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lunedì 14 ottobre 2019

Recensione #413 Nove Minuti by Beth Flynn



Autrice: Beth Flynn
Titolo: Nove Minuti
Serie: Nine Minutes #1
Editore: Quixote Edizioni
Data di pubblicazione: 12 agosto 2019
Pagine: 287
Trama
Il quindici maggio 1975, la quindicenne Ginny Lemon viene rapita davanti a un minimarket a Fort Lauderdale da un membro della più nota e brutale gang di motociclisti della Florida del Sud.
Da quel momento in poi, la sua vita cambia per sempre. Le viene dato un nuovo nome, una nuova identità e una nuova vita nella base della gang al confine delle Florida Everglades, un mondo spaventoso e violento quasi quanto le paludi stesse, dove tutti hanno un nome falso e la lealtà è necessaria per sopravvivere.
Al centro di tutto c’è il leader della gang, Grizz: imponente, bello in modo selvaggio, terrificante ma in qualche modo tenero con Ginny. Lei diventa la sua ossessione e l’unico vero amore della sua vita.
Così inizia il racconto di una storia di ossessione e manipolazione, di una giovane donna strappata da tutto quello che conosceva e forzata a fare affidamento sull’unica persona in grado di garantirle attenzione, affetto e cura: il suo rapitore. Precoce e intelligente, ma ancora pur sempre un’adolescente, Ginny combatte per adattarsi alla sua nuova esistenza, inizialmente lottando e poi accettando la sua prigionia.
Verrà salvata? Scapperà? Riuscirà a uscirne viva, o uscirne del tutto?




Il dark Romance è un sottogenere che ho scoperto da poco. Non mi dispiace se è scritto bene, se offre una storia che sta in piedi e, soprattutto, se i personaggi hanno il giusto sviluppo psicologico.

In questo romanzo ho trovato parecchi aspetti positivi anche se non mancano le cose che mi hanno fatto storcere il naso.
Già dal prologo ho trovato lo stile della Flynn avvincente e accattivante. Mi ha incantato e la magia è durato per tutta la lettura pur toccando argomenti non proprio nelle mie corde. Ho divorato l'ebook in un giorno e conta quasi trecento pagine!
Ho sempre letto con molta curiosità storie in cui la protagonista soffre della “Sindrome di Stoccolma” per cui il rapporto malato che si viene a creare tra Kit-Ginny, rapita a quindici anni, e Grizz, suo rapitore, mi ha affascinata.
È proprio Kit a raccontare la sua esperienza parlando al lettore in prima persona. Una protagonista davvero ben fatta e credibile. La sua vita fino al rapimento è stata caratterizzata dalla mancanza di affetto. Una madre e un patrigno alcolizzati e drogati che non la maltrattano ma non sono neanche in grado di prendersi cura di lei. Cresciuta senza nessun gesto d'affetto o d'amore naturalmente si sente attratta da quest'uomo che la coccola, la adora e la vizia. Non mi ha sorpreso, quindi, che la giovane Kit inizi a provare del sentimento romantico verso Grizz.

E poi, perché non chiamavo la polizia? Cosa c’era di sbagliato in me? Non riuscivo a capire il mio cuore.

Ho compreso anche i suoi dubbi e la sua “omertà” di fronte alle azioni illegali e criminose del compagno.

Non avevo mai chiesto da dove provenisse quel denaro ma non si può stare con una persona tutti quegli anni senza immaginare la sua attività. Ogni tanto capivo delle cose, non ero ingenua, ma fingevo di esserlo.

Davvero un'ottima caratterizzazione.
Grizz, quest'uomo più anziano (anche se non si capisce di quanto) mi è piaciuto subito dal prologo. Volevo saperne di più su di lui, la sua vita, il suo passato e i suoi sentimenti. Purtroppo non è stato del tutto possibile visto lo scarso sviluppo psicologico di Grizz. Qui ci sarebbe stato benissimo il suo Pov. Traspare molto bene l'amore (malato) che prova nei confronti di Kit però manca qualcosa e tutto rimane nebuloso.
La differenza di età tra i due è un'altra delle cose che mi ha infastidita anche se capisco che è perfettamente inserita nella storia.
Le scene di sesso sono molto soft. Anzi scarseggiano proprio. Non me lo aspettavo vista la vita particolare che hanno i protagonisti.
La trama non è incentrata solo sulla relazione tra Kit e Grizz, ma mostra molto bene il mondo delle bande motociclistiche non risparmiando particolari dettagliati sulle “punizioni” inflitte ai poveri malcapitati. Molto spesso persone innocenti che si trovavano a passare di lì per caso.
Il finale è stato davvero eccessivo sia per la frettolosità con cui si conclude il tutto che per alcuni colpi di scena in parte inutili.
Un libro che non si è rivelato proprio quello che mi aspettavo ma che non ho potuto fare a meno di amare.
Quixote portami anche gli altri volumi perché ho bisogno di saperne di più su Grizz!

La serie è composta:
  1. Nove minuti
  2. Out of Time
  3. A Gift of Time




giovedì 8 agosto 2019

Recensione #385 Come nessuno al mondo by Amabile Giusti


Libro letto per: Reading Challenge Dalle tre ciambelle Ristorante – Pizzeria
Tavolata La Paella della Bacci – Caffè: Leggi il libro di un'autrice Italiana




Autrice: Amabile Giusti
Titolo: Come nessuno al mondo
Editore: Amazon Publishing
Pag:: 380
Data di pubblicazione: 2 luglio 2019
Trama
Lei è dolce e riservata, lui spavaldo fino all’arroganza: è conflitto a prima vista ma l’attrazione è in agguato...
Diane è una ragazza discreta e un po’ timida, alle prese col suo primo anno di università. Ha un rapporto complicato con la madre, un’attrice hard dal temperamento sprezzante. Un giorno, al campus, incontra Derek, ventun anni di sfrontata bellezza e ingestibile strafottenza, che insegna surf sulla spiaggia di Santa Monica e non è certo uno studente modello, nonostante sia il figlio del rettore del college. I due, da subito, non si sopportano: Diane, che scrive racconti ed è segretamente invaghita dell’ineffabile Rupert, suo professore di letteratura, trova Derek ignorante e maleducato, e lui non perde occasione per prendersi gioco di lei e maltrattarla, anche in pubblico. Alcune impreviste circostanze, tuttavia, li fanno avvicinare più di quanto entrambi avrebbero mai creduto possibile, e i due giovani cominciano a guardarsi reciprocamente con occhi diversi. Che la dolce Diane sia più forte e caparbia di quanto appare, e il rude Derek meno insensibile di quanto i suoi modi mostrino?Sullo sfondo di una splendida Los Angeles, tra corse in moto, feste universitarie e spiagge assolate, Derek e Diane impareranno che le cose non sono mai come sembrano, e che l’amore vero, quando arriva, ti travolge e ti cambia.







Amabile Giusti è una di quelle autrici che riesce sempre a regalarmi ore di piacevole lettura. Non si è smentita neanche stavolta, fortunatamente.
Diane ha diciotto anni ed è la figlia di una delle più famose attrici hard d'America. Dopo l'ennesima, pesante, avance di Esteban, compagno della madre, decide di andare via di casa. Affitta un piccolo monolocale e si mantiene da sola agli studi.
Derek ha un rapporto a dir poco conflittuale con il padre, rettore dell'università dove studia la ragazza. L'incontro tra i due avviene in maniera insolita e si detestano da subito, ma...
Anche questa volta l'autrice crea una storia che sembra avere al suo interno i soliti cliché del genere. Lui bad-boy, donnaiolo, bello e arrogante; lei dolce, timida e pura. 

Sono un tipo democratico, io. Me ne frego se sei figlia di un ministro della Chiesa battista o di una pornostar. Io sono porco a prescindere.
Tuttavia la Giusti inserisce sempre quel qualcosa che fa distinguere il libro dagli altri.
Ho impiegato un po' a entrare nel vivo della storia perché Derek è un personaggio davvero difficile da inquadrare. Amabile lo ha caratterizzato davvero magnificamente. Dietro quella scorza dura come il metallo che tanto ama lavorare, si nasconde un ragazzo dal cuore d'oro, con tanto amore da dare. 

Come si permette di essere gentile? Come si permette di tentare di guardarmi? E non soltanto la superficie: lei prova a guardarmi dentro. Lei mi tratta come se fossi una persona, come se le importasse di me qualcosa che va oltre una scopata e una bevuta e non so come ti chiami e non sai come mi chiamo e addio.
Se solo non ne fosse così spaventato. 

E dagli con sti cuori che battono. Se non battono crepate. Non è amore, è il normale funzionamento di tutto l’apparato.
Mi è piaciuto tanto come Derek si faccia conoscere lentamente, pagina dopo pagina, incantandomi con i suoi sentimenti per Diane, attraverso i gesti che compie per aiutare la ragazza.
Diane, per essere una protagonista femminile così dolce, innocente e buona (lo sapete ormai che non sono le mie eroine preferite) non mi è dispiaciuta del tutto. Ho trovato normali le sue insicurezze dopo aver vissuto all'ombra di una madre così particolare, però l'avrei apprezzata più decisa. Soprattutto nella questione Esteban! Andava denunciato, subito, senza tentennare minimamente. Dall'altra parte ho compreso il suo avvicinarsi al professore che sopperiva al suo bisogno di normalità. 

Quando pensi di non contare per nessuno, quando ti convinci che, se morissi, neppure il gatto noterebbe la tua assenza, quando sei afflitta da un’improvvisa forma di autocommiserazione che ti fa sentire inutile e insignificante, avere qualcuno che ti sorride da lontano e i cui occhi si soffermano su di te, diventa non soltanto un diversivo. Diventa un’ancora alla quale aggrapparsi.
Parliamo del professore che è un soggetto che non ho capito perfettamente. Non mi ha trasmesso molto, né in negativo né in positivo.
I due soggetti che invece mi hanno sorpreso sono Alanna e Theresa. La prima, ex fidanzata del fratello morto di Derek, era insopportabile e inquietante. Poi però è riuscita a farmi cambiare idea anche se resta comunque un bel po' fuori di testa...
stessa cosa successa con Theresa, madre di Diane. La famosa attrice porno che non è stata di certo una madre esemplare eppure neanche così male come pareva all'inizio.
Lo stile della Giusti è sempre curato, leggero e scorrevole anche se questa volta ha usato un bel po' di parolacce, ma Derek non poteva di certo avere un linguaggio da educando.
Mi è piaciuto immensamente leggere di Diane e Derek, ho adorato questa coppia e sono stata completamente conquistata da loro.




lunedì 29 luglio 2019

Recensione #379 Quando arrivi chiama by Anna Mittone


Libro letto per: Reading Challenge Dalle tre ciambelle Ristorante – Pizzeria
Tavolata La Paella della Bacci – DOLCE leggi Quando arrivi chiama di Anna Mittone




Titolo: Quando arrivi chiama
Autrice: Anna Mittone
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 173
Data di pubblicazione: 25 giugno 2019
Trama
Silvia ha quarantasette anni, un ex marito e una figlia adolescente, Emma.
Tra madre e figlia si alternano momenti di grande complicità ed epiche sfuriate - la normalità, insomma - fino al giorno in cui Emma parte con la sua classe per un viaggio di studio che la terrà lontana da casa per un anno, in Canada.
Silvia l'accompagna all'aeroporto insieme a Luca, il suo ex marito e, proprio quando pensa che quella giornata non potrebbe contenere più emozioni di così, un drammatico imprevisto la inchioda alle sue peggiori paure: un attentato terroristico sconvolge l'aeroporto Charles de Gaulle durante lo scalo dei ragazzi.
In preda al panico, Silvia decide su due piedi di partire per Parigi insieme a Michele, il padre di un compagno di Emma, conosciuto poche ore prima all'aeroporto.
I due salgono in macchina diretti in Francia e, in un clima di dolorosa incertezza, dandosi il cambio alla guida tra una lacrima e una battuta per sopravvivere, durante quel lungo on the road avranno l'occasione di conoscersi.
Anna Mittone racconta con ironia l'amore e le incomprensioni che caratterizzano il rapporto madre-figlia, mettendone in luce con coraggio anche i lati oscuri e i sensi di colpa, dal punto di vista di una mamma incasinata e impaurita quanto brillante e adorabile.



La copertina di questo libro non mi avrebbe mai invogliato a leggerlo. L'arancione non è un colore che amo. Allora perché l'ho affrontato? Perché due personcine molto sadiche, La libridinosa e Stefania di Due lettrici quasi perfette, (ma prodighe di buoni consigli libriosi) me lo hanno proposto come obiettivo la loro Reading Challenge.

Avvertenza iniziale: la lettura di questo libro è consigliata in presenza di un cardiologo! Almeno io ne ho avvertita la necessità perché sono stata in ansia per tutto il tempo.
La storia è partita in maniera molto tranquilla per poi farmi precipitare in un mare di angoscia. Silvia è la madre di Emma, una ragazza diciottenne pronta a frequentare l'ultimo anno di liceo in Canada. L'aero fa scalo a Parigi proprio nel momento in cui dei terroristi assaltano l'aeroporto De Gaulle. Non si hanno notizie di Emma per cui Silvia decide di partire con Michele, padre di un compagno di sua figlia, alla volta di Parigi.
Silvia è un personaggio per cui ho provato subito una forte empatia e che ho amato tantissimo. La sua caratterizzazione è sublime e io mi sono rivista in lei in svariate occasioni. Io ho un figlio maschio, ormai grande (dice lui...), ma il ricordo di come mi sentivo quando aveva anche lui quell'età è ancora vivo in me. Non che ora le paure e le preoccupazioni se ne siano andate...
Ho capito perfettamente il desiderio di questa madre che vorrebbe per la figlia mille nuove esperienze anche se queste la porteranno lontana da lei e la voglia di averla sempre vicina per proteggerla dalle brutture della realtà. È dura vederli spiccare il volo e cercare di sopprimere quella sensazione di abbandono.
Fin qui il mio cuore poteva reggere, ma dopo la notizia dell'attentato e la mancanza di notizie sulla sorte di Emma, ho iniziato a preoccuparmi per lui. Il tutto mi ha fatto male quasi quanto a Silvia. Questo libro tocca tematiche a me vicine e affronta la mia paura più grande per cui proprio non riuscivo a rimanere indifferente di fronte alle preoccupazioni, alle ansie, al non sapere che invadevano l'animo della donna.
Oltre queste sensazioni ho trovato descritto in maniera molto realistica il rapporto madre-figlia, con le tipiche lotte e le ribellioni dell'adolescenza.
Pur essendo un libro profondo ed emozionante, lo stile narrativo della Mittone è rimasto fresco, scorrevole e arricchito da una velata ironia. Impossibile staccarmi dal kindle perché dovevo sapere!
Mentre ancora sono indecisa se perdonare o meno le due sadiche voi non fatevi scappare questa meraviglia.





lunedì 22 luglio 2019

Recensione #374 Non ti lascerò by Chevy Stevens


 Libro letto per: Reading Challenge Dalle tre ciambelle Ristorante – Pizzeria
Tavolata La Paella della Bacci – 
BEVANDA: “Non ti lascerò” di Chevy Stevens



Autrice: Chevy Stevens
Titolo: Non ti lascerò
Editore: Fazi Editore
Data di pubblicazione: 18 aprile 2019
Pagine: 426

Trama
Un uomo molto attraente che ti porta in vacanza in un resort di lusso: il mare cristallino, la spiaggia bianchissima, un luogo paradisiaco. Un sogno, per Lindsey. Almeno in apparenza. Nella realtà, il matrimonio di Lindsey è un incubo. Andrew è un uomo morboso: qualunque gesto della moglie, anche involontario, può scatenare la sua rabbiosa gelosia e farlo diventare violento. Beve molto e ha minacciato di ucciderla, se scappa. Una notte, Lindsey riesce finalmente a fuggire portando con sé la figlia. Non torneranno più. Il marito verrà arrestato in seguito a un incidente e per lei e la bambina inizierà un periodo di pace. Undici anni dopo, Lindsey è una piccola imprenditrice, e la sua vita e quella della figlia adolescente scorrono tranquille in una nuova città. Lei frequenta un gruppo di sostegno e ha un nuovo fidanzato, Greg, che la ama più di quanto lo ami lei. Fino a quando Andrew non viene scarcerato e cominciano ad accadere cose strane, una serie di incidenti sempre più misteriosi.
Lei e Sophie sono nei guai o si sta solo suggestionando? È Andrew che vuole fargliela pagare per ogni giorno trascorso dietro le sbarre? È tornato per mantenere la sua promessa? D’altronde, chi altro potrebbe essere...?




Ho letto, qualche tempo fa, Scomparsa uno dei thriller psicologici più belli con cui ho avuto a che fare nella mia carriera di lettrice del genere. Quando ho saputo dell'uscita den nuovo libro di quella stessa autrice ho subito ordinato la copia cartacea. Il libro, però, sarebbe rimasto a prendere polvere se la challenge delle Ciambelle non me lo avesse assegnato come Bevanda.
Lindsey riesce a sfuggire alle angherie del marito violento quando questi viene arrestato per aver provocato la morte di una donna mentre guidava ubriaco. Dopo qualche anno viene scarcerato e alla donna iniziano a succedere cose molto strane.
La storia si sposta su due diversi archi temporali. Nel passato insieme a una giovane e innamorata Linsdey che scopre piano piano il mostro che si cela dietro il bell'aspetto del marito Andrew e nel presente con un a Lindsey ancora traumatizzata ma che cerca di vivere una vita normale con la figlia adolescente Sophie.
I personaggi sono stati descritti in maniera ottimale. Non mi è stato difficile provare le stesse paure della donna sia nel passato che nel presente. Nonostante ciò non sono riuscita a odiare del tutto Andrew. Ho visto in lui una forte voglia di cambiare. Non per questo accetto o perdono i suoi comportamenti passati.
Ho compreso benissimo anche le azioni di Sophie, grazie ai capitoli raccontati da lei stessa. Voleva tenere segreto il ritrovato rapporto con il padre sia per non far soffrire la madre che per capirlo a fondo anche lei.
Abilissima l'autrice a farmi sospettare d ogni presenza maschile che ruotava intorno alla protagonista.
Naturalmente il mio sospettato numero uno era troppo prevedibile eppure ho dubitato di lui fin quasi alla fine; l'altro che non mi convinceva del tutto era pure troppo palese, ma anche qui il dubbio è rimasto. Il vero artefice di tutto era nella mia rosa dei sospettati (vabbè avevo iniziato a sospettare anche di me...) però non per il motivo che credevo io. Lo so che questo pensiero è piuttosto contorto ma ho cercato di spiegare le mie sensazioni senza fare spoiler.
La suspense era, poi, presente in ogni pagina e i vari colpi di scena non mi hanno permesso di lasciare il libro fino alla fine. Dovevo sapere!
Come seconda esperienza con questa autrice devo dire che è andata benissimo e ho ritrovato uno stile che ha saputo coinvolgermi da subito.




mercoledì 17 luglio 2019

Recensione #372 È una specie di magia by Daniela Grandi




L'angolo vintage 2.0 #11


 Libro letto per: Reading Challenge Dalle tre ciambelle Ristorante – Pizzeria
Tavolata La Paella della Bacci – 
Leggi un libro ambientato negli anni Ottanta



Ho questo ebook nel mio Kindle da qualche anno, da quando assistetti alla sua presentazione al SalTo del 2016. La trama che parlava di due amiche rispedite nei mitici anni '80 mi aveva intrigata da subito. Complici la rubrica ideata da Chiara e la reading challenge delle ciambelle finalmente ho affrontato la lettura del romanzo.

Autrice: Daniela Grandi
Titolo:  È specie di magia
Editore: Amazon Publishing
Pagine: 244
Data di pubblicazione: 29 marzo 2016
Trama
Cosa fareste se un fulmine a ciel sereno vi riportasse indietro nel tempo, nella Kind of Magic dei vostri anni ’80?
Lucia e Sandra, amiche ancora oggi come ai tempi del liceo, hanno l’occasione di sperimentare questa “specie di magia”.
Dentro sono ancora le stesse donne di prima (o di dopo?), ma fuori si ritrovano con i loro corpi di diciottenni, le pettinature assurde, i vestiti improbabili, e più fuori c’è la loro vita del 1984: i genitori ancora giovani, le mattinate a scuola, con i grandi amori in agguato tra i banchi, gli amici dimenticati, le battute esilaranti, la voglia di prendersi in giro, la leggerezza.
Ma tornare indietro nel tempo potrebbe anche essere un modo per costruire un nuovo futuro: riusciranno a salvare Freddie Mercury? Ad aiutare vecchi amici a fare le scelte giuste anche contro i tabù del tempo? A far vedere a tutti quei semi che poi germoglieranno in problemi globali? O, più semplicemente, tornare ad avere diciott’anni potrà riportare un po’ di quella magia nella loro vita di oggi?






L'idea di poter tornare indietro agli anni della mia adolescenza con l'esperienza di oggi è una cosa che ho sempre desiderato poter fare.
Durante una notte buia e tempestosa Lucia e la sua amica Sandra riescono involontariamente a realizzare quest'impresa. Vengono, infatti, rispedite indietro, negli anni Ottanta, mantenendo però tutte le conoscenze apprese fin qui. Dovranno trovare il modo di tornare al loro presente...
Leggere questo romanzo è stata un'esperienza divertente e malinconica al tempo stesso. Le descrizioni delle canzoni, dei film, dell'abbigliamento tipici di quel periodo erano davvero evocative. Durante la lettura non ho potuto fare a meno di provare quella dolce malinconia che i bei ricordi (anche quelli brutti) sanno donare. I dubbi della mia adolescenza, i primi amori, il disagio a scuola, il sentirsi inferiori e incompresi è spiegato molto bene. Mi sono rivista in parecchie situazioni.
Al tempo stesso, però, era divertente seguire Lucia e Sandra nelle varie avventure in cui vengono coinvolte. Loro due sono ben descritte e rese molto realistiche. La mia preferita è stata Lucia perché quella più vicina a me per carattere. Sandra è rimasta più nell'ombra ma comunque eviscerata a sufficienza. Alcuni dei soggetti vicini a loro sono stati determinanti per le scelte delle protagoniste. Personalmente non sapevo se preferire Carlo, il vecchio amore di Lucia o Paolo suo marito nel presente. Ho approvato in pieno la scelta dell'autrice per quello che riguarda questo strano triangolo. Tuttavia ho sentito la necessità di conoscere più approfonditamente Riccardo, l'altro viaggiatore del tempo. Perché si spostava spesso dal presente al passato? La sua spiegazione sul volerlo intensamente mi è sembrata molto scarsa. Poi sarebbe successo ancora anche alle due protagoniste? Questi aspetti sono rimasti troppo nebulosi anche tenendo conto della leggerezza della storia,
La scrittura è scorrevole e fresca, ben curata che, oltre a trasportarmi in quegli anni indimenticabili, mi ha permesso di finire il libro in pochissimo tempo.

Di certo non è un romanzo-capolavoro ma è stato in grado di regalarmi svariate sensazioni. In più mi ha concesso quelle ore di svago, divertente e nostalgico, di cui avevo bisogno in quel momento.


Qui sopra i blog di luglio. Chissà cosa avranno letto le mie colleghe blogger!


domenica 14 luglio 2019

Recensione #370 Ninfa dormiente by Ilaria Tuti


Libro letto per: Reading Challenge Dalle tre ciambelle Ristorante – Pizzeria
Tavolata La Paella della Bacci – Leggi un libro con un protagonista anziano




Titolo: Ninfa dormiente
Autrice: Ilaria Tuti
Serie: Teresa Battaglia #2
Casa editrice: Longanesi
Pagine: 478
Data di pubblicazione: 27 maggio 2019
Trama
Li chiamano «cold case», e sono gli unici di cui posso occuparmi, ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d’improvviso riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto mi aspettavo. Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno. Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa.






Questo periodo, per me, è stato caratterizzato da molti secondi capitoli di serie che seguo con interesse. Libri molto difficili da scrivere perché debbono mantenere, in me, lo stesso interesse del precedente dando però un qualcosa in più per invogliarmi a continuare la serie.
Tutta questa premessa per dire che la Tuti è riuscita perfettamente a creare un ottimo secondo capitolo, forse anche migliore del primo.
Teresa Battaglia è alle prese con un nuovo cold case presentato sotto forma di un quadro dipinto con il sangue. La Ninfa Dormiente nasconde mille orrendi segreti dietro la sua immagine.
È stato un piacere ritrovare un'eroina così anticonvenzionale, originale e imperfetta da bucare quasi le pagine del libro. Non riesco a non amare questa donna che, nonostante la sua malattia invalidante, riesce ad essere comunque più intelligente, determinata e scaltra di tutti gli altri.
Mi è piaciuto anche conoscere meglio Massimo Marini, suo assistente. Scoprire che anche lui nasconde svariati segreti me lo ha reso ancora più reale e umano. Un soggetto che sto amando sempre più.
Due nuove entrate molto interessanti, sia come personaggi sia per il lavoro che svolgono, sono stati Blanca e Smoky che spero di rivedere ancora interagire, in futuro, con Teresa e la sua squadra.
Bello anche vedere come la suddetta squadra del commissario le sia affezionata e fedele seguendola ovunque sfidando persino ordini superiori.
Il mistero che fa da base al libro e che ruota intorno al quadro è talmente intricato da avermi fatto dubitare di tutti i soggetti coinvolti. Ero convinta di aver scoperto il colpevole invece la Tuti è stata abilissima nell'ingannarmi. Mai avrei indovinato chi si nascondeva dietro a tutto.
Lo stile narrativo è veloce e coinvolgente, molto curato, i capitoli brevi e serrati mi hanno fatto leggere il libro in poche ore. Spesso controllavo la sua lunghezza e dicevo tra me: vabbè dai, solo questo e basta. Però i colpi di scena conclusivi mi spingevano a leggerne un altro, e un altro... e un altro.
Voglio altre storie con Teresa Battaglia!



La serie è composta
Ninfa dormiente





sabato 6 luglio 2019

Recensione #365 Sulla sedia sbagliata by Sara Rattaro


 Libro letto per: Reading Challenge Dalle tre ciambelle Ristorante – Pizzeria
Tavolata La Paella della Bacci – 
Leggi un libro di Sara Rattaro




Autrice: Sara Rattaro
Titolo: Sulla sedia sbagliata
Editore: Garzanti
Pagine: 157
Data di pubblicazione: 28 maggio 2015
Trama
Andrea è accusato di aver ucciso Barbara, la fidanzata, in preda a un raptus e sotto l'effetto di stupefacenti. Valeria ha saputo dal giornale che il ragazzo che ama è accusato di aver strangolato la madre. Una donna ha visto uscire di casa la figlia e non sa che sarà per l'ultima volta, mentre Zoe sogna l'"uomo dal naso perfetto" e attende il trapianto... Vicende che si intrecciano e sovrappongono, vittime e carnefici che si scambiano i travestimenti nel teatrino dell'assurdo della vita. Una struttura originale e una scrittura toccante e coinvolgente disegnano storie talmente vicine alle nostre che sembrano appartenerci, componendo un vivace mosaico in cui ogni tessera si incastra armoniosamente.




Che Sara Rattaro fosse un'autrice fantastica quando si tratta di trasformare i sentimenti in parole lo sapevo già, ma in questo romanzo, per me, si è superata. In poco più di 150 pagine è riuscita a emozionarmi tantissimo. Incide, sicuramente, il fatto che la base della trama si poggia su un argomento che mi spaventa moltissimo: la perdita di un figlio. Nel libro vengono trattate le diverse tipologie di perdite, ma tutte devastanti allo stesso modo.
Ammetto che non è stata, per nulla, una lettura facile proprio perché l'autrice riesce a toccare quei punti per me molto sensibili.
I personaggi sono eviscerati perfettamente in minimi, ma esaustivi, tratti significativi. In poche pagine Sara è riuscita a dare vita a dei soggetti che ho sentito estremamente veri e vicini a me. Sono riuscita, perfettamente, a entrare in empatia con Francesca e pormi le sue stesse mille domande su come Andrea (colpevole del brutale omicidio della fidanzatina) abbia potuto compiere un simile gesto. Cosa ha sbagliato lei, come mamma, per rendere un figlio, considerato perfetto, un terribile assassino?
Ero vicina (persino troppo) anche al dolore di Teresa per la perdita di sua figlia a causa di un tragico incidente stradale. Le sue erano le parti più difficili da leggere perché non credo esista al mondo un dolore più forte della prematura e improvvisa scomparsa di un figlio.
Molto interessanti e coinvolgenti anche le storie di Paolo e Zoe legati da un filo sottile alle tragedie di Francesca e Teresa.
Un romanzo che, per quanto corto, è riuscito a incatenarmi alle sue parole crude e terribili. L'ho divorato in un pomeriggio nonostante sia stata, più volte, tentata di chiuderlo per evitare di pensare a certe cose.
Il mio preferito tra quelli letti finora di Sara Rattaro.



martedì 18 giugno 2019

Recensione #359 Un caso speciale per la ghostwriter by Alice Basso


Libro letto per: Reading Challenge Dalle tre ciambelle Ristorante – Pizzeria
Tavolata La Paella della Bacci – 
Leggi un libro con uno o più oggetti in copertina



Autrice: Alice Basso
Titolo: Un caso speciale per la ghostwriter
Serie: Vani #5
Editore: Garzanti
Pagine: 384
Data di pubblicazione: 2 maggio 2019
Trama
Per Vani le parole sono importanti. Nel modo in cui una persona le sceglie o le usa, Vani sa leggere abitudini, indole, manie. E sa imitarlo. Infatti Vani è una ghostwriter: riempie le pagine bianche di scrittori di ogni genere con storie, articoli, saggi che sembrino scaturiti dalla loro penna. Una capacità innata che le ha permesso di affermarsi nel mondo dell’editoria, non senza un debito di gratitudine nei confronti dell’uomo che, per primo, ha intuito la sua bravura: Enrico Fuschi, il suo capo. Non sempre i rapporti tra i due sono stati idilliaci, ma ora Vani, anche se non vorrebbe ammetterlo, è preoccupata per lui. Da quando si è lasciato sfuggire un progetto importantissimo non si è più fatto vivo: non risponde al telefono, non si presenta agli appuntamenti, nessuno sa dove sia. Enrico è sparito. Vani sa che può chiedere l’aiuto di una sola persona: il commissario Berganza. Dopo tante indagini condotte fianco a fianco, Vani deve ammettere di sentirsi sempre più legata all’uomo che l’ha scelta come collaboratrice della polizia per il suo intuito infallibile. Insieme si mettono sulle tracce di Enrico. Tracce che li porteranno fino a Londra, tra le pagine senza tempo di Lewis Carroll e Arthur Conan Doyle. Passo dopo passo, i due scoprono che Enrico nasconde segreti che mai avrebbero immaginato e, soprattutto, che ha bisogno del loro aiuto. E non solo lui. Vani ha di fronte a sé un ultimo caso da risolvere e fra le mani, dalle unghie rigorosamente smaltate di viola, stringe le vite di tutte le persone a cui ha imparato a volere bene.






Le cose cambiano.
Le storie finiscono.
Altre storie iniziano.
E ci vuole coraggio per affrontare tutto questo. Questo grande romanzo d’avventura che è la vita. Che lo vogliamo o meno.
Ma è bellissimo.

Scrivere e leggere un capitolo finale di una serie non è facile. Tutte le storie devono avere una conclusione e i personaggi avere il loro lieto (più o meno) fine.
Alice Basso è riuscita perfettamente a scrivere una storia che conclude in maniera più che soddisfacente una serie che ho amato dal primo libro.
In questo quinto capitolo Vani deve e vuole ritrovare Enrico Fuschi scomparso alla fine del libro precedente. Seguendo le tracce del suo capo la ragazza avrà modo di conoscere meglio quest'uomo burbero ed egoista.
Non è facile, per me, recensire a dovere questo libro visto che non ho le abilità dialettiche e il talento di Alice.
Ho conosciuto Vani per caso. Complice una challenge librosa a cui partecipavo in quel periodo. La copertina proprio non mi attirava, ma lette le prime pagine è scattato subito l'amore per la protagonista e per il mondo creato dall'autrice.
Vani è un'eroina di quelle che io adoro tantissimo. Sarcastica, ironica e mai scontata. Nel corso della serie è “cresciuta”, si è “aperta” eppure è rimasta comunque fedele a se stessa. Neanche da innamorata è scaduta nella sdolcinatezza tutta cuori e farfalle...
Ma Alice non ha saputo farmi innamorare solo di Vani. Tutti gli altri soggetti della serie mi sono entrati nel cuore. Ognuno così diverso dall'altro ma ugualmente interessante e ben sviluppato. Berganza con il suo fascino di altri tempi, la sua calma serafica è il mio preferito su tutti. Mi è piaciuto anche Riccardo bello e superficiale ma così adorabile; Lara la svampita (mica tanto) sorella di Vani; la giovane Morgana una mini-Vani ironica e meravigliosa come l'originale; pure Enrico è riuscito a farmi cambiare idea su di lui, la vera rivelazione del romanzo.
Una delle cose che più ho amato in questo libro è l'amore per i libri che traspare da ogni pagina.
Come ho già detto, Alice scrive benissimo.
Mi mancheranno tutti eppure trovo giusto chiudere la storia dopo cinque perfetti volumi.
PS Alice carissima solo una domanda: il tamarro ha venduto poi la casa? Non mi puoi lasciare così nell'incertezza.

La serie è composta
0,1 Nascita di una ghostwriter
0,2 La ghostwriter di Babbo Natale
5 Un caso speciale per la ghostwriter