giovedì 25 novembre 2021

Recensione #727 La bugia di mezzanotte by Marie Rutkoski

 


Buon giovedì, la settimana è quasi terminata e io ne sono veramente contenta perché è stata molto molto dura. Ma tornando al post di oggi, sul blog, vi parlerò di un libro che aspettavo con ansia.

Ringrazio Franci per l’organizzazione dell’evento e la casa editrice per la copia digitale del romanzo.


Autrice: Marie Rutkoski

Titolo: La bugia di mezzanotte

Serie: Forgotten Gods #1

Editore: Mondadori

Data di pubblicazione: 30 novembre 2021

Pagine: 576

Trama

Nel mondo in cui vive Nirrim il crimine dilaga, nonostante la durezza con cui viene punito, e i piaceri non esistono. O meglio, sono riservati all'Alta Stirpe. Per le persone di basso rango, gli abitanti del Rione, come Nirrim, la vita è solo cupezza e castigo, è vietato anche soltanto assaggiare dolci o indossare abiti colorati. Due sono le scelte possibili: seguire le regole oppure pagare pegno e sopportare le conseguenze. E così Nirrim ha imparato presto a tenere la testa china, e a nascondere il pericoloso segreto che custodisce. Fino al giorno in cui non incontra Sid, che giunge da lontano, le racconta che l'Alta Stirpe possiede una magia, e la sprona a conquistare quello stesso potere per sé. Ma per farlo, Nirrim deve abbandonare la sua vecchia vita e riporre tutta la sua fiducia in una persona sconosciuta che sembra chiedere, più di tutto, di non darle fiducia. Un fantasy epico e romantico assieme che ci mostra come liberarci dalle bugie che ci raccontano gli altri, e da quelle che raccontiamo a noi stessi.




Ho scoperto la serie The Winner's trilogy quasi per caso mentre spulciavo nel catalogo Audible. Mi era capitata subito agli occhi la copertina che è veramente bellissima e quindi avevo deciso di iniziare ad ascoltarla, senza neanche troppe aspettative. Invece, sono stata catturata dalla storia di Kestrel e Arin tanto da volere i libri cartacei nella mia libreria.

Quindi sono stata molto felice quando ho appreso che un altro lavoro della Rutkoski stava per essere tradotto. Scoprire che è ambientato nello stesso mondo della trilogia mi ha entusiasmata. In La bugia di Mezzanotte c’è in più una componente fantasy che mancava nella trilogia originale.

La protagonista Nirrim è una giovane, Mezza Stirpe (la parte povera della popolazione) che lavora per Raven contraffacendo passaporti per aiutare le persone a scappare dal Rione. Il Rione è il quartiere povero, mentre oltre le mura vivono i Mediocriti (una via di mezzo tra poveri e ricchi) e l’Alta Stirpe (gli abbienti). Il suo incontro con la poliedrica Sid la cambierà sotto molti aspetti.

Ho trovato fatta benissimo la caratterizzazione di Nirrim anche se non è esattamente il tipo di eroina che piace a me. L'ho vista troppo remissiva e quasi cieca rispetto alle persone che la circondano. Ha eccessiva fiducia in tutti e non sembra mai voler aprire gli occhi sui difetti di chi la circonda. Il tutto è spiegato talmente bene dalla Rutkoski che Nirrim non mi è risultata per nulla fastidiosa.

Naturalmente ho adorato Sid! È un personaggio ambiguo, divertente sfuggente. Ho apprezzato trovare nel romanzo una relazione FF. Ho letto tantissimi libri Male to Male e mi è piaciuto, per una volta, assaporare una storia diversa. Ottimo come si è evoluto il rapporto tra Nirrim e Sid.

Lo stile della Rutkowski mi ha coinvolta immediatamente nonostante la storia sia lenta, non noiosa, solo più tranquilla e riflessiva.

Prego e spero che la Mondadori voglia portare al più presto anche il secondo volume di questa dilogia. Confermo che questa autrice rientra nella rosa delle mie preferite. 




martedì 23 novembre 2021

Recensione #726 House of pain by Naike Ror

 


Eccomi pronta con la rubrica mensile Tu lleggi? Io scelgo! Per novembre ho scelto dal blog di Erica che ha sempre molte letture affini ai miei gusti. L'occhio è caduto su House of Pain, libro che ho preso appena uscito ma che ho rimandato troppo.


Autrice: Naike Ror

Titolo: House of Pain

Serie: American's Creed in Love #2

Editore: Self Publishing

Pag:: 461

Data di pubblicazione: 26 gennaio 2021

Trama

Mi chiamo Emery Scott e sono il Presidente degli American’s Creed, la più antica confraternita studentesca di Yale. Frequento il dottorato in legge, amo le feste selvagge, il football e i dolci al cioccolato.
Ho due amici che considero fratelli: Cruz Sanders, che tutti credono sia un cinico manipolatore, e Tyson Rogers, reputato il professore più stravagante dell’università.
Anche su di me la gente ha un’opinione precisa: crede che io sia il tipico ragazzo ricco, viziato, che ama le avventure di una notte.
Nessuno, però, ha idea di quanto in realtà io mi senta solo.
Terribilmente solo.
Se solo Hanna Foster, la ragazza che mi piace, potesse capirmi… anche lei appare per quello che non è, ne sono sicuro.
Peccato solo che lei mi consideri un maniaco, e ogni volta che tento un approccio, fugge via come se avesse incontrato il diavolo in persona. Non ho proprio una possibilità con Hanna, me ne rendo conto, ma come posso spiegare al mio cuore che deve smetterla di palpitare ogni volta che incrocio i suoi occhi?




House of Pain è il secondo libro di una, per ora, dilogia new adult di Naike Ror. Può essere letto tranquillamente senza aver letto il primo, però a me piace seguire l’ordine cronologico delle storie.

Naike ci fa conoscere meglio Emery e Hannah rispettivamente amico di Cruz e amica di Essie (i protagonisti di House of Love).

Confesso che Emery non mi aveva colpito eccessivamente nel libro precedente eppure è riuscito a conquistarmi lo stesso. La mia idea iniziale su di lui era quella di un ragazzo immaturo e viziato. Alla fine, per fortuna, rivela di essere veramente un ragazzo deciso sia nel suo intento di conquistare la sua Hannah (con tanta calma e dolcezza) sia nel volerla proteggere e vendicare!

Mi è piaciuta moltissimo la caratterizzazione della protagonista. Si nasconde dietro un aspetto anonimo dando l’impressione di essere un esserino debole, insicuro, timido. Invece nasconde una forza incredibile e una determinazione che pochi posseggono. Questo è un lato dei personaggi femminili che io adoro sempre trovare nei libri che leggo.

La storia è diversa da quella del primo volume. Non ci sono rivalità tra due protagonisti, anzi si percepisce subito una forte affinità ostacolata, però, dalle insicurezze e dalle paure di Hannah. Tutte più che giustificate visto il suo tremendo passato. Altra cosa che ho apprezzato è come Naike lo sveli senza entrare troppo nei particolari. Si evince che Hannah ha subito abusi e violenze, ma in modo molto soft. La mia lettura è proceduta lenta, non perché mi stessi annoiando o non avessi voglia di leggere, ma perché sentivo che questo libro aveva bisogno di tempo per essere assaporato fino in fondo. Come sempre ritrovo con piacere i personaggi già conosciuti e osservarli nella loro evoluzione.

Lo stile di Naike mi coinvolge sempre dalla prima all’ultima pagina, mi trasmette tantissime sensazioni riuscendo ad emozionarmi. So che ancora non c’è in giro il libro di Tyson, ma io lo vorrei subito. È il personaggio del quale vorrei sapere di più visto che mi aveva già colpito fin dal primo libro.


La serie American's Creed in Love è composta da:

1 House of Love

2 House of Pain







lunedì 22 novembre 2021

Recensione #725 Shirley by Susan Scarf Merrell

 

Buongiorno inizia una nuova settimana di novembre. Sul blog vi porto la mia recensione di un libro che non mi ha convinta del tutto, ma che si è comunque rivelata una lettura interessante.

Ringrazio Nua Edizioni per il file digitale del romanzo.


Autrice: Susan Scarf Merrell

Titolo: Shirley

Editore: Nua Edizioni

Pag: 285

Data di pubblicazione: 30 settembre 2021

Trama

Al centro di questo avvincente romanzo troviamo due importanti figure del panorama letterario: la celebre Shirley Jackson, nota per il racconto La lotteria e per i romanzi L’incubo di Hill House e Abbiamo sempre vissuto nel castello, e suo marito, Stanley Edgar Hyman, critico letterario e professore del Bennington College. Quando un giovane dottorando e sua moglie incinta – Fred e Rose Nemser –, si trasferiscono a casa di Shirley e Stanley nell’autunno del 1964, non tardano a cadere preda del magnetico incantesimo esercitato dai loro ospiti brillanti e anticonformisti. Mentre Fred è assorbito dai suoi impegni di insegnante, Rose stringe un’improbabile e turbolenta amicizia con l’enigmatica e imprevedibile Shirley. Incuriosita dall’esplosivo matrimonio degli Hyman e inesplicabilmente attratta dall’autrice, Rose intuisce comunque che qualcosa non va… qualcosa che ha a che fare con misteriose chiamate notturne e con l’inspiegabile scomparsa di una delle studentesse del campus. Denso di atmosfera e del fascino sinistro delle opere dell’autrice stessa, Shirley è un elegante thriller che ruota intorno a una delle più grandi autrici horror americane.





Shirley Jackson è un’autrice che mi incuriosisce da parecchio tempo. Ho letto, per ora, solamente L'incubo di Hill House. Un romanzo da cui mi aspettavo tantissimo che però mi ha, in parte, delusa visto che sono riuscita a percepire assai poco quella atmosfera paurosa della quale avevo sentito parlare.

Tornando al libro in questione, pensavo di trovarmi di fronte a una specie di biografia, anche se romanzata, dell’autrice. Invece ho trovato una storia nella quale il personaggio di Shirley interagisce con la giovane protagonista.

Rose è una donna appena sposata e in attesa del primo figlio. Si trasferisce, insieme al marito Fred, nella villa della famosa autrice. Entrambi instaurano uno strano rapporto con i coniugi Jackson-Hyman.

Rose è la voce narrante del romanzo e ci fa conoscere la vita di Shirley e del marito Stanley. Una relazione disfunzionale con tradimenti e segreti. Si viene a creare una certa atmosfera inquietante e onirica che, crescendo di pagina in pagina, mi ha coinvolta lo stesso. Tuttavia non mi è parso un vero e proprio thriller psicologico, almeno non comune a quelli che ho letto finora.

È presente un mistero in questo romanzo, ma il tutto è molto nebuloso e rimangono troppe domande senza risposte.

Ci sono molti riferimenti ai libri della Jackson che io non ho recepito del tutto. Per questo credo che un vero fan della scrittrice potrebbe apprezzare il romanzo più di me.

Nonostante la lettura sia stata differente da quello che mi aspettavo e non mi abbia convinta, mi ha spinta comunque a cercare maggiori notizie su Shirley Jackson. 





sabato 20 novembre 2021

Concorso letterario: In mille parole - Tema: "Mi chiamo Garion e sono uno stregone" Primo bimestre

 


Buongiorno quest'anno partecipo a un'iniziativa molto interessante. Sono stata coinvolta da Simo del blog Il mondo di SimiS: "In mille parole". Ogni mese vari autori ci delizieranno con racconti di tutti i generi.

Il concorso letterario è rivolto a tutti quelli che abbiano voglia di mettersi alla prova scrivendo un racconto in Mille Parole.

L'iniziativa è partita da Alex Astrid del blog "Vuoi conoscere un casino" che ha organizzato il tutto. Simo, Alex e Francesca del blog Libri, libretti e libracci sono i giudici supremi a cui si aggiunge ogni bimestre una blogger diversa. Il regolamento completo lo trovate QUI

Se volete leggere tutti i racconti unitevi a noi nel gruppo Facebook.


Il tema di questo mese è stato

"Mi chiamo Garion e sono uno stregone"

I primi tre classificati sono:


  1. Alessandro Ricci “In me mago agere”

  2. Antonio Di Cesare “Fantasy na cippa”

  3. Dario DG “Colloquio”



Ecco il racconto vincitore che è anche il mio preferito


In me mago agere di Alessandro Ricci

«Mi chiamo Garion e sono uno stregone.»

Ridono tutti quando lo dico e fanno bene, non dovrei dirlo a nessuno, è una cosa folle da credere, eppure è vera. Mi prendono in giro perché pensano che mi stia inventando tutto e perché non ho proprio l’aspetto di un maestro delle arti arcane. Avete presente, no? Cappello a cono e barba lunga. Il cappello non mi va proprio di indossarlo, è una cosa passata di moda e anche un po’ ridicola, la barba invece mi sembra importante, non mi viene in mente nemmeno uno stregone che ne sia sprovvisto. Ci ho provato a farla crescere, ma a quanto pare nessun incantesimo è cosi potente da far crescere anche il minimo peletto sulla faccia di un undicenne.

Garion non è il mio nome, quello vero lo devo nascondere per evitare di essere attaccato, è per questo che gli altri non dovrebbero saperlo. Ma a volte è così difficile mantenere il segreto. Sarebbe più facile che conoscessero il mio segreto piuttosto che credere che sia uno strambo. Ma sopporto tutto con pazienza, anche questo fa parte del mio addestramento, se sapessero che li tengo al sicuro dai cattivi mi tratterebbero come un eroe. Non è facile essere uno stregone.

Non voglio sembrare ingrato, sono contento di essere stato scelto, ma non è facile. Prima ci sono stati gli attacchi, improvvisi e potenti. Incantesimi malvagi che non conoscevo, ma di cui ho sperimentato gli effetti. Arrivano con una sensazione di estraneità, come se la realtà fosse da un’altra parte, poi mi si bloccano le gambe e le braccia iniziano a muoversi da sole, non riesco a parlare, la vista sparisce e perdo i sensi, tremando come una foglia. Che sensazione terribile! All’inizio mi spaventava da morire, un paio di volte credo di essermela fatta sotto. Non capivo perché proprio a me, poi ho trovato il talismano e tutto mi è stato chiaro. Sono il prescelto e i cattivi vogliono impedirmi di completare l’addestramento.

Ho trovato l’amuleto due mesi dopo che erano iniziati gli attacchi. Mamma era preoccupata, tutti mi guardavano con un misto di paura e compassione. Stavo piangendo come un poppante nel vicolo dietro casa, quando uno scintillio ha attirato la mia attenzione. Ho capito subito che si trattava di qualcosa di grosso: un manufatto d’oro, dalla forma ovale con impressa la figura di un uomo barbuto, avvolto in una tonaca che impugna un bastone, dalla cui testa prendono forma raggi di potere come una corona. Lo Stregone Supremo, senza dubbio. Una prova che quello fosse proprio un oggetto destinato a me era il fatto che fosse in mezzo alla spazzatura, come qualcosa senza importanza, chi altri, se non il predestinato, avrebbe potuto capire? Io lo so bene che le cose sono più magiche di come appaiono alle persone normali.

Così non ho pianto più, ho accettato la missione e il mio fardello. Gli attacchi sono continuati, e non smetteranno finché non riuscirò sconfiggere i maghi malvagi una volta per tutte. Ho due sospetti principali: il vicino e il maestro Franco. Mi sta guardando adesso, mi sembra di percepire i suoi pensieri malvagi. Se fossimo da soli lo smaschererei e lo costringerei a un duello magico, ma il codardo si nasconde dietro all’aspetto innocente di maestro di matematica. Prima o poi farà un passo falso e io sarò lì per approfittarne. Lui lo sa che potrei sconfiggerlo quando voglio, vedo la preoccupazione nei suoi occhi. Forse sarebbe il caso di attaccarlo ora, prima che sia lui a farlo. Faccio scivolare la mano in tasca a cercare i bordi lisci del talismano, sento il potere scorrermi nelle vene. La campanella suona salvandolo da una sonora lezione. Ma non finisce qua.

Sono sempre tra i primi a salire sull’autobus perché non ho nessuno con cui scambiare chiacchiere o carte dei Pokemon, ma non mi interessa ho ben altro di cui occuparmi. Mi siedo vicino al finestrino, il posto accanto a me rimane vuoto anche se ci sono molti ragazzi sul bus. È un sollievo, se subissi l’attacco non potrei garantire per la sicurezza del mio vicino.

Casa mia è l’ultima del paese, è piccola ma a me piace. Le chiavi sono sotto il vaso di gerani. Mamma continua a chiamarlo così anche se i gerani sono morti da anni ormai e adesso contiene solo erbacce. Il soggiorno è in disordine e puzza un po’ di muffa, ci sono confezioni di cibo e qualche lattina di birra. Da quando papà è scappato, mamma lavora molto e non sempre può pulire, neanche questo importa, un guerriero magico non guarda a queste cose.

C’è qualcosa da mangiare sul tavolo, ma lo ignoro. Vado in camera, alla piccola finestra vicino al letto sfatto. Eccolo lì, il mio acerrimo nemico. Sta innaffiando il giardino, ma è una scusa per controllarmi. Il suo sguardo severo fa trasparire un grande potere, mi intimorisce. Finalmente torna in casa, lo vedo attraverso le finestre al telefono del soggiorno, poi sparisce a escogitare chissà quali malvagità.

Posso rilassarmi e magari fare i compiti. Dopo essermi esercitato un po’ con gli incantesimi base. Prima il dovere.

Mentre provo a far lievitare l’astuccio, il rumore di un’auto spazza via la concentrazione. Corro alla finestra e riconosco l’auto. Dannazione, non mi lasciano mai in pace. L’uomo scende dalla macchina e si avvicina alla porta guardandosi intorno preoccupato, suona. Non rispondo.

Mamma mi ha detto che quando arriva l’assistente sociale e sono solo devo far finta di non essere in casa, altrimenti mi porta via. Le ho chiesto se è uno scagnozzo dei maghi cattivi, mi ha guardato strano.

Di nuovo rumori di auto, se ne va. Ma sento che non è finita, i battiti non scendono e la paura mi blocca le gambe, mi sembra di galleggiare in un sogno. Le braccia tremano, capisco che un nuovo attacco è in arrivo. Mamma mi ha insegnato la posizione in cui devo mettermi quando arrivano, per impedire che la lingua mi vada in gola e mi soffochi. Mi sdraio su un fianco, con il braccio ripiegato sotto la testa e mi preparo alla battaglia.

Mi chiamo Garion e sono uno stregone. Non mi arrenderò tanto facilmente.


Vi è piaciuto? Vi unirete a noi?





venerdì 19 novembre 2021

Intervista con le vamp... blogger #60

 


Finalmente è venerdì ed essendo il 19 del mese è tempo della rubrica in collaborazione con Chiara, Erica e Chicca.

Come al solito cliccando sul nome della vamp...blogger troverete i rispettivi post.

Autrice: Samantha Young

Titolo: Molto rumore per te

Editore: Quixote Edizioni

Pag: 364

Data di pubblicazione: 2 febbraio 2021

Trama

Dopo aver lasciato all’improvviso il suo lavoro, subito dopo essere stata scavalcata nell’ottenere la tanto agognata promozione, alla trentatreenne Evie Starling serve un po’ di tempo per schiarirsi le idee. Spinta dall’impulsività, programma una vacanza in una libreria in un pittoresco villaggio di pescatori in Inghilterra, dove la proprietaria affitta l’appartamento proprio sopra il negozio di libri, Molto rumore per i libri, consentendo agli affittuari di gestire l’attività durante il periodo del loro soggiorno. Essendo da sempre amante di Shakespeare, rimane subito attratta dal fascino del negozio e dall’opportunità di provare qualcosa di nuovo. Non appena giunge a destinazione, conosce gli affascinanti abitanti del villaggio, incluso Roane Robson, un attraente allevatore del posto che tenta di sedurla con le sue amichevoli avances, che la spingono a desiderare di restare molto più di del previsto.

L'intervista


  1. A quale genere appartiene il libro?

Il libro è un contemporary romance con la componente Age Gap.

  1. Cosa pensi dei protagonisti?

Roane e Evie sono ben descritti, ma non mi hanno colpito più di tanto. Non che siano scialbi o piatti, però la loro troppa perfezione e bontà mi è risultata eccessiva. Inoltre non amo gli insta-love e qui lui si innamora subito di lei; Roane è l'uomo più bello che Evie abbia mai visto; tutti gli abitanti del paesello la accolgono a braccia aperte e la adorano da subito. In questi giorni in cui odio tutti questo tipo di soggetti non fa per me.

  1. Personaggio preferito?

Ho un'opinione generale uguale per tutti. Forse il più interessante è stato Shadow.

  1. Personaggio più odiato?

Come sopra.

  1. Che emozioni ti ha suscitato la lettura?

Fastidio e relax. So che è un'accoppiata strana ma sono le emozioni che si sono alternate durante la lettura.

  1. Punti di forza?

La storia in sé è carina, leggera e scacciapensieri. Nonostante il momento no, è riuscita comunque a intrattenermi in maniera piacevole.

  1. Punti deboli?

Mi è mancato lo stile frizzante che avevo conosciuto con la Young nei romanzi che ho letto.

  1. Come hai trovato lo stile dell'autrice?

Sotto tono.

  1. E' facile entrare in empatia con la protagonista?

Direi di sì, con entrambi.

  1. Quale aggettivo descrive meglio il libro?

Carino

  1. A chi lo consigli?

Un bel romance leggero e romantico per gli amanti del genere.

  1. Quante stelline gli dai?

Non riesco però a dare più di tre stelle e mezza.

  1. Cosa ne pensi della cover?

La cover è rosa, devo dire altro?

  1. Citazione preferita?




Qui sotto il nuovo modulo per scegliere la nostra lettura di dicembre.

  



Sono curiosa di sapere cosa vorrete farci leggere il mese prossimo.





mercoledì 17 novembre 2021

Recensione #724 April è scomparsa by Sarah A. Denzil

 


Buongiorno, per l’angolo vintage 2.0, ideato da chiara, ho deciso di parlarvi di un thriller di Sarah A. Denzil. Quest'autrice a cui giravo intorno da un po’. Il romanzo mi ha accompagnato durante le mie camminate mattutine.

Autrice: Sarah A. Denzil

Titolo: April è scomparsa

Editore: Newton&Compton Editore

Data di pubblicazione: 31 gennaio 2019

Pagine: 336

Trama

Hannah Abbott ha paura della sua stessa ombra. Vive in un costante stato di ansia e per questo motivo cerca di starsene più isolata che può nella sua casa nello Yorkshire. Lascia l’appartamento molto raramente e la sua unica amica è Edith, un’anziana vicina. Ma tutto è destinato a cambiare per sempre quando sull’altro lato della strada si trasferisce la famiglia Mason. È il ritratto della perfezione e tutto l’affetto dei genitori si riversa sull’adorabile figlia adolescente, April. Ma un giorno Hannah vede qualcosa di inquietante dalla finestra. Qualcosa che la costringe a fare una scelta. Laura Mason è stanca di fingere che tutto sia a posto. Fare in modo che tutti pensino che la sua famiglia è perfetta può diventare estenuante. Specialmente perché quando le porte di casa vengono chiuse, niente è più come sembra. La loro vita è un castello di bugie, c’è un passato oscuro che ha lasciato cicatrici profonde. E sua figlia si trova proprio al centro della tempesta. Chi salverà April?



Avevo già sentito parlare di questa autrice durante uno degli incontri editore-blogger nella sede della Newton & Compton qualche anno fa. La trama del primo romanzo che fu portato in Italia dalla Casa Editrice mi aveva incuriosita da subito. Su Audible non ho trovato quel libro, ma il suo secondo lavoro tradotto per noi. Ho così deciso di approfittarne per conoscere la scrittrice.

Hannah vive da sola, vittima di molte paure dovute a un trauma passato. Vicino a lei si trasferisce una coppia con una figlia tredicenne. Già dal primo giorno sente che c'è qualcosa che non va...

La storia mi ha coinvolta da subito data l'ottima caratterizzazione dei personaggi.

Ho apprezzato la struttura dei Pov dei vari personaggi. La migliore caratterizzazione, per me, è quella della protagonista, Hannah. Le sue paure, i suoi attacchi di panico sono descritti perfettamente. Ho empatizzato immediatamente con lei.

Quello che mi aspetto di trovare in un thriller di questo genere è pormi mille domande. Su tutti e tutto. Adoro non riuscire a capire bene quello che sta succedendo, chi è la vittima e chi il carnefice, ma soprattutto essere sviata in continuazione. La trama intessuta dalla Denzil è perfetta e contiene tutte le caratteristiche che ho citato sopra. La suspense e la tensione crescono pagina dopo pagina.

Il colpo di scena finale mi ha sorpresa sul serio!

Una cosa che invece non capisco perché la CE abbia deciso di cambiare il titolo e renderlo così fuorviante. April è scomparsa implica che la ragazzina dovesse in qualche modo sparire. Un rapimento, una fuga, non so... Il titolo inglese Saving April è molto più indicato.





lunedì 15 novembre 2021

Recensione #723 Wild Dance by Benedetta Cipriano & Silvia Bonizzi

 

Buongiorno, oggi è lunedì e c’è proprio bisogno di una bella spinta per iniziare al meglio la settimana. Chi se non un bel libro può darmi questa spinta?

Ringrazio la More Stories per la copia digitale del romanzo.


Autrici: Benedetta Cipriano & Silvia Bonizzi

Titolo: Wild Dance

Editore: More Stories

Data di pubblicazione: 25 ottobre 2021

Pagine: 363

Trama

Trentadue anni, una brillante carriera come medico sportivo, una moglie bellissima: Wilder Blanchard, agli occhi altrui, appare come l’uomo dalla vita perfetta.
È ricco. È sexy. È intelligente. È affascinante.
Eppure c’è una crepa al centro del suo petto: la consapevolezza che il suo matrimonio si sta rapidamente sgretolando, fino a ridursi in polvere.
Ma Wilder non è pronto a voltare pagina.
Perché crede profondamente nel significato della parola famiglia.
Ma poi, un giorno, le sue iridi cristalline si scontrano con quelle color argento di una sua nuova paziente. E le sue certezze di colpo svaniscono.
Lottare per il suo matrimonio o lasciarsi andare a una nuova passione travolgente?
Wilder sembra incapace di resistere:
Perché lei lo attrae come nessuna mai.
Perché lei lo fa sentire vivo.
Perché lei è fuoco che arde.
Perché quella ballerina dai capelli color miele e gli occhi immensi si è intrufolata nelle sue fantasie, nei suoi pensieri e forse… anche nella sua anima.
Ma chi è davvero quella donna?

Mistero. Desiderio. Seduzione.
Due donne. Un’unica scelta possibile.
Wild Dance racconta la storia di un amore proibito dal quale non si può fuggire.




Benedetta e Silvia sono due autrici che ho già avuto la fortuna di conoscere e soprattutto apprezzare sia quando scrivono singolarmente che quando si uniscono per formare questo magico duetto. Anche con Wild Dance sono riuscite ad amalgamare molto bene i loro stili dando vita a una romantica e difficile storia d'amore.

La protagonista è Zali Dubois, una famosa ballerina dal passato non troppo felice. Abbandonata dalla famiglia a causa dell’odio e della gelosia che prova, verso di lei, sua sorella Destiny. Quando, dopo la morte dell'amata nonna, ritorna a Boston, sua città natale, è decisa a vendicarsi e rovinare la vita di Destiny.

Dico subito che la protagonista femminile mi è piaciuta tantissimo, molto più del protagonista maschile. Strano eh? Zali per diventare una stella del balletto ha affrontato, non solo il distacco dalla famiglia, ma anche il sudore, il dolore e la fatica che richiedono questa disciplina. È quindi divenuta una donna forte, determinata e decisa.

Portare a termine la sua vendetta, verso quella sorella che l'ha fatta soffrire così tanto, si rivela, tuttavia, non così semplice. Wilder, suo cognato, non è una cattiva persona e Zali inizia subito a provare un forte sentimento nei suoi confronti. Lo sbaglio principale che commette Zali è aspettare troppo prima di rivelare la verità a Wilder anche se ho compreso benissimo cosa la frenasse. Per il resto mi sono sentita molto vicina alle sue scelte e ho compreso le sue azioni.

Wilder non è che sia un cattivo personaggio, però mi è sembrato molto immaturo. Riesce a tollerare tanti degli atteggiamenti sbagliati di Destiny, la perdona troppe volte e cerca un riavvicinamento nonostante la freddezza della moglie. Ma quando si tratta di venire incontro a Zali, darle l'opportunità di spiegarsi, chiude tutte le porte. Ci può stare che il sentimento verso Destiny non sia profondo quanto quello verso la sua ballerina, però per me ci ha messo davvero troppo. Naturalmente vengono molto ben spiegati i motivi per cui lui si comporta in un determinato modo, ma io li avrei voluti vedere insieme al più presto.

Benedetta e Silvia hanno donato una caratterizzazione fantastica a tutti i loro soggetti, protagonisti o meno.

Per quello che riguarda i personaggi secondari, Craig, fratello di Wilder è quello che mi ha colpita di più. Non sarebbe male vedere una storia dedicata a lui. (Io vi lancio l'idea...)

Che dire, ancora una volta Benedetta e Silvia sono riuscite a emozionarmi, a coinvolgermi e a farmi sognare con questa bella e tormentata storia d’amore.