giovedì 15 febbraio 2018

Gruppo di Lettura Shatter me di Tahereh Mafi – Capitoli 1-5

Questa volta il compito di dare inizio al Gruppo di Lettura dedicato alla serie distopica di Tahereh Mafi tocca a me.




Autrice: Tahereh Mafi
Titolo: Shatter me
Serie: Shatter me #1
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 9 giugno 2016
Pagine: 378

Trama
Sono 264 giorni che Juliette, 17 anni, vive segregata in una cella. Non ha contatti con il mondo esterno e nessuno può avvicinarla perché ha un potere terribile: se tocca una persona la uccide. L'organizzazione militarizzata che l'ha rinchiusa la considera un'arma grandiosa, ma per lei non è altro che una maledizione. Un giorno arriva Adam, a condividere la cella con lei. Juliette si tiene distante, non vuole fargli del male, ma quando lui la prende tra le braccia per consolarla, una notte che è in preda agli incubi, scopre che è immune al tocco di lei. Insieme si danno alla fuga. Per Juliette è un tentativo di ritrovare se stessa, di smettere i panni del mostro e fare i conti con il suo dono.

Capitoli 1 – 2 – 3 – 4 - 5



Il romanzo si apre con la protagonista, di cui ancora non conosciamo il nome, rinchiusa in isolamento in una cella grigia e triste da moltissimi giorni. Il mondo che lei scorge dalla minuscola finestra della cella non è più quello che conosciamo. Appunta i suoi pensieri su un quadernetto trovato chissà dove.
1 finestra. 4 pareti. 15 metri quadrati di spazio. 26 lettere di un alfabetodi cui non mi sono mai servita nel corso di 264 giorni d'isolamento.
Già da subito mi ha colpito lo stile dell'autrice che usa brevi frasi, parole cancellate e numeri, molti numeri. Secondo me rispecchia perfettamente il carattere della protagonista.
Dalle elucubrazioni mentali della ragazza veniamo a conoscenza di come sia stata prelevata a forza da casa sua e trasportata per 6 ore e 37 minuti, prima di essere imprigionata. Perché è rinchiusa lì? Cosa può aver commesso di così grave? I suoi genitori non sono parsi per nulla sconvolti dal fatto, anzi piuttosto sollevati. Meritano il premio dell'anno come migliori genitori.
Dopo 6336 ore dall'ultima volta che ha toccato un essere umano, arriva la sconvolgente notizia che presto avrà compagnia.
Il compagno di cella si rivela essere un ragazzo...
Bellissimo Pericoloso. Spaventoso. Terribile.
Ma cosa la spaventa tanto in lui da costringerla a dormire rannicchiata, sul pavimento, in un angolo della cella?
Non riuscirò più a dormire.
Non posso dormire.
Non posso ricominciare a sentire quelle urla.
Nonostante tutto si addormenta e al risveglio si mette a guardare fuori dalla finestra la pioggia cadere mentre il suo pensiero corre ai genitori, chiedendosi per l'ennesima volta perché non l'abbiano mai amata.
Ma cosa ha combinato di così terribile? La cosa mi incuriosisce sempre di più.
Intanto il misterioso compagno di cella cerca di approfondire la sua conoscenza, ma lei ha eretto un muro intorno a se stessa e continua a tacere sempre più terrorizzata. Attraverso i suoi pensieri iniziamo a capire qualcosa di più su di lei, ma ancora tutto molto nebuloso.
Quando le persone mi toccano, però, accadono delle cose. Cose strane. Cose brutte. Cose che hanno a che fare con la morte.
Sempre grazie ai viaggi mentali della ragazza scopriamo che il luogo in cui si trovano è conosciuto come istituto correzionale.
È una casa, un centro per giovani problematici, per i figli trascurati di famiglie allo sbando, un rifugio per persone affette da disturbi psicologici.
Ma in realtà è una prigione-manicomio.
Quando improvvisamente si apre la porta della cella le spiega al compagno che devono fare in fretta se vogliono fare una doccia. Io continuo a chiedermi ma che posto è? Ma non ci sono guardie?
Comunque durante il tragitto la ragazza (voglio un nome) inizia a pensare che forse può aprirsi con questa nuova conoscenza.
Ho deciso, non voglio avere paura di lui. Ho deciso che le sue azioni sono più immature che pericolose... forse mi piacerebbe avere un amico.
In due minuti riescono nel loro intento e tornare nella cella. Il ragazzo finalmente si presenta: Adam.
Adam è un bel nome è tutto ciò che riesco a pensare prima che lo sfinimento paralizzi il mio corpo.
Seguiamo sempre i pensieri della protagonista e veniamo a conoscenza del suo passato difficile. Un'infanzia triste e anormale.
I miei genitori hanno smesso di toccarmi quando ho iniziato a gattonare. Ho fatto piangere i miei compagni di classe solo prendendoli per mano. Gli insegnanti mi mettevano a lavorare da sola perché non potessi nuocere agli altri. Non ho mai avuto un amico. Non ho mai conosciuto il conforto dell'abbraccio di una madre; di un padre.
Piano piano qualcosa di Adam inizia a far breccia nel muro intorno a lei tanto da spingerla a rivelare il suo nome (era ora, non sapevo più come chiamarla: ragazza, lei, protagonista)
Juliette.


Il discorso tra i due si fa più approfondito e parlano del mondo esterno, di come sia in declino per colpa degli abusi perpetrati dal genere umano verso la natura, gli animali e loro stessi. Il nuovo governo al potere è La Resistenza che sta cercando di riparare ai danni commessi ripartendo da zero, eliminando i ricordi del passato. Ma le intenzioni saranno buone? Secondo Adam no, e cerca di spiegare il suo punto di vista a Juliette. Infatti la ragazza è rinchiusa da troppo tempo e non sa cosa stia succedendo là fuori.

Allora che ne dite di questi primi capitoli? Io ho letto il libro e so... ma voi seguite tutti i nostri post per conoscere questa meravigliosa serie distopica!

Vi lascio il solito calendaro per seguire le varie tappe del GDL



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16 commenti:

  1. Ecco, ora sono entrata nel tunnel...

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    1. AhAHAHAH non ti facciamo uscire più!

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  2. Lo stile è la prima cosa che ha colpito anche me: frasi brevi, poche virgole, frasi cancellate...sicuramente particolare!
    E poi come rivela piano piano le informazioni o come non le rivela...dal nome al luogo in cui si trova la protagonista, al perchè.
    I genitori di Juliette....sorvoliamo....mamma che tristezza quando la ragazza dice di non aver mai avuto un abbraccio....

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    1. Lo stile è perfetto per la storia che sta raccontando, mi era piaciuto alla prima lettura e lo sto apprezzando anche in questa.

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  3. io ho letto il libro tra gennaio e febbraio, ma ho ricominciato a leggerlo da qualche giorno in modo da seguire per bene tutto il gruppo di Lettura.
    Concordo con quanto scritto da Erica e aggiungo che questi primi capitoli sono molto angoscianti, cupi. la mafi è riuscita a rendere quelle 4 mura della cella claustrofobiche. inizialmente si fa un po' fatica a tenere banco con la sua scrittura ma poi via via le cose diventano più facile.
    ops ho scritto troppo?

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    1. Non hai rivelato niente di spoileroso... stavolta niente frustate!

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  4. questa cosa dei numeri mi piace un sacco!

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  5. Ciaooooo, eccoci con la prima tappa! Wow! Ma la leggiamo tutta la trilogia, vero? Non mi abbandonate finito il primo! Comunque devo dire che la scrittura della Mafi, in questi primi capitoli, mi ha parecchio destabilizzata. Se da un lato mi intrigava dall'altro mi infastidiva. Ero tentata di correggere la punteggiatura! ;D

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    1. Certo che sì! E forse anche le novelle. Warren 😍😍😍

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  6. Eccomi! Ci sono anch'io!
    Uno stile molto particolare che caratterizza ancora di più il personaggio di Juliette.
    Davvero affascinante!

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    1. Per me è una rilettura quindi lo stile non mi da fastidio. La prima volta però ho avuto qualche difficoltà.

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  7. Sono in ritardo, sono in ritardo!
    Adesso ho recuperato!

    Io ADORO i distopici.
    Se sono scritti bene sono una cosa che... ah! La meraviglia!

    Sono felicissima di aver iniziato le lettura di questo romanzo: originale, interessante, ben strutturato. E come al solito se non fosse stato per voi... non l'avrei mai letto!

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    1. Felice che ti sia piaciuto. Prosegui che gli altri sono ancora più belli

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  8. Anche io so! Anche se ho letto veramente tanto tempo fa.
    Adoro le gradi cancellate, quei pensieri autentici che Juliette fa di tutto per cancellare ed affogare.
    La parsimonia di virgole è un poco snervante, ma perfetta. Riflette sia il modo di pensare di lei che la situazione. Dubito sia andata a scuola per molto. Non è nemmeno abituata.
    È un po' lagna, ma cavolo... ha vissuto isolata e ghettizzata da che ha memoria. In un certo senso è rassicurante non vederla trasformata in una pazza furiosa.
    Corro a recuperare!

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    1. Di solito odio i personaggi lagnosi, ma lei ha tutta la mia comprensione!

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