro rapporto sia stato sviluppato. I dubbi e le paure dei due protagonisti sono ben spiegate dall'autrice. Jaxon pur fortemente attratto da Landon cerca di frenare la sua passione ritenendo il ragazzo troppo giovane per lui.



Perché ero andato a casa sua? Perché lo avevo cercato? Mi aveva dato di volta il cervello? Sapevo cosa ero in grado di fare quando alzavo il gomito, ma mai avevo perso il controllo in quel modo. Ma la voglia di qualcuno accanto, di qualcuno che volessi per davvero, il desiderio di sentirmi desiderato, protetto, consolato... Cristo, non avrei dovuto cedere, ma era proprio ciò di cui avevo avuto bisogno, di cui ancora sentivo la mancanza.


Ho apprezzato, in particolar modo, la descrizione di Landon e di come può essere fraintesa una persona affetta da ADHD. So bene che la malattia da cui è affetto è spesso scambiata per stupidità...



quando sei abituato a essere vessato, insicuro, meta degli sberleffi generali, è facile vedere in chiunque un potenziale stronzo. Sembra che tutti parlino di te: sembra che tutti giudichino chi sei e cosa fai.



Anche gli altri soggetti del racconto sono ben integrati nella storia. Ho odiato Lance da subito. Non ho proprio gradito come si è comportato con Jaxon nel suo momento di debolezza.
Altra cosa che mi è piaciuta nello stile della scrittrice è quando si rivolge al lettore attraverso le parole dei suoi due protagonisti. Secondo me, immerge il lettore ancora di più, nelle vicende narrate.

La trama, ben costruita, è ricca di colpi di scena e mi ha tenuta incollata alle pagine desiderosa di capire chi fosse il famigerato Killer. Stavolta Harp mi ha fregata ben bene e non ho scoperto il colpevole fino alla fine! 


lunedì 13 febbraio 2017

Booktag #15 COURTSHIP BOOK TAG

Buongiorno lettori, diamo inizio ad un'altra settimana.
Domani è San Valentino e quale momento migliore per
proporvi questo book tag che parla d'amore?





Fase 1: Attrazione iniziale!
Un libro che hai comprato per la sua copertina
Io sono buio di Kiersten White








Fase 2: Prima impressione!
Un libro che hai comprato per la sua trama
L'uomo di Pietroburgo di Ken Follett








Fase 3: Parole dolci!
Un libro con una bella prosa
Il giardino dei segreti di Kate Morton








Fase 4: Primo appuntamento!
Il primo libro di una serie che ti ha fatto venir voglia di
proseguirla
Cinder di Marissa Meyer









Fase 5: Chiamate a tarda notte
Un libro che ti ha tenuta sveglia tutta la notte
ORO di S. M. May








Fase 6: Sempre nella mia testa!
Un libro al quale non puoi smettere di pensare
Chocolat di Joanne Harris








Fase 7: Contatto fisico!
Un libro che risulta bellissimo al tatto
Illuminae di Amie Kaufman & Jay Kristoff







Fase 8: Incontrare i genitori
Un libro che hai consigliato ai tuoi amici ed alla tua
famiglia

Nega, ridi, ama. Diario tragicomico di una menopausa di Rossella Boriosi






Fase 9: Pensare al futuro!
Un libro o una serie che sai che rileggerai 
prossimamente
Bad love di Jay Crownover






Quali sono i libri che hanno fatto innamorare voi?





domenica 12 febbraio 2017

Recensione #38 ORO by S.M. May


Autrice: S. M. May
Titolo: ORO
Serie: ORO #1
Editore: Self Publishing
Data di pubblicazione: 8 novembre 2016



Pagine: 256
Prezzo Amazon: 2,99

Trama
Il detective di classe A6 Sapphire Crissen non ha mai imparato la sottile arte della diplomazia e del rispetto delle gerarchie.
Per questo il suo Distintivo è a rischio, e qualcuno tra i suoi superiori ha deciso di fargliela pagare. Crissen dovrà affiancare un ufficiale della Milizia imperiale per risolvere un caso spinoso sul pianeta di Arces.
Il capitano Jen Adur appartiene ai nerduriani, un popolo poco conosciuto e su cui circolano parecchie leggende.
Di certo, è una creatura tanto affascinante quanto infida, cosa che il detective imparerà ben presto a proprie spese.
Dalla capitale dell’Impero ai mercati sotterranei di Arces, dalle foreste nere di Nerdur all’arena insanguinata di Pikaen, dalle trame dei contrabbandieri agli intrighi dell’aristocrazia, dalla sofferenza degli schiavi alle lame impietose dello skullball, Sapphire dovrà affrontare una missione delicata, un lungo viaggio per scoprire la verità, ma anche parecchie cose sulla sua stessa natura e su quella del suo capitano.
Perché non è ORO tutto ciò che luccica, e quasi sempre le apparenze ingannano…







Avevo questo libro tra le mani da mesi e ne rimandavo sempre la lettura. Un enorme sbaglio perché mi stavo perdendo un romanzo meraviglioso.








La vita è benedizione, Crissen. Il mio san è una benedizione, credimi. Non fare anche tu l’errore di chiamare problema ciò che è un dono.



La lettura del prequel “Il sangue non è acqua” mi aveva lasciata con un colpo al cuore e con l'ansia di leggere il primo capitolo di questa serie MM ambientata nel futuro. La storia infatti inizia subito dopo la fine del breve racconto e ritroviamo il capitano Jen Adur, il fascinoso capitano, che sta indagando sulla morte di un importante nobile...
Ad aiutarlo c'è Sapphire Crissen, un detective del pianeta Trenton mandato su Arces come punizione per il suo comportamento troppo irrispettoso.
Ho trovato l'ambientazione sci-fi davvero ben sviluppata. I paesaggi, grazie alle descrizioni dell'autrice, erano facilmente visibili nella mia mente.
La trama, ricca di colpi di scena, azioni e combattimenti mi ha catturata da subito. Ho finito il libro in un giorno, senza rendermene conto.
Quello che maggiormente mi è piaciuto nel romanzo è la storia d'amore tra i protagonisti, Jen e Sapphire, così diversi tra loro eppure così uguali.



La verità è che Sapphire Crissen appariva bizzarro ed emarginato quanto lui, anche se per ragioni del tutto diverse. Perciò Jen aveva deciso di tastare quell’uomo ancora inesplorato, e di dargli al contempo una lezione sull’inutilità della violenza.



Sapphire ha tanto sentito parlare dei narduriani, popolo a cui appartiene Jen, ed è molto incuriosito da loro.



Mmm, occhi d’oro e corpi ermafroditi. In effetti, concordo con te che possano essere soggetti particolari.


E ora che finalmente si trova a lavorare fianco a fianco con il bellissimo capitano non può fare a meno di rimanerne affascinato.



Adur era un maschio attraente in modo indecoroso, una visione che si tollerava a fatica, e Sapphire non voleva averci niente a che fare, soprattutto considerando che, da oltre tre anni, aveva circoscritto la propria attività sessuale a meri incontri asettici, privi di qualunque fattore di pericolosità. Per questo, ora più che mai, il suo distintivo non avrebbe dovuto dipendere in alcun modo da quanto il capitano fosse magnifico nel suo incedere, o disponesse di fianchi snelli e di un sedere da concorso di bellezza. Mister Galassia, o qualcosa del genere.


La cosa che più ho apprezzato è la crescita del rapporto tra i due. Jen cerca di essere freddo e distaccato, non ha bisogno di nessuno. Né per compiere il suo lavoro, né per essere salvato. Quando è costretto a fare coppia con Sapphire, un uomo grande e grosso, pieno di cicatrici e soprattutto schietto e fedele al suo capitano, vuole tenerlo il più distaccato possibile. La sua natura così particolare gli era già costata tanta sofferenza...


In ogni caso, non mi disturba affatto che la gente veda in me due identità distinte. Non è così male essere due metà di uno. Da piccolo, o da piccola, a seconda di come vuoi considerarlo, anch’io vedevo le differenze e soffrivo. Facevo del mio meglio per ignorarle, finché ho compreso che non erano macchie da cancellare.


Invece sono proprio queste qualità che fanno sì che tra i due si sviluppi una relazione importante. Jen inizia a capire che forse quest'uomo rozzo e irrispettoso non lo deluderà.


Perché gli altri dovevano sempre bloccarsi lì, senza mai guardare oltre? Perché fermarsi a esaminare la discrepanza, quando tutti i pezzi trovavano comunque il loro posto? Perché cercare il particolare sbagliato, quando la bellezza si celava nell’unità del disegno?


Forse mi sono dilungata troppo con i personaggi ma ho adorato fin dal primo momento Jen e Sapphire: insieme formano una perfetta combinazione.





La serie è composta da:
0.5 Il sangue non è acqua
1 ORO



venerdì 10 febbraio 2017

5 cose che... #10



Purtroppo ho dovuto tralasciare, per qualche settimana, la rubrica 5 cose che... creata da Twin Books Lovers, che ormai è il post fisso del venerdì. Argomento del giorno 5 personaggi che non mi sono piaciuti.



5 personaggi che non mi sono piaciuti



Elisabeth e Darcy nella versione di Seth Grahame-Smith di Orgoglio e pregiudizio e zombie. Lei sembra una pazza bipolare e violenta; lui un imbecille!






Judith la protagonista di Per sempre tuo di Daniel Glattauer. Un'altra pazza schizzata...






Charlotte personaggio principale di Flower di Elizabeth Craft e Shea Olsen: infantile e attaccata ai soldi.






Marco il lupo alfa di L'Alpha e il suo Pet: troppo sdolcinato per essere un capo.






Avery protagonista di Non tradirmi mai di L. E. Bross L'ho trovata odiosa e incoerente dal primo momento.



Diciamo che ce ne sono molti altri che proprio non ho sopportato. Questi sono gli ultimi che, per mia sfortuna, ho incontrato nelle pagine dei libri appena terminati.



giovedì 9 febbraio 2017

Recensione #37 Madame Claudel è in un mare di guai by Aurélie Valognes


Autrice: Aurélie Valognes
Titolo: Madame Claudel è in un mare di guai
Editore: Newton&Compton
Data di pubblicazione: 9 febbraio 2017
Pagine:
Trama
Ferdinand Brun vive a Parigi, al numero 8 di Rue Bonaparte, ha ottantatré anni e non gli piacciono le persone. Sfortunato dalla nascita – ha perso la mamma e la nonna quando era ancora piccolo –, è cresciuto nel risentimento, diventando introverso e taciturno. Purtroppo con il passare degli anni è addirittura peggiorato e così la moglie lo ha mollato di punto in bianco scappando con il postino, mentre la figlia e il nipotino sono andati a vivere dall’altra parte dell’oceano. Rimasto solo con la cagnolina Daisy, unico essere vivente degno del suo affetto, Monsieur Brun ha deciso di disertare il genere umano e di ridurre al minimo i suoi contatti con gli altri, compresi quelli con la portinaia, la detestata Madame Suarez. Un infausto giorno, la cagnolina Daisy muore e la settimana dopo Monsieur Brun rimane vittima di un incidente. Tutto è contro di lui, e quando la figlia lo mette di fronte all’ipotesi dell’ospizio, non gli resta che accettare l’aiuto di Madame Claudel, un’arzilla signora di novantatré anni, che abita al suo piano. Ma sarà l’arrivo della piccola Juliette, figlia dei nuovi condomini, l’unico evento in grado di scalfire il muro di diffidenza e scontrosità che il vecchio ha costruito intorno a sé.

Ringrazio la Newton per l'omaggio di questo libro che mi ha dato la possibilità di leggerlo in anticipo.
Il nuovo fenomeno editoriale francese... quando un libro riporta parole simili in copertina parto prevenuta perché so che mi deluderà nel novanta per cento dei casi. Questo libro è un NI, ma vediamo perché.




Ferdinand Brun, l'ottantatreenne protagonista della storia è un uomo burbero e scorbutico che non ama nessuno tranne la sua adorata cagnoletta Daisy.
Quando sua figlia vuole farlo rinchiudere in un ospizio cerca di darsi da fare per poter rimanere nel suo appartamento. Questo lo porterà a entrare in contatto con i vicini e...
L'idea di base del romanzo era davvero interessante: un nonnetto burbero che si converte e cambia carattere, passando per avventure esilaranti. Proprio per questo durante la lettura mi aspettavo di più. Ho trovato, purtroppo, lo stile di scrittura piatto. Invece con un o' più di verve i personaggi e le situazioni sarebbero risultati più divertenti.
Ero fortemente tentata di abbandonare il libro. Però l'entrata in scena di Beatrice e Juliette ha risollevato un po' la trama. Non tantissimo, ma quel poco che mi ha permesso di finire la storia.

Dal giorno dell'incidente, le sue vicine non hanno fatto altro che intromettersi a piacimento, e a sua insaputa, nella sua vita. Prima Juliette, e adesso Madame Claudel. Bisogna arrendersi all'evidenza: non fa più paura a nessuno, e men che mai a queste due paia di cromosomi X. Basti vedere come riescono a destabilizzarlo e turbarlo con poche frasi...

Il mio personaggio preferito è stato sicuramente Beatrice, la novantenne vicina del nostro protagonista. Non nego che mi piacerebbe diventare così alla sua età... fa più cose quella vecchietta tutto sprint a novant'anni che io a quaranta...
Anche Juliette, la ragazzina che abita al piano superiore, è un soggetto interessante. Di lei avrei voluto più peso nella storia perché con la tipica allegria dei ragazzini avrebbe potuto dare vita a situazioni più spassose.
E ora veniamo a lui, Ferdinand Brun: l'ho trovato noioso e insopportabile (come d'altronde la signora Suarez, portinaia del condominio in cui vive).

Fa di tutto per essere sgradevole. Alla gentilezza di facciata, il vegliardo oppone l'insolenza. Bofonchia o risponde seccamente con le frasi più scortesi e maleducate possibili, dando libero sfogo al proprio istinto animale. O, peggio, fa il sordo, ignorando dall'alto della sua statura imponente quelle cosette sgraziate che gli rivolgono la parola.

Però, continuando con la storia, il vegliardo mi ha ispirato molta tenerezza e ho iniziato ad apprezzarlo un pochino di più.
In sostanza non ho un parere totalmente negativo sul romanzo. Mi è piaciuto abbastanza, un racconto carino e leggero, veloce da leggere e di puro intrattenimento d'evasione, ma non tanto da definirlo il caso editoriale dell'anno. 


Forse è lo stile francese che non mi ha convinto? Sono sicura che sviluppata meglio trama e personaggi avrebbe potuto, per me, meritare qualche stella in più.