giovedì 2 aprile 2020

Recensione #470 La bambina che amava Stephen King by Claudine Dumont

Immagine a cura di Manuela Menna



Oggi ricorre la giornata mondiale della Consapevolezza sull'Autismo. Con il mio lavoro sono venuta a contatto svariate volte con bambini (ora ragazzi) autistici. Mi ha sempre colpito la dolcezza che c'è in loro. Ho letto pochissimi libri con protagonisti di questo tipo e ho pensato di affrontare proprio ora questo romanzo che ho in libreria da parecchio. Ammetto, comunque, di averlo comperato per il titolo.

Autrice: Claudine Dumont
Titolo: La bambina che amava Stephen King
Editore: LaCorte Editore
Pag:: 188
Data di pubblicazione: 24 novembre 2016
Trama
Emilie è una bambina autistica che vive in un mondo tutto suo e ama divorare i libri di Stephen King, il suo autore preferito. Emilie è quindi sempre stata diversa. Ma adesso quell’essere “diversa” è cambiato. Un incidente l’ha trasformata in qualcosa che non ci si riesce a spiegare, che non si riesce a tollerare e che sembra non farle più avere bisogno di Julie, sua sorella, l’unica che sa accedere al “suo” mondo e con la quale ha sempre avuto un rapporto speciale. Julie quindi farà di tutto, comprese alcune decisioni impossibili e atti senza senso, per capire cosa stia succedendo veramente e trovare una soluzione per riportare indietro la sua sorellina. Un horror psicologico che mescola il quotidiano della vita reale a un’alta suspense emotiva in una miscela esplosiva e dal frenetico ritmo che vi terranno svegli per tutta la notte.





Emilie è una bambina autistica che ha un bellissimo rapporto con la sorella maggiore Julie. Durante una vacanza la piccola cade accidentalmente in un buco dove rimarrà per 38 lunghe ore. L'accaduto la cambierà completamente.
Il romanzo mi ha lasciata perplessa su molti punti pur non essendo una lettura del tutto negativa.
Tanto per cominciare mi aspettavo un libro completamente diverso. Un horror a quanto dice il retro della copertina, invece, nonostante presenti alcune scene ansiogene, non è da considerare un horror. Un thriller psicologico? Anche questo è scritto, ma non credo neanche questo sia la tipologia di storia. Non riesco a inserirlo in un genere specifico.
Molti dubbi me li hanno trasmessi anche i personaggi. La narrazione avviene attraverso gli occhi di Julie quindi non è difficile conoscere i suoi pensieri. Tuttavia non sono comunque riuscita a capire o giustificare le sue azioni. Va bene il rapporto quasi esclusivo che ha con Emilie, ma tacere quando ota il malessere della sorella è incomprensibile. Non hai le competenze giuste per aiutarla come dimostra il gesto estremo che compie alla fine...
Peggio di lei, che almeno si mostra preoccupata, sono i genitori della ragazzina. Il padre che vive tranquillo con la nuova famiglia e la madre... Una donna inutile che delega la figlia maggiore di tutto quello che riguarda Emilie. Ma si può???
Due cose positive però ho trovato durante la lettura. Lo stile della Dumont fatto di capitoli brevi, frasi ridotte all'osso. Un mix che ha saputo coinvolgermi a dispetto di tutte le cose negative che riscontravo andando avanti. Ho letto, infatti, il libro in poche ore tanta era la mia curiosità sul finale. Finale con una spiegazione senza senso...
Bello il modo in cui Julie parla della condizione della sorella di cui riporto alcune frasi.
I suoi occhi fissano il vuoto davanti a sé. Qualcosa che solo lei riesce a vedere.

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Tutti quelli che non la capiscono, che cercano di costringerla a ragionare. Di controllarla. Di cambiare ciò che è.

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Fisse, dicono i dottori. Ma non capiscono niente. Emilie ama le strutture, le cose che non cambiano, l'assenza di imprevisti. La logica e le conseguenze logiche: una garanzia.

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Si limitano a dire che è diversa. Diversa nella sua diversità, come se questo spiegasse tutto.

Per concludere un libro che, anche se non mi ha convinta del tutto, non mi sento di bocciare del tutto.

Un piccolo appunto a chi ha curato l'editing del volume: ci sono davvero troppi refusi e scambi di persona nella storia. Di solito non faccio notare queste cose ma qui ne ho trovati davvero tanti.





4 commenti:

  1. Non avevo idea di questo giorno così importante, ma la scelta di questo romanzo devo dire sembra davvero interessante ☺️☺️☺️

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    1. Un libro strano ma non del tutto negativo.

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